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19 luglio 1992 La strage di Via D'Amelio dove persero la vita: Paolo Borsellino, Agostino Catalano, Claudio Traina, Emanuela Loi, Eddie Walter Cosina, Vincenzo Li Muli,

25

Mag

2017

Rita Atria, gli studenti riscrivono la storia PDF Stampa E-mail
Video - Poesie e riflessioni
Scritto da Redazione 19luglio1992.com   
Gli studenti della 2 FL dell'ITT A. Gentileschi di Milano, rimasti colpiti dalla storia di Rita Atria e dal suo tragico epilogo hanno deciso di riscriverne la storia. In un video provano prima a ripercorrere l'ultimo periodo della giovane, che era stata trasferita a Roma in base al programma di protezione, e poi a modificarne l'epilogo assecondando i loro desideri.
Ringraziamo il Prof. Marco Fragale e gli studenti che si sono impegnati in questo contributo.


 
 

02

Giu

2017

Borsellino disse alla moglie Agnese: 'Ho visto la mafia in faccia' PDF Stampa E-mail
Editoriali - Editoriali
Scritto da Pippo Giordano   
di Pippo Giordano - 2 giugno 2017

Tra Capaci e via D'Amelio ci furono i 57 giorni degli sciacalli. Beceri individui pianificarono la strage di via D'Amelio e chissà quanti abbracci e sorrisi giudaici di presunti “amici” accompagnarono gli ultimi giorni di Borsellino. Poi, dal 58° giorno, numerose furono le iene che si avventarono sui resti dei corpi maciullati dall'esplosione di via D'Amelio, rubando persino l'Agenda rossa di Borsellino.
Non ci giro attorno, voglio essere diretto come sempre, non fosse altro per gli ideali di giustizia e di verità che condivisi con Uomini che pagarono un alto tributo di sangue in una terra, sovente lasciata in balia della violenza mafiosa. Oggi, quando vedo certuni parlare di “antimafia”, mi s'arrivugghia u stomacu. Veder tutti questi “amici” sbocciati come un campo di tulipani ad ogni anniversario delle stragi mi lascia basito. Per fortuna, oramai, tanti pseudo “amici” li conosciamo, ma Paolo Borsellino non fece in tempo a vedere i volti nascosti dalle maschere. Quando penso che, a distanza di ben 5 lustri, la verità viene ancora negata, mi domando perché non si riesca a scardinare il muro di gomma che impedisce di far luce sulla strage. Una verità resa ancor amara, laddove si continua a negare l'esistenza di un depistaggio operato in via D'Amelio. La vicenda del pisciteddu di cannuzza Scarantino è la prova provata. Siamo prodighi di richieste di verità – legittime – ad altri Paesi, come nel caso di Giulio Regeni, e di contro non siamo capaci, nemmeno dopo 25 anni, di far luce sui misteri che diedero luogo alle stragi del '92/'93.
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06

Giu

2017

Salvatore Borsellino: 'Se Riina libero, mio fratello ucciso 2 volte' PDF Stampa E-mail
Video - Interviste
Scritto da SKYTG24'   
di SKYTG24 - 6 giugno 2017

Il fratello del magistrato ucciso dalla mafia nel luglio '92 ha commentato la recente pronuncia della Cassazione a Sky TG24

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02

Giu

2017

L'intreccio tra mafia e politica porta a Capaci e via d'Amelio PDF Stampa E-mail
Rubriche - Libri
Scritto da Rossella Guadagnini   
di Rossella Guadagnini - 22 maggio 2017

"E a Capaci, il 23 di maggio, fu l’inferno. Da Roma e da Ciampino avvisarono, a Palermo seppero. La mafia che appare muta fa volare la parola attraverso i muri, i popoli e gli oceani". Con queste parole Nando dalla Chiesa racconta la strage di Capaci del 23 maggio 1992, tema del suo nuovo libro, in uscita da Melampo editore, intitolato "Una strage semplice".

"Ricordiamo tutti come andò - afferma -. L’atterraggio, l’avvistamento, l’annuncio, l’appostamento, la partenza, i mozziconi a mucchi sulla montagna, la piccola colonna di auto, i primi chilometri, nuovi mozziconi, l’attesa, l’apparizione, il giudice al volante, il boato, la terra che si fa cielo, l’Italia che cambia la sua storia".

Nando dalla Chiesa, oltre che figlio del generale Carlo Alberto dalla Chiesa, assassinato dieci anni prima, il 3 settembre del 1982, è professore ordinario di Sociologia della Criminalità Organizzata all’Università degli Studi di Milano e dirige l’Osservatorio sulla criminalità organizzata; è presidente onorario dell’associazione "Libera" nonché della Scuola di formazione "Antonino Caponnetto". La sua è una testimonianza che persegue una prospettiva 'diversa'.
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24

Giu

2017

Il Movimento Agende Rosse e la politica PDF Stampa E-mail
Editoriali - Lettere Aperte
Scritto da Movimento delle Agende Rosse   
In merito all'appoggio dato ad uno dei candidati sindaco di Bacoli (NA) dal "Movimento Agende Rosse - gruppo Paolo Borsellino - Campania" vogliamo precisare quanto segue:

1) l'art. 2 dell'atto costitutivo dell'Associazione Le Agende Rosse P.iva e CF: 07198760964 con sede a Milano, via Gallarate n. 39, sancisce che l'Associazione stessa "persegue esclusivamente finalità culturali di volontariato, non ha fini politici...";
2) il Regolamento interno del "Movimento delle Agende Rosse" prevede che "Per nessun motivo il simbolo del movimento deve essere associato ad una competizione elettorale e nessun gruppo può, come tale, adoperarsi a supporto di un candidato in una qualsiasi competizione elettorale. Ovviamente ciascun appartenente ad un qualsiasi gruppo può, a livello personale, sostenere ed appoggiare chi vuole, e può anche essere candidato ed eletto, ma mai a nome del movimento che, dalle competizioni politiche, deve essere sempre tenuto assolutamente al di fuori. E’ compito del coordinatore eletto verificare l’osservanza di questa regola fondamentale, se venisse trasgredita il direttivo centrale può prima richiamare il coordinatore del gruppo e, in caso di recidiva, può arrivare a sconfessare e sciogliere il gruppo stesso";
3) le dichiarazioni espresse e le posizioni prese dal "Movimento Agende Rosse - gruppo Paolo Borsellino - Campania" in merito alla competizione politica in atto per quanto detto sopra non sono -e non possono essere- riconducibili al "Movimento delle Agende Rosse" (o all'associazione "Le Agende Rosse"), che dunque si dissocia da ogni appoggio dato da chicchessia a nome di esso a qualsivoglia candidato nelle competizioni elettorali, dunque anche relativamente alla tornata elettorale che vedrà coinvolto il Comune di Bacoli;
4) come conseguenza di quanto sopra e della assoluta neutralità del "Movimento delle Agende Rosse" rispetto alle competizioni politiche lo stesso ha prontamente invitato il gruppo "Movimento Agende Rosse - gruppo Paolo Borsellino - Campania" a rimuovere da ogni sede in cui sia stata diffusa ogni comunicazione non rispettosa delle previsioni dell'atto costitutivo e del regolamento;
5) l'Associazione "Le Agende Rosse", a conferma degli ideali di legalità e giustizia che persegue, si riserva l'adozione di ogni opportuno provvedimento a seguito della violazione di regole sancite nell'atto fondativo e nel regolamento interno.

Il Presidente Salvatore Borsellino
I componenti del Direttivo
 
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