Increase Font Size Option 6 Reset Font Size Option 6 Decrease Font Size Option 6
Home

Donazioni

Paypal o Carta di Credito:

Bonifico:
ASSOCIAZIONE LE AGENDE ROSSE
IBAN IT19D0335901600100000116925









 




In Primo Piano

Umberto Mormile, un’altra vittima di mafia e dello Stato

di Federica Fabbretti - 13 aprile 2015

Due giorni fa, l’11 aprile, è stato il venticinquesimo anniversario dell’omicidio di Umberto Mormile e la famiglia ha scelto di ricordarlo per la prima volta pubblicamente, a Palermo, nel luogo dell’ultimo discorso pubblico di Paolo Borsellino, Casa Professa.



Umberto Mormile
 
Quella di Umberto è una storia come tante altre storie di vittime di mafia, la storia di quelle vittime che vengono uccise due volte, dalla mafia che spara sei proiettili, di cui tre al volto, e poi dallo Stato che getta fango sul morto invece che sugli assassini. Una storia che riporta alla mente le notizie girate dopo la morte di Peppino Impastato, terrorista e poi suicida, o di Beppe Alfano, professore con il vizio delle scappatelle, o di Attilio Manca, medico drogato e suicida, o di Nino Agostino, poliziotto in attesa del primo figlio con amanti a destra e a sinistra. Ci vollero anni, lacrime e lotte senza sosta (delle famiglie), in quasi completa solitudine, perché si affermasse finalmente la verità sulla loro morte e si restituisse dignità ai loro nomi.

Umberto Mormile e la sua famiglia quella verità la stanno ancora aspettando.

Leggi tutto...
 

Ordina un DVD o un'Agenda Rossa



Appuntamenti

18

Dic

2011

Ass. Georgofili: "Dobbiamo capire come Cosa Nostra lesse i colloqui tra Mori e Ciancimino" PDF Stampa E-mail
Scritto da Giovanna Maggiani Chelli   

Non possiamo non accettare le motivazioni pubbliche, in televisione, del Generale Mori, ci mancherebbe altro, ovvero che i rapporti con Ciancimino il sindaco di Palermo fecero parte di una tecnica investigativa, della quale non doveva, per legge, rendere conto a nessuno e che eventualmente dopo sarebbe stato suo dovere informare gli organi competenti.
Quindi in merito aspetteremo gli esiti di processi e investigazioni approfondite prima di farci una qualsiasi pregiudiziale.
Ma dopo averlo ascoltato in televisione, su La7, al Generale Mori chiediamo: dopo la strage di Via dei Georgofili del 27 Maggio 1993 ha valutato tutto il peso che può aver comportato quella tecnica investigativa ?

Leggi tutto...
 

17

Dic

2011

Ass. Georgofili: "Coperture politiche di Messina Denaro paiono in difficoltà" PDF Stampa E-mail
Scritto da Giovanna Maggiani Chelli   

Forte applauso alle forze dell’ordine e alla magistratura che hanno fatto terra bruciata intorno a Matteo Messina Denaro.
Sia una buona volta arrestato il boia di via dei Georgofili!
Le coperture politiche del massacratore dei nostri figli paiono in queste ore in difficoltà, chiediamo forza e coraggio affinché la giustizia si compia e la coperta dei “mandanti esterni a cosa nostra” per le stragi del 1993 diventi tanto corta da rendere il “re nudo”.

 

Giovanna Maggiani Chelli

Presidente

Associazione tra i familiari delle vittime della strage dia via dei Georgofili

 

15

Dic

2011

Ass. Georgofili: i politici trovino i soldi per il fondo destinato alle Vittime di mafia PDF Stampa E-mail
Scritto da Giovanna Maggiani Chelli   
Fortemente convinti della battaglia che da anni abbiamo portato avanti con determinazione, vediamo molto bene in momenti così difficili, l’apertura delle istituzioni alla vendita dei beni confiscati alla mafia, qualora sia necessario per far fronte alle ragioni economiche delle vittime di mafia.
Infatti con le recenti leggi finanziarie dell’estate 2011, abbiamo dovuto ancora una volta assistere al depauperamento del Fondo 512 , la legge del 1999 che va incontro alle esigenze delle vittime della mafia terrorista ed eversiva.
Le vittime di mafia che denunciano la mafia e vanno poi in sede civile a pretendere i risarcimenti si trovano da anni di fronte ad un Fondo 512 vuoto e questo è pressoché ignobile.
E’ la mancanza di denaro nelle casse dello Stato, il movente sempre valido per mettere lo Stato stesso  nelle condizioni di lesinare la giustizia civile contro le mafie, per questo siamo molto d’accordo con chi grida “se la mafia si ricompra i beni confiscati glieli riconfischeremo”, perché qui sta la forza dello Stato.
Auspichiamo la messa in vendita dei beni della mafia, qualora le vittime della mafia stessa non possano essere risarcite per mancanza di denaro, perché era anche questo che voleva il tanto invocato Pio La Torre.
E’ il ritorno al sociale di beni confiscati alla mafia attraverso la regolamentazione delle segreterie di partito che ci spaventa.
Infatti la politica sempre più ingorda davanti alla montagna di denaro che i beni confiscati alla mafia possono produrre, preferisce buttare a mare leggi come la 512, che il mondo ci invidia ,piuttosto che fare un passo indietro davanti a ciò che vuole gestire per proprio tornaconto.
Il sospetto è che tutto ciò, sia anche il mezzo per continuare a mantenersi  i lauti stipendi che oggi i nostri parlamentari percepiscono in barba a quanti ogni giorno combattono per uscire dal loro tritolo stragista ed  eversivo dispensato a piene mani nel 1993 da “cosa nostra” con il bene placido della politica tutta.

