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Incontri: Donne e legalità. Lotta alla mafia, al femminile. (Castenovo ne' Monti - RE) PDF Stampa E-mail
In evidenza - Incontri
Scritto da Daniela Melioli   
Giovedì 06 Aprile 2017 09:00
di Movimento Agende Rosse ‘Rita Atria’ Reggio Emilia - 06 aprile 2017

“….Seppi successivamente che mia sorella Lucia non solo volle vedere ciò che era rimasto di mio padre, ma lo volle anche ricomporre e vestire all’interno della camera mortuaria. Mia sorella Lucia, la stessa che poche ore dopo la morte di mio padre avrebbe sostenuto un  esame universitario lasciando incredula la commissione, ci riferì che nostro padre è morto sorridendo, sotto i suoi baffi affumicati dalla fuliggine dell’esplosione, ha intravisto il suo solito ghigno, il suo sorriso di sempre: a differenza di quello che si  può pensare,  mia sorella ha tratto una grande forza da quell’immagine del padre, è come se si fossero voluti salutare un’ultima volta.” (dalla lettera “GRAZIE CARO PAPA’” di Manfredi Borsellino al padre).

 

E’  interessante pensare che è  un uomo a parlare così di una donna (Manfredi parla di sua sorella Lucia). Certo una figlia, ma una donna! E’ lei quella che lo vuole vedere, vedere ciò che davvero sembra impossibile da vedere…non solo, è lei che lo vuole ricomporre per dargli di nuovo la sua immagine, il suo volto. E’ lei a trovare e ad avere la forza di continuare  da subito la vita, sostenendo un esame. E’ lei  a ritrovare il volto del padre quasi a voler dimostrare che quel volto e quel sorriso non possono essere cambiati e distrutti nemmeno da un’esplosione, nemmeno dalla morte. E’ lei che trova forza nel male più assoluto, nell’errore sordo, nella ferocia disumana, nella morte che uomini decidono per altri uomini.

E’ lei che trova il sorriso mai spento del padre, quasi a volerne continuare la vita e il lavoro. E’ lei che, dopo aver voluto vedere tanto orrore e sofferenza. Riesce a coinvolgere e a raccontare ai fratelli… ma come si può raccontare? E’ lei che lo riconosce, riconosce i baffi…che quelli sono i suoi baffi e che prende atto che qualcuno ha voluto quella morte…proprio quella del proprio padre. Spesso quando si pensa alle vittime di mafia si ricordano solo le vittime “dirette”. Chi è stato ucciso. E si tende a dimenticare le vittime che invece  rimangono.  Si tende a dimenticare che esistono donne che combattono le mafie…  e che  SANNO ANDARE OLTRE.
 

Per il Movimento Agende Rosse ‘Rita Atria’ Reggio Emilia
Daniela Melioli.


 

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