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Editoriali - Editoriali
Scritto da Martina Di Gianfelice - Desiree Grimaldi   
Martedì 28 Ottobre 2008 21:32

Martina e Desiree sono due studentesse, la prima frequenta l'ultimo anno delle scuole superiori, la seconda frequenta i corsi universitari presso la facoltà di Giurisprudenza. In questi giorni hanno studiato di notte per andare di giorno a gridare la loro protesta nelle scuole e nelle strade contro lo scempio che un governo che ritiene che la nostra Costituzione sia solo carta straccia sta facendo della nostra scuola. Quella scuola e quella Costituzione che sono invece per noi quello che ritroviamo e sentiamo vibrare nelle parole di Piero Calamandrei che in questi giorni tanti giovani sono andati a ricercare dappertutto sulla rete.
Domani queste ragazzi, e tanti altri ragazzi come loro, senza distinzione di colore e di idee poliche, saranno ancora in piazza a lottare, a cercare, come dicono nel titolo di questo post, di riprendersi il loro futuro. E forse dovranno affrontare le manganellate di altri giovani come loro, o meno giovani ma con figli della loro età,  che vestono però una divisa e  debbono obbedire agli ordini di uno stato, di un governo,  che purtroppo sembra sordo a ogni tipo di dialogo. Anzi incline a ispirarsi alle deliranti parole di un Cossiga che ha da poco confessato i metodi ai quali ricorreva quando, prima di essere un indegno presidente della nosta repubblica, aveva la carica di ministro dell'interno. Metodi che per chi non ne ha memoria voglio ricordare con le parole di Maria Teresa in un commento sul nostro sito.
"Impossibile dimenticare quel giorno, il 12 Maggio del 1977: un deputato di Democrazia Proletaria, inerme, picchiato dalla polizia, poliziotti in borghese travestiti da “autonomi” con spranghe e pistole, la polizia che ha sparato più volte ad altezza d’uomo …  in poco tempo si è scatenato l’inferno contro una manifestazione pacifica … la repressione nei confronti dei manifestanti fu violentissima … furono manganellati persino i giornalisti ed i fotografi … e Giorgiana Masi è stata colpita alla schiena e non ha fatto più ritorno a casa … Aveva soltanto 19 anni Giorgiana Masi e, come tanti altri, quel fatidico giorno stava partecipando ad una manifestazione indetta per commemorare il terzo anniversario del referendum sul divorzio … una morte che attende ancora giustizia … Ci credeva Giorgiana in un futuro diverso, come credeva nella lotta del femminismo … un futuro che per lei non c’è stato …".
E noi dove saremo domani, mentre i nostri figli vanno a combattere al nostro posto per riprendersi il loro futuro rischiando come Giorgiana di non averlo neanche un futuro?
Resteremo nei nostri uffici, nelle nostre case, davanti ai nostri computer ad indignarci a parole, come tante altre volte inutilmente abbiamo fatto, delegando sempre ad altri la nostra lotta?
Oppure, come è nostro dovere, andremo insieme ai nostri figli, ai nostri giovani e ci metteremo noi davanti a loro, noi che abbiamo sulle nostre spalle il peso di avere consegnato a questi giovani questo paese senza futuro o con un futuro che assomiglia troppo ad un passato che credevamo non potesse più tornare?
Non lasciamoli soli, essi ci stanno indicando la strada, la strada della lotta, quella strada che avremmo dovuto essere noi ad indicare, lasciamo i nostri impegni, qualsiasi essi siano e scendiamo insieme a loro, davanti a loro, a lottare. Abbiamo un impegno di gran lunga più importante, riscattare il nostro passato se è questo il futuro che ha preparato per i nostri figli
.
 



