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19 luglio 1992 La strage di Via D'Amelio dove persero la vita: Paolo Borsellino, Agostino Catalano, Claudio Traina, Emanuela Loi, Eddie Walter Cosina, Vincenzo Li Muli,

29

Nov

2015

Lettera di una studentessa a Rita Atria PDF Stampa E-mail
Rubriche - Le vostre lettere
Scritto da Agnese   
di Agnese - 29 novembre 2015

Cara Rita,

vorrei che tu sentissi quanta tristezza ho provato leggendo le tue parole e quanto avrei voluto esserti vicino in quel momento in cui ti sei sentita così sola davanti a qualcosa di più grande di te e di tutti noi. Il mostro ci avvolge e noi non ce ne accorgiamo. Avremmo proprio bisogno di te in questo mondo, un mondo che dovrebbe essere scosso da un gesto come il tuo che dovrebbe domandarsi del perché le cose non cambiano. 17 anni, solo 17 anni e così tanto coraggio, così tanta tenacia nel portare avanti qualcosa che ti ha fatto rinunciare alla tua famiglia. Tua madre ti diceva “Rita, non t’immischiare, non fare fesserie”. Ma i tuoi occhi hanno voluto vedere e non chiudersi nella paura e nella rassegnazione. Vorrei avere la tua tenacia nel portare avanti qualcosa di così rischioso e vorrei ispirarmi a te per essere una persona migliore. Una donna che non si piega davanti a nessuno, una donna che non è indifferente davanti a tutte queste ingiustizie e una donna che cerca di migliorare non solo se stessa ma anche il resto del mondo.
Vorrei che tu fossi ancora qui con noi a combattere questa battaglia e mi chiedo cosa pensi mentre ci guardi da lassù, cosa pensi di noi giovani donne del domani… Pensi che il tuo sacrificio sia stato invano quando vedi che la mafia continua a uccidere e a vendicarsi?
Io ti dico di no cara Rita perché per te io voglio essere una donna migliore e racconterò la tua storia ad altre donne e anche uomini perché no! Puoi starne certa e ti assicuro che ci metterò tutta la forza, la sofferenza e il dolore che ho conosciuto attraverso le tue parole.
Ti abbraccio forte cara Rita e continuo a sperare nel mondo migliore in cui credevi anche tu. Grazie per essere entrata nel mio cuore.

Tua Agnese


lettera di una studentessa della classe 3ªD della scuola media di Campomorone letta durante la visita guidata alla mostra Donne e mafie, allestita presso Palazzo Balbi, sede del Comune di Campomorone.
 

14

Mag

2016

'Ecomafie e cittadinanza attiva' - Casoli (CH), 6/5/2016 (video) PDF Stampa E-mail
Video - Conferenze e Dibattiti
Scritto da Movimento “Agende Rosse” gruppo “Falcone e Borsellino” Abruzzo provincia di Chieti   
Movimento “Agende Rosse” gruppo “Falcone e Borsellino” Abruzzo provincia di Chieti  - 14 maggio 2016

Si è svolto venerdì 6 maggio 2016 presso lo storico (ultracinquantenario!) Istituto d’Istruzione Superiore “Algeri Marino” di Casoli in provincia di Chieti l’evento dal titolo: “Liberi. Ecomafie e cittadinanza attiva” organizzato nell’ambito del progetto Legalità con riferimento al Protocollo della Legalità sottoscritto con la Procura della Repubblica di Lanciano e con la collaborazione del movimento delle Agende Rosse gruppo “Giovanni Falcone e Paolo Borsellino” Abruzzo della provincia di Chieti. L’evento gratuito e riservato ai soli studenti delle quinte (5°) classi dell’Istituto è stato fortemente voluto dal Dirigente scolastico D.ssa Costanza Cavaliere e coordinato dai referenti del progetto Prof. Carlo Biasone docente di Diritto e dal Prof. Don Emiliano Straccini docente di religione con la collaborazione del referente delle Agende Rosse Massimiliano Travaglini.
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24

Apr

2017

Familiari di Bruno Caccia: 'Non abbiamo alcuna intenzione di recedere dal processo in corso' PDF Stampa E-mail
Editoriali - Comunicati
Scritto da Fabio Repici   
di Fabio Repici - 21 aprile 2017

