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Il "Papello" dell ass. tra i familiari delle vittime di via dei Georgofili PDF Stampa E-mail
Video - Conferenze e Dibattiti
Scritto da Giovanna Maggiani Chelli   
Venerdì 27 Maggio 2011 18:55
Vi proponiamo una parte l'intervento di Giovanna Maggiani Chelli, presidente dell'associzione tra i familiari delle vittime di via dei Georgofili, al convegno presso l'Auditorium di Sant' Apollonia a Firenze. (Attendete qualche secondo il caricamento dopo aver premuto il tasto play)
 

 
La trascrizione:

"Il nostro sarà questo anno un intervento speciale, sintetico ma perentorio.
Del resto c'è aria di destabilizzazione in giro atta a stabilizzare uno status quo per quanti sono stati gli attori sulla scena della ricerca della verità per la strage di Via dei Georgofili.
Tutti gli attori nessuno fatto salvo.

La mafia fu in una situazione come questa attuale che noi stiamo vivendo, che nel 1993 mise a segno l'attentato terroristico di via dei Georgofili, la mafia destabilizzata al suo interno con norme volute da Falcone come il 41 bis, con processi messi a segno giusto da uomini come Falcone e Borsellino nel maxi processo, impaurita da minacce che vertevano ad arrivare alla confisca dei beni che aveva guadagnato illecitamente, spaventata da norme come quella che agevolava il pentimento dei suoi uomini migliori, nel tentativo almeno di tramutare il pentimento la collaborazione di giustizia, in quella pietosa cosa che è la dissociazione, per mezzo della quale il prezzo pagato dai mafiosi per essere lasciati in pace è praticamente nullo, ebbene la mafia ha imbastito una trattativa con lo Stato, lo Stato si è fatto sotto e in quel clima destabilizzato per la mafia i nostri figli sono morti .

Sono passati 18 anni e la situazione si è ribaltata, la mafia forse a causa di quella trattativa, usiamo il forse non perché non abbiamo certezze, ma perché vogliamo illuderci,ebbene la mafia si è stabilizzata e ad essere destabilizzati siamo noi però.

E allora ecco cosa facciamo in questo 18 anniversario: presentiamo senza tanti giro di parole, così lasciamo tanto tempo agli studenti per fare tante domande, il nostro "papello".

Lo presentiamo allo Stato qui questa mattina ad un tavolo di persone per bene, di persone che ci sono sempre state vicine e che contiamo siano il nostro veicolo verso le massime istituzioni quelle che per ora sono sorde perché hanno troppo in gioco da difendere:
"Papello" presentato allo Stato dai familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili:

1) I collaboratori di giustizia devono avere più di 180 giorni per dire tutto quello che sanno

2)I mafiosi rei di strage devono restare a 41 bis per tutta la durata della pena e sempre anche in isolamento diurno .

3)Nessuna strada potrà essere percorsa dai mafiosi rei di strage per aggirare la pena dell'ergastolo ovvero fine pena mai a meno che non si pentano.
Non sarà ammessa mai la dissociazione solo la collaborazione con la giustizia a tutti gli effetti. Ovvero i mafiosi devono diventare poveri.

4)Siano dati alle forze dell'ordine tutti i mezzi e le tecnologie necessarie per l'arresto di Matteo Messina Denaro, nessuno intralci le operazioni dall'interno del Parlamento e dei gangli degli appari dello Stato questa operazione di stop latitanza, per un terrorista la cui libertà in giro per l'Italia rappresenta la vergogna di questo Paese.

5)Attraverso i beni confiscati alla mafia va annualmente remunerato il fondo 512 legge del 1999 di modo che quando le vittime di mafia devono acceder al fondo trovino immediatamente le risorse a cui hanno diritto.

6)Vanno erogate immediatamente le pensioni a quanti resi invalidi all'80% nelle stragi, sia bambini che ragazzi che non lavoravano, come stabilito dalla legge 206 del 2004

7)Sia preso il massimo impegno da parte della Magistratura per l'accertamento della verità senza se e senza ma, senza guardare in faccia a nessuno, nei fatti e non nelle parole.

