Increase Font Size Option 6 Reset Font Size Option 6 Decrease Font Size Option 6
Home Home Editoriali Un ragazzo libero
Un ragazzo libero PDF Stampa E-mail
Editoriali - Editoriali
Scritto da Salvatore Borsellino   
Sabato 31 Gennaio 2009 21:42





MI ha telefonato un minuto fa Sonia Alfano, con la voce rotta, mi ha detto che è morto Giuseppe Gatì, un ragazzo libero, un ragazzo coraggioso, un ragazzo che qualche settimana fa aveva contestato Vittorio Sgarbi presso la biblioteca comunale di Agrigento.
Quello che successe allora ve lo faccio raccontare da lui stesso.

Con alcuni amici l’altro giorno mi sono recato presso la biblioteca comunale di Agrigento per contestare con volantini e videocamera Vittorio Sgarbi. Ci siamo soffermati su due punti in particolare: la condanna in via definitiva per truffa aggravata ai danni dello stato, e quella in primo e secondo grado, poi andata prescritta, per diffamazione del giudice Caselli. Dopo quasi due ore di ritardo ecco che arriva, in sala la gente rumoreggia e fischia. Subito dopo aver preso la parola, naturalmente con qualche volgarità annessa, inizia la nostra contestazione. Nel video non si vedono o sentono certe cose. Sono stato subito preso e spintonato da un vigile, mentre qualcuno tra la folla mi rifilava calci e insulti. Sgarbi, prima chiedeva che venisse sottratta la videcamera alla mia amica, e dopo cercava lui stesso di impossessarsene.
Ma è importante sapere cosa succede dopo. I miei amici vanno via perchè impauriti, mentre io vengo trattenuto dai vigili. Si avvicina un uomo in borghese, che dice di appartenere alle forze dell’ordine e cerca di perquisirmi perchè vuole la videocamera (che ha portato via la mia amica). Io dico che non puo’ farlo e lui mi minaccia e mi mette le mani addosso. Arriva un altro personaggio, e minaccia di farmela pagare, ma i vigili lotengono lontano. Dopo vengo preso e portato in una sala appartata della biblioteca, dove la polizia prende i miei documenti e il telefonino. Chiedo di vedere un avvocato (ce n’era addirittura uno in sala che voleva difendermi), per conoscere i miei diritti, ma mi rispondono di no. Mi identificano piu volte e mi perquisiscono. Poi mi intimano di chiamare i miei amici, per farsi consegnare la videocamera, ma io mi rifiuto. Arriva di nuovo il presunto appartenente alle forze dell’ordine in borghese e mi dice sottovoce che lui dirà di esser stato aggredito e minacciato da me. Non mi fanno parlare, non mi posso difendere. Dopo oltre un’ora e mezza mi dicono che non ci sono elementi per essere trattenuto ulteriormente, mi fanno fermare il verbale di perquisizione e mi congedano con una frase che non posso dimenticare: “Devi capire che ti sei messo contro Sgarbi, che è stato onorevole e ministro…”.


Quando mi ha telefonato Sonia stavo lavorando al computer. come 17 anni fa, quando mi chiamò mia moglie e mi disse che stavano dicendo alla televisione che c'era stato un attentato a Palermo, in Via D'Amelio. Ho provato una sensazione troppo simile a quella di allora.
Si, lo so, è una cosa diversa, allora era stato una attentato, un attentato che aveva provocato una strage. Questa volta dicono che è stato un filo scoperto, un filo sul quale sembra che Giuseppe abbia camminato mentre lavorava vicino a un silos pieno di latte. L'autopsia dirà se le cose sono andate come si leggen in questo momento nelle prime notizie di agenzia.
Ma io sento un nodo alla gola che non si scioglie. E' morto un ragazzo coraggioso, un ragazzo libero, un ragazzo che aveva il coraggio delle sue idee e le gridava in faccia senza timore anche ad un pregiudicato travestito da sindaco e protetto dalla forza pubblica e dai suoi amici, che hanno preso quel ragazzo a calci e pugni,
Questa è la legalità ad Agrigento, essere forti con i deboli e deboli con i forti. ma questo ragazzo non era debole, era più forte di tutti noi, era una ragazzo che aveva il coraggio di fare quello che tutti noi doveremmo fare. Non assistere in silenzio a quello che sta accadendo in Italia, allo scempio della nostra Costituzione, all'assassinio senza spargimeto di sangue di magistrati, alla distruzione della nostra democrezia, ma gridare dovunque la nostra protesta, la nostra rabbia, la nostra voglia di Giustizia.
Adesso Giuseppe, grideremo anche per te, te lo promettiamo, e la nostra rabbia diventerà più forte, più forte di tutto, non riusciranno più a fermarci.