In relazione all'articolo dal titolo «La Corte nega nuove indagini e deposizioni i figli di Bruno Caccia disertano il processo», pubblicato nel numero del 20 aprile nella cronaca di Torino, i familiari del dottor Bruno Caccia, parti civili nel processo in corso presso la Corte d’Assise di Milano contro il sig. Rocco Schirripa, segnalano, mio tramite, che essi non hanno per nulla, intenzionalmente o polemicamente, “disertato il processo”, come erroneamente scritto: se fossero stati interpellati, avrebbero spiegato come nessuno di loro abbia potuto presenziare all'ultima udienza soltanto per ragioni di ordine pratico. Per il rispetto che essi, come chiunque può comprendere, hanno nei confronti della giustizia, manterranno attiva e sostanziale la loro presenza processuale, senza alcuna intenzione di recedere. E' vero, viceversa, che ritengono inappropriata rispetto al fine dell'integrale accertamento della verità l'adozione di un canone eccessivamente restrittivo e selettivo nel corso delle indagini, prima, e del dibattimento, adesso. Al riguardo, attraverso il loro difensore, faranno ricorso agli strumenti processuali consentiti per ottenere nella misura più ampia verità e giustizia sull'assassinio del dottor Bruno Caccia, nel rispetto della memoria del loro congiunto e anche nell'interesse della società tutta.


Avv. Fabio Repici

 

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22

Apr

2017

Borsellino: ergastolo a due boss, condannati falsi pentiti PDF Stampa E-mail
Documenti - I mandanti occulti
Scritto da Mercede Riveria   
Borsellino: ergastolo a due boss, condannati falsi pentiti di Mercede Riveria - 21 aprile 2017

Sono stati invece condannati a 10 anni i 'falsi pentiti' accusati di calunnia Francesco Andriotta e Calogero Pulci. Per Vincenzo Scarantino i giudici nisseni hanno dichiarato estinto per prescrizione il reato di calunnia. In parole povere Scarantino ha effettuato la calunnia perché determinato a commettere il reato dagli apparati di Polizia. Ai familiari delle parti civili costituite - congiunti di Paolo Borsellino e degli uomini della scorta uccisi in via d'Amelio il 19 luglio 1992 - sono state liquidate provvisionali immediatamente esecutive comprese tra i 100mila e i 500mila euro ciascuno. Per Salvo Madonia e Vittorio Tutino, è stato chiesto l'ergastolo. I falsi pentiti sarebbero autori del depistaggio che ha portato alla condanna di sette innocenti per i quali, dopo il passaggio in giudicato dell'ultimo verdetto, verrà avviato il processo di revisione. La Corte però ha riconosciuto le attenuanti.
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07

Mag

2017

Un lavoro sul giornalista Cosimo Cristina vince il 'Festival dei diritti umani 2017' PDF Stampa E-mail
Video - Reportages
Scritto da Redazione esperonews.it   
di Redazione esperonews.it - 3 maggio 2017

Il primo premio del concorso “Libera la parola” della sezione Servizio Radio è stato vinto dagli studenti del liceo milanese Artemisia Gentileschi che, con il loro giovane professore di italiano, Marco Fragale, di Termini Imerese, hanno partecipato con una intervista radiofonica immaginaria a Cosimo Cristina, giornalista termitano “suicidato dalla Mafia” nel 1960. “Vincere questo concorso - che quest’anno aveva come tema proprio la libertà di opinione - presentando un pezzo su un giornalista vittima di mafia, è stato fortemente significativo” spiega il prof. Fragale. “Era proprio il 3 maggio del 1960 quando il venticinquenne Cristina, mio conterraneo, usciva di casa ben vestito, per non farvi più ritorno. Il suo corpo verrà ritrovato due giorni dopo lungo la strada ferrata della linea Palermo-Messina, tra le stazioni di Termini Imerese e Trabia. Vorrei ringraziare per la collaborazione e il sostegno la mia collega termitana Marianna Ingrassia che casualmente lavora nella mia stessa scuola qui a Milano. Ci abbiamo creduto fino alla fine e questo premio dimostra come noi docenti ed educatori ricopriamo sicuramente dei ruoli di grande responsabilità nell’impartire nelle giovani coscienze valori importanti come la Legalità e la Giustizia”.  Gli studenti sono stati premiati da Paolo Borrometi, giornalista minacciato dalla mafia, e l’elaborato - insieme ai lavori della sezione Articolo di giornale e Servizio Tv - verrà valorizzato da Corriere della Sera, Radio Popolare e RaiNews24.

Redazione esperonews.it

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