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'Ecomafie e cittadinanza attiva' - Casoli (CH), 6/5/2016 (video) PDF Stampa E-mail
Video - Conferenze e Dibattiti
Scritto da Movimento “Agende Rosse” gruppo “Falcone e Borsellino” Abruzzo provincia di Chieti   
Sabato 14 Maggio 2016 16:42
Movimento “Agende Rosse” gruppo “Falcone e Borsellino” Abruzzo provincia di Chieti  - 14 maggio 2016

Si è svolto venerdì 6 maggio 2016 presso lo storico (ultracinquantenario!) Istituto d’Istruzione Superiore “Algeri Marino” di Casoli in provincia di Chieti l’evento dal titolo: “Liberi. Ecomafie e cittadinanza attiva” organizzato nell’ambito del progetto Legalità con riferimento al Protocollo della Legalità sottoscritto con la Procura della Repubblica di Lanciano e con la collaborazione del movimento delle Agende Rosse gruppo “Giovanni Falcone e Paolo Borsellino” Abruzzo della provincia di Chieti. L’evento gratuito e riservato ai soli studenti delle quinte (5°) classi dell’Istituto è stato fortemente voluto dal Dirigente scolastico D.ssa Costanza Cavaliere e coordinato dai referenti del progetto Prof. Carlo Biasone docente di Diritto e dal Prof. Don Emiliano Straccini docente di religione con la collaborazione del referente delle Agende Rosse Massimiliano Travaglini.
A fare gli onori di casa la Preside D.ssa Cavaliere che, dopo aver ringraziato i relatori invitati e convenuti, con un intervento molto toccante e coinvolgente ha evidenziato a tutti i presenti, anche diversi Docenti dell’Istituto, quelle che sono le potenzialità e le possibilità concrete che tutti gli studenti hanno nel combattere fenomeni e comportamenti delittuosi e mafiosi solo con una preparazione culturale e ideologica propedeutica a quella prettamente didattica e disciplinare richiamando i valori costituzionali ed evidenziando le buone prassi comportamentali quotidiane. Invitando gli studenti a rifiutare modelli standardizzati e normalizzati di vita, che spesso ci vogliono imporre, ma ad essere promotori ed artefici in prima persona del cambiamento che tutti vogliamo enfatizzando anche il concetto della diversità in una società come la nostra. A seguire, il Prof. Biasone, acclamato e ben voluto da tutto il parterre degli studenti, ha evidenziato come l’Algeri Marino di Casoli da molti anni porta avanti tali iniziative ed è sempre pronto a recepire le istanze positive/educative che provengono anche dal mondo esterno. Poi ha preso la parola, in qualità di moderatore della giornata, Massimiliano Travaglini, originario oltretutto di Casoli, che dapprima ha ringraziato tutti i presenti, portando il saluto e le scuse del Prof. Vincenzo Musacchio (https://it.wikipedia.org/wiki/Vincenzo_Musacchio) assente, purtroppo, per motivi personali/professionali e poi ha evidenziato come crede molto negli Studenti d’oggi e adulti del domani e nella possibilità che nel loro tramite si può dar seguito alle parole pronunciate dal Dr. Paolo Borsellino che affermava: “La lotta alla mafia deve essere un movimento culturale e morale che coinvolga tutti, specialmente le giovani generazioni, le più adatte a sentire subito la bellezza del fresco profumo della libertà che si oppone al puzzo del compromesso morale, della indifferenza, della contiguità, quindi complicità”. Ha fatto conoscere la storia del Movimento delle Agende Rosse di Salvatore Borsellino che è costituito da cittadini comuni e studenti di tutt’Italia che agiscono affinché sia fatta piena luce sulla strage di Via D’Amelio a Palermo del 19 luglio 1992 nella quale furono uccisi il Magistrato Paolo Borsellino e gli agenti di Polizia Emanuela Loi, Agostino Catalano, Claudio Traina, Eddie Walter Cosina e Vincenzo Li Muli. Così come ha