 

Comments:

Commenti
Cerca RSS
Solo gli utenti registrati possono inviare commenti!
salvatore  - da Giulia Di Vita (Facebook)   |2009-01-31 23:30:05
Stamattina Giuseppe Gatì è morto.
Incredibile, vero? Noi l’abbiamo
visto con i nostri occhi e ancora non ci crediamo.
Giuseppe è morto
mentre lavorava: era andato a prendere il latte da un pastore ed è
morto fulminato mentre apriva il rubinetto della vasca refrigerante del
latte. E’ morto dentro una bettola di legno, sporca.
E’ morto un
amico, una persona pulita, con sani principi. Chi ha avuto modo di
conoscerlo sa che raro fiore fosse.
Voleva difendere la sua
terra, non voleva abbandonarla, era rimasto a Campobello di Licata, un
paesino nella provincia di Agrigento che offre poco e dal quale è facile
scappare. Lavorava nel caseificio di suo padre, con le
sue “signorine”, le sue capre girgentane, che portava al pascolo.
Era un ragazzo ONESTO, con saldi principi volti alla legalità e
alla giustizia. Aveva fatto di tutto per coinvolgere i dormienti
giovani Campobellesi, affinchè si ribellassero contro questa società
sporca e meschina.
Era troppo pulito per vivere in mezzo a questo
fetore e a questo schifo.
Aveva urlato “VIVA CASELLI! VIVA IL POOL
ANTIMAFIA!” era stato anche criticato per questo, ma aveva
smosso queste acque putride e stagnanti che ci stanno soffocando.
Era
un ragazzo dolcissimo, dava amore, desiderava amore.
Suo padre oggi ha
detto, distrutto dal dolore, in lacrime: “Sono sempre stato
orgoglioso di mio figlio, anche se a volte ho dovuto rimproverarlo, solo
perchè mi preoccupavo per lui. Ma sono orgoglioso di lui per tutto
quello che ha fatto.” Giuseppe questo lo sapeva.
Anche noi, Alessia
Schembri, Alice Rizio e tutti i suoi amici siamo orgogliosi di
lui.
Non sappiamo come esprimere il nostro dolore.
Ancora non
riusciamo a crederci.

Vi lasciamo con le sue parole:

“E’ arrivato
il nostro momento, il momento dei siciliani onesti, che
vogliono lottare per un cambiamento vero, contro chi ha ridotto e
continua a ridurre la nostra terra in un deserto, abbiamo l’obbligo
morale di ribellarci.

QUESTA E’ LA MIA TERRA ED IO LA DIFENDO
E TU?”

