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19 luglio 1992 La strage di Via D'Amelio dove persero la vita: Paolo Borsellino, Agostino Catalano, Claudio Traina, Emanuela Loi, Eddie Walter Cosina, Vincenzo Li Muli,

01

Lug

2017

Il caso Niceta e la necessità improrogabile di riformare l'istituto dei testimoni di giustizia PDF Stampa E-mail
Editoriali - Lettere Aperte
Scritto da Vincenzo Musacchio   

di Vincenzo Musacchio - 1 luglio 2017

Angelo Niceta sta raccontando alla magistratura requirente palermitana le collusioni della sua famiglia con il gotha mafioso (da Bernardo Provenzano a Matteo Messina Denaro). Sia Antonino Di Matteo sia Pierangelo Padova hanno chiesto per lui l’estensione dello status giuridico di testimone di giustizia. La Commissione Centrale del Ministero dell’Interno ha prima concesso e poi negato tale beneficio ritenendo Niceta un collaboratore di giustizia. A tal proposito è bene precisare che esiste una netta differenza tra collaboratori e testimoni di giustizia. I primi, sono persone che hanno un passato di appartenenza a un’organizzazione criminale, i secondi, sono cittadini incensurati. I collaboratori sottoscrivono una specie di contratto con lo Stato basato sulla fornitura di informazioni provenienti dall'interno dell'organizzazione criminale in cambio di benefici processuali e penitenziari, della protezione e del sostegno economico per sé e per i propri familiari. I testimoni, invece, forniscono la loro testimonianza sull’accadimento di un fatto delittuoso e per tale ragione hanno una protezione da parte di organismi dello Stato appositamente creati. In molti casi, si tratta di commercianti che si rifiutano di pagare il "pizzo" o di persone non più disposte a continuare a pagare interessi a tassi usurai concessi loro da membri dell'organizzazione criminale. Le dichiarazioni dei collaboratori e quelle dei testimoni per essere credibili devono essere oggettivamente riscontrate dagli investigatori al fine di costatarne la loro veridicità.

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21

Lug

2017

Minacce ai 'Siciliani giovani' nel giorno di Borsellino PDF Stampa E-mail
Editoriali - Comunicati
Scritto da Salvatore Borsellino ed il Movimento Agende Rosse   
di Riccardo Orioles - 21 luglio 2017

Una busta contenente una copia dei Siciliani giovani e minacce di morte è stata recapitata nel pomeriggio del 19 luglio alla sede del giornale a Catania.
Le minacce erano specificamente destinate al responsabile della redazione catanese, Giovanni Caruso, che pochi giorni prima, presentando il giornale, aveva annunciato l'acquisizione di beni confiscati alle famiglie mafiose catanesi.
Sono in corso le indagini. Non si esclude la non casualità della data.

Riccardo Orioles


Esprimiamo tutta la nostra vicinanza a Giovanni Caruso e alla Redazione dei Siciliani Giovani. Un forte abbraccio da parte di tutti noi
Salvatore Borsellino ed il Movimento Agende Rosse




 

02

Ago

2017

A Brescello per dire No alle mafie PDF Stampa E-mail
In evidenza - Incontri
Scritto da Agende Rosse Mauro Rostagno - Modena & Brescello   
20170731 a brescello per dire no alla mafiadi Agende Rosse Mauro Rostagno - Modena & Brescello - 1 agosto 2017

