.......la bellezza del fresco profumo di libertà che si oppone al puzzo del compromesso morale, della indifferenza, della contiguità e quindi della complicità.
E' ingiusto, da vigliacchi e da infami. Additare all'interno della Camera, luogo delle sacre Istituzioni, un giornalista libero come Marco Travaglio quale “terrorista mediatico”. Una vergogna mai vista prima: un politico, quale il P2ista, Cicchitto ebbro del potere che gli conferisce la sua carica e con le spalle ben coperte tra scorta “compagni di merende”, e grancassa mediatica dei servi al seguito, attacchi un giornalista solo, senza alcun tipo di protezione, quale responsabile del gesto sconsiderato di tale Massimo Tartaglia che ha aggredito il Presidente del Consiglio, persona risultata, tra l'altro, malata di mente.
Equivale ad indicare a qualsiasi altro pazzo, fanatico, fascista, e perché no killer mafioso, di cui il nostro Paese è ancora purtroppo pieno, un bersaglio preciso e isolato.
Questo sì che è istigare alla violenza, questo sì è un atto da criminali. Tutti, dal più alto degli scranni del Paese, contro uno, che ha il solo torto di svolgere il suo mestiere in modo indipendente, onesto, senza paura e con la schiena dritta.
Ci appelliamo al Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, la preghiamo di ristabilire l'ordine all'interno di queste Istituzioni così brutalmente vilipese da gentaglia senza scrupoli, capace di ricorrere a qualsiasi mezzo pur di difendere i propri interessi a discapito del Paese e delle Istituzioni stesse. La preghiamo, Presidente, di intervenire.
La nostra totale solidarietà va anche ad Antonio Ingroia, Salvatore Borsellino, Michele Santoro e Sonia Alfano e a chi come loro è stato attaccato vergognosamente da un sistema politico che si avvale del sostegno di piduisti, mafiosi, corrotti e corruttori e che di fatto è il principale fautore del clima di odio che si sta espandendo nel nostro Paese.
Giorgio Bongiovanni, direttore responsabile
Lorenzo Baldo, vice direttore Anna Petrozzi, capo redattore
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gia70
- gia70
|2009-12-16 10:52:12
Come da molto tempo mi capita, ormai, mi trovo completamente in sintonia con le sagge dichiarazioni di Gianfranco Fini in relazione allo sconsiderato intervento di ieri dell'onorevole Cicchitto. Il momento e' delicato e sarebbe compito di tutti cercare di portare nelle istituzioni una riflessione seria e non inconsapevole, sul clima avvelenato che stiamo vivendo da mesi. Il paese soffre e la gente ha perso il posto di lavoro : mi sembra che in molti abbiano perso di vista le priorita' da affrontare. Il Presidente Napolitano, molte volte incerto e titubante nei mesi scorsi, sta invece dando a pare mio un contributo apprezzabile alla discussione e alla contesa politica. Non dimentichiamoci che non stiamo in una Repubblica Presidenziale e che i ''poteri'' del Capo dello Stato sono limitati.
Per tornare all'attacco di Cicchitto, voglio dire che Travaglio, allievo di Montanelli e liberale come me, non puo' rappresentare un bersaglio da additare sulla scia di un fatto comunque deprecabile e sconsiderato come l'aggressione vigliacca nei confronti di Berlusconi. A chi parla di Anno Zero, io rispondo che Porta a Porta
rappresenta uno sponsor continuo e di parte sull'attivita' del governo. Non esistono giornalisti faziosi, esistono giornalisti bravi e giornalisti pessimi. Io, annovero Santoro e Travaglio tra i giornalisti bravi.