La legge n°133 del 6 agosto 2008 di conversione del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112 ci nega la possibilità di costruirci un futuro in base ad un criterio di meritocrazia nel campo dello studio, tornando alla staticità delle classi sociali del Medioevo in cui, chi nasceva in una famiglia non agiata, non poteva istruirsi e non aveva la possibilità di riscattarsi nella società. Gli studenti italiani, supportati dai docenti, si stanno ribellando a questa forzatura, a questa negazione del nostro diritto allo studio e del diritto per gli studenti meritevoli, nonostante impedimenti di carattere economico, di accedere ai più alti livelli d'istruzione, sanciti dall'articolo 34 della Costituzione. 

 

 

La legge 133 prevede nei prossimi tre anni un taglio di circa 500 milioni di euro dal fondo di finanziamento ordinario che renderà impossibile il regolare funzionamento della didattica e della ricerca universitaria, infatti, il 95% del fondo viene impiegato nel pagamento degli stipendi al personale. Più precisamente si prevede una riduzione di 63,5 milioni di euro per l’anno 2009, di 190 milioni di euro per l’anno 2010, di 316 milioni di euro per l’anno 2011, di 4417 milioni di euro per l’anno 2012 e di 455 milioni di euro a decorrere dall’anno 2013, per un totale di 1441,5 milioni di euro fino al 2013.

La limitazione del turnover al 20% delle unità del personale è un provvedimento che azzera le speranze di impiego delle giovani generazioni come tecnici amministrativi, docenti e ricercatori, inoltre questo comporterà  una pesante riduzione dell'offerta formativa. Questo In termini numerici significa che nel 2009 per ogni 10 professori che andranno in pensione ne verrà assunto uno, per arrivare ad un rapporto 1 su 5 nel 2010 e nel 2011 e un rapporto 1 su 2 nel 2012.

 

Tramite il voto del senato accademico, gli atenei potranno trasformarsi in fondazioni private (privatizzazione dell'università), questo comporterebbe il trasfermento del patrimonio pubblico delle università in mani private e l'aumento delle tasse universitarie; le fondazioni, infatti, possono anche superare il tetto del 20% previsto per le università statali sul fondo di finanziamento ordinario. Il taglio dei fondi devasterà le università al punto da costringerle a ricorrere a capitali privati per garantirne la sopravvivenza e l'aumento delle tasse negherebbe il diritto allo studio che lo Stato è tenuto a garantire, perchè non tutti potranno permettersi di pagare tasse d'iscrizione esorbitanti. Di conseguenza verrà leso il principio di uguaglianza sancito dall’art.3 della Costituzione poiché il diritto allo studio e il diritto a ricevere una formazione adeguata potrà essere garantita solo a chi disporrà di una capacità economica privilegiata.


Gli stipendi dei docenti, regolati secondo un criterio di anzianità, verrano ulteriormente ridotti (sono i più bassi tra i paese più sviluppati) perchè gli scatti stipendiali avverrano ogni 3 anni (in precedenza erano 2), penalizzando i giovani meritevoli e screditando gli attuali docenti.


Ma la questione più abnorme sulla quale porre l’attenzione è chiedersi effettivamente quali siano i contenuti di questa legge: chiunque abbia anche solo letto le rubriche degli articoli può rendersi conto della varietà discordante di materie toccate dalla predetta legge, materie che hanno come unico denominatore comune l’esclusiva valenza economica.

Vi presentiamo di seguito il programma delle manifestazioni previste per la giornata del 30 ottobre alle quali parteciperemo anche noi nelle rispettive città di residenza e alle quali vi invitiamo a partecipare numerosi; vorremmo inoltre rivolgerci ai gruppi di studenti politicamente schierati, siano essi di destra siano essi di sinistra, invitandoli ad unirsi non per sostenere il loro partito, ma esclusivamente per sostenere l’Università Pubblica Italiana e chiedere l’abrogazione della legge 133.


Roma: gli studenti universitari della Sapienza manifesteranno per le strade della città. Il corteo partirà dalla città universitaria di Piazzale Aldo Moro alle 9.00 circa, per unirsi agli altri manifestanti in Piazza della Repubblica alle 9.30.  Domani  inoltre gli studenti di Roma manifesteranno nel corso della giornata davanti a Palazzo Madama.


