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19 luglio 1992 La strage di Via D'Amelio dove persero la vita: Paolo Borsellino, Agostino Catalano, Claudio Traina, Emanuela Loi, Eddie Walter Cosina, Vincenzo Li Muli,

29

Apr

2017

Pietra Ligure, lungomare Falcone-Borsellino: targa dedicata agli agenti della scorta PDF Stampa E-mail
Documenti - Altri documenti
Scritto da Federico De Rossi   

di Federico De Rossi - 28 aprile 2017

Pietra Ligure.
La promessa del Comune di Pietra Ligure è stata mantenuta: l’anno scorso l’intitolazione del lungomare a Falcone e Borsellino, quest’anno la targa dedicata agli agenti della scorta uccisi dagli attentati del ’92: questa mattina, nell’ambito della giornata di educazione alla legalità, si è svolta la cerimonia sulla passeggiata pietrese, alla presenza di Salvatore Borsellino, del sindaco di Pietra Ligure Dario Valeriani, del fratello di uno degli agenti morti per mano della mafia Luciano Traina e con la partecipazione degli alunni delle classi terze della scuola secondaria di primo grado di Pietra Ligure, gli studenti dell’Istituto “G. Falcone “ di Loano e dell’istituto Issel di Finale Ligure.

L’evento in ricordo delle vittime innocenti della mafia organizzato dall’associazione “Spettacolando” di Pietra con il Movimento Agende Rosse-gruppo Paolo Borsellino di Torino e il Presidio Ponente Savonese associazione Libera.
 

E’ stato lo stesso Salvatore Borsellino ad inaugurare questa mattina la targa in memoria degli agenti della scorta, posizionata sul lungomare di levante. In questo momento, al teatro Moretti, è in corso un dialogo aperto di Salvatore Borsellino con i ragazzi delle scuole secondarie e superiori del territorio sul tema della legalità, con una breve pièce teatrale tratta da “Il giorno della civetta” a cura degli studenti.

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29

Apr

2017

Priverno (LT), torna il 'Campus della legalità' - 5/6/7 maggio 2017 PDF Stampa E-mail
In evidenza - Incontri
Scritto da Redazione www.latinaoggi.eu   
di Redazione www.latinaoggi.eu - 24 aprile 2017

"Ad onor del Vero" è il titolo della seconda edizione del Campus della Legalità e della Cittadinanza Attiva, organizzato dall'Isiss "Teodosio Rossi" di Priverno il 5, 6 e 7 maggio. Quest'anno è stato allestito un programma decisamente denso e la scuola, in primis la dirigente Anna Maria Bilancia, è pronta ad aprire le porte e a dar vita a questo momento d'incontro e di riflessione. Ogni giorno saranno affrontati temi diversi, con attività didattiche importanti, cui parteciperanno bambini della scuola dell'Infanzia e della Primaria del "Don Andrea Santoro", ragazzi della scuola media del "San Tommaso D'Aquino" ed esponenti di associazioni territoriali e nazionali. A inaugurare, quest'anno, il Campus sarà Salvatore Borsellino, fratello del noto magistrato, vittima della mafia. Sono previste molte azioni artistiche e culturali per diffondere la cultura della legalità e convegni a tema sui Servitori dello Stato, sulle Mafie, la Terra dei Fuochi, il bullismo e il cyberbullismo. Sul palco si alterneranno illustri ospiti a testimoniare storie di vita. Grazie alla coordinatrice del Campus, professoressa Loretta Cardarelli, gli studenti si stanno preparando da tempo e saranno proprio loro a curare l'accoglienza e l'ordine per la buona riuscita del Campus.

Redazione www.latinaoggi.eu
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30

Nov

2010

Fabio Repici: 'La proposta di destituire Gioacchino Genchi dalla Polizia è scandalosa' PDF Stampa E-mail
Editoriali - In evidenza
Scritto da Fabio Repici   
Per rispetto delle regole del galateo professionale, forse sarebbe stato il caso di tacere in quest’occasione. Perché chiunque potrebbe dire, o anche soltanto malignamente sussurrare, che io mi pronuncio perché sono il difensore di Gioacchino Genchi. E, quindi, è scontato che ne prenda le difese anche nel dibattito pubblico. Confesso che proprio per questo avrei voluto tacere.
   
