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Quanto Totò attaccò Giovanni Falcone PDF Stampa E-mail
Video - Interventi in trasmissioni televisive
Scritto da Desiree Grimaldi   
Giovedì 26 Febbraio 2009 01:06

Le immagini di seguito riportate non necessitano di commenti. In ogni caso è giusto ricordare  ciò che avvenne nel 1991 quando durante una puntata di Samarcanda il signor Cuffaro attaccò Giovanni Falcone, in collegamento con il Maurizio Costanzo Show, definendolo "corrotto" e "manovrato" e provocando lo sdegno del pubblico in sala. 
Lo stesso Totò il 18 gennaio 2008 è stato condannato in primo grado a cinque anni di reclusione per favoreggiamento semplice senza l'aggravante di aver favorito Cosa Nostra e per violazione del segreto istruttorio nel processo di primo grado sulle Talpe alla Procura di Palermo.
Oggi lo stesso Totò ottiene la nomina alla Commissione di Vigilanza Rai, oggi Giovanni Falcone muore la seconda volta.

[youtube:www.youtube.com/watch?v=F5MZmJLMQ9Y]

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Christina P  - E' iniziato lo scempio del verde?   |2009-02-26 11:03:01
Scusate se irrompo con una questione che puo' sembrare non aver nulla a che fare
con questo sito. A Porto San Giorgio il nostro Comitato per il Verde sta
lottando per mantenere quel poco verde rimasto. Abbiamo le mani legate perche'
non riusciamo ad intervenire legalmente in quanto la giunta comunale ha il
coltello dalla parte del manico. Vogliono abbattere un numero elevato di alberi
che interferiscono con i loro piani, supponiamo, edilizi. Non riusciamo ad avere
l'ordinanza (se esiste) prima di 30 giorni e le delibere del comune non vengono
esposte ai cittadini dal 2003. I giornali non pubblicano queste ingiustizie, la
gente non sa che una giunta deve tenere informata la popolazione sugli
interventi messi in atto sul proprio territorio. Cosi, una ad una le piante
spariranno senza che nessuno riesca a fare nulla. Le piante in questione sono
piante centenarie che fanno parte di un patrimonio culturale e ambientale di un
valore immenso. Non si puo' andare avanti in questo modo. La speranza in questo
paese svanisce minuto dopo minuto perche' gli impedimenti legislativi e
burocratici non permettono di ostacolare le ingiustizie. Il Comitato per il
Verde di Porto San Giorgio vuole avvisare che la nostra storia non e'
circoscritta riguarda tutto il paese. Se non si cura l'ambiente ma lo si
distrugge per interessi distruggiamo noi stessi. Questa e' una dittatura
mascherata da democrazia. Quando il popolo deve assistere inerme a tali
ingiustizie vuol dire che non ha piu nessun diritto, nessuna voce. Siamo del
tutto sottomessi a questo regime che devasta lasciando un arido terreno sul
quale poi le future generazioni dovranno costruire la propria vita.

Christina
Pacella
Salvatore Manzo  - ...povera Italia...   |2009-03-06 16:54:46
Totò Cuffaro ha preso il posto di D'Alia alla commissione vigilanza
Rai...
Invito chiunque fosse interessato a guardare il seguente
video:

