L'intervento del nuovo magistrato di sorveglianza Anna Pancaro a posto di Daniela Della Pietra nel caso di Bruno di Bruno Contrada ha dato i suoi frutti.
Questo traditore dello Stato, condannato in via definitiva a 10 anni per concorso esterno in associazione mafiosa e responsabile morale dell'assassinio di tanti altri servitori dello stato che, contrariamente a lui, lo Stato hanno continuato a servire fedelmente fino alla morte, tornerà a Palermo.
Il magistrato Daniela Della Pietra era stato oggetto da attacchi di ogni tipo da parte dei numerosi blog di disinformazione in difesa di Bruno Contrada attivi sulla rete, di interrogazioni da parte di vari parlamentari votati alla causa di questo favoreggiatore della criminalità organizzata e di ricusazioni da parte del suo avvocato Lipera che la causa della mafia e dei criminali mafiosi ha sempre avuto a cuore in maniera particolare.
Ora finalmemte tutti questi sforzi congiunti hanno dato i loro frutti. A Bruno Contrada è stato concesso di scontare gli arresti domiciliari nella sua abitazione di Palermo, la città nella quale sono stati perpetrati i suoi crimini, a due isolati di distanza dalla casa di una delle sorelle di Paolo la quale uscendo di casa potrà così vedere affacciato al balcone, se non prossimamente anche a passeggio per strada, uno dei responsabili, almeno morali, dell'assassinio di suo fratello.
In una continua escalation il suo avvocato ha chiesto addirittura che il trasferimento possa avvenire "senza scorta"
Noi invece attendiamo ancora che, dopo 16 anni, possano finalmente andare avanti quelle indagini sul Castello Utveggio, luogo dal quale è stato azionato il telecomando che ha provocato la strage di Via D'Amelio, e sulle telefonate partite nei momenti della strage dal centro dei servizi segreti attivo in questo edificio e aventi come destinazione anche una barca ormeggiata nel golfo di Palermo, a bordo della quale stazionavano sia Contrada che altri membri degli stessi servizi segreti, per sapere se queste responsabilità non siamo solo morali ma anche dirette.
Da oggi sappiamo comunque che oltre al lodo Alfano, che assicura l'impunità alle quattro più alte cariche dello Stato, che è già aberrante ma almeno riguarda non le condanne definitive passate in giudicato ma soltanto i reati commessi ma per i quali non ha potuto essere portato a termine il processo, o quelli ancora da commettere, esiste anche un lodo segreto, senza nome e non stabilito dalla legge che assicura l'impunità ad altri individui in grado di ricattare anche alte cariche dello Stato attraverso i ricatti possibili grazie alla detenzione di un'Agenda Rossa sottratta dalla borsa del giudice, assassinato forse anche a questo scopo.
E questo lodo riguarda non solo i reati contemplati dal primo lodo ma anche quelli più infamanti e già passati in giudicato come quelli di cui si è macchiato Bruno Contrada.
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morris2
- Non è possibile
|2008-10-03 10:45:41
Non è possibile...
Cosa possiamo fare? Non c'è più tempo per l'indignazione, dobbiamo reagire e fare qualcosa di concreto. Non che il parlarne non lo sia, ma leggendo le sue parole, Salvatore, mi viene voglia di spaccare il computer con un pugno.
Possibile che anche questa volta vinca la mafia? La condanna di Contrada non prevedeva un periodo in isolamento? L'unica speranza è di riuscire a svegliare l'opinione pubblica ma con quali mezzi?
Adesso che puo' tornare a casa, il mafioso Contrada, sarebbe il caso di andare a fargli visita e porgergli le domande che nessuno ha ancora osato fargli, e attendere le risposte che lui non ha ancora dato.
M.
Dolly
|2008-10-03 10:57:21
e facciamogliele ste domande.
dove inizia il silenzio e l'omertà, arrivi la nostra RABBIA.
con TE
apache
VaronEmanuele
|2008-10-03 12:10:16
O andare sotto casa sua con tante agende rosse in mano, chissá magari gli ricorda QUALCOSA!
Giusto per fargli capire che non è in vacanza, e che il passato non lo cancella con il potere degli amici degli amici!
E soprattutto che NON È IL BENVENUTO!
demisophisme
|2008-10-03 12:30:50
Si dice di Contrada:
Landolina: “U zu’ Saru Riccubonu puru forti era!” (pure Saro Riccobono era forte, ndr)
Gottuso: “Finì a villa e fineru tutti cosi” (poi finì la villa e finì tutto, perché lo arrestarono, ndr)
Landolina: “E finiu puru iddu!” (e finì pure lui, ndr)
Gottuso: “… Brunu Contrada… chi malandrinu … i palli quanto na rota di machina” (Bruno Contrada, che malandrino! Però ha due palle quanto le ruote di una macchina, ndr).
Landolina: “Puru a galera si fici!” (si fece pure la galera, cioè 31 mesi di carcere preventivo, sottinteso: senza parlare, ndr).
Gottuso: “Avi i palli quanto na rota di machina… l’atra vota u vitti, mischinu...” (l’altra volta lo vidi in tv, poveretto, ndr)
Landolina: “Ora si purtò...all’ultime elezioni… Ma chi fici, nenti?” (ora s’è candidato alle ultime elezioni regionali, ma senza successo, ndr)…
Gottuso: “...Iddu ni fici scappari… n’avvisò, dici ‘stanno vinennu i sbirri’…” (è lui che ci fece fuggire, ci avvisò e disse: stanno arrivando gli sbirri, ndr).
