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In Primo Piano

Paolo Emanuele Borsellino - Un uomo libero
di Riccardo Matera - 15 febbraio 2017

Video-documentario su Paolo Emanuele Borsellino, diviso in sei parti e realizzato utilizzando immagini scaricate da internet o da me estratte da video presenti on line.
Se da un lato le vicende vengono mostrate secondo un ordine cronologico, dall’altro si è pensato di far commentare allo stesso magistrato i vari eventi o situazioni, talvolta decontestualizzando immagini o frasi, in una sorta di flusso di coscienza senza tempo. In pratica, si immagina il tutto come se egli stesso illustrasse le parti essenziali della propria vita e ci mostrasse la storia di quegli anni, in Sicilia e non, nel suo impegno contro la mafia.

 
 
 

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Appuntamenti

25

Giu

2012

Ass. Georgofili: la Chiesa potrebbe aiutare a trovare verità su stragi 1992-1993 PDF Stampa E-mail
Scritto da Giovanna Maggiani Chelli   

La ormai tristemente famosa lettera che alcuni familiari dei carcerati a regime di 41 bis scrissero il 17 Febbraio del 1993 lamentando il sistema carcerario così detto “duro” per i loro congiunti era indirizzata al Presidente della Repubblica e per conoscenza:
al Papa - Roma
al Vescovo di Firenze
al Cardinale di Palermo
al Ministro di Grazia e Giustizia
al Presidente del Consiglio
al Consiglio Superiore della Magistratura
al Ministro degli Interni
al giornale di Sicilia
al dott. Maurizio Costanzo
al dott. Vittorio Sgarbi

Ammesso e non concesso che oggi questa importante missiva – in originale - non sia più reperibile presso gli archivi della Presidenza della Repubblica, come riporta oggi il quotidiano La Repubblica,  anche se ci pare una cosa molto strana, però qualcuno dei soggetti in elenco avrà pure conservato quella lettera, o no?
Tutti se ne sono liberati senza informarne chi di competenza?
E’ abbastanza singolare che coloro che ricevettero la lettera in qualche modo rappresentassero le città in cui sono avvenute le stragi e noi riteniamo quel documento una delle chiavi di volta per leggere la strage di via dei Georgofili, ovvero “la strage del 41 bis”.
Il 27 Maggio scorso all’1,04 - per la prima volta in tutti questi anni – abbiamo notato da lontano purtroppo, che il Vescovo di Firenze affiancava il primo cittadino della città  in via dei Georgofili (vedi foto).
Forse negli archivi del Vicariato  di Firenze la lettera in originale ricevuta dal Vescovo di quel Febbraio 1993 esiste ancora, la Chiesa conserva sempre molto bene i documenti e chissà potrebbe dare una mano alla ricerca della verità completa.

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili

 

24

Giu

2012

Verso via d'Amelio: 23 maggio - 19 luglio 1992: 57 giorni /9 PDF Stampa E-mail
Scritto da redazione 19luglio1992.com   
Giovedì 25 giugno 1992
Gli ufficiali Sinico e Baudo dei carabinieri di Palermo si recano con il collega maresciallo Lombardo al carcere di Fossombrone per interrogare Girolamo D‟Adda sulle circostanze inerenti la strage di Capaci ed i possibili sviluppi futuri. Sinico e Baudo non partecipano al colloquio, ma apprendono dal maresciallo Lombardo che “negli ambienti carcerari si dà il Dott. Borsellino per morto”. Non appena rientrato a Palermo il Cap. Sinico riferisce la notizia a Borsellino il quale afferma di essere a conoscenza del progetto di attentato ai suoi danni, ma fa capire che preferisce accentrare su di sé i pericoli per risparmiarli alla propria famiglia.*
Alla biblioteca comunale di Palermo si svolge in serata un pubblico dibattito organizzato dalla rivista MicroMega a cui partecipa anche Borsellino. Quella sera, nell‟atrio della biblioteca comunale, il Procuratore aggiunto di Palermo si definisce apertamente un testimone, e rivela di essere a conoscenza di “alcune cose” che riferirà direttamente “a chi di competenza”, all‟autorità giudiziaria. Sono elementi utili a chiarire l‟intreccio criminale che in quei giorni minaccia la tenuta delle Istituzioni democratiche in Italia? Non lo sapremo mai. Oggi Rita Borsellino sottolinea come mai, nella sua lunga carriera di magistrato, il fratello Paolo avesse lanciato “un avvertimento così esplicito”. A chi? E perché? La moglie Agnese, che da casa segue l‟intervento della biblioteca comunale su un‟emittente locale, impallidisce e salta sulla sedia: “Ma che dice Paolo?” mormora con un filo di voce: “Se fa così, lo ammazzano...”*
Mentre Borsellino parla, il silenzio del pubblico è assoluto. Ma quando il magistrato ricostruisce la vicenda della mancata nomina da parte del CSM a Consigliere Istruttore di Palermo nel 1988 e parla apertamente di un qualche Giuda che si impegnò subito a prendere in giro Falcone un lungo applauso lo interrompe. Il cronista del Corriere della Sera scrive il giorno successivo: “Chi è Giuda? La gente, in piedi ad applaudire, lo identifica subito in Vincenzo Geraci, allora componente del Csm”.
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24