http://www.youtube.com/watch?v=CZAKZh2Ji gY
Nicolas B.  - L'investitura politica di Cuffaro   |2009-03-06 20:53:51
L'intervento di Cuffaro nella trasmissione samarcanda del 1991 ha il sapore
amaro di un'investitura politica. Nel suo discorso attacca i giornalisti
accusandoli di deleggittimare la classe dirigente siciliana, accusadoli di fare
giornalismo mafioso che, a suo dire, farebbe più male alla Sicilia di 10 anni
di morti ammazzati. Attacca il giudice Falcone definendolo "corrotto"
perchè si servirebbe di un pentito "volgare" per deleggittimare la
classe politica siciliana facendo un favore al nord. L'aggressione mediatica di
Cuffaro non trova consensi nel pubblico che rumoreggia per manifestare il suo
dissenzo, ma non è questa la platea a cui forse il politico siciliano si
rivolge. L'intervento di Cuffaro sembra piuttosto quello di lanciare un
messaggio diretto a quei mafiosi a cui deve il suo consenzo elettorale, quelli
che inevitabilmente hanno fatto e faranno la storia del suo successo politico.
Perchè in sicilia non si diventa politici per caso o per sbaglio. Quello di
fare il politico in sicilia non è spesso una vocazione quanto invece
un'investitura che deve pagare dazio al compromesso mafioso e allora
l'intervento televisivo di Cuffaro sembra più un'auto-candidatura,
un'auto-sponsorizzazione mirata a cercare consensi, più che nell'elettorato,
verso coloro che quei voti sono capaci di comprarli e indirizzarli. Non è
difficile immaginare il consenso e il plauso con cui mafiosi del calibro di
Riina e Provenzano & company avranno assistito, magari in diretta Tv dal loro
nascondiglio dorato, all'intervento del giovane politico siciliano. Avranno
apprezzato l'ardore e il furore mediatico con cui Cuffaro si scaglia contro i
giornalisti e gli esponenti dell'istituzione.Intervenendo al dibattito con
l'arroganza tipica dell'atteggiamento mafioso Cuffaro si guadagna un biglietto
in prima fila nella scena politica regionale e non solo. Manco a dirlo Cuffaro
diventa governatore della regione siciliana e quando è costretto a dimettersi
dal suo incarico per la condanna di favoreggiamento semplice a Cosa Nostra nel
2008 questo non sembra penalizzarlo nella sua carriera politica anzi. La
condanna per un politico nella nostra italietta da 4 soldi sembra essere il
miglior viatico per raggiungere posizioni di maggior prestigio specie in
parlamento. Cuffaro entra nella grande famiglia dell'UDC di Pierferdi Casini e
come se niente fosse ottiene la nomina alla Commissione di Vigilanza RAI
(notizia di questi giorni). Non c'è che dire possiamo vantare un'altro eroe
nella nostra Repubblica delle Banane.
Mi chiedo che senso ha avuto il
sacrificio di tanti onesti servitori dello Stato come Falcone e Borsellino e
tanti altri alla luce di tutto ciò.
C'è da sperare che la storia dia il
giusto riconoscimento al loro sacrificio visto che in questi tempi sembra caduto
nell'oblio.
alexn8   |2009-03-07 01:02:55
Concordo pienamente..il buon esempio che la politica nazionale offre è
semplicemente vergognoso.
Ma a scopo cautelativo e soprattutto per togliere ogni
dubbio sulla chiarezza della politica, il sig. Casini non avrebbe fatto meglio
ad evitare di candidare Cuffaro come senatore del suo partito almeno fin quando
non sia messa la parola fine sulla sua vicenda giudiziaria? Io non sono uno
professionista della legge ma ricordo che nella prima sentenza il sig. Cuffaro
fu interdetto dai pubblichi incarichi giusto? o mi sbaglio? se ho detto qualche
fesseria cortesemente correggetemi.
In caso abbia detto una cosa esatta, come
è possibile che stia seduto su quella bella poltrona? grazie e viva l'Italia.
Salvatore Manzo  - procedimenti giudiziari penali...   |2009-03-07 13:34:12
Cuffaro ha ricevuto il suo primo avviso di garanzia per una presunta tangente
intascata dall'eurodeputato Salvo Lima nel 1993. L'indagine era partita dalle
dichiarazioni di un pentito, che però si rivelarono subito false, in quanto
Lima nel 1993 era già morto.

Durante la sua prima presidenza alla Regione
Siciliana Cuffaro è entrato, insieme ad altri, nel registro degli indagati per
il reato di concorso esterno in associazione mafiosa nell'ambito dell'inchiesta
sui rapporti tra il clan di Brancaccio e ambienti della politica locale. Con gli
elementi raccolti, gli inquirenti ritengono che, attraverso Antonio Borzacchelli
e Miceli (precedentemente assessore UDC al Comune di Palermo, legato a Cuffaro)
e grazie alle talpe presenti nella Direzione distrettuale antimafia di Palermo,
Cuffaro abbia informato Giuseppe Guttadauro, boss mafioso ma anche collega
medico di Miceli all'Ospedale Civico di Palermo, e Michele Aiello, importante
imprenditore siciliano nel settore della sanità, indagato per associazione
mafiosa, di notizie riservate legate alle indagini in corso che li vede
coinvolti.

