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In Primo Piano

Repici: 'Scarantino determinato a commettere le calunnie da criminali operanti nelle istituzioni'
di ADNKRONOS e TG3 RAI Sicilia - 20 aprile 2017
 
Palermo, 20 apr. (AdnKronos) – Ergastolo per i boss mafiosi Salvo Madonia e Vittorio Tutino, imputati per la strage di via D’Amelio in cui furono uccisi il giudice Paolo Borsellino e cinque agenti della scorta. La sentenza è stata emessa pochi istanti fa dalla Corte d’assise di Caltanissetta presieduta da Antonio Balsamo. Condannati a 10 anni i falsi pentiti Francesco Andriotta e Calogero Pulci, accusati di calunnia. Per Vincenzo Scarantino i giudici nisseni hanno dichiarato estinto per prescrizione il reato di calunnia. La sentenza è stata emessa dopo circa 11 ore di camera di consiglio.
 
 



 
 

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Appuntamenti

25

Feb

2017

Le Agende Rosse presso la scuola 'Orsino Orsini' di Castiglione (GR) - 22/02/2017 PDF Stampa E-mail
Scritto da Patricia e Guido Di Gennaro   
di Patricia e Guido Di Gennaro - 25 febbraio 2017

Mercoledì 22 febbraio il Gruppo Agostino Catalano – Maremma del Movimento delle Agende Rosse, nell’ambito del Progetto Legalità, ha incontrato le classi III A e III B della Scuola Media Orsino Orsini di Castiglione (GR). Nell’aula multimediale della Scuola, dopo una breve presentazione del Movimento e delle figure di Paolo Borsellino e Giovanni Falcone, gli studenti hanno guardato con attenzione il film di Salvatore Borsellino e Marco Canestrari “19 luglio 1992: una strage di stato”. Insieme al film, alcuni momenti di condivisione e domande hanno permesso ai ragazzi di conoscere la vita e il pensiero di Paolo Borsellino e di capire l’importanza dell’Agenda Rossa sparita. Infine, le impressioni dell’incontro sono state plasmate nelle frasi scritte nei bigliettini appositamente distribuiti dal Gruppo.
Le foto dell'incontro sono visibili presso questo link.

Patricia e Guido Di Gennaro




 
 

23

Feb

2017

Bimbi rubati, Gentiloni vuole colpo di spugna. Scelto giudice gradito a Marco Griffini PDF Stampa E-mail
Scritto da Fabrizio Gatti   

di Fabrizio Gatti - 22 febbraio 2017

Laura Laera
è un ottimo giudice. È l'attuale presidente del Tribunale per i minorenni di Firenze. Ed è la moglie del procuratore di Milano, Francesco Greco, la cui storia personale parla da sé. A sua insaputa, però, ed evidentemente contro ogni sua responsabilità, la dottoressa Laera è anche la candidata preferita da Marco Griffini per la carica di vicepresidente della Commissione per le adozioni internazionali (Cai), affinché il magistrato antimafia Silvia Della Monica sia rimossa e le sue inchieste siano fermate. Il fatto sconvolgente è che il premier Paolo Gentiloni ha accolto i desiderata di Griffini e si appresta a nominare Laura Laera al posto di Silvia Della Monica e il sottosegretario a Palazzo Chigi, Maria Elena Boschi, a presidente della Cai. Un cambio che viene visto dal fondatore e padrone di "Aibi-Amici dei bambini" come l'atteso colpo di spugna alle indagini che lo riguardano: per aver omesso di denunciare una organizzazione di trafficanti di bambini tra il Congo e l'Italia, per aver ritardato di segnalare lo sfruttamento dei piccoli ospiti di un orfanotrofio in Bulgaria come attori di film pedopornografici e molto altro ancora. Uno scandalo, che "L'Espresso" sta seguendo e raccontando da tempo, ripreso lunedì sera anche dalla trasmissione di Raitre "Presa diretta".

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18

Feb

2017

'Non ha violato il segreto d'ufficio'. Archiviazione per Genchi PDF Stampa E-mail
Scritto da ANSA   
di ANSA - 10 febbraio 2017

PALERMO- Gioacchino Genchi non ha violato il segreto d'ufficio pubblicando nel suo libro "Il caso Genchi" alcuni atti nei quali era citato il magistrato Alberto Michele Cisterna, ex procuratore aggiunto della Dna. Per Genchi, che è stato consulente di varie Procure per l'esame di tabulati telefonici, e per il coautore del volume, Edoardo Montolli, il gip del Tribunale di Milano, Alessandra Del Corvo, ha disposto l'archiviazione. Al momento della pubblicazione gli atti non erano più segreti, ha stabilito il magistrato. Anche il pm Maurizio Romanelli era arrivato alla stessa conclusione e aveva chiesto l'archiviazione alla quale si era opposto il legale di Cistrerna.

