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Premio Borsellino: lettera di Gioacchino Genchi a Leo Nodari PDF Stampa E-mail AddThis Social Bookmark Button
Editoriali - Lettere Aperte
Scritto da Gioacchino Genchi   
Martedì 03 Novembre 2009 10:54
Caro Leo Nodari, innanzitutto consentimi di esprimerti tutta la mia solidarietà per la vile aggressione di cui sei stato vittima.
Simili episodi di squadrismo si commentano da soli e fanno molto riflettere su chi, effettivamente, li ha voluti determinare.
Non a caso tutto è accaduto in concomitanza con la partecipazione al XIV Premio Paolo Borsellino del sen. Maurizio Gasparri, di cui sconoscevo l’invito all’evento.
Proprio alla luce delle gravi affermazioni del sen. Gasparri – offensive della verità e della memoria di Paolo Borsellino – ho maturato la determinazione di non partecipare agli incontri previsti a Roseto, a Giulianova e a Teramo, per i giorni 5 e 6 novembre, nell’ambito delle manifestazioni del “Premio”.
Ti ringrazio ancora per la cortesia che hai avuto nell’invitarmi e nell’insistere affinché io partecipassi, come ringrazio le amministrazioni e gli altri organizzatori.
La mia coerenza di uomo e di servitore dello Stato, il rigore che ho sempre imposto a tutte le mie scelte di vita e professionali, oltre alla determinazione con cui ho sempre rifiutato compromessi con chi fa dileggio della Verità, mi impongono di non partecipare ad un evento al quale ha preso parte uno come Gasparri ed a cui avrebbe dovuto presenziare – come ho pure appreso solo ieri – finanche Clemente Mastella.

Dopo la vile speculazione politica che Gasparri e il partito di Gasparri hanno fatto di Paolo Borsellino nel 1992, prima che fosse ucciso - votandolo come Presidente della Repubblica (sapendo che mai sarebbe stato eletto!), al solo di fine di delegittimarlo nella nomina a Procuratore Nazionale Antimafia, che in molti davano per scontata dopo la strage di Capaci e prima di quel voto – le affermazioni di ieri del sen. Gasparri concludono il ciclo della strumentale pantomima con cui in tanti, anzi in troppi, impediscono la ricerca e l’affermazione della verità sulla strage di Via D’Amelio, nelle cui Verità negate si fondano le origini della seconda Repubblica.
A queste considerazioni, su cui molto ci sarebbe ancora da dire, si aggiunge il dileggio che dal proscenio del XIV Premio Paolo Borsellino il sen. Gasparri ha potuto fare del mio amico Salvatore Borsellino.
Orbene, caro Leo, dopo l’assassinio di Paolo Borsellino e dopo le mistificazioni, le strumentalizzazioni e i depistaggi che per 17 anni hanno celato la “Verità” sulla strage di Via d’Amelio, la voce e il ruolo di Salvatore Borsellino rappresentano per me, per tanti giovani come per tanti, tantissimi, italiani onesti, l’unica speranza di Giustizia, che è anche una speranza di Libertà, per questa martoriata Italia.
Ecco perché, caro Leo, al solo pensiero di trovarmi dalla parte di chi ha consentito a Gasparri di dire quello che ha detto su Paolo Borsellino e su Salvatore Borsellino, la mia coscienza si ribella e, con sommo rammarico per te e gli altri amici, mi impone di restarmene a casa.
Spero solo vorrai capirmi.