---------------------------------------- 

Invitiamo
tutti a scrivere la frase sua più celebre su fb, msn, siti, blog, ecc... e
cioè: "VIVA CASELLI! VIVA IL POOL ANTIMAFIA!".
Era un
ragazzo con una coscienza e una grinta invidiabili...avrebbe dato tanto
alla sua terra e aveva solo cominciato a farlo....
link:http://www.youtube.com/watch?v=mgsQe4w0SGU
gia70  - Sentite condoglianze e una preghiera..   |2009-02-01 00:54:41
Il suo volto pulito, la sua fierezza composta, il suo coraggio, l'amore per la
sua terra e per la difesa della legalita', rimarranno impressi nella mia
memoria. Come molti di noi, anche io non lo conoscevo, ma le sue parole, le sue
sacrosante argomentazioni espresse im modo civile contro Sgarbi, il non
indietreggiare di fronte a meschini atteggiamenti violenti di alcuni esponenti
della forza pubblica, testimonieranno per sempre il suo coraggio, quel coraggio
purtroppo svanito cosi' presto. Molti esponenti politici del nostro paese,
passati e presenti, hanno vissuto una vita intera senza mai aver manifestato una
posizione di coraggio, senza mai essersi spesi per il bene collettivo, hanno
vissuto in modo laido ed opportunistico, privi di indipendenza morale ed onesta'
intellettuale, lui invece, in quella sala di persone immobili e rassegnate, ha
squarciato quella indifferenza che sta uccidendo le nostre coscienze. Ha gridato
il suo sdegnato no a persone come Sgarbi, ha ricordato a tutti le sue
vicessitudine giudiziarie, ha difeso la magistratura e Caselli. In un mondo
mediatico ormai appiattito, in un mondo fatto di giornali e televisioni
asservite al potente di turno, in cui giornalisti come Mentana si permettono di
attaccare in modo meschino e immotivato una persona perbene come Gioacchino
Genchi, questo ragazzo ha rappresentato un esempio raro, un esempio da
difendere. Il suo ricordo deve aiutarci a riflettere e darci il coraggio di
andare avanti nella nostra battaglia contro l'illegalita', contro la mafia,
contro l'affarismo politico, contro quei politici che infangano le istituzioni.
Quelle sue parole, hanno fatto breccia nella mia testa, le ho condivise
completamente. Oggi, ancora piu' di ieri, RESISTENZA, RESISTENZA,RESISTENZA.
Porteremo avanti le nostre battaglie anche nel tuo ricordo. Giuseppe,
contestando Sgarbi, ha solo riportato notizie vere che una certa stampa ha
subito bollato come "accuse". Sgarbi è un pregiudicato condannato per
truffa allo Stato e in primo e secondo grado per aver diffamato il dottor
Caselli e l'intero pool antimafia. Se Giuseppe avesse esclamato: "Mangano
eroe!" sarebbe stato acclamato dalla folla.Affermare il contrario della
verità e asservirsi alle logiche di potere , paga in un Paese di mentitori e
assassini come il nostro. Un personaggio come Sgarbi va contestato sempre, come
ha fatto ad Agrigento il nostro giovane amico Giuseppe.Ciao Giuseppe, riposa in
pace. Ho recitato una preghiera per te...!
blackhole   |2009-02-01 02:29:38
spero solo sia morto accidentalmente.
non accetto più altri morti

addio
peppe.
senza parole
Maria Teresa   |2009-02-01 04:45:15
Hai ragione Salvatore, è morto ragazzo che aveva il coraggio di fare quello che
tutti noi doveremmo fare: uscire dal silenzio con determinazione per difendere
la nostra democrazia.
Ciao Giuseppe, continuerai a vivere nella nostra mente,
nei nostri cuori e nelle nostre lotte. Lotteremo anche per te. Non ti
dimenticheremo. Mai.
Un pensiero ed un abbraccio alla sua famiglia.
pcampoli  - Perche' si muore difendendo la legalita'   |2009-02-01 12:22:14
Dell' EROE Giuseppe Gati mi hanno colpito profondamente le parole :

Sono
stato subito preso e spintonato da un vigile, mentre qualcuno tra la
folla mi rifilava calci e insulti. Sgarbi, prima chiedeva che venisse
sottratta la videcamera alla mia amica, e dopo cercava lui stesso
di impossessarsene.
Ma è importante sapere cosa succede dopo.
I miei amici vanno via perchè impauriti, mentre io vengo trattenuto dai
vigili.