Provenienti da realtà diverse, a volte da notevoli distanze chilometriche, ma sicuramente con qualcosa in comune: la pazzia. Quella sana, però.
Quella che ti fa credere fortemente in un grande Sogno: arrivare un giorno a respirare quel fresco profumo di Verità e Libertà che potrà salvare il nostro Paese. E questo gruppo di pazzi ci crede con così tanta forza da sopportare gli insulti degli ignoranti che non capiscono, o forse non vogliono capire, che esistono persone completamente disinteressate il cui unico sprone è il più nobile di tutti, lo stesso che, e lo citiamo con umiltà, spingeva Paolo Borsellino: l’Amore.
E’ stato questo desiderio di condividere questo Amore che ha unito 4 gruppi per realizzare quel sogno folle di portare un pizzico delle celebrazioni di Via D’Amelio a Brescello, un luogo divenuto simbolo in Emilia-Romagna, per essere stato il primo comune sciolto per mafia ormai da più di un anno e che ha visto il prorogamento della presenza di ben tre commissari fino al giugno 2018.
Sotto un sole cocente in una piazza scandalosamente deserta, se non per le immancabili “presenze” i gruppi di Bologna (Attilio Manca), Modena, Reggio, Brescello e Mantova con la sentita partecipazione dei gruppi di Pordenone e Udine, hanno realizzato questo sogno. Non è stato facile, lo sapevamo, ma la nostra è stata una scelta voluta e desiderata per unire il doveroso ricordo nei confronti di Paolo, Agostino, Walter Eddie, Claudio, Vincenzo ed Emanuela che hanno dato la vita per la nostra Libertà e della giovanissima Rita Atria, morta per aver perso la speranza, all’intento di lanciare un segnale forte nella piazza di un Paese ancora troppo silente nonostante tutto.
Desideriamo ringraziare tutti coloro che si sono uniti a noi in una torrida domenica di fine luglio, in una piazza terribilmente assolata e indifferente.
Chi non ringraziamo, invece, sono coloro che con l’orologio al polso hanno controllato che non sforassimo di un minuto, per farci svuotare prima possibile la piazza.
Chi non ringraziamo è colui che, in modo piuttosto concitato, ci ha intimato di non utilizzare l’ombra del tendone (deserto) della Pro Loco posizionata sul suolo pubblico della piazza. Forse sperava in un attacco generale di insolazione.

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30

Lug

2017

Paolo Borsellino si racconta PDF Stampa E-mail
Video - Interviste
Scritto da Redazione tvsvizzera.it   

di Redazione tvsvizzera.it - 19 luglio 2017

Il 19 luglio di 25 anni fa moriva assassinato, insieme a cinque agenti della sua scorta in un agguato a Palermo, Paolo Borsellino, uno dei personaggi chiave della lotta alla mafia. Il magistrato aveva condotto – insieme al giudice Giovanni Falcone - l'istruttoria del cosiddetto maxiprocesso di Palermo, e redatto gli atti di rinvio a giudizio di 476 imputati.

Quando Borsellino accettò l'invito della Televisione svizzera, a Palermo era ancora in corso il processo di primo grado. Celebrato in un'aula bunker, costruita appositamente per ospitare in sicurezza un processo penale di dimensioni mai viste, condannerà tra l'altro i mandanti dell'assassinio del generale Carlo Alberto Dalla Chiesa.

Al generale è dedicato un film, ‘Cento giorni a Palermo' di Giuseppe Ferrara, che la TSI trasmise il 16 aprile del 1987, invitando in studio a discuterne il figlio di Dalla Chiesa, Nando, e il giudice del noto ‘pool antimafia' Paolo Borsellino. 

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11

Ago

2017

Salvatore Borsellino: 'Grazie di cuore a chi ha sostenuto l'organizzazione del 19 luglio' PDF Stampa E-mail
Editoriali - Editoriali
Scritto da Salvatore Borsellino   

di Salvatore Borsellino - 2 agosto 2017

Si è chiusa con la fine dl luglio la sottoscrizione avviata sul sito di crowdfunding buonacausa.org per il reperimento di fondi necessari per affrontare le spese per l’organizzazione delle manifestazioni per il 19 luglio a Palermo.
Ancora una volta siamo riusciti ad autofinanziarci senza chiedere nulla a nessuno se non agli aderenti ed ai simpatizzanti del nostro movimento.
Ancora una volta, al di là della spettacolarizzazione del ricordo che ha caratterizzato la data del 23 maggio, siamo riusciti ad impedire ipocrite manifestazioni di cordoglio da parte di rappresentanti di quelle istituzioni che da venticinque anni non solo non sono riuscite a darci Verità e Giustizia ma che anzi sulla strada della Verità e della Giustizia hanno disseminato ogni tipo di ostacoli come il depistaggio, di Stato, che è stato finalmente riconosciuto tale in una sentenza della magistratura italiana, quella del Borsellino Quater, che delle manifestazioni di quest’anno è stata da noi posta al centro insieme con la richiesta di Verità e di Giustizia di tutte quelle famiglie che, come noi, da anni per questo obiettivo continuiamo a combattere.

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