Milano: gli studenti universitari della Università Statale Milano Bicocca partiranno alle ore 8.30 dalla stazione Greco Pirelli per raggiungere gli altri cortei studenteschi alle ore 9.00 in L.go Cairoli.


Desiree Grimaldi e Martina Di Gianfelice

Tagli spietati (dal settimanale britannico Nature)

Commenti
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Consuelo  - Bologna   |2008-10-29 12:03:59
Bologna: Giovedi' 30 ottobre alle 9.30 parte il corteo da P.zza San
Francesco.

A domani ;)
Buona giornata a tutti
Consuelo
blackhole   |2008-10-29 12:50:33
se martina e desiree studiano di notte per protestare di giorno vuole direche
davvero questo paese fa schifo!

non mollate!e costruite la vostra rivincita
Andrea Pisani   |2008-10-29 15:36:16
Bell'articolo. Spero che scendano tutti in piazza domani 30 ottobre, per
protestare contro questo scempio.

E intanto la Gelmini annuncia una riforma
dell'università... che avrà in mente? Professore Unico?
gia70  - Destra e Sinistra non conoscono la democrazia...   |2008-10-29 16:53:08
Di Berlusconi ho gia' espresso quello che penso in questi mesi... !
Vorrei
commentare le dichiarzioni dell'onorevole Finocchiaro.
Ho sempre ritenuto la
senatrice Finocchiaro una persona molto equilibrata e conoscitrice delle regole
costituzionali, ma sentirla dire " non finisce qui.. ", mi ha molto
colpito.
Ho avuto timore ....ho la netta impressione che questa affermazione
illustri chiaramente l'uso distorto che viene fatto del concetto di democrazia
da chi ci rappresenta.
Stiamo entrando in un vortice del tutti contro tutti !

Belusconi che accusa Veltroni di essere una persona insulsa, D'Alema che
accusa Brunetta di essere un energumeno tascabile, risse verbali ed insulti.