Ecco perche' si muore difendendo la DEMOCRAZIA, la LIBERTA',
la LEGALITA', la GIUSTIZIA.

Torneremo ad avere in questo disgraziato
Paese DEMOCRAZIA, LIBERTA', la LEGALITA', la GIUSTIZIA se rimarremo

uniti compatti e determinati, mettendo nel conto che ci saranno ancora
tante vittime innocenti; 

il passato triste di questo Paese ce lo insegna.
Nobile  - CIAO GIUSEPPE   |2009-02-01 13:00:47
Avevo sentito che un ragazzo ad agrigento che era stato ingiustamente percosso
semplicemente per aver urlato una "VERITA"...
Chiaramente
scomoda..
Oggi, neanche 20 minuti fa, apprendo che questo ragazzo e morto
accidentalmente, accidentalmente... ACCIDENTALMENTE.
CIAO GIUSEPPE, ONORE A TE
E A QUELLI COME NOI.
gia70  - Le assurdita' di Facebook..   |2009-02-01 13:10:53
Oggi e' un giorno triste, un ragazzo che muore e' sempre un grave lutto, se
muore un ragazzo coraggioso e schierato contro le angherie e i privlegi dei
potenti, e' un dramma..! La preghiera aiuta, consola e rassicura le debolezze
umane. Noi abbiamo pero' il compito di continuare la nostra battaglia di
legalita' e di ricerca della verita'.
Ragazzi, qui stanno succedendo cose
gravissime ! Non solo la politica, ma anche Facebook, insidia la
giustizia.
Questo e' il messaggio che Facebook ha inviato a Salvatore
Borsellino il 30 gennaio, come ho letto su Internet :
Attenzione! Il tuo
comportamento attuale potrebbe essere considerato fastidioso o offensivo da
altri utenti.
Un ulteriore uso improprio delle funzioni del sito potrebbe
risultare in un blocco temporaneo o permanente del tuo account". Non e' uno
scherzo, purtroppo. Vi rendete conto, ritengo questa iniativa di una gravita'
inaudita. I mafiosi, i dissoluti, gli estremisti, i fautori della droga e
dell'alcol, i razzisti, i sostenitori del Grande Fratello, tutti possono
imperversare in modo ridicolo su Facebook, e chi lotta per la difesa della
legalita' e' sottoposto a minacce e censure. Parlero', oggi stesso, con un
magistrato che si occupa di vicende della rete e gli sottoporro' la vicenda,
voglio valutare e sapere se si possano intraprendere iniziative mirate a tutela
delle persone perbene
come Salvatore e gli domandero' che si faccia promotore
di una iniziativa che possa chiarire, anche tramite una interrogazione
parlamentare, a chi da fastidio Salvatore Borsellino e se Facebook possa in modo
arbitrario ed ingiusto attuare una cosa del genere.
Un saluto
oscarspa  - Onore ad un Uomo Libero!!   |2009-02-01 13:11:06
Ciao Giuseppe!!

Piango.

Mi vengono in mente due frasi famose che voglio
dedicarti:

- È assurdo e sbagliato piangere i caduti. Dovremmo piuttosto
ringraziare Dio che uomini simili siano stati in vita. (George Smith
Patton)

- La morte non vuole gli stupidi. (Anton Cechov)

E una canzone di
addio per un Amico.
(non ti conoscevo, ma avrei tanto voluto averne
l'opportunità).