Nel settembre del 2005, Cuffaro per questi fatti, negati
dall'interessato, è stato rinviato a giudizio per favoreggiamento aggravato
alla Mafia e rivelazione di notizie coperte da segreto istruttorio, mentre non
è stata accolta l'accusa di concorso esterno. Secondo il GUP è accertato che
abbia fornito all'imprenditore Aiello informazioni fondamentali per sviare le
indagini, grazie a una fonte non ancora nota, incontrandolo da solo in
circostanze sospette, riferendo che le due talpe che gli fornivano informazioni
sulle indagini che lo riguardavano erano state scoperte. Nell'incontro, anche
una discussione riguardante l'approvazione del tariffario regionale da
applicarsi alle società di diagnosi medica posseduta dall'imprenditore. Aiello
ha ammesso entrambi i fatti, Cuffaro afferma soltanto che si sia discusso delle
tariffe. Il GUP ipotizza inoltre che il mafioso Guttadauro sia venuto a
conoscenza da Cuffaro delle microspie, in funzione del suo rapporto con Aiello,
sempre per via del contatto con i due marescialli corrotti, in servizio ai
nuclei di polizia giudiziaria della Procura di Palermo, uno dei quali è stato
l'autore del piazzamento delle microspie. Secondo una perizia ordinata dal
tribunale nel corso del processo a Miceli, nei momenti in cui si è scoperta a
casa di Guttadauro la microspia, sarebbero state confermate le testimonianze
secondo le quali la moglie del boss mafioso ha dato merito a Totò Cuffaro del
ritrovamento.

Nel dicembre 2006, Miceli è stato condannato in primo grado
per concorso esterno in associazione mafiosa.

I "cannoli del
presidente" Il 15 ottobre 2007 il procuratore aggiunto del processo a
Cuffaro Giuseppe Pignatone ha chiesto 8 anni di reclusione per l'attuale
Presidente della Regione Sicilia, per quanto riguarda i seguenti capi
d'imputazione:

favoreggiamento a Cosa Nostra;
rivelazione di segreto
d'ufficio.
Il 18 gennaio 2008 Cuffaro viene dichiarato colpevole di
favoreggiamento semplice nel processo di primo grado per le 'talpe' alla Dda di
Palermo e condannato a 5 anni di reclusione e interdizione perpetua dai pubblici
uffici. Cuffaro assiste alla lettura della sentenza nell'aula bunker di
Pagliarelli e dichiara immediatamente di non essere intenzionato ad abbandonare
il suo ruolo di presidente della regione Sicilia. Nel frattempo, la
pubblicazione di una serie di foto che lo ritraggono con un vassoio di cannoli,
mentre apparentemente festeggia per non essere stato condannato per
favoreggiamento della mafia, provoca un grande imbarazzo. Il 24 gennaio 2008
l'Assemblea regionale siciliana respinge la mozione di sfiducia (53 voti contro
32) presentata dal centro sinistra. Nonostante il voto di fiducia del Parlamento
siciliano, Cuffaro si dimette due giorni dopo, nel corso di una seduta
straordinaria dell'Assemblea. Cuffaro ha annunciato che appellerà la sentenza.
VaronEmanuele   |2009-03-07 15:59:07
In un paese in cui presidente del consiglio è un piazzista mafioso, ignorante e
inutile (se non per il fatto di essere affiliato ad una loggia massonica), il
boss di provincia cuffaro può benissimo sedersi in commissione di vigilanza
rai. Il problema è l'assuefazione a tutto questo, il non avere più le parole
adatte per esprimere l'indignazione, che ormai dovrebbe essere da un pezzo
RABBIA INCONTENIBILE! Tutti si sono abituati a questi fatti gravissimi, in
primis che un presidente del consiglio possa andare in conferenza stampa a dare
del deficiente a tutti, perchè la crisi non esiste. Forse glielo han detto i
suoi superiori banchieri di raccontare queste panzane da festa di paese. Che un
mafioso dichiarato sia in un organo di potere e vigilanza è perfettamente in
linea con tutto ciò. SIAMO NOI CHE NON SIAMO PIU'IN LINEA! DOBBIAMO
INC..ZARCI!!
pcampoli  - INC..ZARSI NON BASTA   |2009-03-08 11:47:42
INC..ZARSI NON BASTA -
Fa male solo alla salute e non serve a nulla o
almeno serve a poco. Occorre documentarsi, possedere dati su cui non ci
piove, aggregarsi come cittadini ed esigere da chi ricopre incarichi
Istituzionali che siano rispettati i principi fondanti la
nostra Costituzione.
Ho oramai 57 anni, sono un semplice cittadino,
dal 1993 mi sono documentato grazie ad un grande giornalista come Giovanni
Ruggeri, dopo aver lavorato 15 anni possiedo dati su cui non ci piove;

