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La riforma della giustizia che piacerà a Cosa Nostra PDF Stampa E-mail AddThis Social Bookmark Button
Documenti - Altri documenti
Scritto da Luca Tescaroli   
Mercoledì 31 Dicembre 2008 12:54

L´anno che si sta chiudendo ha visto riesplodere le tensioni tra numerosi settori del mondo politico e la magistratura, a seguito di inchieste e provvedimenti restrittivi nei confronti di detentori del potere di numerose città italiane la cui notizia è prepotentemente deflagrata nei media. Come conseguenza si è riacceso il confronto sulla riforma della giustizia che ha registrato convergenze da parte di esponenti di gruppi politici contrapposti, sfruttando come sponda le gravi vicende che hanno contrapposto gli uffici giudiziari di Salerno e Catanzaro, che certamente costituiscono un fatto eccezionale.

L´idea di fondo che governa le menti di molti autorevoli esponenti politici è quella di imbrigliare l´azione del pubblico ministero e di limitare l´uso di uno dei più efficaci mezzi di ricerca delle prove: l´intercettazione. Si è detto di rendere non più obbligatoria l´azione penale, di attribuire al Parlamento la scelta dei reati da perseguire, di separare le carriere tra giudici e pubblici ministeri, di togliere il vincolo di dipendenza dal pm alla polizia giudiziaria, che dipende dalla compagine governativa, consentendole di indagare autonomamente dopo la presentazione della notitia criminis.
Si tratta di progetti che sembrano portare avanti la riforma della giustizia adombrata nel gelliano "Piano di rinascita democratica" che profetizzava la responsabilità del guardasigilli verso il Parlamento sull´operato del pm e la separazione delle carriere. Quanto alle intercettazioni, la maggioranza governativa appare proiettata a limitarne l´uso a una larghissima parte di reati, che comporterebbe di fatto la loro non perseguibilità.
Tutto ciò appare singolare se si pensa che il problema serio della giustizia penale è rappresentato dall´infinità di tempo che occorre per ottenere una pronuncia sulla responsabilità dell´imputato, che un meccanismo bizantino farraginoso e complicatissimo, chiamato processo, sembra ostacolare piuttosto che agevolare. Uno stato di cose che genera inefficienza del servizio giustizia e che si traduce in un discredito della magistratura, contribuendo ad allontanare il consenso di molti cittadini, conquistato nell´ultimo ventennio. Sorge il sospetto che a qualcuno ciò non dispiaccia affatto e che anzi sia gradito.
L´impatto di una nuova regolamentazione di funzionari incapaci di rendere il servizio per cui sono remunerati è certamente meno traumatico nel contesto sociale e sarà difficile trovare chi sia pronto per mobilitarsi e impedire l´eliminazione dell´indipendenza del pubblico ministero, garanzia di uguaglianza per tutti i cittadini.
È singolare il fatto che nessuno faccia riferimento, invece, all´esigenza di riformare certa politica, protagonista di un crescente malgoverno in numerosi settori nevralgici, sempre più pervasa da corruttela, avviluppata soprattutto al Sud a un clientelismo becero, e di impedire che imputati condannati per fatti gravi siedano in Parlamento, ove con il loro voto contribuiranno a riformare la giustizia.
In questo contesto Cosa nostra rimane spettatrice attenta e interessata, pregustando i doni, forse inaspettati, che otterrà laddove le annunciate riforme legislative dovessero essere attuate. L´organizzazione necessita del sostegno dell´uomo politico e del pubblico amministratore per raggiungere i propri obiettivi. Pensate quale vantaggio potrebbe ottenere dall´impossibilità di intercettare i reati tipici della pubblica amministrazione (si pensi alla corruzione o alla turbativa d´asta) propedeutici all´instaurazione di quell´anello di collegamento con i centri di potere. Molte indagini nei confronti di amministrazioni locali hanno consentito di scoprire relazioni con mafiosi e alcuni investigazioni e processi di mafia hanno preso le mosse da indagini nei confronti di appartenenti ad amministrazioni locali.
Pensate a cosa può significare modificare i rapporti fra pm e polizia giudiziaria. Dal momento che la polizia giudiziaria dipende dal governo, potrebbe derivarne che in concreto si faranno solo certe indagini e che potrebbero agevolmente essere impediti i controlli di legalità indirizzati verso determinati interessi cari alla compagine governativa e, al contempo, alla forza mafiosa dominante.
Immaginate cosa può voler dire separazione delle carriere. Un pm che dovrà rispettare le direttive impartitegli dal potere esecutivo? E se venisse previsto di essere feroce con taluni e di essere morbidi con altri, magari verso chi si trova a coltivare rapporti di amicizia o frequentazione con i leader della compagine governativa?
Pensate, poi, cosa può comportare un pm piegato all´esecutivo in un´indagine nei confronti di un colletto bianco, che coltiva legami con esponenti mafiosi. Una situazione che renderà piuttosto difficile solo iniziarla, che consiglierà al magistrato molta prudenza per evitare ripercussioni negative nella progressione in carriera.
Mi auguro che prevalga il senso di responsabilità e che tali conseguenze vengano scongiurate. Spero che nel nuovo anno si pensi, invece, a potenziare l´apparato repressivo (per debellare il crimine organizzato che controlla e condiziona oltre un terzo del Paese e della sua economia), a snellire e a riformare il processo penale, cancellando una serie di inutili formalismi travestiti da garanzie, riducendo le impugnazioni, garantendo che le sanzioni penali irrogate vengano espiate, impedendo che i mafiosi condannati ritornino troppo presto in libertà, continuando a esercitare il potere sul territorio che esercitavano prima del loro arresto.


