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19 luglio 1992 La strage di Via D'Amelio dove persero la vita: Paolo Borsellino, Agostino Catalano, Claudio Traina, Emanuela Loi, Eddie Walter Cosina, Vincenzo Li Muli,

07

Nov

2008

Bruno Contrada: no a revisione processo - 6/11/2008 PDF Stampa E-mail
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Scritto da ANSA   
6 novembre 2008

RomaLa vicenda giudiziaria dell'ex numero due del Sisde Bruno Contrada non ha nulla a che vedere con i procedimenti a carico del senatore a vita Giulio Andreotti e del magistrato di Cassazione Corrado Carnevale.

Per questo l'ex 'superpoliziotto' non può invocare la revisione del processo per concorso esterno in associazione mafiosa, conclusosi con la condanna definitiva a dieci anni di reclusione, facendo riferimento alla "contraddittorietà " dei verdetti di assoluzione e condanna per i due imputati 'eccellenti'. Lo sottolinea la Cassazione nelle motivazioni,depositate oggi,della sentenza con la quale lo scorso 7 ottobre i supremi giudici hanno detto 'no' all'istanza di revisione presentata da Contrada. Per la Cassazione "non sussiste alcuna inconciliabilità fra le pronunce assolutorie concernenti Carnevale ed Andreotti e quella di condanna inerente il Contrada".

"E' agevole rimarcare - prosegue Piazza Cavour con la sentenza 41372 - che i fatti costituenti oggetto dei giudizi a carico di Carnevale ed Andreotti sono diversi da quelli stabiliti nel procedimento Contrada". Con riferimento alla inattendibilità dei pentiti sostenuta da Contrada, la Cassazione rileva che "la pronuncia di condanna si fonda, oltre che sulle dichiarazioni dei collaboranti, su prove di segno e natura diversa, analiticamente enunciati". Insomma, il verdetto di colpevolezza è "supportato da un compendio probatorio ampio, complesso e concordante", dice la Cassazione. Per queste ragioni la Quinta sezione penale del 'Palazzaccio' ha bocciato il ricorso di Contrada, che è stato anche capo della squadra mobile di Palermo ed è accusato di aver coperto la latitanza dei boss mafiosi fornendo loro informazioni riservate, condannandolo anche al pagamento delle spese di giustizia.

Fonte: ANSA e Antimafiaduemila
 

06

Nov

2008

"Io ricordo", ma la mafia dov'è? PDF Stampa E-mail
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Scritto da Gabriella Gallozzi   
La mafia spiegata ai ragazzi? Una storia di vittime. Giusto. Ma senza «politica», senza dire delle connivenze con le istituzioni. Perché «l’antimafia non è né di destra né di sinistra». Anche in quest’Italia dove il nuovo modello di eroe coincide con la figura del fu stalliere di Arcore inquisito per mafia. Dove un ministro può dire che con «la mafia si deve convivere». Dove c’è chi vorrebbe cambiar nome all’aeroporto di Palermo intitolato a Falcone e Borsellino perché danneggia il turismo. È in quest’Italia che circolerà per le scuole «Io ricordo», una docu-fiction di Ruggero Gabbai nata per volontà della Fondazione Progetto Legalità, intitolata a Borsellino e prodotta dai fratelli Muccino. Al percorso di un di un padre (nel film è Gianfranco Jannuzzo) che spiega a suo figlio cos’è quel «mostro» che uccide e semina terrore in Sicilia si affiancano le testimonianze, fortissime, dei familiari delle vittime di mafia. Tutti «ricordi» durissimi, ma che mai dicono di un apparato istituzionale colluso. Peccato, visto che si tratta di un lavoro destinato ai giovani per ricordare. Se vogliamo conservare la memoria, che si conservi quella giusta.

GABRIELLA GALLOZZI

L’Unità, 5 novembre 2008


 
 

02

Nov

2008

Pio La Torre, mio nonno ucciso una seconda volta PDF Stampa E-mail
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Scritto da Marco La Torre   
 


Pio La Torre (fonte: il BLOG di Eugenio Pari)

 
Pio La Torre era mio nonno. Avevo tre anni quando é stato ucciso, e sono 26 anni che mi chiedo come sarebbe stato parlare, vivere e confrontarmi con lui. Mi sono convinto che l´esempio ed il modello che lui ha dato morendo fossero la ricompensa della privazione che ho avuto. Ora sono un medico di 29 anni e mi sento derubato anche di questo.

Scrivo ora, a piú di un mese dalla dichiarazione del Sindaco Giuseppe Alfano di cancellare l´intitolazione dell´aeroporto di Comiso a Pio La Torre, perché ho voluto che le riflessioni che oggi rivolgo, fossero private, di quel giusto, ma poco costruttivo, contenuto di ira e frustrante indignazione di cui all´indomani dell´accaduto erano piene.

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04

Nov

2008

La loggia massonica P2 PDF Stampa E-mail
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Scritto da Dario Campolo   

La Loggia Massonica P2
La Loggia Massonica P2, cos'è?
Licio Gelli, chi è?,

 

in questi giorni se ne è sentito parlare molto sui giornali e pocho se non nulla sulle tv nazionali, grazie alle dichiarazioni di Licio Gelli che ne era il "Grande Maestro" avrete sicurmanete fatto caso alle parole che solo "Berlusconi può proseguire il suo progetto di P2" a differenza di Ginafranco Fini che lo ha deluso, ovviamente prima di commentare o esprimere qualche giudizio è opportuno leggere, capire cosa è la P2 e chi la creò e con che obbiettivi. Di seguito un'ottima ricorstruzione di quegli anni grazie al contributo di Wikipedia e di google, nei prossimi giorni pubblicheremo la vita di Licio Gelli e quindi solo dopo potrete analizzare il quadro politico attuale unendolo alle ultime dichiarazioni del "Grande Maestro" e potrete quindi dire......"ahh, adesso capisco.....

 

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La loggia massonica Propaganda Due, più nota come P2, già appartenente al Grande Oriente d'Italia, è stata una loggia "coperta", cioè segreta, nata per reclutare nuovi adepti alla causa massonica con evidenti fini di sovversione dell'assetto socio-politico-istituzionale italiano.

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01

Nov

2008

L´ultima lettera di Paolo Borsellino PDF Stampa E-mail
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Scritto da Paolo Borsellino   

Questa è l'ultima lettera di Paolo Borsellino, scritta alle 5 del mattino del 19 Luglio 1992, dodici ore prima che l'esplosione di un'auto carica di tritolo, alle 17 dello stesso giorno, davanti al n.19 di Via D'Amelio, facesse a pezzi lui e i ragazzi della sua scorta.
Paolo si alzava quasi sempre a quell'ora. Con quella sua ironia che riusciva a sdrammatizzare  anche la morte, la sua morte annunciata, diceva che lo faceva "per fregare il mondo con due ore di anticipo" e quella mattina cominciò a scrivere una lettera alla preside di un liceo di Padova presso il quale avrebbe dovuto recarsi a Gennaio per un incontro al quale non si era poi recato per una serie di disguidi e per i suoi impegni che non gli davano tregua.

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