questi dati mi permettono di fare affermazioni pesanti su politici,
giornalisti, uomini delle Istituzioni in auge nel 1993-1994 quando e'
stata permessa la inamissibile legittimazione politica del signore
'presidente del consiglio, piazzista mafioso,ignorante' (parole VaronEmanuele);
con le prossime elezioni Europee noi semplici
cittadini che sappiamo di vivere nel regime della P2-PCI-PDS-DS, che
sappiamo di non poter contare su nessun politico tra quelli sulla scena (a
parte forse di Pietro), abbiamo una occasione unica che non dobbiamo
lasciarci sfuggiere :
mandare a Strasburgo una persona come Sonia Alfano e da la', attraverso la
sua voce denunciare i criminali che hanno occupato le Istituzioni
ed esigere il irspetto della Verita' che qui' in Italia viene
occultata.
Non illudiamoci comunque : personalmente dal 1998 ho toccato con
mano come la Corte di Giustizia di Strasburgo sia uno specchietto per
le allodole -
io da persona inesperta di diritto l'ho verificato
pur possedendo dati inattaccabili che ho fornito a persone di cui mi
fido e che spero ne facciano buon uso se personalmente, per un
motivo qualunque, non potessi proseguire nel lavoro iniziato nel 1993;

che non bisogna riporre troppe speranze per non andare incontro
a disillusioni amare, nella Corte di Giustizia di Strasburgo, ne ho
avuto la conferma poco tempo fa parlando con avvocati (e quindi
professionisti del diritto) che possiedono dati (a me ignoti fino
ad ora) forse molto piu' gravi di quelli che possedevo io.
La
battaglia e' dura e richiede che ci impegnamo: e'oramai l'unica strada che
ci rimane;
qui' in Italia il REGIME lo si potrebbe abbattere solo con
la violenza, ma non servirebbe a nulla,l'esperienza degli anni del
Terrorismo Rosso e Nero ce lo insegna;anzi la violenza servirebbe solo
a rafforzare chi oggi, col sopruso occupa le Istituzioni.