Loro fanno il gioco delle parti mentre il paese affonda.
Mi sembra puerile e
non corretto dare l'impressione che sostituireBerlusconi possa equivalere ad
innestare un percorso virtuoso nel nostro paese.
Non siamo neanche all'inizio
del percorso.
Cosa ha fatto chi ha preceduto Berlusconi, niente !
Qui deve
essere azzerata l'intera classe politica e spetta a noi trovare le modalita' per
favorire un ricambio di questi personaggi.
Come le stagioni, anche le
manifestazione hanno un inizio ed una fine.
Se ognuno di noi dimostrasse e
scioperasse senza regole, piomberemo nell'anarchia.
Non si puo mettere in
discussione
la legittimita' democratica del governo perche', come suo diritto
e dovere, ha votato una legge, che a molti non stà bene .
Neanche a me
piace.
Quale e' il criterio di democrazia della Finocchiaro, che deve governare
la minoranza invece della maggioranza...
Se la legge non funzionerà, e ne sono
certo, alle prossime votazioni sapremo chi votare e chi no...
Ieri pomeriggio
l'associazione dei genitori, il MOIGE, ha dichiarato che il decreto legge non è
devastante....
Acoltiamo le istanze di tutti e non mettiamo sempre e ad ogni
costo le nostre posizioni come fossero le sole.
Saluti
vannlora  - Aspettiamo?   |2008-10-29 17:28:27
Il Moige è, se non sbaglio, l'associazione dei genitori cattolici. Naturale che
si dichiari d'accordo con un ministro cha ha incontrato appena insediata solo le
associazioni confessionali, non considerando neppure l'esistenza dei sindacati.
Come già fece la Moratti. L'intenzione è scoperta: la scuola è un fatto
privato. Come del resto è nel Dna di Cl: educare, non istruire.
Per quanto
riguarda il comportamento dell'opposizione, io penso che questo sia proprio il
suo ruolo in democrazia: opporsi. Nessuna opposizione al mondo si mette da parte
lasciando lavorare il governo fino alla prossima scadenza elettorale. Il
paragone è eccessivo, ma l'acquiescenza e la sudditanza nei confronti del
governo da lasciar fare, in questo paese, lasciò passare anche le leggi
razziali (vero che allora l'opposizione non esisteva nè poteva esistere). Come,
mi auguro, si farà di tutto come società civile per non lasciar passare le
porcate (vedi lodo alfano) mediante referendum, così spero faccia
l'opposizione: opponendosi.
Alla fine dell''800 per non lasciar passare 4
ordinanze liberticide l'opposizione di tutti i colori (liberale,repubblicana,
socialista, radicale) fece ostruzionismo per un anno, fino a rompere le urne
dove si sarebbe dovuto votare. I decreti non passarono e il governo cambiò. Su
tutti i libri di storia è nota come "crisi di fine secolo". Si chiama
democrazia.E quel che era in crisi e minacciato era lo stato di diritto. Una
"riforma" che altro non è se non un pezzo di finanziaria, che passa per
decreto senza discussione parlamentare è un atto di arroganza insopportabile.
Da dittatura. Con o senza manganelli.
Andrea  - REFERENDUM   |2008-10-30 20:39:05
....non vedo nella società civile elementi che mi fanno pensare che un
referendum abrogherebbe certe ultime norme; non sarei stupito se invece
accadesse il contrario.
harlock   |2008-10-30 21:49:30
Può darsi che tu abbia ragione: il rischio di perdere c'è. Se invece si
rinuncia ne abbiamo la certezza.
Benny  - Sempre con voi   |2008-10-29 16:54:42
Articolo impeccabile, da parte di due ragazzacce, di due che si siedono col culo
sull'asfalto per protestare contro la riformaccia della Gelmini. Forse solo nel
1968 la protesta aveva avuto un livello qualitativo così alto.
Luana   |2008-11-01 18:30:53
Non concederanno mai questo referendum perchè sanno che perderanno...ma le
proteste non devono mai fermrsi continuare all'infinito è l'unica soluzione
possibile...
vannlora  - referendum   |2008-11-01 19:24:48
Non si "concede" un referendum. Se si raccolgono le firme necessarie lo
si indice e basta. E' la Costituzione.
zeitblom   |2008-11-01 19:44:11
Vanna ha ragione,
ma se questo può essere sicuro per il referendum contro il
lodo alfano, NON so se la core farà pasare un eventuale referendum contro la
riforma Gelmini, perchè quest esseri spregevoli l'hanno inserita nela legge
finanziaria per ui la costituzine prevede una sorta di "immunità " da
referendum.
ma c'è di piùnon so se la corte costituzinale rispetterà la
costituzione fino al punto DI NON inventarsi ostacoli immaginari: pensate che
non ne sarebbero capaci?

ora non c'è più Onida o
zagrebelsky.....

speriamo che comunque le firme siano una valanga, amici dell
IdV per il lodo alfano hanno detto che il milione è già stato
raggiunto.

