Increase Font Size Option 6 Reset Font Size Option 6 Decrease Font Size Option 6
Home

Donazioni

Paypal o Carta di Credito:

Bonifico:
ASSOCIAZIONE LE AGENDE ROSSE
IBAN IT19D0335901600100000116925









 




In Primo Piano

Tesseramento Agende Rosse e casa di Paolo
di Salvatore Borsellino - 19 marzo 2015

Per essere un’Agenda Rossa non serve avere una tessera, per essere un’Agenda Rossa bisogna avere nel cuore la rabbia e la speranza, la voglia di Verità e di Giustizia, la determinazione a combattere una lotta di RESISTENZA senza fine, senza mai arrendersi senza mai scoraggiarsi ma anzi moltiplicando le proprie forze quando gli ostacoli appaiono più alti e più difficili da superare. Essere una Agenda Rossa non vuol dire ricordare Paolo e i ragazzi morti insieme a lui, vuol dire lottare per la loro memoria, per realizzare il sogno per cui hanno sacrificato la vita.
Come diceva Paolo di Giovanni Falcone e della dolce Francesca, abbiamo un grande debito verso di loro e dobbiamo pagarlo. Gioiosamente.
Non c’è tristezza, non ci sono lacrime per loro, sono vivi e siamo noi che dobbiamo continuare a farli vivere. I loro sogni sono stati spezzati e noi dobbiamo continuare a farli sognare, la loro bandiera gli è stata strappata dalle mani ma non è caduta a terra, nella polvere, noi la abbiamo raccolta e dobbiamo continuare a levarla in alto.
E la loro bandiera, la nostra bandiera, è una Agenda Rossa.
Non serve una tessera per essere una Agenda Rossa ma è arrivato il momento di dichiararsi, di compiere un atto formale che dichiari la volontà di volere continuare a lottare insieme.
Perché iscriversi al movimento attraverso il nostro sito www.19luglio1992.com, come si è fatto fino ad ora, è una cosa che per tanti somiglia troppo a mettere un “mi piace” su una pagina di Facebook o mettere un “parteciperò” ad un evento sullo stesso social network.
Leggi tutto...
 

Ordina un DVD o un'Agenda Rossa



Appuntamenti

04

Dic

2011

Mafia, bugia di Stato PDF Stampa E-mail
Scritto da Giuseppe Lo Bianco   
Da domani sfilano a Palermo ex ministri e dirigenti: qualcuno ha mentito sulla trattativa

Qualcuno forse ha mentito. Dietro le quinte del potere, prende forma l'ipotesi di una grande 'bugia di Stato', servita su un vassoio di argento ai magistrati di Palermo e Caltanissetta per coprire la verità sulla trattativa tra Stato e mafia. Una menzogna collettiva, orchestrata in perfetta sincronia da politici e funzionari dei massimi apparati antimafia, per impedire alle indagini di far luce sulla stagione della trattativa.
Un silenzio omertoso che di fatto ha coperto l'esistenza tra il '92 e il '93 di un articolato dibattito, aperto nelle sedi istituzionali, per valutare la revoca del 41-bis ai boss mafiosi e placare così la furia stragista.

Per chiarire i segreti più inconfessabili del negoziato che - dietro ai proclami giustizialisti - lo Stato avrebbe intavolato con gli assassini di Falcone e Borsellino, il procuratore aggiunto di Palermo, Antonio Ingroia, e i pm Nino Di Matteo e Paolo Giudo, hanno riconvocato, a partire da domani, gli ex ministri degli interni Nicola Mancino e Vincenzo Scotti, l'ex direttore del Dap Adalberto Capriotti, il vicecapo della Polizia Luigi Rossi e l'ex Guardasigilli Giovanni Conso (che, però, ha chiesto di essere sentito, per ragioni di salute, a Roma). Altri nomi nella lista dei convocati sono per ora top secret.
Ai ministri e funzionari i pm intendono chiedere come mai 'organi di Polizia ad alto livello', tra il '92 e il '93 discutevano se togliere il 41-bis ai detenuti mafiosi, così come ha rivelato nel suo interrogatorio dei giorni socrsi il funzionario del Dap Sebastiano Ardita.
Leggi tutto...
 