Medaglia d'oro al valor civile - nastrino per uniforme ordinaria
Medaglia d'oro al valor civile
«Procuratore Aggiunto presso la Procura della Repubblica di Palermo, esercitava la propria missione con profondo impegno e grande coraggio, dedicando ogni sua energia a respingere con rigorosa coerenza la proterva sfida lanciata dalle organizzazioni mafiose allo Stato democratico. Nonostante le continue e gravi minacce, proseguiva con zelo ed eroica determinazione il suo duro lavoro di investigatore, ma veniva barbaramente trucidato in un vile agguato, tesogli con efferata ferocia, sacrificando la propria esistenza, vissuta al servizio dei più alti ideali di giustizia e delle Istituzioni.»
— Palermo, 19 luglio 1992
(fonte: Wikipedia)
Camanzo
|2008-10-03 12:35:46
Oppure anzichè avere tante agende rosse,bisognerebbe andare sotto casa sua con tante spranghe di ferro...Contrada tanto a detto,tanto a fatto che alla fine è riuscito ad ottenere quello che voleva...Ma io non lo so...a me sorge il dubbio che la giustizia in italia sia solo una cosa astratta!Quando ho sentito la notizia al telegiornale,mi è venuto il nervoso!i giornalisti (manipolatori dell'informazione),hanno fatto passare Bruno Contrada come una vittima di un ingiustizia,una persona onesta a cui è stata inflitta una pena ingiusta,ma che ora "finalmente potrà riabbracciare la moglie e i suoi cari che non vede da tanto tempo.."o poverino!
anziche farlo passare per il bastardo mafioso che è in realtà ,e che riesce a manipolare la giustizia a suo piacimento...da condannato a preteso il trasferimento a Palermo e lo ha ottenuto...a dir poco scandaloso!
demisophisme
|2008-10-03 12:43:11
Solo per sottolineare un dettaglio del mio commento...pur non conoscendolo, credo che Paolo avrebbe schifato una onoreficenza del genere; offertagli da uno Stato che con una mano lo osanna e con l'altra lo ammazza; ma rispetto all'entità Stato, inteso nella sua forma più integra e democratica; chi sia Paolo Borsellino e chi Bruno Contrada e Anna Pancaro dev'essere chiaro a tutti e non c'è revisione che tenga.
pcampoli
- Cosa possiamo fare?
|2008-10-03 14:48:37
Sono molte le cose che i cittiadini onesti possono fare.
Ne dico alcune : non dobbiamo credere agli uomini che oggi occupano tutte le Istituzioni del Paese, e ai giornalisti che avrebbero dovuto e che ci dovrebbero informare correttamente e non lo hanno fatto e non lo fanno;
a cominciare dal Capo dello Stato (colui che il 15-08-1996 ha risposto a una giornalista "Non esistono ne' fascicoli segreti ne' misteri al Viminale"),
passando dal criminale di Arcore (colui che 22 anni fa tento' di comprare il silenzio di 2 giornalisti offrendogli un assegno in bianco, invece di trascinarli in Tribunale se diffamatori e calunniatori),
arrivando a tutti coloro che, (giroanlisti e politici), nel 1994 hanno permesso la legittimazione del criminale di Arcore in violazione degli art. 21 e 27 della Costituzione.
Antonietta
- Contrada
|2008-10-03 18:46:15
caro Salvatore,purtroppo il delinquente è riuscito nel suo intento,evidentemente ha forti poteri che lo temono;l'unica risposta al momento da dare a chi lo protegge è:la famiglia Borsellino restituisca la medaglia al valore civile data a Paolo,è il solo modo per non ucciderlo due volte.Continueremo a batterci nonostante tutto.
Peppe T.
- Medaglia
|2008-10-03 22:49:21
Concordo con te Antonietta, penso anch'io che la famiglia Borsellino deve restituire la medaglia allo stato,fino a quando mancino non gli torni la memoria, fino a quando contrada non racconti tutta la verità, fino a quando il carabiniere con la brosa di Paolo non dica a chi la consegnata (o almeno venga cacciato dall'arma).
Lo sò non è giusto, ma guardanto i fatti successi cosa è giusto?
framanc
|2008-10-04 09:38:03
Stamane, prime ore, sei e trenta, ho letto questa nota del Dott. Borsellino, al quale porgo i miei rispetti e, diciamo in parte, mi sono un bel pò rovinato il mattino.
Impossibile accettare supinamente gli eventi infausti di Borsellino, Falcone, aggiungo Dalla Chiesa e chissà quanti altri!
Sono cose che lasciano un mattone in corpo e azzerano ogni fiducia si possa avere in certi uomini, certe Istituzioni, certo Stato.
Comunque,a parte il magone odierno il quale positvamente l'ho voluto io, resta la mia convinzione che pesanti tracce di mafia, camorra, ndrangheta, delinquenza, e chi più ne ha ne metta, siano esse del sud come di altre parti d'Italia, abbiano infettato tutto l'organismo della nostra Res Pulica, a ogni livello, e che ci sia ben poco da fare (non ho detto niente) per sradicarle. Ripeto quanto affermai e affermo di continuo, Borsellino l'ha ammazzato materialmente un gruppo di assassini superspecializzato, ma la mente, gli ordini, i dettagli, le notizie, le connivenze, a conoscerle ci darebbero sorprese a non finire, non escludendo nulla e nessuno.
E se il fenomeno è così diffuso, tale una metastasi ormai incurabile, è questa democrazia?
Ho sempre in mente le parole di un industriale del sud che, a proposito di pizzo pagato, mi disse: "i loro uomini sono dappertutto, specie nei livelli altissimi di Roma, scordati solo quì da noi, quì è niente".
Grazie dott. Borsellino per la sua opera encomiabile. E' quella di una formica testarda e determinata contro un Moloch cento milioni di volte più grande di lei. Mi auguro possa riuscire nei suoi intenti.
Grazie anche alla Signora Vanna che mi ha suggerito questo sito.