Scusate se ho spostao la discusione dalla gelmini al lodo alfano
vannlora  - un decreto   |2008-11-01 20:09:53
ovvio, zeit, che non si chiede referendum per l'articolo inserito nella
finanziaria. Lo si chiede per l'altro. Se si raccoglieranno le firme necessarie,
poi, come in qualunque referendum, anche se non vota la maggioranza degli aventi
diritto il risultato è valido.
harlock   |2008-11-02 11:10:24
In che senso? A me risulta che il quorum non sia richiesto solo per i referendum
su leggi costituzionali (art. 138), mentre è esplicitamente richiesto nel caso
di leggi ordinarie (art. 75).
vannlora  - ah già   |2008-11-02 11:56:25
Vero, ho fatto confusione. Raggiungeremo, raggiungeremo. Verranno a votare tutti
i diciottenni e i giovani. Non è un referendum per vecchi. ;-)
harlock  - Sì, ma...   |2008-11-02 13:24:28
Credo anch'io che nel caso ci siano buone probabilità che il referendum passi.
Ad un patto però: di spiegarlo bene anche ai "vecchi". Se è vero che
non è un referendum per loro, è altrettanto vero che hanno diritto di voto e
sono la maggioranza del paese...
vannlora  - Battuta   |2008-11-02 13:34:49
Era una battuta, harlock. Dal titolo di un film bellissimo. Spiegarlo bene? Sì,
certo, ma è anche un dovere degli adulti informarsi bene. Se non lo san fare a
70 anni è troppo tardi...
harlock   |2008-11-02 13:45:17
E' difficile informarsi bene se si ha come principale (quando non unica) fonte
la tv. Bisogna "aiutarli" a compiere il loro dovere.
ps: lo avevo capito
che era una battuta ;-)
gia70  - America e Obama per un futuro migliore....   |2008-11-03 11:24:57
Le elezioni Americane rappresentano uno snodo decisivo della politica mondiale.

I loro effetti ricadranno anche sulle vicende europee.
Conosco bene
l'America e la sua gente, ci sono stato 7 volte, la prima nel 1981 e l'ultima
nel 2006 .
Ho dei parenti che ormai vivono negli Stati Uniti da circa 60 anni
.
Ho potuto apprezzare i loro lati positivi e le loro contraddizioni e
particolarita', modi di vita comunque tipici di un paese dove convivono cosi'
tante etnie.
L' America e' il paese degli eccessi, del benessere e della
poverta'. Credo di poter dire che i due ultimi mandati di Bush abbiano finito
per scontentare quasi tutta l'opinione pubblica e anche una buona parte dei
repubblicani.
Aver preferito in modo ostinato e sbagliato la politica estera
rispetto ad una situazione interna sempre piu' difficile, aver ignorato i
problemi di una crisi finanziaria selvaggia in cui gli americani hanno trovato
difficolta' a pagare il mutuo e il credito al consumo, ha indirizzato, a parer
mio giustamente, questa campagna verso Obama.
Il futuro presidente avra' di
fronte a se una sittuazione difficile e dovra' governare anche con l'aiuto dei
conservatori per risollevare una economia agonizzante.
In America, a
differenza dell' Italia , quando ci sono decisioni importanti, i repubblicani ed
i democratici votano insieme per il bene del paese.
In Italia, mai... !
Basta
vedere la decisione di immissione di denaro pubblico a difesa non solo delle
banche ma anche dei consumatori.
Devo dire che McCain mi e' parso privo di
contenuti ed inadatto a guidare il paese.
Lui e Bush sono le controfigure
sbiadite di Bush senior e soprattuto di Ronald Regan , il grande comunicatore,
il presidente apprezzato anche dai democratici.
Io sono un liberale, ma in
America voterei per Obama. Senza nessun dubbio.
In un periodo di crisi delle
ideologie e dei valori tradizionali, le persone a volte possono rivelarsi anche
piu' importanti dei programmi.
Spero che Obama possa essere un buon presidente,
onesto e generoso.
Io, pur essendo cattolico e avendo delle posizioni diverse
dalle sue su aborto, eutanasia e sperimentazione, credo che se vincesse McCain
si protrarebbe una situazione insostenibile da un punto di vista sociale,
economico e di equilibri internazionali.
Un saluto
gia70  - America e Obama per un futuro migliore..   |2008-11-03 11:29:32
segue
meglio dei prognammi di partito .
Io sono cattolico e mi sento distante
da Obama su questioni come aborto, eutanasia e sperimentazione
scientifica.
Credo che oggi sia pero' preferibile votare Obama rispetto a
McCain in quanto credo debba essere cambiata la politica economica, sociale ed
internazionale degli Stati Uniti.
Un saluto

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