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In Primo Piano

Omicidio Caccia, la famiglia torna a chiedere la riapertura delle indagini
(VIDEO INTEGRALE DELL' INCONTRO ALL'INTERNO)

Omicidio Caccia, legale famiglia: 'Alcuni magistrati a Torino e Milano sanno verità'

di Elena Ciccarello - 4 ottobre 2014




 
Mafia, ‘ndrangheta ed eminenze grigie: sono questi gli interessi che si nascono dietro l’omicidio di Bruno Caccia, il capo della Procura di Torino ucciso il 26 giugno 1983 e di cui non si conoscono ancora i killer. L’accusa arriva dai familiari del magistrato assassinato a colpi di pistola mentre portava a passeggio il cane sotto casa. Un omicidio clamoroso, unico caso di magistrato ucciso dalla ‘ndrangheta nel nord Italia, ancora avvolto dal mistero e inspiegabilmente dimenticato. Unico condannato il boss Domenico Belfiore, all’ergastolo come mandante. “Ci sono magistrati a Torino e Milano che sanno cosa è avvenuto a monte dell’attentato di Bruno Caccia e durante i depistaggi che lo hanno seguito”, ha denunciato ieri sera l’avvocato Fabio Repici, legale dei familiari di Caccia, durante un incontro pubblico organizzato dalla Commissione antimafia di Milano. “Il processo sulla morte del procuratore è stato gambizzato sin dall’inizio dal magistrato che in quegli anni conduceva le indagini, ovvero il pm Francesco Di Maggio”, ha accusato il legale.
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Appuntamenti

16

Lug

2011

Corone di Stato per una strage di Stato PDF Stampa E-mail
Scritto da Salvatore Borsellino   
Siamo ormai a pochi giorni dal diciannovesimo anniversario della strage di via D’Amelio, dell’assassinio di Paolo Borsellino, degli uomini – qualcuno di loro era poco più che un ragazzo – e dell’unica donna che facevano parte della sua scorta.

La prima donna, agente di polizia, ad essere uccisa in un agguato di mafia. Non voglio però chiamarli soltanto con questo nome, “agenti di scorta”. Ho ancora vivo il ricordo della madre di uno di loro ad un incontro a cui partecipavo insieme a lei, che, quando un giornalista le chiese il nome di suo figlio, scoppiò a piangere e disse: “Io sono la madre di un ragazzo che si chiamava “scorta”. Perché queste mamme non avevano, non hanno, spesso neppure la consolazione, se così possiamo chiamarla, di sentire nominare i figli che hanno perso con il loro nome di battesimo. I loro figli sono soltanto “gli agenti della scorta”.
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14

Lug

2011

Via d'Amelio, quando lo scoop non è poi tanto "esclusivo" PDF Stampa E-mail
Scritto da Giuseppe Pipitone   

L'anticipazione Ansa di un servizio de L'Espresso, in edicola domani, definisce come "esclusivo" un servizio di Lirio Abbate che indica in Giuseppe Graviano il boia di Paolo Borsellino. Ma già il 5 maggio Il Fatto Quotidiano e iquadernidelora.it avevano rivelato la notizia del coinvolgimento diretto del boss di Brancaccio nella strage di via d'Amelio.

L’Espresso, inviando questo pomeriggio all’agenzia Ansa l’anticipazione di un servizio che apre il settimanale in edicola domani, lancia come "esclusivo’’ l’articolo di Lirio Abbate che porta in apertura la seguente notizia: ‘’Il boia di Paolo Borsellino e dei suoi agenti di scorta si chiama Giuseppe Graviano, il boss di Brancaccio che secondo il collaboratore di giustizia Gaspare Spatuzza dopo l'attentato di via d'Amelio avrebbe trattato direttamente con Silvio Berlusconi e Marcello Dell'Utri’’.

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14

Lug

2011

Conferenza stampa per presentare le iniziative del 17-18-19 luglio a Palermo PDF Stampa E-mail
Scritto da Redazione 19luglio1992.com   

Sabato 16 Luglio 2011 alle ore 10,30 presso la sede dell’Arci Sicilia (via Carlo Rao, 16 – Palermo) sarà presentato alla stampa il programma di iniziative previste dal 17 al 19 luglio 2011 per il 19esimo anniversario della strage di via D’Amelio,  elaborato e organizzato congiuntamente da AntimafiaDuemila, Agesci, Arci Sicilia, Comitato Cittadinanza per la Magistratura e Movimento Agende Rosse. A presentare il programma ricco di incontri, dibattiti, confronti e momenti di riflessione ci saranno Anna Bucca, presidente Arci Sicilia, Lidia Undiemi (Movimento Agende Rosse), Mariangela Di Gangi (Circolo Blow Up), Giulio Campo (Agesci), Cristina Musumeci (Comitato Cittadinanza per la Magistratura) e  Lorenzo Baldo (Antimafiaduemila).