Giu

2012

Ass. Georgofili: raffinata disinformazione mediatica sulla trattativa Stato-mafia PDF Stampa E-mail
Scritto da Giovanna Maggiani Chelli   

Siamo molto, molto preoccupati da quello che stiamo leggendo ogni giorno sui quotidiani.
Il nostro pensiero è che si stia tentando attraverso una disinformazione raffinata di allontanare l’attenzione dal problema trattativa Stato-mafia, perché non è vero che  la  trattativa in questione sia presunta, essa è oltremodo ormai accertata nei processi già passati in giudicato e in quello al boss mafioso Francesco Tagliavia in primo grado.
Volendo spingere il problema su di un terreno ancora più marcato, oggi noi con il prezzo che abbiamo pagato per quella trattativa ci viene la tentazione di chiamarla “accordi fra uomini dello Stato e la mafia cosa nostra”.
Vogliamo quindi sapere perché Riina e compagni dopo l’attentato a Salvo Lima decisero di uccidere ben altri sette uomini della politica e delle istituzioni e perché proprio loro, i quali peraltro non sono morti, sono invece morti i nostri figli.
Vogliamo sapere perché nel 2002 uomini illustri delle istituzioni non hanno detto la verità al Giudice Gabriele Chelazzi quando li ha ascoltati in sede di verbalizzazione sul 41 bis.
Per tutto quanto, noi vogliamo sapere la verità processuale, ed è un nostro diritto saperla, non servono quindi, giornalisticamente parlando, tutte queste difese d’ufficio alle istituzioni di oggi, a meno che  le stesse non sappiano la verità da noi tanto agognata, temano quindi  le indagini future e vertano, oggi, con azioni forti e congiunte a coprirla, quella verità del 1993, perché comunque scomoda per tutte le forze politiche dell’arco costituzionale del passato e del presente.

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili

 

25

Giu

2012

Mafia: Ingroia, da Napolitano riconoscimento lavoro pm PDF Stampa E-mail
Scritto da Ansa   

Procuratore aggiunto Palermo, nel Paese c'e' clima ostile

Il presidente Napolitano alla festa della GdfIl procuratore aggiunto di Palermo Antonio Ingroia questa sera a Lamezia Terme ha sottolineato l'importanza "delle autorevoli parole del Capo dello Stato,nel riconoscere il ruolo delle indagini della magistratura" e sulla necessità "che si debba accertare tutta la verità" " Penso inoltre che si debba evitare qualsiasi forma di strumentalizzazione" ha aggiunto Ingroia riferendosi alle recenti polemiche che hanno tentato di coinvolgere il presidente della Repubblica nella vicenda della presunta trattativa tra lo Stato e la mafia.

INGROIA,SE TRATTATIVA C'E' STATA HA ACCELERATO STRAGI - "Se fosse vero che c'é stata una trattativa Stato-mafia e che aveva una finalità strategica per l'arretramento della mafia, ha avuto un effetto controproducente di acceleratore di altre stragi". Lo ha detto il procuratore aggiunto di Palermo, Antonio Ingroia, stasera a Lamezia Terme. "Questo - ha aggiunto - lo dicono i giudici di Firenze nella sentenza della strage del '93, nella quale definiscono scriteriata la trattativa perche' aver dato la sensazione di essere disponibili a trattare, ha convinto i mafiosi che la strategia delle bombe pagava. Se è così, si capisce perché nessuno è disponibile a farsi avanti per dirlo agli italiani".

INGROIA, INDAGINI SU TRATTATIVA SERIE E RIGOROSE - "La nostra indagine sulla trattativa Stato-Mafia, la cui validità dovrà essere verificata dai giudici, è seria, rigorosa e viene da anni di certosine acquisizioni e di riscontri". A dirlo è stato il procuratore aggiunto di Palermo, Antonio Ingroia. Il pm, al riguardo, ha sottolineato l'importanza di un'informazione corretta sulla vicenda che può anche essere utile "se, come fanno molti organi di stampa, viene riportata per quello che è". Ingroia ha anche lamentato che dell'inchiesta si dà un'immagine prevalentemente sbagliata da parte di molti organi di stampa, come se non fosse seria, non fosse rigorosa, ma fosse superficiale o addirittura fatta per esibizionismo o protagonismo politico".