E della violenza non ne abbiamo bisogno anche perche' perche' la ragione
e' dalla nostra parte.
VaronEmanuele   |2009-03-09 11:37:26
E' vero che inca.... non basta, ma può aggiungere un pò di forza e
determinazione. E questo senza minimamente conivolgere "signora
violenza". Le dirò che non penso questo regime possa essere sconfitto con
la violenza, e purtroppo son tra quei pochi folli che ritengono gli anni del
"terrorismo rosso e nero" come lei li ha chiamati, in realtà
"terrorismo DI STATO", organizzato da enti statali (chiamati
"servizi segreti") e finanziato da enti statali. Questo regime sarà
sconfitto semplicemente TOGLIENDO la voce a chi non la merita, cominciando a
convincere la gente che quando parla qualcuno che dovrebbe tacere forse è
meglio ignorarlo, voltarsi da un'altra parte mentre il piazzista di turno grida
ai muri e al vento. Convincendo la gente a spegnere i televisori e ad uscire di
casa. A parlare con i vicini, i lontani. Discutere di come cambiare la propria
vita e quella di chi ci circonda. In meglio.
Quindi come vede il percorso è
molto lungo. Molto. Su questo sono d'accordo.
Andrea   |2009-03-09 11:57:50
Penso sia meglio intervenire sui messaggi che si spingono in posizioni che
potrebbero travalicare i limiti del diritto di critica. Facendo parte di questa
community devo per forza prendere le distanze da eccessi che potrebbero
configurare comportamenti non leciti.
VaronEmanuele   |2009-03-09 19:16:05
Nessuno ha parlato di violenza o comportamenti non leciti. Non capisco
l'esigenza di queste puntualizzazioni. La rabbia di cui ho parlato è la stessa
che credo colpisca tutti nell'ascoltare, nel video di cui si occupa questo post,
l'attacco a Falcone da parte di un mafioso ora politico, avvenuto quasi
vent'anni orsono ma purtroppo attuale visto come si stanno evolvendo i fatti.
Non riesco a capire cos'altro di illecito o violento sia apparso nei post
sopracitati. E soprattutto quali "limiti del diritto di critica"
sarebbero stati travalicati?
Shiloh   |2009-03-09 12:17:32
Non scherziamo ragazzi.
Noi diciamo di onorare la memoria di un Uomo che HA
DATO LA VITA per la legalità e la Giustizia.
Non possiamo pretendere di farlo
parlando di violenza e di cose che in genere riescono meglio "agli
altri".
La nostra forza deve venire dal rispetto delle leggi e dall'uso che
ne sappiamo fare.
E' tempo di muoversi, ma sempre nell'ambito della
Costituzione.
Se siamo arrivati fin qui è anche perchè per troppo tempo
abbiamo finto di non vedere lo scempio e di non sentire il fetore di marcio che
ci circonda.
Abbiamo delegato ad altri, ad indegni personaggi, ciò che avremmo
dovuto fare noi: vigilare e se necessario fare, riformare, proporre,
PARTECIPARE.
Adesso non possiamo svegliarci, come la principessa sul pisello e
prendere a modello chi abbiamo di fronte, che della violenza, della menzogna e
dell'insulto ha fatto la propria bandiera.
Hanno paura di noi, ma non di quelli
che possono urlare in maniera becera, bensì di quelli che in silenzio, con
tenacia e sempre nel rispetto della legge, riescono a costruire qualcosa di
buono, malgrado abbiano tutti contro.
Non lasciamo sole persone come Salvatore,
Luigi De Magistris o Gioacchino Genchi.

Malgrado il linciaggio pubblico
subito, loro amano le istituzioni che in questo momento (infestate da parassiti)
li stanno mettendo alla prova.

Quale esempio migliore per noi?

Luciana
pcampoli  - Chiarimento   |2009-03-09 18:55:12
Non ho incitato a reagire con la violenza - - 
Non mi si attribuisca
affermazioni che non ho fatto.
Se si legge con attenzione cio' che
ho scritto, si dovrebbe capire cio' che intendevo dire : a fronte di
un REGIME che ci priva di diritti fondamentali, POTREMMO ESSERE TENTATI
a reagire in maniera errata, magari con la violenza, come accadde gia'
in passato. Il Terrorismo degli anni '70 certamente fu Terrorismo di Stato,
ma non solo; purtroppo caddero nella trappola a loro tesa, anche
giovani in buona fede che volevano battersi per una societa' piu' giusta.

Il sottoscritto d'altronde mai si e' macchiato di gesti violenti
partecipando a manifestazioni;
e' successo invece il contrario : nel
tentativo di esercitare un diritto sacrosanto, ho subito la violenza
di chi mi impediva tale esercizio garantito dall'art. 21 della
Costituzione, che ripeto fino alla noia, da sempre e'
pesantemente violato in Italia.
Andrea   |2009-03-09 20:01:41
Io, come penso anche Luciana da quel che leggo, e molti altri mi auguro,
desideriamo un clima decisamente costruttivo, rispettoso dello
Stato, ed ispirato ai metodi prudenti di Falcone e Borsellino, visto
che quì si ricordano spesso. E' come se venissero danneggiati ancora
oggi, "tirati dentro" un discorso fazioso ed impulsivo; è
come l'attacco di Cuffaro al rovescio, ed il danno c'è lo stesso. Chi
si rimangia le proprie parole significa che ha "intuito" la
propria scivolata; ciò non toglie completamente peso al gesto, che non è certo il frutto di
una banale svista. Mi aspetto dunque che in questo ambiente
sia garantita la presenza soltanto di chi rispetta le leggi dello Stato, anche e soprattutto
nell'esprimere le proprie opinioni. Diversamente saranno gli altri a
doversi tutelare, visto che sono più sottili di quel che comunemente
si pensa i margini della complicità, ed in ogni caso chi eccede di
continuo deve trovarsi davanti alle conseguenze del proprio agire; questo è esattamente quello che quì si predica da sempre; e visto che
vogliamo che valga per tutti, vale anche per noi.
Quando i toni ed
i concetti diventano faziosi, o minacciosi, come emerge, anche se a
volte velatamente, da alcuni commenti, si scavalca inesorabilmente i
limiti della critica, che diventa attacco rabbioso ed incontrollato.
Non capire queste cose è davvero un grande limite; penso sia meglio che
qualcuno, e non è detto che sia uno solo, si prenda una pausa di
riflessione. L'intervento, lo dico sin d'ora, è perfettamente in tema con
l'argomento.
pcampoli  - Non replico perche' non voglio perdere tempo   |2009-03-10 07:19:30
Non replico perche' voglio rispettare l'invito di Salvatore, perche' non
voglio perdere tempo e perche' non devo rimangiarmi affermazioni che
non ho fatto.