Poi ho pensato che la proposta di destituzione di Gioacchino Genchi dalla Polizia di Stato è un’evenienza così scandalosa che tacere sarebbe il peggior tradimento del mio ruolo di cittadino fedele ai principi della nostra Costituzione.
   
Da quando ho conosciuto Genchi, in verità, ho temuto che prima o poi qualcuno gli avrebbe fatto pagare tutto quello che di buono egli ha fatto in giro per i palazzi di giustizia di tutt’Italia nell’interesse dell’accertamento della verità. Anche – se non soprattutto – nei casi in cui la verità era indicibile. La vera colpa di Genchi è, dopo aver afferrato spezzoni di verità come solo lui è stato capace di fare – perché le sue capacità gliele riconoscono prima di tutto i suoi detrattori –, di aver osato pronunciarle, certe verità indicibili. Vedete, se Genchi avesse concorso ad uccidere Aldrovandi oppure avesse calunniato e bestialmente pestato i ragazzi che manifestavano contro il G8 di Genova oppure avesse depistato le indagini sulla strage di Via D’Amelio per impedire di individuarne i mandanti estranei a Cosa Nostra, se Genchi avesse fatto qualcosa del genere domani non comparirebbe davanti al consiglio di disciplina per sentire pronunciare la sua destituzione dalla Polizia. No, in quel caso per Genchi ci sarebbero state solo promozioni. Come è accaduto per uno dei depistatori di via D’Amelio, il dr. Ricciardi, che naturalmente è diventato questore. O come è accaduto per il dr. Gratteri (Francesco, ndr.) e gli altri torturatori di Genova. Né, naturalmente, Genchi ha subito condanne rovinose per reati infamanti: in quel caso lo avrebbero fatto, ad honorem, comandante del R.o.s. dei Carabinieri.
   
Invece no: Genchi non solo non ha ricevuto promozioni ma, poiché su Via D’Amelio è stato proprio l’operato di Genchi a spalancare gli scenari che andavano tenuti seppelliti nell’oscurità, ora lo Stato gli presenta il conto. L’anticipo gli era stato preannunciato niente meno che dal più grosso puttaniere d’Italia, Silvio Berlusconi, il quale, trovandosi un giorno libero da impegni con Patrizia D’Addario o con Ruby Rubacuori, disse che Genchi era “il più grande scandalo della storia della Repubblica”. Lo disse proprio lui, Berlusconi. E così per sovrapprezzo Genchi si trovò indagato da un magistrato al di sotto di ogni sospetto come Achille Toro e dal corpo investigativo più deviato della seconda Repubblica, per l’appunto il R.o.s. di Mori, Ganzer, Obinu, De Caprio, ecc..
   
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24

Giu

2010

Dell'Utri e la condanna a nove anni in primo grado per concorso esterno in associazione mafiosa PDF Stampa E-mail
Editoriali - Sentenze
Scritto da Martina Di Gianfelice   
Manca poco all'attesissima sentenza d'appello del processo in corso a Palermo a Marcello Dell'Utri (condannato l'undici dicembre 2004 in primo grado a 9 anni per concorso esterno in associazione mafiosa).
Sembra che il giorno del giudizio si prospetti tra venerdì 25 e sabato 26 giugno (vi terremo aggiornati).
Nel frattempo, giusto per schiarirci un po' le idee, ho pensato di raccontare la storia processuale del fondatore di Forza Italia nei dettagli, pubblicandola in due parti. Per non dimenticare quel fatidico giorno, qualunque sia la decisione della corte, ciò che sul Senatore del Pdl è stato ritenuto accertato dalla sentenza di primo grado.
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27

Mar

2011

L'appello (dedicata a Paolo e Salvatore Borsellino) PDF Stampa E-mail
Video - Poesie e riflessioni
Scritto da Daniele Silvestri   

Testo:
Questo è un appello, io sto cercando in giro mio fratello
scomparso all'improvviso a fine luglio, 'mezzo ad un bordello,
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