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19 luglio 1992 La strage di Via D'Amelio dove persero la vita: Paolo Borsellino, Agostino Catalano, Claudio Traina, Emanuela Loi, Eddie Walter Cosina, Vincenzo Li Muli,

15

Lug

2014

19 luglio, Rita e Salvatore Borsellino presentano le iniziative per la commemorazione della strage di via D'Amelio PDF Stampa E-mail
In evidenza - Brevi
Scritto da Laboratorio ZEN insieme   

di Laboratorio ZEN insieme - 15 luglio 2014

Mercoledì 16 Luglio 2014 conferenza stampa congiunta alle ore 10.30 presso il Centro Studi Paolo Borsellino


Mercoledì 16 Luglio 2014 Salvatore Borsellino e Rita Borsellino presentano alla stampa il programma di manifestazioni per il XXII Anniversario della Strage di via D'Amelio nel corso di una conferenza stampa congiunta che si terrà alle ore 10.30 presso la sede del Centro Studi 'Paolo Borsellino' (via Mariano Stabile 250, Palermo).
Saranno presenti, fra gli altri, i rappresentanti di Arci Palermo, AGESCI, Antimafia Duemila, Agende Rosse, Centro Studi Paolo Borsellino, Laboratorio Zen Insieme, Ruota Libera e le associazioni che hanno aderito e promosso le iniziative in città per la commemorazione del ‘19 Luglio’.

Laboratorio ZEN insieme

 

12

Feb

2015

Venerdì sit di solidarietà davanti il Tribunale di Trapani PDF Stampa E-mail
Editoriali - Manifestazioni
Scritto da redazione Telesud3.com   
Venerdì sit di solidarietà davanti il Tribunale di Trapani di redazione Telesud3.com -  11 febbraio 2015


Il gruppo Rita Atria del Movimento delle Agende Rosse  ha organizzato per venerdì dalle ore 11 alle ore 13, un sit-in di solidarietà davanti al Tribunale di Trapani. Per l’occasione interverrà anche una delegazione della  Scorta civica di Palermo, che da più di un anno “presidia” il Tribunale del capoluogo a sostegno del PM Nino  Di Matteo, e membri del gruppo Paolo Borsellino del Movimento delle Agende Rosse di Palermo. Al sit-in parteciperà anche Salvatore Borsellino, fratello del Giudice Paolo e fondatore del Movimento delle Agende Rosse.

da: telesud3.com

 

07

Mar

2016

'Attilio Manca è nostro fratello' PDF Stampa E-mail
Video - Appelli e comunicati
Scritto da Redazione AMDuemila   
di Redazione AMDuemila - 7 marzo 2016

“Io conosco la ferita che squarcia il cuore quando ti uccidono un fratello. Una ferita che non si può mai rimarginare. Io conosco, perché l’ho visto negli occhi di mia madre, lo strazio di vedersi ucciso il figlio, uno strazio che trova riposo solo nella morte. Conosco la rabbia che ti brucia l’anima ma che ti da la forza di continuare nel vedere la verità e la giustizia negata. Conosco la speranza che non devi mai lasciare morire perché ti permette di continuare a vivere. Per questo Attilio Manca è mio fratello e la sua famiglia è la mia famiglia”. Così Salvatore Borsellino ha voluto esprimere la propria vicinanza alla famiglia Manca che da tempo si trova a dover lottare non solo per avere verità e giustizia, che manca dal 2004, ma anche per difendere la memoria di Attilio Manca. Oltre a lui, in questo video, il contributo di tanti altri membri della società civile, giornalisti, attori, che hanno voluto far sentire la propria voce e ribadire con forza che “Attilio è anche nostro fratello”.
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24

Gen

2016

19 gennaio 2016: il compleanno di mio fratello Paolo PDF Stampa E-mail
Video - Manifestazioni
Scritto da Salvatore Borsellino   
di Salvatore Borsellino - 24 gennaio 2016

“Si combatte per la memoria per trovare verità e giustizia che si allontanino sempre di più. Una verità che si tenta di nascondere. Paolo, non ha avuto la fortuna di vedere nascere i suoi nipoti, è stato privato dall’affetto, dalla vicinanza, dalla famiglia. Questa sera lo vogliamo ricordare in un altro modo. Non come il 19 luglio quando alziamo l’agenda rossa. Mio fratello, il suo destino purtroppo è legato al numero 19. E’ nato il 19 gennaio, è morto il 19 luglio davanti al n.19. Oggi, vogliamo che sia soltanto un giorno di festa come se Paolo fosse in vita con noi. La scelta di questo Teatro ha un significato importante. Quando ci siamo trasferiti, siamo venuti ad abitare qui di fronte. Quante serate passate nei vicoli qua vicino fino al mattino a parlare e a sognare. Eravamo ragazzini. Eravamo giovani. Giovani nei quali Paolo ha posto tutte le sue speranze. Se oggi fosse vivo, sarebbe sicuramente felice di vedere quanti giovani si ribellano alla mafia, alla corruzione. Sarebbe felice della rivolta contro il pizzo, nata dai giovani. Però, se lo Stato continuerà a non proteggere i testimoni di giustizia, sarà difficile cambiare le cose. Oggi, Paolo sarebbe disperato, disperato per gli scambi di favore che esistono ancora per la forte presenza della mafia. Il nostro paese, si è in qualche modo sicilianizzato. La mafia è dappertutto come le metastasi. La mafia si è globalizzata, ha raggiunto livelli alti. Questo ha impedito l’industrializzazione del Paese. Purtroppo, lo Stato ha abbandonato il controllo del territorio.”

Salvatore Borsellino (dall'intervista a cura di Houda Sboui, 20 gennaio 2016, 'Il fresco profumo di libertà')

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05

Mar

2017

L'inglese Covell torna alla Diaz per raccontare il G8 ai ragazzi PDF Stampa E-mail
Video - Incontri con le scuole
Scritto da Giulia Destefanis   
di Giulia Destefanis - 3 marzo 2017

Entra alla Diaz in silenzio, si guarda intorno. Sospira. «Sento le stesse cose di quella notte — dice — come se stesse succedendo tutto adesso». Intorno a lui gli studenti vanno e vengono. «E' incredibile pensare come questo posto possa essere così tranquillo ora». Il giornalista inglese Mark Covell, nel blitz della polizia alla scuola Diaz di via Battisti, durante il G8 di Genova, fu quasi ammazzato tra calci e manganelli, finì in coma e ci rimase per 14 ore. Sedici anni (e molte battaglie legali e psicologiche) dopo, torna nella palestra del blitz per una mattina «speciale: per la prima volta incontro qui dentro dei ragazzi, gli studenti della scuola, per raccontare cosa è successo veramente quella notte. Era uno dei miei desideri. E voglio continuare a farlo, a parlare di diritti umani con i ragazzi, anche nelle Università italiane».

Una mattina di riflessione, dal tema "Forze di polizia e diritti umani in Italia", organizzata da Amnesty International con la responsabile ligure per l'educazione ai diritti umani Emanuela Massa. Non è l'unico istituto che stanno visitando, insieme all'ispettore capo Orlando Botti che da poliziotto pensionato racconta la sua visione critica del corpo: ma qui al liceo Pertini, tra quelle stesse mura, è diverso, e Covell si commuove. «E' giusto così. Vedendomi, spero che i ragazzi capiscano il valore dei diritti umani. Quella notte io li ho persi, mi furono completamente negati dallo Stato e dalla polizia italiana».
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