Chi conosce cio' che mi e' accaduto il  12-09-1994 sa
chi ha fatto violenza quel giorno e chi l'ha subita senza reagire con
violenza come si potrebbe essere indotti a reagire quando si subisce
un torto o si e' convinti di subire un torto.

Quello che mi e' accaduto
quel giorno ha scatenato in me tanta rabbia che si rinnova
sempre quando ripenso a cio' che mi e' accaduto quel giorno, quando
rivedo l'attacco di Cuffaro a Falcone che vidi allora e di cui conservo
la registrazione su cassetta VHS, quando vedo cio' che accade ora nel
nostro Paese :
verita' negata, giustizia negata
(abbiamo gia' dimenticato la vicenda
Arcangioli, di cui sto aspettando con molto interesse le
motivazioni della Cassazione?)

Ma non ho reagito allora con violenza,
pur subendo un torto da parte della Digos, e non reagisco ora con la
violenza,
anche se sono e saro' sempre determinato e deciso ad "attaccare ",
verbalmente e non con la VIOLENZA, chi vuole occultare la VERITA' e
negare la GIUSTIZIA.
VaronEmanuele  - Per Andrea   |2009-03-10 17:39:30
Non mi sembra molto corretto questo tentativo reiterato di far apparire
"violenti", "velatamente minacciosi", "faziosi"
ragionamenti che , in tema con il post, parlano della reazione di fronte
all'intervento di cuffaro. Se preferisci dico che tale intervento mi lascia
"rispettosamente indignato", così non scavalco nessun limite della
critica. Per il futuro, al fine di evitare inutili incomprensioni e perdite di
tempo nel puntualizzare, sarebbe meglio CITARE i passaggi "incriminati",
estraendoli dai post e parlandone serenamente, senza ergersi a censori o parlare
di "margini di complicità", "chi non rispetta le leggi dello
stato", "attacco di Cuffaro a rovescio" e amenità varie.
salvatore  - Per Andrea   |2009-03-10 19:00:32
I commenti degli utenti registrati non sono soggetti ad alcun tipo di censura
preventiva per cui un eventuale mio intervento, che preferirei in ogni caso
evitare fidando nella correttezza dei frequentatori di questo sito, non può
avvenire che a posteriori e non sicuramente basato sulle opinioni che ciascuno
è libero di avere e coltivare, ma solo sui toni della discussione. Già in
altro occasioni ho dovuto, a seguito di diatribe tra utenti prolungate oltre
l'accettabile, invitare i contendenti a spostare la loro discussione sul
forum.
In ogni caso chi desiderasse segnalare commenti non appropriati o
"toni faziosi e minacciosi" o "rabbiosi e incontrollati" è
pregato di non farlo utilizzando i commenti agli editoriali o ai post, ma
piuttosto segnalando a me personalmente la cosa e non con frasi generiche ma con
riferimenti precisi agli autori.
Può per questo essere usata la casella di
servizio del sito 19luglio1992@gmail.com oancora meglio la mia mail
personale salvatore.borsellino@gmail.com che consulto con frequenza
giornaliera.
Provvederò poi io, se sarà il caso, ad intervenire.

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