8)Si richiede il mantenimento del massimo dell'autonomia dal potere politico per la Magistratura, nello specifico quella che indaga sulle stragi del 1993 vista la grande paura che ha di queste indagini la politica tutta.

9)Si richiede agli Editori delle testate giornalistiche il non condizionamento per tutti quei giornalisti,che del loro mestiere ne fanno una cosa seria, e mai si lascerebbero iscrivere a libro paga dei partiti.

10) Sia istituita un norma secondo la quale chiunque sia in odore di mafia, debba uscire dal Parlamento così che la politica non sia costretta a scappare davanti alle proprie responsabilità di verità e giustizia per le stragi del 1993.


A differenza dei mafiosi, noi non siamo avidi. La nostra spinta non deriva dall'avidità, dalla sete di potere, dalla bramosia di denaro. La nostra spinta ci viene dai nostri morti e dai nostri feriti, la nostra spinta deriva dalla necessità quasi fisica di conoscere la verità e di urlarla a piena gola, fino a quando avremo voce per farlo, e quando noi saremo senza voce ci saranno altri a farlo insieme a noi, come dimostrano i ragazzi che si sono avvicinati a noi in questi anni.

Noi non siamo avidi come i mafiosi. Il papello di Riina conteneva 12 punti, noi ci accontentiamo di due di meno.
Noi ci accontentiamo di questi 10 punti, un decalogo, quelli che compongono il PAPELLO DELLE VITTIME.
Il "papello" di Riina, secondo quello che ci hanno raccontato per anni, si componeva di pochi punti. Ed è questo ciò che abbiamo creduto, fino al momento in cui non è stato prodotto di fatto e a sorpresa in quel papello di Riina abbiamo trovato ben 12 punti, fra i quali la vergognosa dissociazione.

Noi siamo meno pretenziosi dei mafiosi, noi siamo meno avidi di loro.
E poi noi, a differenza loro, per far "eseguire" le nostre richieste non abbiamo tritolo da mettere sotto casa di nessuno. Nessuno ce lo fornirebbe mai, nessun ente militare ci darebbe mai gli inneschi e i detonatori.
Il tritolo l'hanno già messo loro. Loro sul piatto della "trattativa" hanno messo gli omicidi dei nostri figli, noi mettiamo le nostre vittime.
La nostra trattativa quindi è aperta vediamo chi si farà sotto o se l'anno prossimo dovrò dirvi che non si è fatto vivo nessuno, per gli ovvii motivi, noi non abbiamo nulla da dare in cambio, ma nessuno però scordi che siamo stati buoni quale carne da macello in sede di una vergognosa trattativa mafiosa, (così continuiamo a chiamarla per comodità), fra Mafia e Stato.

Chiudiamo motivando il nostro papello e la nostra trattativa aperta :
noi crediamo fortemente che la mafia abbia voluto con forza e prepotenza le stragi del 93 come è scritto nei buoni processi di Firenze, così come siamo fermamente convinti che la mafia non fosse sola in via dei Georgofili e niente, diciamo niente e nessuno ci potrà fare cambiare idea sull'esistenza dei mandanti esterni a cosa nostra per le stragi del 1993.
Dovessero pure riscrivere la "divina commedia" negando l'esistenza dell'inferno, del paradiso e del purgatorio.

Vi invito tutti questa sera a Pizza Signoria ad assistere all'opera lirica la Traviata di Giuseppe Verdi, che vogliamo dedicare con l'aiuto economico della Regione Toscana a quanti credono che un riscatto ci sarà sempre basta liberarsi della mafia .
Ci saranno i nostri interventi, quello del procuratore Grasso, che non avendo potuto oggi rispondere alle domande degli studenti lo farà questa sera a Piazza Signoria dove Chiara Muccigrosso la Presidente della Consulta Provinciale studentesca farà il suo intervento a nome di tutti gli studenti che hanno fatto un percorso insieme a noi, e chiederà al proc. Grasso quello che a questi ragazzi di 15 16 17 18 anni sta a cuore lumi sul loro futuro proprio attraverso l'accertamento della verità sulla strage di via dei Georgofili."


Giovanna Maggiani Chelli

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