Sab 01 Giu 2013 |
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Scritto da Isabella Pascucci
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| | di Isabella Pascucci - 31 maggio 2013
Cinque nipoti adorati e una vita al fianco del magistrato che ha inventato, dato vita e visto colpito a morte il Pool antimafia: Antonino Caponnetto. Ad Elisabetta Baldi Caponnetto piace essere chiamata Nonna Betta. E vuole che le si dia rigorosamente del ‘tu’. Chiama suo marito ‘il nonno’, il nome in codice dato al giudice durante gli anni di piombo di Cosa Nostra.
Quando hai saputo dell’attentato di Capaci, hai pensato che avesse vinto Cosa Nostra?
«No, mai. Del resto, Falcone sapeva che lo avrebbero ammazzato a Palermo. Questo il motivo per cui aveva chiesto di guidare, quasi sicuro che la fine sarebbe arrivata presto. E quando Borsellino telefonò al nonno gli disse: “È morto tra le mie braccia”. Lo stesso Borsellino sapeva bene, dal giovedì precedente alla strage di via d’Amelio, che a Palermo era arrivato il tritolo destinato a lui e alla sua scorta. E quando mio marito lo salutò quel giovedì, dicendo “Ci si rivede la prossima volta”, Borsellino rispose “Ma sei proprio sicuro che ci sarà una prossima volta?”. E lo abbracciò, disse mio marito, con una forza così alta da fargli male. Non ci hanno mai detto chi fosse presente all’ufficio Sicurezza il giorno di quell’attentato: nessuno si era preoccupato di far sgombrare la strada dalle macchine, così fu possibile piazzarci l’esplosivo».
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Ven 31 Mag 2013 |
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Scritto da Giovanna Maggiani Chelli
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| | di Giovanna Maggiani Chelli - 31 maggio 2013
Al processo Tagliavia, esce il dato che Lo Nigro Giuliano e Spatuzza Gaspare avrebbero preso parte alla strage di Capaci.
Bene! Si rafforza la loro responsabilità verso le stragi.
Quindi la trattativa c’è stata fra le stragi del 92 e quelle del 1993, ma forse è proprio per questo che la mafia vuole confondere le acque con i nomi di chi comandava e su che cosa ai tempi delle stragi, per rendere un nulla di fatto quella trattativa di cui si parla nel processo di Palermo.
Giovanna Maggiani Chelli
Presidente
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
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di Adnkronos - 29 maggio 2013
Palermo, 29 mag. - (Adnkronos) - "Mi sono costituito parte civile nel processo stralcio della trattativa contro l'ex ministro Mannino perche' lui, secondo l'accusa, e' colui dal quale e' partita la trattativa". Lo ha detto all'Adnkronos Salvatore Borsellino, parte civile nel processo Mannino, rinviato al prossimo 15 ottobre dal gup Marina Petruzzella. "Ho preso questa decisione proprio contro chi, da quello che dice il pm, essendo stato minacciato di morte in concomitanza dell'omicidio Lima, entro' in contatto con il Ros per avviare quella trattativa che poi, a mio, avviso accelero' l'assassinio di mio fratello", ha concluso.
Palermo, 29 mag. - (Adnkronos) - A causa dello sciopero degli avvocati e' stato rinviato al prossimo 15 ottobre il processo a carico dell'ex ministro Calogero Mannino, nello stralcio per il processo per la trattativa tra Stato e mafia in cui l'ex politico e' imputato per violenza a Corpo politico dello Stato. Il gup e' Marina Petruzzella.
Adnkronos
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Ven 31 Mag 2013 |
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Scritto da AGI e livesicilia.it
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| | di AGI - 31 maggio 2013
Palermo, 31 mag. - "Sono amareggiato e dispiaciuto per l'esclusione, ma rispetto la scelta dei magistrati". Cosi' Salvatore Borsellino commenta fuori dall'aula bunker di Pagliarelli la decisione della Corte d'Assise che non lo ha ammesso come parte civile ne' in quanto fratello del magistrato ucciso nella strage di via D'Amelio ne' in quanto presidente del movimento delle Agende rosse. "Avrei dovuto essere ammesso piu' come fratello, perche' la strage di via D'amelio e' servita per bloccare la trattativa", ha affermato ancora Salvatore Borsellino, che ha concluso: "Seguiro' il processo e continuero' ad impegnarmi nella societa' civile".
AGI
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Ven 31 Mag 2013 |
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Scritto da Giuseppe Pipitone
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| | di Giuseppe Pipitone - 31 maggio 2013
Nicola Mancino avrebbe voluto coprire gli altri imputati del processo sulla Trattativa tra pezzi dello Stato e Cosa Nostra. È per questo che nel febbraio del 2012 avrebbe mentito deponendo come teste al processo sulla mancata cattura di Bernardo Provenzano: l’ex ministro dell’Interno avrebbe volevuto “coprire” gli ufficiali dei Carabinieri che nell’estate del 1992 entrarono in contatto con Vito Ciancimino dando vita di fatto alla trattativa. È quello che sostiene la procura di Palermo, che stamattina, durante la seconda udienza del processo sulla Trattativa, ha formalizzato l’aggravante contestato a Mancino, già anticipato nella scorsa udienza.
Il procuratore aggiunto Vittorio Teresi – che insieme ai sostituti Nino Di Matteo, Francesco Del Bene e Roberto Tartaglia, rappresenta l’accusa in aula – ha chiarito che l’aggravante disciplinato dal comma secondo dell’articolo 61 del codice penale era già stato contestato a Mancino, ma la procura ha voluto specificare come l’ex vice presidente del Csm avrebbe tentato di occultare il reato degli altri imputati. Tanto è bastato perché i legali di Mancino, gli avvocati Nicoletta Piergentili e Umberto Del Basso, chiedessero una nuova notifica per il loro assistito, che oggi non era presente in aula.
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Mer 29 Mag 2013 |
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Scritto da Giovanna Maggiani Chelli
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| | Giovanna Maggiani Chelli - 29 maggio 2013
Vogliamo ricordare Franca Rame, rammentando il giorno 12 Dicembre 1999 quando organizzò insieme al marito il treno della memoria di tutte le stragi.
Si fece carico del costo del noleggio del treno che da Brescia ci ha portato tutti quanti a Roma.
Il treno si fermava ad ogni stazione delle città colpite dalle stragi e dal terrorismo.
Durante il viaggio lavorò ininterrottamente per contattare il Quirinale affinchè al nostro arrivo a Roma ci ricevesse il Presidente della Repubblica.
Ci riuscì e Ciampi ci ricevette.
Entrando nel Palazzo del Quirinale ci disse: guardatelo bene, forse non ci verrete mai più. Siamo entrati più volte al Quirinale nel corso degli anni fino ad oggi proprio per preparare il giorno della memoria per le stragi, la prima visita però è stata indimenticabile, ci accompagnava Franca RAME.
Viviamo questo lutto con grande dolore e siamo vicini a Dario Fo in un momento così grave per lui.
Giovanna Maggiani Chelli
Presidente
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili |
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