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Afterhours @ Teatro Coppola (Reading Borsellino) PDF Stampa E-mail
Video - Poesie e riflessioni
Scritto da Emanuele Brunetto   
Martedì 10 Aprile 2012 13:58


 



Anche Manuel Agnelli e soci sono passati dal Teatro Coppola di Catania per supportare l'occupazione della storica location catanese. L'occasione era imperdibile per Ustation Musica per scambiare qualche chiacchiera col leader degli Afterhours. Vi proponiamo l'intervista integrale, qualche video della serata e il nostro resoconto del live.
 

 

«Chi entra anche una sola volta al Teatro Coppola diventa automaticamente un suo occupante».E’ sempre stato chiaro il messaggio lanciato dalla comunità di artisti siciliani che, da qualche mese a questa parte, hanno restituito alla città di Catania uno spazio per troppo tempo abbandonato a se stesso. E sono state davvero tante le persone, i cittadini, che hanno messo piede in questo Teatro, in occasione delle decine di eventi culturali organizzati da chi sta gestendo la location o semplicemente per dare una mano nella ricostruzione. Tanti anche gli artisti che, di passaggio per i loro tour, hanno scelto di venire a porgere un saluto agli occupanti e alla città tutta. Il 9 aprile è toccato ai più attesi: Manuel Agnelli, Roberto Dell’Era, Rodrigo D’Erasmo.

Sì, praticamente gli Afterhours. Agnelli e soci sono stati fra i primi a supportare l’occupazione del Teatro Coppola con le loro dichiarazioni e, a poco più di una settimana dalla pubblicazione di “Padania” (il loro nuovo album, sugli scaffali dei negozi il 17 Aprile), si presentano a Catania per uno spettacolo molto, molto particolare. Cominciamo dalle fasi preliminari, ovvero dal delirio che ha investito la casella di posta elettronica del Teatro per ottenere la prenotazione di ciascuno dei 250 posti messi a disposizione dalla sala. Sold out in 40 secondi netti, circa 1500 le richieste non soddisfatte per motivazioni logistiche e di sicurezza. Ciò che si trovano davanti agli occhi i 250 fortunati è una sala che per organizzazione e senso estetico fa invidia a tante altre più blasonate. Alle 21.45 è Cesare Basile a fare gli onori di casa, ricordando ai presenti il perché si trovino lì, il perché loro – gli occupanti – si trovino lì, il perché gli Afterhours stessi si trovino lì. Ad aprire le danze è «un pezzo che ho scritto anche con l’aiuto del mio amico Cesare Basile», spiega Manuel, e sono le note di “Sulle labbra” a dare inizio a quest’inedita veste scenica degli Afterhours. Il secondo brano in scaletta è un’anteprima assoluta, ovvero il nuovo singolo “Padania”, preceduto da una piccata affermazione di Agnelli verso «chi ci conosce e ha pensato che questo fosse un inno alla Lega… è un imbecille». C’è spazio per “Ballata per la mia piccola iena” e la sanremese (ed apprezzatissima) “Il Paese è reale” a ridosso del primo reading della serata: Manuel prende in mano un libriccino dalla copertina rossa per leggere un passo dall’agenda di Paolo Borsellino. “Male di miele” e una versione da brividi di “Quello che non c’è” precedono invece il secondo reading, un estratto da “La metamorfosi” di Franz Kafka.  Si susseguono poi “Pelle”, “Carne fresca”, “Bianca”, la cover di Fred Neil “The Dolphins” e due brani del progetto solista di Roberto Dell’Era: “Oceano Pacifico Blu” e “Le parole”. Il palco è un continuo saliscendi, Basile si posiziona ripetutamente alla batteria per dare una mano alla ritmica, mentre l’altra sorpresa della serata, l’australiano Hugo Race (già con gli altri nel progetto “Songs With Other Strangers”), si piazza alla chitarra. Dell’Era fa la spola fra la sei corde e il basso, Agnelli dall’acustica all’elettrica passando per le tastiere. La sintonia è totale, i cinque scherzano, si scambiano battute, si punzecchiano perché come dice lo stesso Agelli «questa è una serata informale». Il consueto bis è affidato a “Ci sono molti modi”, mentre è poi la volta del pubblico: Manuel invita chi se la sente a salire sul palco per cantare qualcosa con loro. Alcuni dei ragazzi presenti, preso il coraggio fra le mani, si prestano così ad interpretare – tanto alla voce quanto agli strumenti – “Strategie” e poi nuovamente “Quello che non c’è”. La chiusura è tutta per gli Afterhours con il classico “Non è per sempre”. Appalusi a scena aperta per una band che, seppur in formazione “ridotta”, mancava da Catania da molti anni.

La serata, però, almeno per noi non finisce qui. Ci rechiamo a pochi passi di distanza, alla Sala Lomax, per il cosiddetto “after show”. Tra un aperitivo e qualche chiacchiera scambiamo qualche interessantissima impressione con Manuel Agnelli, sul Teatro Coppola, sulla situazione politica italiana. No, oggi non è il momento per parlare di Afterhours.

da: Ustation.it

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