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In Primo Piano

25°anniversario strage vIa D'Amelio, 19 luglio 2017: raccolta fondi per le iniziative in programma

Cari amici,


come sapete quest'anno ricorrerà il venticinquesimo anniversario della strage di Via D'Amelio. Un quarto di secolo di omertà e insabbiamenti. Quando ho iniziato la mia battaglia, esattamente 10 anni fa, con la lettera-denuncia "19 luglio 1992: una strage di Stato" sapevo che arrivare alla Verità e alla Giustizia sarebbe stato difficile come svuotare il mare con un cucchiaio. Però ho iniziato lo stesso e, giorno per giorno, si sono uniti a me, con il loro piccolo cucchiaio, altri compagni di lotta e di strada.
 

Oggi, all'alba di questa venticinquesima ricorrenza e a dispetto di tutte le difficoltà incontrate, possiamo dire che alcuni risultati li abbiamo raggiunti: l'agenda rossa è entrata a far parte dell'immaginario collettivo di questo Paese come il simbolo della richiesta di verità fino a questo momento negata e insabbiata, e non da Cosa Nostra ma da parti deviate dello Stato; Nicola Mancino è stato messo con le spalle al muro ed ha dovuto ammettere la falsità delle sue dichiarazioni riguardo il suo incontro con Paolo il 1 luglio 1992; il processo sulla trattativa Stato-mafia è partito. E, contro ogni previsione, è arrivato anche l'ultimo e meraviglioso successo: la sentenza del processo sulla strage di Via D'Amelio ha confermato, per la prima volta in venticinque anni, l'esistenza di un depistaggio. Un primo, grande passo verso la Verità e la Giustizia.
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Appuntamenti

28

Apr

2017

Incontro sulla 'trattativa Stato-mafia' - Acquaviva delle Fonti (BA), 29/4/2017 PDF Stampa E-mail
Scritto da Savino Percoco   

di Savino Percoco - 28 aprile 2017

Sabato 29 aprile, alle ore 9:00, presso l’Istituto tecnico commerciale C. Colamonico di Acquaviva delle Fonti (BA), parleremo del Processo sulla Trattativa Stato-Mafia e del suo principale fautore, il pm Antonino Di Matteo.
Tra gli ospiti del dibattito, il Direttore della testata Antimafia Duemila Giorgio Bongiovanni e in conferenza skype, il fratello del magistrato ucciso nella strage di via D’Amelio, Salvatore Borsellino e il regista inglese, Paul Sapin, autore del film documentario sul neo cittadino onorario acquavivese.
Previsti anche i saluti della Dirigente d’Istituto, prof.ssa Chiara Losurdo, che più volte quest’anno ha ospitato seminari formativi a supporto di una cultura di legalità e  il Sindaco della cittadina, Davide Ruggero Carlucci.
L’evento proposto dalle associazioni Agende Rosse, Funima Internationl e Antimafia Duemila, racconterà i retroscena emersi dal Processo che vede imputati alcuni uomini delle istituzioni su vicende che hanno segnato le pagine più oscure del nostro Paese.

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24

Apr

2017

Pietra Ligure, Salvatore Borsellino alla giornata di educazione alla legalità del 28 aprile 2017 PDF Stampa E-mail
Scritto da Redazione ivg.it   
di Redazione ivg.it - 24 aprile 2017

Pietra Ligure. Il Comune di Pietra Ligure ospiterà anche quest’anno l’evento in ricordo delle vittime innocenti della mafia organizzato dall’associazione “Spettacolando” di Pietra con il Movimento Agende Rosse-gruppo Paolo Borsellino di Torino e il Presidio Ponente Savonese associazione Libera.

Nell’arco dell’intera giornata di venerdì 28 aprile nelle piazze e vie di Pietra Ligure e presso il teatro comunale “G. Moretti” sono previsti diversi appuntamenti volti anche ad accrescere la conoscenza dei giovani in età scolare sul tema dell’educazione alla legalità.

Alla “Giornata di educazione alla legalità” sono previsti la presenza e l’intervento di Salvatore Borsellino, fratello del magistrato ucciso il 19 luglio del 1992 a Palermo in via D’Amelio, e la partecipazione degli alunni delle classi terze della scuola secondaria di primo grado di Pietra Ligure, gli studenti dell’Istituto “G. Falcone “ di Loano e dell’istituto Issel di Finale Ligure.
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24

Apr

2017

Familiari di Bruno Caccia: 'Non abbiamo alcuna intenzione di recedere dal processo in corso' PDF Stampa E-mail
Scritto da Fabio Repici   
di Fabio Repici - 21 aprile 2017

In relazione all'articolo dal titolo «La Corte nega nuove indagini e deposizioni i figli di Bruno Caccia disertano il processo», pubblicato nel numero del 20 aprile nella cronaca di Torino, i familiari del dottor Bruno Caccia, parti civili nel processo in corso presso la Corte d’Assise di Milano contro il sig. Rocco Schirripa, segnalano, mio tramite, che essi non hanno per nulla, intenzionalmente o polemicamente, “disertato il processo”, come erroneamente scritto: se fossero stati interpellati, avrebbero spiegato come nessuno di loro abbia potuto presenziare all'ultima udienza soltanto per ragioni di ordine pratico. Per il rispetto che essi, come chiunque può comprendere, hanno nei confronti della giustizia, manterranno attiva e sostanziale la loro presenza processuale, senza alcuna intenzione di recedere. E' vero, viceversa, che ritengono inappropriata rispetto al fine dell'integrale accertamento della verità l'adozione di un canone eccessivamente restrittivo e selettivo nel corso delle indagini, prima, e del dibattimento, adesso. Al riguardo, attraverso il loro difensore, faranno ricorso agli strumenti processuali consentiti per ottenere nella misura più ampia verità e giustizia sull'assassinio del dottor Bruno Caccia, nel rispetto della memoria del loro congiunto e anche nell'interesse della società tutta.