ANSA
 
 

25

Feb

2017

Accuse di mafia per Maurizio Marchetta PDF Stampa E-mail
Scritto da Antonio Mazzeo ed Enrico Di Giacomo   
di ANTONIO MAZZEO e ENRICO DI GIACOMO – 24 febbraio 2017

Notificato al noto architetto e imprenditore barcellonese Maurizio Sebastiano Marchetta l’avviso di chiusura delle indagini preliminari in ordine al reato di associazione mafiosa armata (art. 416 bis comma 4). I Pm della Direzione Distrettuale Antimafia della Procura della Repubblica di Messina, Angelo Cavallo e Francesco Massara, contestano all’indagato di aver “concorso nell’associazione denominata “famiglia barcellonese”, operante sul versante tirrenico della provincia di Messina, cui aderivano, tra gli altri, Giuseppe Gullotti, Giovanni Rao, Salvatore Di Salvo, Salvatore Ofria, Carmelo D’Amico, Carmelo Bisognano ed altri ancora, per i quali si è proceduto separatamente”. Sempre secondo i due Pm, l’organizzazione mafiosa di cui avrebbe fatto parte pure il Marchetta, “avvalendosi della forza d’intimidazione permanente dal vincolo associativo e dalla condizione assoluta di assoggettamento e di omertà che ne derivava sul territorio, programmava e commetteva delitti della più diversa matura contro la persona, il patrimonio, la pubblica amministrazione, l’amministrazione della giustizia, l’ordine pubblico e la fede pubblica, con l’obiettivo precipuo di acquisire in forma diretta ed indiretta la gestione e comunque il controllo di attività economiche, di appalti pubblici, di profitti e vantaggi ingiusti per sé e per altri”.
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23

Feb

2017

Ferma lo scandalo prescrizione. Firma ora PDF Stampa E-mail
Scritto da Comunità 'Riparte il futuro'   

della Comunità 'Riparte il futuro' - 23 febbraio 2017

Firmiamo ora per una vera riforma della prescrizione. Troppe volte la prescrizione manda al macero i processi e lascia impuniti i responsabili delle pagine più nere della cronaca italiana. Nel 2014 ci sono state 132.296 prescrizioni, per una media di 402 reati estinti al giorno. È ora di agire: per questo chiediamo una prescrizione vera, che sia garanzia di tutti e non privilegio di quanti sfruttano le pieghe dei codici per sfuggire alle condanne.

Nel 2014 ci sono state 132.296 prescrizioni, una media di 402 procedimenti prescritti al giorno.

Sono passati oltre 700 giorni da quando il governo ha promesso una riforma adeguata ma l’ingiustizia continua a regnare sovrana nel nostro Paese.  
Per questo è arrivato il momento di agire: chiediamo una prescrizione vera, che sia garanzia di tutti e non privilegio di quanti sfruttano le pieghe dei codici per sfuggire alle condanne.

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18

Feb

2017

Salvatore Borsellino: 'La mafia è cambiata ed è più forte che mai' PDF Stampa E-mail
Scritto da Savino Balzano   

di Savino Balzano - 17 febbraio 2017

Te ne accorgi subito se quella che ti stanno rilasciando è un’intervista importante. Così è stato con questa preziosa testimonianza offertaci da Salvatore Borsellino e pertanto vi invitiamo a leggerla fino in fondo. Ne è venuto fuori un percorso arricchente, intriso di dignità e senso civico. È narrazione umana di colui il quale Agnese Piraino Leto definì un pellegrino francescano sulla terra, fino al giorno dell’attentato in via D’Amelio, quando sua madre Maria Pia Lepanto chiese ai figli superstiti – Salvatore e Rita – di non lasciare morire il sogno di Paolo Borsellino. È il racconto della tragedia interiore di un uomo di Stato, forse convinto che pezzi di esso stessero trattando con gli assassini di colui il quale davvero gli era fratello perché il vero fratello di Paolo si chiamava Giovanni Falcone. È un sentiero che ci porta a comprendere quanto importante sia l’antimafia, con tutte le sue contraddizioni, e quanto prezioso sia il ruolo di movimenti come quello de “Le Agende Rosse”, che lo stesso Salvatore ha voluto promuovere nel 2009 insieme a persone che hanno fatto della ricerca della verità e della giustizia quasi la propria ragione di vita. Alla fine di questo cammino v’è l’amara consapevolezza del fatto che la mafia ha una capacità di trasformarsi grandissima e resta pericolosissima in quanto è diventata altro: finanza, accaparramento degli appalti, traffico dei rifiuti pericolosi ed è come un tumore entrato in metastasi.

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Petizione Agostino

Fino all'ultimo giorno della mia vita

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Da AntimafiaDuemila