http://es.youtube.com/watch?v= izt7qpSc9ck
rmazzol2003  - E' morto un coraggioso idealista.......   |2009-02-01 13:11:13
Purtroppo e' morto un ragazzo coraggioso ed idealista e che si e' dimostrato un
simbolo per la parte onesta della societa'.
Le mie condoglianze alla famiglia di
Giuseppe.
Renato Mazzoli
gelu  - "accidentale"   |2009-02-01 13:12:17
Io vengo, e ormai sono mesi, da letture appassionate del blog di Paolo
Franceschetti. E ormai non credo più a certe cose. Se Giuseppe era così
scomodo, era stato così sordamente minacciato, volete non ci sia un
collegamento con la sua morte "accidentale" (che è quello che
raccontano a noi-ma chi può verificare?)? io non credo più a quello che ci
raccontano - quella è la superficie. Ma sotto, dietro - cosa c'è?
gemma - bs
Carmine   |2009-02-01 13:17:16
Il modo migliore per ricordare Giuseppe è "fare tesoro del suo
messaggio". Non restare a guardare è un dovere.Impegnarsi e agire, da
subito, è un obbligo morale E, se sarà troppo tardi, NESSUNO potrà dire
"non avevo capito"..... ce l'aveva detto e dimostrato un giovane, un
grande giovane, il grande Giuseppe.
peppinocurcio  - invidia   |2009-02-01 15:30:26
Quando ti ho avevo visto contestare Sgarbi in quel modo così semplice e
diretto, da solo, avevo provato un senso di invidia per il tuo coraggio e per la
tua voglia di libertà, nonostante ti spingevano e ti strattonavano. Avrei
voluto conoscerti e stringerti la mano. Adesso ho lacrime sulle gote.
Peccato!
Salvatore Manzo  - Rabbia, amarezza, ma sempre più uniti!   |2009-02-01 15:35:52
La Sicilia è una terra maledetta. E' morto il ragazzo di Campobello di Licata
che qualche settimana fa aveva gridato in faccia al gradasso Sgarbi tutta la sua
rabbia ed indignazione. Quel giovane amico si chiamava Giuseppe Gatì ed era un
uomo libero. Le notizie sono come al solito discordanti. I giornalisti sono , lo
sappiamo, una brutta razza. L'agenzia Agi gli da 24 anni, dice che è morto
folgorato per aver toccato con le dita un filo scoperto e che era attivista del
Pd (cosa non vera se si va a visitare il suo blog, LA MIA TERRA LA DIFENDO).
L'adnkronos parla di "incidente sul lavoro". Come fanno a saperlo?
Rainews24 riferisce che Giuseppe ha camminato sul filo elettrico e che quindi
l'avrebbe toccato coi piedi. L'Ansa gli da 23 anni e lo fa morire pure lei di
piede. Cosi anche Agrigento web. La domanda è: Come mai alcuni giornali
riportano che Giuseppe sia morto folgorato dopo aver toccato con le mani il filo
scoperto mentre altre agenzie dicono che vi abbia camminato sopra? Il
particolare che l'Agi riferisce è chiaro: la vittima presentava i polpastrelli
della dita delle mani carbonizzati (clicca qui per la notizia). La Sicilia è
una terra maledetta. La morte di Giuseppe è molto sospetta. La procura deve
indagare per bene. Chi tocca Sgarbi muore? E' solo una supposizione, ma una cosa
è certa: la morte segue quasi sempre le "voci ribelli" e questa è una
maledizione.