03

Dic

2011

Sviluppi nelle indagini sulla morte di Attilio Manca e sul falso dossier contro Adolfo Parmaliana PDF Stampa E-mail
Scritto da Lorenzo Baldo   
Giustizia: no archiviazione per morte Attilio Manca; rinviato a giudizio Franco Cassata per falso dossier Parmaliana

3 dicembre 2011
. Nell’arco di 24 ore i media hanno rilanciato due notizie che hanno come sfondo la città di Barcellona Pozzo di Gotto (Me). Prima notizia: lo scorso 2 dicembre il gip di Viterbo, Salvatore Fanti, ha rigettato la terza richiesta di archiviazione avanzata dal pm Renzo Petroselli sul mistero del decesso dell’urologo barcellonese, Attilio Manca. Secondo le prime indiscrezioni il giudice avrebbe stabilito che la strana morte del 34enne avvenuta nella cittadina laziale il 12 febbraio 2004 sarebbe da addebitarsi ad una overdose di stupefacenti. Per il giudice l’ipotesi che il giovane urologo (all’epoca uno dei pochi esperti in Italia in chirurgia laparoscopica) potesse essere stato eliminato dalla mafia dopo essere stato “utilizzato” per curare Bernardo Provenzano a Marsiglia sarebbe quindi priva di riscontri. La pista che rimane in piedi e per la quale il gip ha chiesto un ulteriore approfondimento rimane quella della cessione di stupefacenti che avrebbe causato la morte all’urologo barcellonese.
Resta però da chiarire la ragione per la quale sul braccio sinistro di Attilio Manca siano stati trovati due segni di iniezioni quando lo stesso urologo era un mancino puro. Così come bisognerà spiegare il motivo per il quale Attilio è stato ritrovato con il setto nasale deviato e numerose ecchimosi sparse su tutto il corpo. Strani elementi per un suicidio, così come per un’ipotetica serata solitaria a base di droga finita male. E i misteri non finiscono qui.
Leggi tutto...
 

03

Dic

2011

Sonia Alfano su rinvio a giudizio del PG Cassata: 'Sistema barcellonese sta crollando' PDF Stampa E-mail
Scritto da Redazione www.soniaalfano.it   
PALERMO, 3 DIC. 2011 – “Il processo a carico del procuratore generale di Messina Antonio Franco Cassata per la diffamazione pluriaggravata ai danni di Parmaliana, commessa con un dossier anonimo, secondo il canone dei peggiori corvi siciliani, è una notizia che descrive bene lo squallore indecente del sistema di potere barcellonese. Adolfo Parmaliana, già martire della malagiustizia del distretto messinese, è stato perseguitato perfino da morto: uno scenario di apocalittico putridume morale che imporrebbe al Csm e all’Anm l’immediato allontanamento di Cassata dal suo ruolo, oltre che la sua espulsione per indegnità dalla magistratura associata”.
Così in una nota l’europarlamentare Sonia Alfano commenta il decreto di citazione a giudizio emesso dalla procura di Reggio Calabria nei confronti dell’alto magistrato Antonio Franco Cassata, attuale procuratore generale presso la Corte d’Appello di Messina, già indagato per concorso in associazione mafiosa.
“Il sistema criminale barcellonese è ormai in crisi – prosegue – e crollerà quanto prima, trascinato nel fango dagli sciacalli che hanno tentato di difendere le proprie malefatte attraverso infami documenti anonimi la cui paternità era in realtà evidente. Col rinvio a giudizio di Cassata inoltre viene dato riconoscimento ancora una volta alla mai abbastanza rimpianta integrità morale di Adolfo Parmaliana e alle sue coraggiose battaglie. Ci auguriamo – conclude Alfano – che finalmente venga fatta giustizia, affinché la memoria di Adolfo non sia mai più infangata da infedeli rappresentanti delle istituzioni”.

Fonte: www.soniaalfano.it
 
 

04

Dic

2011

Parmaliana, il dossier contro di lui ha un autore PDF Stampa E-mail
Scritto da Luca De Carolis   
Il GIP di Reggio accusa il procuratore generale di Messina: fu lui a calunniare il professore che poi si suicidò

L'hanno diffamato anche da morto, perché la sua voce e le sue denunce risuonavano forte, dalle pagine di un libro. Ma presto un magistrato andrà sotto processo, accusato di essere il corvo che seminava veleni contro di lui. Due giorni fa il gip di Reggio Calabria ha rinviato a giudizio per diffamazione 'con l'aggravante dei motivi abietti di vendetta' il procuratore generale di Messina, Franco Cassata, accusandolo di aver confezionato e diffuso un dossier anonimo di trenta pagine contro Adolfo Parmaliana.