In relazione all'uso dei pentiti e in relazione alle dichiarazioni dei collaboratorin di giustizia, sono come sempre dalla parte dei giudici che indagano. Esprimo la mia totale vicinanza e solidarieta' ad Ingroaia e Spataro. Il discorso e' molto semplice : se nuove prove, se nuove testimonianze e nuovi riscontri sono emersi, e' sacrosanto che debbano essere vagliati in modo serio e scrupoloso. Lo dobbiamo a Falcone, a Borsellino e agli uomini della scorta. Chi non ha nulla da nascondere e da coprire non puo' avere paura delle indagini a suo carico e dovrebbe altresi' rendersi completamente disponibile e collaborativo. Questa e' a parer mio la maggiore responabilita' del premier e della maggioranza che lo sostiene : non collaborare, ma ostacolare i processi e tentare in modo pericoloso e sconsiderato di limitare le intercettazioni. Non si puo' paralizzare la legislazione attuale e '' de facto'' l'intero paese, per proteggere dai processi una sola persona. Se come qualcuno a detto a sinistra della sinistra che chi semina vento raccoglie tempesta, io rispondo che chi semina odio raccoglie terrorismo. Dobbiamo contribuire tutti ad un clima di confronto e non di scontro. Anche noi che usufruiamo della rete. Tutti devono avere senso di responsabilita'. Devo dire che in tal senso le dichiarazioni di Di Pietro ma soprattutto quelle di Sonia Alfano non vanno assolutamente in questa direzione. Ho appreso con soddisfazione la netta presa di distanza in diretta televisiva di Donadi che ha affermato in modo perentorio di dissociarsi dalle sue affermazioni e che la Alfano e' fuori dalla linea del partito. Passo avanti, ma non basta. Soffiare sul fuoco come fanno personaggi come Gasparri, Bondi, Capezzone, Ferrero, Bindi e altri, non porta nessun contributo, ma solo effetti nefasti sulla vita del nostro paese. Sono contro la violenza, sempre. Ho apprezzato l'intervento di ieri di Vendola a Ballaro', ha dato dimostrazione di come un politico che e' agli antipodi con Berlusconi, possa nutrire solidarieta', intelligenza e dignita' nei confronti del suo avversario, ma non nemico.
Se Sonia Alfanio venisse aggredita, il mio primo pensiero, il primo, sarebbe quello di esprimergli solidarieta' e vicinanza e non quello di additarla come vittima consapevole, mentre e' ancora in un letto di ospedale. Siamo uomini, non bestie.
Se vediamo nemici ad ogni angolo, siamo destinati a lottare contro i fantasmi e a non trovare mai la verita' sui misteri di questo paese. Sonia Alfano e' stata messa li per migliorare le cose, credo, non per combattere una sua battaglia personale. Con l'odio e la parzialita' che la stanno contraddistinguendo, finisce per alimentare posizioni estremistiche.
Io stesso ho avuto modo nei mesi scorsi di leggere sul suo profilo di facebook posizioni di estrema violenza verbale e di insulto. Molti ne hanno preso le distanze, io ho preferito disattivare il mio account. Non solo per lei, questo e' chiaro. Avevo compreso e ne ho preso le distanze, l'escalation perversa di gruppi killeristici che miravano all'eliminazione fisica dei loro avversari. Siamo entratri in una spirale perversa per cui ogni giorno si deve alimentare un clima piu' caldo del giornio precedente. Capisco la lotta politica, capisco che per poter essere entrata all'interno dell' Italia dei Valori debba aver accettato di tenere sempre e comunque un profilo alto, capisco tante cose, ma stigmatizzo in modo assoluto le sue dichiarazioni. Lo faccio non da una angolazione politica, ma da una posizione di carattere morale. Lo faccio a difesa dell'incolumita' di tutiti, a difesa di Di Pietro vittima anche lui del gruppo '' uccidiamo Di Pietro a sprangate'' e a difesa di Sonia Alfano stessa. Leggo che anche Di Pietro ha denunciato il gruppo alla polizia postale. Non credo che Di Pietro sia diventato un nuovo Ahmadinejad ora che anche lui e' diventato potenziale vittima della rete. Badate bene, sono contro ogno forma di censura, ma ritengo doveroso che vengano perseguiti a norma di legge le persone ed i gruppi che istigano alla violenza. Lo dobbiamo sperare proprio nell'interesse della nostra liberta'. Quella liberta' donataci dalla lotta di Resistenza.
La liberta' va difesa, respirata, alimentata e meritata. Se la consideriamo un bene superfluo e scontato ce la porteranno via.
Su questo non accetto compromessi. Ognuno si deve assumere le responsabilita' delle sue azioni.