Avv. Fabio Repici

 

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27

Apr

2017

Agende rosse, la rivoluzione dei normali PDF Stampa E-mail
Scritto da Michela Diani   
di Michela Diani - 27 aprile 2017

 

Pare che, nel nostro paese, non vi sia rivoluzione più sfacciata e più faticosa che quella contro la corruzione per l’affermazione dell’onestà e dell’autenticità di vita.

Eh già, in un paese dove regna sovrana l’ipocrisia fa scalpore chi non patteggia con la mafia, chi non convive con un sistema corrotto e decide di opporvisi con tutte le proprie forze.

Percamillo Davigo, noto magistrato, che, quando ha deciso di uscire allo scoperto si è guadagnato anche delle belle ‘partacce’ dai suoi amabili colleghi, ha recentemente scritto un libro dal titolo ‘Il sistema della corruzione in Italia’, in cui ha dichiarato che la giustizia nel nostro paese ha fatto passi indietro proprio grazie al fatto che i processi per l’ottenimento di giustizia e verità non vengono ‘aiutati’, ma altresì ostacolati, vengono ostacolate le indagini, vengono ostacolati da chi connive con il sistema. E pertanto, è facile comprendere come il nostro paese sia divenuto un paese dove è chi denuncia ad avere paura e non il delinquente. Tanto, in effetti, il delinquente sa di farla sempre franca. Dai banali procedimenti giudiziari di separazione ai processi di mafia, sono i furbi, i bugiardi, i mentitori seriali, i delinquenti, i bulli, i disonesti a farla franca grazie a un sistema che come avrebbe detto Borsellino si è messo d’accordo con la mafia sul proprio territorio.

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24

Apr

2017

Via D'Amelio, cosa resta dopo l'ultima sentenza PDF Stampa E-mail
Scritto da Salvo Catalano   
di Salvo Catalano - 24 aprile 2017

Un altro punto, a 25 anni di distanza. Il quarto processo sulla strage di via D'Amelio - in cui morirono Paolo Borsellino e cinque uomini della scorta: Agostino Catalano, Emanuela Loi, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina - si è concluso con quattro condanne (i boss Salvo Madonia e Vittorio Tutino all'ergastolo e i falsi pentiti Francesco Andriotta e Calogero Pulci a dieci anni).

Ma a far discutere maggiormente è stata l'unica prescrizione, quella che la Corte d'Assise ha deciso per Vincenzo Scarantino. Il falso pentito accusato di calunnia, a cui però, a differenza degli altri due condannati, è stata concessa un'attenuante: i giudici hanno riconosciuto che è stato indotto a dare una versione dei fatti falsa. Informazioni inventate che avevano portato, nei processi precedenti, alla condanna di sette persone che nulla c'entravano con la strage del 19 luglio del 1992.

Fabio Repici,
avvocato messinese, ha rappresentato Salvatore Borsellino durante il processo. Insieme a lui ripercorriamo 25 anni di indagini e proviamo a ricostruire cosa, fino a ora, è stato accertato e cosa è stato smentito rispetto alla morte del giudice e della sua scorta.
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24

Apr

2017

Stragi '92/'93, stessa mano. Moventi diversi? PDF Stampa E-mail
Scritto da Pippo Giordano   
di Pippo Giordano - 25 aprile 2017

Questo assunto l'ho scritto sulla base di un convincimento maturato nell'ambito della mia pregressa attività investigativa, avulsa da pregiudizi di sorta. Il mio intento è far rilevare due moventi che diedero luogo agli omicidi eccellenti e alle stragi del 1992, rispetto alle stragi nell'anno successivo. Ritengo che la genesi del movente degli attentati del '92 sia da ricercare nella volontà specifica di Riina e dell'intera Cosa nostra, come la risposta violenta per l'onore ferito a seguito delle decisione della Cassazione di confermare le condanne del maxiprocesso. E conclusa l'operazione “pulizia” coi suddetti omicidi e stragi, il movente odio/vendetta potrebbe aver subito un mutamento in corso d'opera, dando la stura alla trattativa Stato-mafia: trattative verosimilmente intensificatesi di seguito all'arresto di Riina e che videro l'apice violenta con gli attentati del '93. Recentemente, quando sui media è rimbalzata la notizia che Salvatore Riina era disposto a “parlare” al processo trattativa Stato-mafia, mi è caduto il mondo addosso. Mi son chiesto: ma allora non avevo capito nulla di Cosa nostra? Rimarco, che da ragazzo, quando per motivi di lavoro frequentavo parte del gotha mafioso degli anni 50/60, mai avrei immaginato una “cantata” con lo Stato. Nooo!!! - mi ripetevo - non è possibile che Totò u curtu, come suo cognato Luca Bagarella, possa “parlare” allo Stato. Poi, invero Riina ha desistito sulla volontà di rispondere ai PM e quindi la mia opinione sui “corleonesi” doc era ampiamente salvata.
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Petizione Agostino

Fino all'ultimo giorno della mia vita

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