evidenziato che il Movimento nasce su impulso di Salvatore Borsellino il quale il 15 luglio 2007 scrive la lettera intitolata “19 luglio 1992: una strage di Stato” nella quale afferma che la ragione principale della morte del fratello Paolo è da ricercarsi nell’accordo di non belligeranza stabilito tra pezzi dello stato e “cosa nostra” (mafia) in seguito ad una trattativa fondata sul tritolo delle stragi in Sicilia del 1992 ed in continente (resto d’Italia) Roma, Milano e Firenze del 1993. Poi si è soffermato sul significato dell’ Agenda rossa sulla quale nei mesi che precedettero la strage, Paolo Borsellino riportò parte dei contenuti dei suoi colloqui investigativi e che aveva ricevuto in dono dall’Arma dei Carabinieri, spiegando che il Magistrato ripose l’agenda nella sua borsa di cuoio poco prima di recarsi dalla madre in via D’Amelio il 19 luglio 1992. E che da quel momento dell’agenda si sono perse le tracce: nella borsa trovata intatta dopo l’esplosione sono stati rinvenuti alcuni oggetti personali ma non l’agenda. Chi se ne è appropriato può oggi utilizzarla come potente strumento di ricatto nei confronti di coloro che, citati nel diario, sono scesi a patti con l’organizzazione criminale. L’agenda rossa è stata scelta come simbolo del Movimento per rappresentare la richiesta di Giustizia e Verità affinché sia fatta piena luce sulle zone ancora buie che avvolgono la dinamica della strage di via D’Amelio e sui nomi dei mandanti e degli esecutori dell’eccidio dei quali, pur essendo stata accertata l’esistenza, non è stato ancora possibile individuare il volto. Oltre ad evidenziare gli obiettivi del Movimento stesso con le innumerevoli iniziative in ambito nazionale svolte dai circa trenta (30) gruppi territoriali ed organizzate a titolo gratuito quasi sempre con gli istituti scolastici con lo scopo di incoraggiare la parte migliore delle Istituzioni e per essere accanto ai tanti Familiari di vittime di mafia e nella ricerca della piena verità su moventi e mandanti della strage di via D’Amelio e di tutte le altri stragi e di sostenere tutti i rappresentanti dello Stato vittime di campagne di delegittimazione oltre che a rischio della stessa vita per aver scelto di rendere viva la Costituzione nella propria professione.
A seguire è intervenuto il Giornalista d’inchiesta e scrittore Dr. Paolo De Chiara (https://it.wikipedia.org/wiki/Paolo_De_Chiara), storica Agenda Rossa anch’Egli, autore dei libri: “Il Veleno del Molise. Trent'anni di omertà sui rifiuti tossici” premio Ilaria Rambaldi sezione giornalismo, “Testimoni di Giustizia” e “Il Coraggio di dire No. Lea Garofalo, la donna che sfidò la ‘ndrangheta” e collaboratore del quotidiano online “Resto al Sud” (Restoalsud.it) e della testata nazionale online contro le mafie "Malitalia" (Malitalia.it) oltre che moderatore, nelle date del 3 e 4 giugno 2016, dei seminari nel “Campus della Legalità” nazionale che si terrà a Priverno (Latina) organizzato dalle Agende Rosse. Molto efficace e dirompente, comunicativamente parlando, il suo coinvolgente, storico e documentato intervento, con riferimento ai tanti “morti ammazzati dalle mafie – montagne di merda-” ricordandone i nomi – “Peppino Impastato, Borsellino, Falcone e le Scorte, Nino Agostino, Don Puglisi, Don Peppe Diana, Lea Garofalo, Siani, Pippo Fava, Beppe Alfano”, scusandosi per non riuscire a citarLi tutti e facendo capire ai ragazzi che noi tutti abbiamo un obbligo Morale nei confronti di queste persone (e dei Familiari) che hanno sacrificato le proprie vite per lasciarci un’Italia migliore. Successivamente ha evidenziato le dinamiche ed i comportamenti delle cosiddette ecomafie e di come queste, con riferimento ad