So bene che Sonia Alfano e' amica e compagna di lotta di Salvatore, ma cerdo che sia sempre giusto che ognuno possa esprimere le proprie argometazioni in modo libero. Io ho preso le distanze da un suo modo di fare politica che considero populista e demagogico. Vorrei ricordare a Sonia Alfano che sono contro il governo Berlusconi dal 1994 e che sono contro ogni forma di estremismo, sia esso di destra o di sinistra. Capisco anche che ognuno di noi ha seguito un diverso percorso formativo. Non necessariamente migliore o peggiore. Magari solo diverso. Io, nelle idee e nel modo di agire di Sonia Alfano, non mi riconsoco affatto. Mi riconosco nelle idee, piu' che nelle persone. Esattamente il contrario di quello che fa la gente che vota il Pdl. A me, l'idea dell'uomo forte fa ridere e nel contempo spaveta.
Ho aderito con entusiasmo al Movimento delle Agende Rosse perche' ho avuto riscontro della pulizia morale ed intellettuale di Salvatore Borsellino. L'ho fatto perche' grazie a lui si e' riaperta una discussione mediatica sulle stragi. Se mi posso permettere, lo dico con estremo rispetto, e so di non essere solo, credo che la vicinanza manifesta espressa da Salvatore Borsellino nei confronti dell' Italia dei Valori possa alla lunga limitare e indirizzare in modo improprio la lotta di Resisetnza innaugurata da Salvatore. Non dimentichiamoci mai la finalita' del Movimento. Berlusconi o non Berlusconi, io voglio sapere chi ha ucciso Paolo Borsellino. Entrare nell'agone politico rischia di farci impantanare in logiche di partito perverse. Un caro saluto.
salvatore
|2009-12-16 13:32:30
Caro Gianluca, per il momento ti rispondo soltanto in merito a quello che dici sul movimento delle Agende Rosse.
Su questo argomento sto affrontando in questo momento un percorso di riflessione, in merito al quale mi confronterò nella riunione prenatalizia della prossima settimana con i componenti della redazione del sito, che potrebbe portarmi a ritornare alle origini del movimento stesso che sono quelle della ricerca della Giustizia e della Verità sulle stragi del '92 e del '93 e del sostegno ai magistrati che stanno lavorando per portare alla luce queste verità.
gia70
- gia70
|2009-12-16 13:40:07
Grazie...! Credo sia auspicabile questo passo. Un caro saluto. P.S. Mi sembra che in giro ci sia una pazzia diffusa, ormai, che rende quasi impossbile il confronto. Sappi che, qualsiasi decisione sara' presa in merito al movimento, io la rispettero'e sapro'di volta in volta cogliere gli aspetti e le opportunita' piu' congeniali al mio modo di pensare.
pcampoli
- NON MI APPELLO a NAPOLITANO
|2009-12-16 15:24:54
NON MI APPELLO a NAPOLITANO e spiego, come ho gia´detto altre volte, anche in questo BLOG, perche´
Napolitano, il 15-08-1996, mentre era ministro degli interni, ad una giornalista che gli chiedeva :
´Ora che un ministro di sinistra e´ al Viminale, riusciranno finalmente gli italiano a conoscere le verita´ che stanno dietro ai tanti Misteri e alle Stragi di Stato???´
egli ha avuto il ´coraggio´ di rispondere, dopo aver fulminato la giornalista con sguardo gelido e raggelante :
´Non esistono ne´ fascicoli segreti ne´ misteri al Viminale´
PER QUESTO MOTIVO NON MI APPELLO A GIORGIO NAPOLITANO, E NON MI SENTO RAPPRESENTATO DA UN PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA CHE HA AVUTO IL CORAGGIO DI DARE UNA SIMILE RISPOSTA.
Sul passato di questo signore ed anche sul presente, ci sono molte altre ´ombre´, ma a me basta quella risposta che ho sentito con le mie orecchie e come me, hanno sentito tanti altri italiani per affermare che costui non mi rappresenta !!!!!!!
Flavio Tranquillo
- agende rosse
|2009-12-16 22:07:21
Sono venuto a Palermo proprio per testimoniare la mia richiesta di Verità e Giustizia. Senza preconcetti e pregiudizi. Al fianco dei magistrati che troppe volte vengono lasciati soli. Possa questa ricerca essere la stella polare che ci guida. Grazie Salvatore