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Palermo, 23 maggio 2009: dove è finita l´agenda rossa di Paolo Borsellino? PDF Stampa E-mail
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Scritto da Redazione www.19luglio1992.com   
Domenica 24 Maggio 2009 15:02
Il 23 maggio 2009 si è svolta a Palermo la cerimonia di commemorazione della strage di Capaci (23 maggio 1992) in cui furono uccisi Giovanni Falcone, Francesca Morvillo, Vito Schifani, Rocco Di Cillo ed Antonio Montinaro. Due cortei sono partiti dall´aula bunker del carcere Ucciardone e da via Mariano D´Amelio e si sono uniti sotto l´albero Falcone in via Notarbartolo. 
Al corteo hanno preso parte i cittadini del "comitato 19 luglio 2009" per ricordare all´opinione pubblica che non è stata ancora fatta piena luce sulle connivenze interne alle Istituzioni dei mandanti e degli esecutori della strage di via D´Amelio (19 luglio 1992) nella quale furono uccisi Paolo Borsellino, Emanuela Loi, Agostino Catalano, Eddie Walter Cosina, Claudio Traina e Vincenzo Li Muli. ll comitato cittadino proporrà  nelle prossime settimane una serie di iniziative in preparazione alla manifestazione del 19 luglio 2009 per chiedere pubblicamente che sia fatta Giustizia.
In queste pagine il reportage video-fotografico della giornata a cura di Giorgio Ciaccio.


[youtube:www.youtube.com/watch?v=GGibULbMwcM]
Fonte: ciacciogiorgio

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Comments:

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desiree  - Da Facebook: commenta Gioacchino Genchi   |2009-05-24 22:16:48
21.12 del 24 maggio
Sono con il pensiero, con il corpo, con lo spirito e con la sintesi
dell'impegno e dei miei valori, accanto a questi giovani combattenti
della Giustizia, nell'ultima e più difficile Resistenza della storia
della Repubblica.
Gioacchino Genchi
desiree  - Da Facebook: commenta Sonia Alfano   |2009-05-24 22:27:47
21.15 del 24 maggio
grazie per quello che fate...ieri a napoli ho detto che cosa avete fatto
con questo striscione e il significato di speranza che ci date!
Maria Teresa   |2009-05-25 01:56:18
Mi dispiace molto non esserci stata anche io. Un grazie di cuore a tutti i
partecipanti.
*_miky_*   |2009-05-25 10:25:48
Avrei voluto esserci anche io.Grazie a tutti coloro i quali hanno presenziato
perchè con la Loro presenza ricordano e onorano i Nostri EROI,la loro
memoria.
Io con il pensiero c'ero..Io con il pensiero "mi reco" spesso
da loro.Nonostante fossi piccolissima all'epoca della strage,conosco tutto di
loro ed è come se avessi vissuto quella tragedia.
Sempre con Voi.
stostretto  - Un semplice sfogo.   |2009-05-25 11:18:40
Un uomo che ha la piena consapevolezza di essere ucciso per il suo lavoro,
per il suo alto senso del dovere e della giustizia, ha forse la
speranza che questo alto sacrificio possa servire a qualcosa.

Morire
per gli altri.
Forse solo questa può essere la ragione che placa in parte
la paura.

La violenza dell’essere ucciso per aver compiuto il
proprio dovere si contrappone alla consapevolezza che qualcosa dopo
possa cambiare.

Oggi 23 maggio 2009 il sacrificio del giudice
Giovanni Falcone, della moglie e della sua scorta , unito a quello dei
martiri che lo hanno preceduto ed a quelli che sono stati uccisi
dopo, perché giusti, sembra essere risultato vano.

Poco, pochissimo
è cambiato.

La “coscienza civile” spenta dai forti venti
di normalizzazione.
La politica sempre più attenta a relegare il
fenomeno mafioso come arma dell’antimafia e dei
politici “comunisti”.
Cosa nostra è sempre più inserita nel
tessuto economico e politico del nostro paese.

Gli italiani trasformati in
apatici tele-spettatori ai quali servire le notizie con moderazione
gestendo la loro ormai scarsa attenzione e le loro paure.
La classe
dirigente di questo paese fatta di uomini potentissimi e sempre più
implicati con il malaffare.
A parlare di mafia è rimasta poca gente. I
soliti.

Gli altri occupati a fare altro. A superare la
crisi.

Il presidente del consiglio, il cui nome risulta agli atti
delle procure che si sono occupati delle stragi che hanno generato questi
martiri laici è sempre più impegnato a deviare il
sistema giudiziario altrove.

Gli Italiani lo esaltano.
Infondo la
maggioranza dei cittadini lo accetta perché i suoi comportamenti sono
uguali a quelli di molti italiani che vivono nella cloaca di questo
paese fatta di bustarelle, raccomandazioni, piccole e grandi
evasioni, clientelismi e sistemi mafiosi.

Gli italiani sono ormai
“berlusconoidi”.
Né santi né navigatori.
Tutti furbi, sperti
e malandrini.

Oggi a 17 anni dalla strage di Capaci vorrei chiedere
scusa a chi ha creduto infondo che la propria morte potesse servire a
qualcosa per cambiare perché nulla sembra essere accaduto.

Oggi a 17
anni dalla strage di Capaci vorrei mandare a fare in culo la maggioranza
degli italiani per aver reso vano un così alto sacrificio.

link:http://www.stostretto.it
Shiloh   |2009-05-25 22:47:14
WOW!!!!
Bellissimi, eravate davvero bellissimi e tanti!!!

E come al solito
non se ne è saputo niente. :(

Il 19 luglio saremo molti di più e non
potranno far finta di non vederci. ;)))

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