Docente di chimica all'Università di Messina, con una lunga militanza nel Pci e nei Ds, instancabile e spesso solo nel denunciare la mafia e i suoi intrecci con massoneria e politica nel Messinese. Con le sue battaglie, aveva fatto sciogliere per infiltrazione mafiosa il comune di Terme Vigliatore: il suo paese, a un passo da Barcellona Pozzo di Gotto, zona franca per i grandi clan.
Leggi tutto...
 

03

Dic

2011

Mafia: Lumia, finalmente un po’ di luce su denunce di Parmaliana PDF Stampa E-mail
Scritto da Redazione www.giuseppelumia.it   

3 dicembre 2011, Palermo. “Con il rinvio a giudizio del procuratore Franco Cassata finalmente un po’ di luce comincia a svelare la verità sulle battaglie portate avanti da Adolfo Parmaliana”. Lo dichiara il senatore del Pd Giuseppe Lumia, componente della Commissione antimafia.
“Parmaliana – aggiunge Lumia – aveva denunciato un sistema compromesso che inquinava il mondo delle istituzioni, della politica, dell’economia e della società del territorio messinese. Un sistema che lo ha spinto a togliersi la vita sotto la pressione della calunnia e della diffamazione. Ricordo il disgusto che provai quando ricevetti quel dossier anonimo col quale si voleva screditare l’immagine e la reputazione del professore Parmaliana”.
“Sulla figura di Cassata – conclude l’esponente antimafia del Pd – ho più volte presentato interrogazioni documentate e circostanziate, che attendono ancora risposte. Apprezzo il rigore e la serenità con cui la Procura antimafia di Reggio Calabria sta affrontando la vicenda e mi auguro che al più presto si possa arrivare alla verità e fare  giustizia”.

Fonte: www.giuseppelumia.it

 

 

03

Dic

2011

Ignazio Cutrò da "lenotiziedimontalbano.it" al "Tg1" PDF Stampa E-mail
Scritto da Gaetano Montalbano   

badaloni1

La vicenda del testimone di giustizia Ignazio Cutrò è un classico esempio di surrealismo agrigentino. Una storia che svela i meccanismi più profondi e nascosti di questa terra, troppo spesso relegata ai margini della società e destinata a ruoli subalterni e poco dignitosi. Solo in questa provincia può accadere che un imprenditore, con la schiena dritta, dopo aver denunciato e fatto condannare i mafiosi locali che lo taglieggiavano venga abbandonato da tutti: dalla società civile, dalla politica e persino dallo Stato. Anzichè assumerlo come esempio positivo e bandiera dell'imprenditoria sana, i burocrati lo esiliano impedendogli di riavviare la propria attività. Lo Stato lo abbandona alle pressioni delle banche che sono già pronte ad agire per chiudere i rapporti creditizi. Una burocrazia infernale: l'Inps non accetta la sospensiva emessa dalla Prefettura perchè già scaduta. In questo modo non scattano i benefici di sospensione temporanea del pagamento dei debiti e, cosa gravissima, non viene rilasciato il DURC. Senza questo documento un imprenditore non ha le carte in regola e quindi non può lavorare.

Ignazio Cutrò, ancora in piedi dinanzi agli attentati di mafia, rischia di cadere, annientato dalle mostruose anomalie dello Stato.
La politica locale non parla, la società civile rimane muta. Giornali e Tv decidono di non raccontare la vicenda anche quando l'On.le Di Pietro presenta una interrogazione al ministro degli interni per avere spiegazioni. Un muro di silenzio si erge intorno all'imprenditore-coraggio.
Da questo blog abbiamo raccontato tutto. Gli articoli sono stati ripresi da antimafiaduemila.com, corleonedialogos.it, siciliaonline.it, canicattiweb.com ed altri siti che ringrazio di cuore.
Anche Roberta Badaloni, giornalista seria e attenta, è rimasta impressionata dalla storia e ha deciso di approfondire e verificare con scrupolo la notizia appresa per la prima volta da questo blog. Poi subito il servizio sul Tg 1. 

Ringrazio Roberta, persona sensibile e gentile, per avere portato la notizia fuori dal freezer dei media agrigentini e dall'ambito limitato dei siti internet.
Adesso gli italiani ed il Ministro degli Interni sanno cosa accade ad Agrigento.

Guarda il servizio:

Leggi tutto...
 
«InizioPrec.481482483484485486487488489490Succ.Fine»

Pagina 482 di 927
Easy Loans In NairobiPayday Loans IndianaViagra PharmacyGoogleNews
 

Petizione Agostino

Fino all'ultimo giorno della mia vita

Ultimi Commenti

Pagina Facebook