atti processuali, si siano infiltrate e radicate negli ultimi decenni soprattutto anche nel suo amato Molise ed in Abruzzo. A seguire è stata la volta del Dr. Massimo Ranieri (http://www.ecolanspa.it/amm-trasparente/consiglio-di-amministrazione) geologo esperto di bonifiche ambientali e Presidente della Ecolan che, con la sua estrema calma, disponibilità e professionalità, ha dapprima proposto un breve video storico del dopoguerra sulla prima “raccolta differenziata” che si effettuava a Milano e successivamente con un video illustrativo/divulgativo l’attività che l’azienda svolge al fine di gestire ed ottimizzare tutto il ciclo della raccolta differenziata dei rifiuti ed il successivo trattamento con recupero e vendita dei singoli materiali. Nel suo intervento ha evidenziato, così’ come nell’istruzione e nella sanità, che anche il settore dei rifiuti se ben pianificato e gestito può e deve rimanere di competenza pubblica con notevoli vantaggi per l’utenza di efficienza ed ottimizzazione di costi che nel tempo si ripercuotono sulla collettività. Oltre ad evidenziare quella che deve essere una cultura da trasmettere ai giovani del rispetto dell’ambiente e quindi della raccota differenziata da effettuare assieme ai propri genitori.
A conclusione il Prof. Biasone ha presentato il lavoro svolto da una classe quinta (V°) in merito alla situazione attuale della cosiddetta “terra dei fuochi” con dati statistici riepilogativi sulle patologie e della situazione delle innumerevoli discariche tossiche/nocive presenti in tutt’Italia e dei comportamenti perversi che le cosiddette “ecomafie” adottano sul territorio nazionale nella gestione illecita ed illegale del settore. A conclusione anche il Prof. Don Emiliano Straccini ha portato il suo saluto richiamando l’enciclica (dal greco enkýklos, "in giro", "in circolo") lettera pastorale del Papa della Chiesa cattolica su materie dottrinali, morali e sociali, indirizzata ai vescovi della Chiesa stessa e, attraverso di loro, a tutti i fedeli evidenziando quali dovrebbero essere i comportamenti quotidiani, dapprima dei Parroci e quindi di tutti i cittadini. A conclusione dell’evento la Preside ha voluto omaggiare gli intervenuti con due simbolici omaggi: la raccolta di tre libri “Storia di Casoli - la società, gli eventi” 1- Dalle origini alla fine dell’ottocento del Prof. Nicola Fiorentino; 2 - Il novecento del Dr. Vincenzo Rossetti; 3 - Documentazione e approfondimenti (Autori vari); edita dall’Amministrazione comunale di Casoli che “dedica l’opera ai casolani (e non solo!) e, in particolare, ai giovani ed alle future generazioni affinchè possano edificare una società sempre migliore, avendo come riferimento l’identità storica della nostra comunità, magnificamente ricostruita dagli autori”. Oltre che un altro libro del cinquantesimo anniversario dell’istituto riepilogativo della sua storia e intitolato all’Ingegnere casolano Algeri Marino (Casoli, 1894 – Roma, 1967) che è stato collaboratore di Guglielmo Marconi, pioniere dell'uso della radio in aviazione: ideò e costruì gli impianti ricetrasmittenti dei dirigibili Norge e Italia per le spedizioni polari di Umberto Nobile e per la crociera transatlantica di Italo Balbo del 1933. Generale del genio aeronautico, fu direttore delle ricerche del Ministero dell'Aeronautica e promosse l'istituzione dei laboratori dell'aeronautica militare di Guidonia. Nel 1948 divenne professore ordinario di comunicazioni elettriche presso l'università di Roma, di cui diresse anche l'istituto di elettronica. Fu promotore e coordinò la realizzazione della rete italiana di ponti radiotelefonici a banda larga.

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