Fonte: la Repubblica-ed.Palermo, 31 dicembre 2008
Commenti
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Marisa Pareto   |2008-12-31 16:26:02
Vorrei dire che la dittatura per me è già completata e non si serve
solamente di riforme esplicite come quelle in oggetto
prospettate, comunque avversate,ma di trucchi di "magia" o
meglio di truffe molto meno evidenti:io questa mattina sono rimasta
allibita perchè so cosa voglia dire una simile cosa.
E' uscita la
notizia che la gazzetta ufficiale uscirà solo on line dal 2009 e non ci
sarà più edizione cartacea,ciò significa che un semplice webmaster
potrà cambiarci le leggi sotto agli occhi.
Non credevo ai miei
occhi.
Scusate se indico un mio link in cui è inserita la notizia,la
troverete scorrendo a fondo pagina ma più sopra troverete anche qualcosa
che nessuno studioso di storia ha mai detto che l'Italia è stata nel
dopoguerra venduta documentatamente in modo che la politica fosse quella
che altri volevano e che all'estero per i trattati che sono stati
firmati, praticamente all'insaputa di un popolo, noi eravamo considerati
schiavi.
Vi metto il link se volete vedere la notizia sulla
gazzetta ufficiale e la documentazione in oggetto:
link:http://www.webalice.it/marisa.pareto/documen tazionesovranitalimitata
.htm
modem   |2008-12-31 21:43:37
CIAO SALVATORE E CIAO A TUTTI.
AUGURO UN BELLISSIMO 2009 A TUTTA L'ITALIA
ONESTA...CHE GESU CI BENEDICA E CI PROTEGGA.
BACIONI
zeitblom   |2008-12-31 23:14:52
AUGURI A TUTTI

SPERIAMO DAVERO CHE SI VEDA UN PO' DI VERITA'
Mena77   |2009-01-01 13:29:25
E' evidente che anche questo ruoti intorno a qual famoso "papiello di
Riina" nella trattativa tra Stato e mafia, la stessa trattativa che
accellerò la strage di via D'Amelio per eliminarne l ostacolo numero 1. Non ci
sono parole, è semplicemente vergognoso!!
Christina P   |2009-01-02 11:02:25
Continuo a pensare ed a ribadire lo stesso concetto. Ci vorranno azioni
drastiche per cambiare l'andamento dlle cose in questo paese. Non sono certa
che, in questo momento la maggior parte degli Italiani sia disposto a scendere
in piazza. Ci sono focolari, piccole rivolte un po' in tutta Italia ma non c'è
ancora l'unione che serve per fare pulizia all'interno del governo. Riporto un
altro fatto accaduto qui nelle Marche che la dice davvero lunga.
Qualche
settimana fa Vice Sindaco e Assessore alla cultura entrano nella biblioteca
comunale con operai del comune a seguito muniti di pale. Lo stabile della
biblioteca appartiene al comune (indi è proprietà pubblica)ma è data in
gestione alla Società Operaia di Mutuo Soccorso la cui gestione è da sempre
propria (OSSIA DELLA SOCIETà OPERAIA). Gli amministratori pretendo di
riprendere possesso del terzo piano della biblioteca ed iniziano a disfarsi dei
libri letteralmente spalandoli via. LIBRI, VOLUMI CHE SONO STATI DONATI DA
CITTADINI ITALIANI PER FAR SI CHE TUTTI LI POSSANO LEGGERE SPALATI VIA COME
IMMONDIZIA.
Alcuni soci della Società Operaia vengono avvertiti e si
precipitano in biblioteca per fermare lo scempio. Vengono pesantemente
insultati dal Vice Sindaco e dall'Assessore. Per il momento i libri sono salvi.
Ora mi domando: siamo in dittattura oppure no?
Questa gente pronuncia
faziosamente la parola libertà come se la condizione di libertà fosse
l'equivalente di un diritto in cui l'uomo può agire e prendersi ciò che vuole
senza pensare a nessuno al di fuori di se stesso. La libertà diventa prigione
nel momento in cui le azioni proprie intaccano e invadono la libertà altrui.
Non è questo ciò che il popolo italiano subisce in questo momento? Assistiamo
"inermi" mentre un gruppo di criminali invade ed offende ogni nostro
singolo e sacrosanto diritto. Lo fanno ad ogni livello politico, giudiziario e
sociale. Il nesso tra ciò che succede su scala piccola e ciò che succede su
scala grande è ormai lampante. Un comune si permette di eliminare alberi
centenari e buttare via libri perchè in qualche modo interferiscono con i loro
progetti personali, con promesse fatte sotto elezioni in cambio di voti, mentre
il governo federale cambia e inventa leggi, tenta di sabotare la costituzione
perchè il loro interesse personale viene ostacolato dai diritti del popolo
italiano.
Scrivo queste cose non tanto per noi che frequentiamo questo sito ma
per chi magari, ci capita casualmente, per tutti coloro che percepiscono un
malessere sociale ma non sanno fino a che punto la dittatura ed il crimine
organizzato hanno invaso le nostre vite. I cittadini devono saper riconoscere
quando è il momento di agire e farsi sentire senza aver paura di ritorsioni a
livello personale. Quando si è uniti e compatti è allora che siamo davvero
forti!
Shiloh   |2009-01-04 14:26:57
Vorrei segnalare un bellissimo post sul blog "Uguale per tutti".