Con affetto e solidarietà
Gioacchino Genchi

Fonte: il BLOG http://gioacchinogenchi.blogspot.com/, 3 novembre 2009

 
Commenti
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salvatore  - Caro Gioacchino   |2009-11-03 12:23:10
Caro Gioacchino, ti sono grato per le tue parole che mi confermano quello che
già conoscevo di te, uomo di eccezionale rettitudine morale oltre che amico
fraterno. Avrei accolto con lo stesso animo qualsiasi tua decisione, sia che
avessi accettato di partecipare agli incontri programmati per mantenere un
impegno preso e per non lasciare questo ormai impresentabile premio intitolato a
Paolo in balia di figure che oltraggiano le istituzioni, sia che, come hai
fatto, rinunciassi a una partecipazione con la quale il peso morale di una
persona integerrima come la tua rischierebbe di essere offuscato dalla
contemporanea partecipazione di personaggi che stanno svilendo le nostra
Istituzioni e il nostro Paese.
Preso atto della tua decisione, sulla quale non
ho voluto in alcuna maniera influire, devo ringraziarti come amico di aver
voluto motivarla anche con con la identità degli ideali di Verità e di
Giustizia che ci accomunano e per i quali, insieme con le tante persone, giovani
e no, che ci sostengono, abbiamo combattuto e combatteremo tante battaglie.
In
questo triste episodio nel quale hanno cercato di colpirmi in quello che ho di
più caro avranno un loro peso sia le parole che i silenzi, sia le azioni che le
omissioni e, tra tutte, le tue parole e quelle di Sonia saranno quelle che
serberò con più amore dentro il mio cuore.
Grazie amico mio
Salvatore
gia70  - Lezione comportamentale da parte di Genchi.   |2009-11-03 12:45:40
Condivido la scelta di Genchi. Non solo, credo sarebbe doveroso, alla luce delle
dichiarazioni di Gasparri contro Salvatore, una presa di distanza netta da parte
di Nodari. Nodari, dica che e' stato un grave errore quello di invitare il
senatore Gasparri. Non si va al Premio Borsellino per riscuotere consensi
personali o crediti politici, ma per offrire una testimonzianza fattiva di
impegno civile e di memoria storica. Dopo aver letto una agenzia ansa di Pecora
di ''Ammazzateci tutti'', dichiarazione strumentale che prefigura scenari
inquietanti, scenari immaginari che non centrano nulla con le persone che
aderiscono alle Agende Rosse, ritengo sia doveroso che anche lui decida di non
andare a ritirare il premio. Dimostri solidarieta' e amicizia a Salvatore
Borsellino, se e' mai stato veramenente suo amico, e si dissoci dalla parole di
Gasparri. Questo e' il nocciolo della questione, non l'aggressione a Nodari.
Altrimenti, sapremo, una volta per tutte, che il percorso da lui intrapreso non
e' piu' compatibile con le battaglie di Salvatore Borsellino.
Lo rispetteremo
di piu'....e non ci strapperemo le vesti per la sua virata.
Vittorio Maraglio  - Povera Patria! Schiacciata dagli abusi del potere   |2009-11-03 16:10:04
Carissimo Salvatore,
permettimi di darti del tu perchè ti considero un amico
anche se di persona ti ho visto solo una volta il 4 ottobre a Bergamo.
Non ho
parole per esprimerti il mio allucinato sdegno per quanto il Disonorevole (e
disonorato) servo di potere Gasparri abbia osato proferire vituperando la
memoria di tuo fratello Paolo che è quanto di più caro ci sia per noi che
vogliamo nel nostro piccolo quotidianamente far camminare le sue idee sulle
nostre gambe.
Voglio solo che tu sappia che siamo in tanti a esserti vicino e
lottare con te.
E sono certo che un giorno la verità sulla morte di Paolo
rifulgerà in faccia agli assassini, ai maligni, ai superbi e ai corrotti e quel
giorno varrà da solo tutti questi anni di lotta in questo Paese devastato dal
dolore.
La nostra speranza non si arrenderà mai.
Un
abbraccio
Vittorio
"This is no time to count
your blessings
this is no time
for private gain
This is a time to put up or shut up"
(Questo non è il
momento per contare
le vostre benedizioni
non è il momento per il guadagno
personale
questo è il momento di alzare la testa o tacere)
Lou Reed "There
is no time"
Maria Teresa  - grazie   |2009-11-03 23:32:34
Grande Gioacchino!!
Determinati inviti (come, ad esempio, quello a Mastella e a
Gasparri) fatti dagli organizzatori del premio hanno lasciato molto perplessa
anche me. Per quanto mi sia sforzata di comprendere, non sono riuscita a
capirli. E non li capisco in particolare oggi, dopo le nuove rivelazioni
sull’assassinio di Paolo Borsellino e il contesto in cui tale assassinio è
maturato.
Ed ancor più mi dispiace non aver letto da nessuna parte alcuna
dichiarazione di condanna da parte di Leo Nodari in merito al grave insulto di
Gasparri verso chi ieri ha visto il proprio fratello ridotto a pezzi e oggi
lotta con tutte le proprie forze per far luce su una pagina buia della nostra
democrazia in nome della verità e della giustizia.
Declinare l’invito era
l’unica risposta possibile per una persona coerente che fa i conti con la
propria coscienza.
Grazie per aver deciso di restare a casa.

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