Postato da leonida su IL Blog degli Amici di Leonida. Il blog
dei cittadini "normali"
VaronEmanuele   |2009-02-01 19:04:59
Le persone veramente libere fanno paura. Fanno paura soprattutto ai pidocchi
della società come Sgarbi, che libero non è mai stato e mai sarà.
La
strategia della tensione è anche questa, spegnere le rare voci contro, gli
esempi di libertà e coscienza civile che non si fermano davanti a nessun
fascistello massone di turno. Quale Sarbi è.
Ed è sicuramente il mandante
esterno di questo assasinio.
Magari dalle "attente" indagini verrà
fuori trattarsi di un "tragico incidente"; bè per favore, e in memoria
di Giuseppe, non crediamoci.
L'incubo della Massoneria, o Potere deviato, o
Mafia nello Stato, chiamate un pò come vi pare il potere che ha in mano
l'Italia, e anche gran parte del resto del mondo, è che ci siano tanti come
Giuseppe nel mondo, che facciano sentire la loro voce di onestà e libertà, e
che magari piano piano siano seguiti da altri, e poi altri e altri ancora.
harlock   |2009-02-01 19:23:29
Morire a 24 anni lavorando: anche sforzandosi di mettere a tacere dubbi e
diffidenze, è impossibile farsene una ragione.
Resta l'ammirazione per quella
faccia pulita e fiera.
Resta un senso di vergogna per non riuscire ad essere
forte e libero come lui.
Roberto
gia70  - A Nettuno bruciato uno straniero da 3 italiani   |2009-02-01 21:00:13
Io non sono italiano.
La follia, la cattiveria, la noia, il razzismo, la
xenofobia, la droga e lo sballo del sabato sera, il rifiuto di ogni regola e
l'aggiramento delle leggi, le istituzioni corrotte, i morti ammazzati senza
giustizia, il cinismo e il personalismo esasperato, la mancanza di solidarieta'
verso il prossimo in difficolta', il vendersi al potente di turno per fare
carriera, la ricerca della raccomandazione, la violenza verbale e fisica, la
mancanza di coraggio, la rassegnazione. Questo e' il mio paese. Un paese che
condanna gli extracomunitari, accusandoli di ogni colpa, e poi finisce per
allevare
nel disprezzo, i propri figli viziati e privi di ogni contenuto
morale. Il clima di paura esasperata portata avanti dal Pdl nell'ultima campagna
elettorale e i contenuti killereschi e propagandistici del Tg4, hanno fatto
scaturire e alimentato, a parer mio, una serie sconcertante di avvenimenti
contro gli strabieri. Questo e' il mio paese. Un paese dove la legge non e'
uguale per tutti. Un ragazzo di 20 anni, un mio caro amico, un ragazzo che
studia, mi ha detto in questi giorni : Gianluca, vorrei andarmene da questo
paese, anche se a dir la verità non so nemmeno come fare per andare via. Ma la
paura che mi fa questo paese e quello che sta diventando, è superiore al timore
di iniziare una vita altrove, lontano da certezze economiche e affetti
familairi. Spero di riuscire a lasciare l'italia presto, spero di riuscirci
prima di essere identificato all'estero in questo tipo di paese, ed essere
trattato di conseguenza . Se questa è davvero l'Italia, io non sono italiano.
Io non posso vivere e studiare in un clima di paura, in un clima di incertezza
perenne, in un paese bloccato e governato dalle banche e dai potenti. Io non
posso vivere e guardare in faccia, quasi con difficolta', il ragazzo
raccomandato che prende 30 all'esame perche nipote del professore. Io ho deciso
di provare a lasciare l' Italia, di intraprendere un percorso e una strada che
sara' piu' difficile, ho deciso di impossessarmi della mia vita, ho deciso di
prendere in mano il mio presente ed il mio futuro ,lontano da questa piccola
italia che ormai non ha piu' nessuna speranza di riscatto.
Addio.
Christina P   |2009-02-02 00:05:25
Guardo la fotografia di Giuseppe e non riesco a capire. Mi chiedo perche',
perche' proprio lui, cosa e' successo realmente?Puo' essere stato davvero
soltanto un tragico incidente? C'e' un pezzo mancante, qualcosa che non riporta.
Giuseppe non c'e' piu' e il paese,la gente,i giovani avevamo tanto bisogno di
lui. Giuseppe era la nostra voce, il suo coraggio erano i nostri pensieri, il
suo agire era la nostra paura. Mi chiedo quali pensieri passano in testa a
Sgarbi, mi chiedo se ha rimorsi. Mi chiedo perche' quel giorno, in cui Giuseppe
ha gridato la verita' lui, Sgarbi lo abbia "imbavagliato" invece di
cercare un dialogo che rendesse meno ampio il bivio tra politici e cittadini.
Ma forse tutti questi perche' sono inutili.