Si
tratta di un racconto di Italo Calvino.

Questo
l'indirizzo:
http://toghe.blogspot.com/2009/01/la
-coscienza-posto-apologo-sullonest.html

Consigl io di leggerlo attentamente e
di preparare nelle vicinanze il Maalox...Plus.

Luciana
gia70  - Propositi di inizio anno...   |2009-01-04 16:32:54
Un anno e' passato. Un anno della nostra vita e della storia dell'umanita'. E'
il momento di fare un bilancio e di rendere grazie al Signore. Momenti belli e
momenti tristi.
Il cristiano deve assumere un atteggiamento di accoglienza
semplice e premurosa. Il tempo trascorso e' parte della nostra storia amata da
Dio. Lui e' con noi, sempre. Eccoci Signore dvani a te. Col fiato grosso, dopo
aver tanto camminato. Ma se ci sentiamo stanchi, non e' perche' abbiamo percorso
un lungo tragitto, o abbiamo coperto chi sa quali interminabili rettilinei. E'
perche', purtroppo, li abbiamo consumati sulle viottole nostre, e non sulle tue
: seguendo i tracciati involuti della nostra caparbieta' faccendiera, e non le
indicazioni della tua Parola. Riconosciamo savanti al Signore le colpe che hanno
offuscato l'anno trascorso , soprattutti chiediamo perdono di quelle situazioni
che ci hanno visto responsabili delle sofferenza altrui.
Ti chiediamo perdono
per tutte le volte che abbiamo vissuto in nostro tempo cone se Dio non ci fosse,
per tutte le volte che non abbiamo saputo mettere pace nelle contese, per la
prepotenza con cui abbiamo imposto ad altri le nostri decisioni, per tutto il
bene che avremmo potuto fare e non abbiamo fatto per pigrizia e vergogna.
Un
anno e' passato e un anno viene. Auguriamoci di viverlo in grazia di Dio. Ti
ringrazio Dio, per la vita che ci hai dato quest'anno. Fa o Signore che
cominciamo il nuovo anno con la gioia nel cuore, che ci lasciamo contagiare dal
tuo unico esempio di amore. Nella certezza che il nuovo anno, tutto bianco,
ancora da scrivere, tutto nuovo, ancora da costruire, e' un regalo che che Tu
affidi a ciascuno di noi.
p.s. Un caro saluto a Salvatore e a Vanna Lora .
Shiloh   |2009-01-04 20:40:59
Ho appreso la notizia della morte della mamma di Pino Masciari.

A lui e alla
sua famiglia il nostro abbraccio sincero e la nostra vicinanza.

Luciana
gionatan   |2009-01-05 04:11:10
Mentre all' estero ci premiano film capolavori come " GOMORRA " o
" IL DIVO ", in Italia la vergognosa Mediaset del
Cavalier Corruttore trasmette un film documentario di carattere
revisionista sul latitante Bettino Craxi! Chi è giovane e non ha vissuto
quegli anni e magari non è informato, si è fatto un' idea sbaglia ta di quel delinquente, descritto come un martire! E' proprio vero quello
che disse una volta Ignazio De Francisci,magistrato, ex componente del
glorioso Pool Antimafia di Palermo, al fianco di eroi come Antonino
Caponnetto, Giovanni Falcone e Paolo Borsellino: "SIAMO UN PAESE
SENZA MEMORIA. UN PAESE SENZA MEMORIA TAGLIA LE PROPRIE RADICI E NON
DIVENTERA' MAI UN GRANDE PAESE!"
harlock   |2009-01-05 20:45:13
Quel "martire", insieme ai suoi compari ha portato negli anni '80 il
debito pubblico ai livelli attuali (che in pratica significa che si è mangiato
il futuro mio e dei miei figli) e reso il termine "socialista" sinonimo
di "ladro"... e di ciò come potremmo non ringraziarlo?
Infatti,
secondo il nostro premier, quel film dovrebbe essere trasmesso nelle
scuole.
Siamo peggio di un paese senza memoria: siamo un paese di falsari!

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