Attachments:
Manifesto 17-18-19 luglio 2011 Palermo.jpg[ ]14/07/2011 07:06
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14

Lug

2011

Dal 16 luglio il numero 6 de ''I Quaderni de L'Ora'' PDF Stampa E-mail
Scritto da Redazione I Quaderni de L'Ora   

Dal 16 Luglio in tutte le edicole siciliane e nelle principali librerie italiane il numero 6 de I Quaderni de L'Ora.
Disponibile anche presso punti vendita mobili durante le manifestazioni di commemorazione di Paolo Borsellino a Palermo, il 17 - 18 - 19 Luglio 2011.

Acquistalo in pdf a soli 3 euro su www.iquadernidelora.it

"L'Agenda Rossa, verso la riapertura dell'inchiesta".
Nel diciannovesimo anniversario, un dossier di 80 pagine dedicato alla strage di via d'Amelio.

L'editoriale di Salvatore Borsellino

Agenda Rossa, nuovi indizi. Ed ora si riapre l'inchiesta. di Giuseppe Lo Bianco e Sandra Rizza.
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14

Lug

2011

Chi uccise Borsellino PDF Stampa E-mail
Scritto da Lirio Abbate   
Il killer fu il boss Giuseppe Graviano. Il movente: il magistrato sapeva troppo sui colloqui tra mafia e Stato. A 19 anni dalla strage di via D'Amelio, le indagini della Dia di Caltanissetta sono arrivate a una svolta decisiva

Il boia di Paolo Borsellino e dei suoi agenti di scorta si chiama Giuseppe Graviano, il boss di Brancaccio che secondo il collaboratore di giustizia Gaspare Spatuzza dopo l'attentato di via d'Amelio avrebbe trattato direttamente con Silvio Berlusconi e Marcello Dell'Utri.

Il pool di magistrati di Caltanissetta, guidato da Sergio Lari, dopo tre anni di indagini ha chiuso l'inchiesta individuando l'uomo che ha premuto il telecomando dell'autobomba carica di tritolo. E oggi offre una nuova verità giudiziaria che porterà il prossimo mese alla revisione delle sentenze definitive: verranno riaperti quei processi basati sulle dichiarazioni di falsi pentiti, come Vincenzo Scarantino, che hanno fatto finire all'ergastolo anche cinque persone estranee ai fatti.
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13

Lug

2011

Carnevale in Cassazione fino all'età di 85 anni PDF Stampa E-mail
Scritto da Redazione La Repubblica   

La decisione del plenum del Csm sulla base di una sentenza del Consiglio di stato favorevole al magistrato che la stampa definì "ammazzasentenze"


Corrado Carnevale resterà presidente di sezione della Cassazione fino al 2015, quando avrà 85 anni.
La decisione è stata presa all'unanimità dal plenum del Csm che, in base a quanto stabilito da una recente sentenza del Consiglio di Stato, ha dovuto ricalcolare i tempi di permanenza nell'ufficio diretto nella Suprema Corte dal magistrato, a suo tempo accusato e poi assolto di concorso esterno in associazione mafiosa.

Finito sotto processo, Carnevale venne sospeso nell'aprile del 1993 dalle funzioni e dallo stipendio di magistrato. Assolto in via definitiva dalla Cassazione nel 2002, fu riammesso in magistratura e, grazie a una misura prevista dalla finanziaria nel 2003  dal governo Berlusconi, ha potuto recuperare gli anni persi, nonostante nel 2001 avesse già maturato l'età per la pensione. Nel novembre del 2008, con un'altra norma inserita nel decreto sulle sedi disagiate, è stato consentito ai magistrati ingiustamente sospesi per procedimenti penali conclusi con l'assoluzione di concorrere per gli uffici di vertice della magistratura anche se hanno più di 75 anni, età massima per il pensionamento delle toghe.
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Petizione Agostino

Fino all'ultimo giorno della mia vita

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