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24

Giu

2012

Trattative Stato/mafia e i nervi scoperti. PDF Stampa E-mail
Scritto da Pippo Giordano   
Se non fosse per l’amore e i ricordi che mi legano a quei corpi straziati in via Mariano D’Amelio e segnatamente a Paolo Borsellino, nonché alle stragi di Capaci, Firenze, Milano e Roma, mi verrebbe di urlare tutta la mia rabbia: tutto il mio risentimento per quel meschino teatrino che ogni dì i moralisti del terzo millennio mettono in scena. E lo fanno con una faccia tosta che persino loro non si rendono conto del surreale pensiero gretto e meschino. Risuonano e rimbombano parole dette senza costrutto, senza fondamento e che i personaggi che oggi pomposamente siedono negli “Scranni” più alti della nostra Repubblica, si dimenticano che altri Uomini, ovvero quegli Uomini veri che si sono immolati, offrendo la propria vita, permettendo così agli esseri umani elencati da Sciascia, di diventare inopinatamente classe politica di questo Paese. Una classe politica che non tiene nemmeno conto di una sola briciola di sangue versata per quel nobile ideale di Giustizia. Giustizia: parola sconosciuta, parola smarrita e di proposito cancellata nel lessico dei politici. Si inalberano, si offendono, perché sarebbe stato commesso il reato di lesa maestà di un condomino di un ambulacro romano: “Chi è contro l’inquilino è contro il Paese!” Balle. Certe telefonate non dovevano trovare ascolto, certe lagnanze dovevano essere rigettate al mittente. E, invero, si è voluto ingigantire un falso problema, ricorrendo al vittimismo italico, già collaudato per distogliere l’opinione pubblica. Ma nessuno degli “avvocati sciasciani”, ha ritenuto doveroso spendere una sola parola in ricordo dei martiri. Nessuno, se ben ricordo, si offese a seguito delle odiose contumelie nei confronti dei magistrati di Palermo, da parte dell’ex presidente del consiglio Silvio Berlusconi. Nessuno di questi odierni moralisti ha ritento spendere una sola parola di biasimo quando Berlusconi, ha affermato che c’erano magistrati di Palermo che “stanno indagando su storie vecchie” Il riferimento era al nuovo impulso che i PM Ingroia e Di Matteo stavano dando ala strage di via D’Amelio.
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24

Giu

2012

Borsellino. Serata evento: vent'anni dopo non è solo mafia. PDF Stampa E-mail
Scritto da Comitato Cittadinanza per la Magistratura   
Serata evento a Palermo per ricordare i vent’anni dell’ultimo discorso pubblico di Paolo Borsellino. L'associazione "Cittadinanza Per La Magistratura" lunedì 25 giugno promuoverà l'iniziativa "Vent'anni dopo: non è solo mafia", nella stessa Biblioteca Comunale di Casa Professa, in piazza Casa Professa, a partire dalle ore 19.00.
Nel corso della serata ci saranno testimonianze dirette, una mostra fotografica e documentari inediti che daranno nuovamente voce alla sua pubblica denuncia delle responsabilità di Stato e Magistratura nella lotta contro la mafia.
La manifestazione, che gode del patrocinio del Comune e dell’Università degli Studi di Palermo, si aprirà con l'inaugurazione della mostra fotografica "57 giorni" di Elisa Brai, Agenzia Pubblifoto, i saluti di apertura del Sindaco, Leoluca Orlando e del Magnifico Rettore, Roberto Lagalla. Alle 20.30 la presentazione in anteprima nazionale del documentario "1367 - La tela strappata", con i saluti dell'autore, il giornalista della Rai Giancarlo Licata, di Giorgio Bongiovanni, Direttore di Antimafia Duemila, e dell'Europarlamentare Rita Borsellino. Seguirà un dibattito al quale prenderanno parte il Presidente del Tribunale di Palermo, Leonardo Guarnotta, il Presidente dell'Anm di Caltanissetta, Giovanbattista Tona, i procuratori aggiunti della DDA di Palermo, Vittorio Teresi e Antonio Ingroia, e il fondatore delle Agende Rosse, Salvatore Borsellino. Modererà l'incontro Lorenzo Baldo, Vicedirettore di Antimafia Duemila.
La serata evento si concluderà con la proiezione inedita dell'intero intervento tenuto da Paolo Borsellino alla Biblioteca Comunale lo stesso 25 Giugno di vent’anni fa.
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Petizione Agostino

Fino all'ultimo giorno della mia vita

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