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19 luglio 1992 La strage di Via D'Amelio dove persero la vita: Paolo Borsellino, Agostino Catalano, Claudio Traina, Emanuela Loi, Eddie Walter Cosina, Vincenzo Li Muli,

05

Mar

2017

L'inglese Covell torna alla Diaz per raccontare il G8 ai ragazzi PDF Stampa E-mail
Video - Incontri con le scuole
Scritto da Giulia Destefanis   
di Giulia Destefanis - 3 marzo 2017

Entra alla Diaz in silenzio, si guarda intorno. Sospira. «Sento le stesse cose di quella notte — dice — come se stesse succedendo tutto adesso». Intorno a lui gli studenti vanno e vengono. «E' incredibile pensare come questo posto possa essere così tranquillo ora». Il giornalista inglese Mark Covell, nel blitz della polizia alla scuola Diaz di via Battisti, durante il G8 di Genova, fu quasi ammazzato tra calci e manganelli, finì in coma e ci rimase per 14 ore. Sedici anni (e molte battaglie legali e psicologiche) dopo, torna nella palestra del blitz per una mattina «speciale: per la prima volta incontro qui dentro dei ragazzi, gli studenti della scuola, per raccontare cosa è successo veramente quella notte. Era uno dei miei desideri. E voglio continuare a farlo, a parlare di diritti umani con i ragazzi, anche nelle Università italiane».

Una mattina di riflessione, dal tema "Forze di polizia e diritti umani in Italia", organizzata da Amnesty International con la responsabile ligure per l'educazione ai diritti umani Emanuela Massa. Non è l'unico istituto che stanno visitando, insieme all'ispettore capo Orlando Botti che da poliziotto pensionato racconta la sua visione critica del corpo: ma qui al liceo Pertini, tra quelle stesse mura, è diverso, e Covell si commuove. «E' giusto così. Vedendomi, spero che i ragazzi capiscano il valore dei diritti umani. Quella notte io li ho persi, mi furono completamente negati dallo Stato e dalla polizia italiana».
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30

Mag

2017

La ciclostafetta sta per partire. Vieni con noi! PDF Stampa E-mail
Video - Poesie e riflessioni
Scritto da Marina Fedele   
Marina Fedele e il piccolo coro "le Briciole" ci hanno voluto dedicare una canzone inedita per invitare tutti a partecipare anche virtualemente alla ciclostaffetta che riporterà l'agenda rossa a Palermo

 

01

Lug

2017

Il caso Niceta e la necessità improrogabile di riformare l'istituto dei testimoni di giustizia PDF Stampa E-mail
Editoriali - Lettere Aperte
Scritto da Vincenzo Musacchio   

di Vincenzo Musacchio - 1 luglio 2017

Angelo Niceta sta raccontando alla magistratura requirente palermitana le collusioni della sua famiglia con il gotha mafioso (da Bernardo Provenzano a Matteo Messina Denaro). Sia Antonino Di Matteo sia Pierangelo Padova hanno chiesto per lui l’estensione dello status giuridico di testimone di giustizia. La Commissione Centrale del Ministero dell’Interno ha prima concesso e poi negato tale beneficio ritenendo Niceta un collaboratore di giustizia. A tal proposito è bene precisare che esiste una netta differenza tra collaboratori e testimoni di giustizia. I primi, sono persone che hanno un passato di appartenenza a un’organizzazione criminale, i secondi, sono cittadini incensurati. I collaboratori sottoscrivono una specie di contratto con lo Stato basato sulla fornitura di informazioni provenienti dall'interno dell'organizzazione criminale in cambio di benefici processuali e penitenziari, della protezione e del sostegno economico per sé e per i propri familiari. I testimoni, invece, forniscono la loro testimonianza sull’accadimento di un fatto delittuoso e per tale ragione hanno una protezione da parte di organismi dello Stato appositamente creati. In molti casi, si tratta di commercianti che si rifiutano di pagare il "pizzo" o di persone non più disposte a continuare a pagare interessi a tassi usurai concessi loro da membri dell'organizzazione criminale. Le dichiarazioni dei collaboratori e quelle dei testimoni per essere credibili devono essere oggettivamente riscontrate dagli investigatori al fine di costatarne la loro veridicità.

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13

Giu

2017

Presentazione de 'L'agenda ritrovata' a Milano - 15 giugno 2017 PDF Stampa E-mail
Rubriche - Libri
Scritto da Feltrinelli Editore   

di Feltrinelli Editore - 13 giugno 2017

Presentazione de "L'agenda ritrovata" a Milano, giovedì 15 giugno a Milano alle ore 18.30, presso la Feltrinelli Libri e Musica, piazza Duomo. Con Marco Balzano, Salvatore Borsellino, Gioacchino Criaco, Helena Janeczek

Un filo resistente lega gli uni agli altri i racconti di questa antologia: un’agenda rossa. Si affaccia dalla pagina declinata in diversi modi, una volta ha i fogli strappati, un’altra è gonfia di biglietti di teatro, ma sempre intende ricordare quella appartenuta a Paolo Borsellino – che conteneva appunti, nomi e forse rivelazioni sulla strage di Capaci, scomparsa immediatamente dopo l’attentato mafioso del 19 luglio 1992 e mai più riapparsa.
Sette autori, ciascuno con la propria storia, la propria sensibilità e la propria voce, riattualizzano con altrettanti racconti inediti, scritti appositamente per L’agenda ritrovata, il nucleo dell’impegno di Paolo Borsellino e gli interrogativi ancora aperti a venticinque anni dalla strage di via D’Amelio – la verità negata, il bisogno di giustizia, la sottrazione indebita, il mancato ritrovamento, la resistenza della politica… Ci riescono senza il bisogno della cronaca dei fatti: ci riescono inventando storie.

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21

Lug

2017

Minacce ai 'Siciliani giovani' nel giorno di Borsellino PDF Stampa E-mail
Editoriali - Comunicati
Scritto da Salvatore Borsellino ed il Movimento Agende Rosse   
di Riccardo Orioles - 21 luglio 2017

Una busta contenente una copia dei Siciliani giovani e minacce di morte è stata recapitata nel pomeriggio del 19 luglio alla sede del giornale a Catania.
Le minacce erano specificamente destinate al responsabile della redazione catanese, Giovanni Caruso, che pochi giorni prima, presentando il giornale, aveva annunciato l'acquisizione di beni confiscati alle famiglie mafiose catanesi.
Sono in corso le indagini. Non si esclude la non casualità della data.

Riccardo Orioles


Esprimiamo tutta la nostra vicinanza a Giovanni Caruso e alla Redazione dei Siciliani Giovani. Un forte abbraccio da parte di tutti noi
Salvatore Borsellino ed il Movimento Agende Rosse




 
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