 

Cordiali saluti

 

Giovanna Maggiani Chelli

Presidente

Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili

 

18

Dic

2011

Fabio Fazio intervista Nino Di Matteo sul libro 'Assedio alla toga' PDF Stampa E-mail
Scritto da redazione 19luglio1992.com   
 

16

Dic

2011

Trattativa: perquisita la casa di Lino Jannuzzi alla ricerca del papello PDF Stampa E-mail
Scritto da Lorenzo Baldo   
15 dicembre 2011. “Ritenuto che Ciancimino Massimo in occasione delle sue dichiarazioni del 20.11.2009, rese alla Procura della Repubblica di Caltanissetta e a quella di Palermo, ha riferito in merito ai rapporti tra il padre Vito e Jannuzzi Raffaele anche nel periodo della redazione del c.d. 'papello'; nonchè di un suo incontro con Jannuzzi a Parigi, pochi giorni prima della consegna all’A.G. del documento denominato 'papello' (...) Dispone la perquisizione degli immobili di proprietà e relative pertinenze di Jannuzzi Raffaele (...) anche al di fuori dai limiti temporali di cui all’art. 251 c.p.p., sussistendo l’urgenza di non disperdere elementi essenziali alle indagini e di impedire l’anonimato di soggetti coinvolti in delitti di strage e concernenti la criminalità organizzata”. Il decreto di perquisizione firmato dal procuratore capo di Caltanissetta, Sergio Lari, insieme ai suoi colleghi Amedeo Bertone, Domenico Gozzo, Nicolò Marino, Gabriele Paci e Stefano Luciani riguarda le proprietà del noto giornalista Lino Jannuzzi, penna al vetriolo per alcuni quotidiani, settimanali e agenzie di stampa, famoso per i suoi violenti attacchi ai magistrati antimafia e ai collaboratori di giustizia.
Leggi tutto...
 

15

Dic

2011

Arrestato il tributarista Lapis. Ma cosa c’entra Ciancimino? PDF Stampa E-mail
Scritto da Adriana Stazio   

 

Storie di ordinaria disinformazione: tra superficialità dei giornali ed equivoci adatti alle vendite

Venerdì scorso ci sono stati diversi arresti in tutta Italia. Tra gli arrestati il noto tributarista e professore universitario Gianni Lapis (nella foto a sinistra, ndr). L’accusa è di associazione a delinquere finalizzata al riciclaggio di danaro. Un’operazione condotta dalla Guardia di Finanza nell’ambito di un’inchiesta della DDA di Palermo.

Ma ecco in agguato la disinformazione, sottile e inaspettata!

Bisogna sapere che il prof. Lapis è stato processato come prestanome di Vito Ciancimino e che è stato uno dei soci fondatori insieme a Ezio Brancato della società Gas in cui don Vito deteneva delle quote occulte. Oggi è indagato per aver versato tangenti a vari politici per conto della Gas, vicenda emersa dalle dichiarazioni di Massimo Ciancimino che ha raccontato ai magistrati palermitani quanto a sua conoscenza e segnalato l’esistenza di intercettazioni e documentazione sequestrata comprovanti questi rapporti ma ignorate dai magistrati della procura di Grasso e Pignatone che avevano svolto l’inchiesta sulla Gas (o sarebbe meglio dire su metà della Gas, ma è una lunga storia che racconteremo un’altra volta).

Ma con l’inchiesta che ha portato all’arresto del prof. Lapis tutto questo non c’entra. Non c’entra niente il cosiddetto tesoro di Vito Ciancimino, né tanto meno Massimo Ciancimino.

In questi giorni invece più o meno artatamente i giornali, a parte qualche eccezione, senza spiegare bene questo "piccolo" dettaglio, hanno collegato l’arresto del prof. Lapis al nome di Ciancimino, qualcuno in chiara malafede, qualche altro per colpevole leggerezza. Addirittura c’è stato chi è arrivato a sfoderare fantasiosi dubbi sulla ricollegabilità di questi soldi al solito tesoro di don Vito... La maggior parte semplicemente non ha chiarito in modo esplicito il fatto, creando una gran confusione nel lettore.

Leggi tutto...
 
«InizioPrec.481482483484485486487488489490Succ.Fine»

Pagina 482 di 932
Payday Advance Fredericksburg VaOnline Cash AdvanceViagra Discounts PillsGoogleNews
 

Petizione Agostino

Fino all'ultimo giorno della mia vita

Ultimi Commenti

Pagina Facebook