Caro Giuseppe, avrei voluto
guardare nei tuoi occhi
per ammirare il tuo coraggio.
Avrei voluto stringere le
tue mani
per afferrare la tua passione.
Avrei voluto camminare affianco a te
per
imparare il tuoi passi.
Avrei voluto parlare con te
per udire le note della
verita'
che limpida scorreva in te, che era ogni battito del tuo cuore
e che ora
bagna le rive di un immenso amore.
E la morte da noi non ti strappera'
Perche'
il dolore sara' la forza di chi lottera'.
luci  - Un siciliano con ideali puri   |2009-02-02 14:55:49
Il gruppo dei Grilli di Arma, Taggia e Sanremo vuol fare arrivare il suo
abbraccio forte alla famiglia di Giuseppe, un ragazzo libero, un siciliano
puro.
Vi inviamo la lettera di una nostra compagna di viaggio, Barbara, che
esprime anche i nostri pensieri, di dolore, ma anche di speranza, perche'
finche' ci saranno ragazzi come Giuseppe non morira' la speranza in un'Italia
diversa, l'Italia sognata da questo piccolo grande eroe.

"In un giorno
come un altro è morto un eroe che sapeva tirare su la testa davanti ha chi si
sentiva grande, e invece era più piccolo di lui.
Era nel suo piccolo un Che
che lottava tutti i giorni con chi non è potente agli occhi degli altri ,
ma
ha la forza di farti stare zitto.
Lottare contro quel potere che era palese,
ma non aveva forza, è stato semplice aveva i suoi diritti e li esponeva e
l'orgoglio siciliano nel sangue. Era un piccolo Che, che per una casualità ora
non c'è più. In questo momento di dolore noi del meet up siamo con il cuore
con tutti i parenti e gli amici che lo apprezzavano per quello che era :
un
siciliano con ideali puri,
e anche se non lo abbiamo mai conosciuto è come se
fosse stato con noi da sempre."

Ciao Giuseppe, sarai nei nostri
cuori.

I Grilli di Arma, Taggia e Sanremo
Benny  - Basta sciacallaggi   |2009-02-02 19:31:47
Ecco la sacrosanta nota dell'amica di Giuseppe gatì.

"Vi prego, a nome
degli amici e dei familiari di smetterla con queste illazioni. Io ho visto il
luogo in cui è morto quando ancora Giuseppe era lì. Sembra un incidente, un
incidente che poteva essere evitato con un interruttore da 5 euro. Noi amici
faremo di tutto perchè venga fuori la verità. Adesso l'unica cosa da fare è
ricordarci di lui ogni giorno e lottare per l'ONESTA' , la LEGALITA' e la
GIUSTIZIA. Questi erano i valori del mio caro amico Giuseppe. E' importante che
ognuno di noi faccia qualcosa, ogni giorno... e non si limiti a scrivere su un
blog o su facebook.
Però, per favore, adesso basta."
Alessia Schembri
Luana   |2009-02-06 17:56:09
Leggo solo ora questa notizia!
Non è possibile tutto questo! Un ragazzo pulto,
innocente è morto in un modo così assurdo! Da quello che ho letto non mi
sembra un tragico incidente. Se così fosse è una vergogna! Questo paese
continua a deludere la brava gente che ancora spera in un mondo migliore! A
quelle persone che hanno picchiato questo ragazzo adirittura minacciandolo per
azioni non commesse dico che non siete degni della divisa che portate!

3.26 Copyright (C) 2008 Compojoom.com / Copyright (C) 2007 Alain Georgette / Copyright (C) 2006 Frantisek Hliva. All rights reserved."

  Dianabol Blue PillsThe deal is that Indiana Payday Loans online can save your time, nerves and make a solution of all your financial problems. Thanks to that, they have a great variety of drugs that can help in these cases. Female Viagra is not an exception.