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In Primo Piano

Palermo, XXIV anniversario della strage di via d'Amelio - Il programma 17/18/19 luglio 2016


di Movimento Agende Rosse - 27 giugno 2016
Programma aggiornato il 15 luglio

“Speriamo che cambi il vento, che venga il libeccio, e che si porti via quest’afa” (Paolo Borsellino)

Palermo. Sono passati ormai ventiquattro anni da quando Paolo Borsellino pronunciò queste parole. Sperava che arrivasse un vento che spazzasse via quella cappa che già allora soffocava il nostro paese. Un vento di un'aria nuova, pulita, fatta di onestà, senso civico, rispetto e coraggio.

L’Associazione 'Le Agende Rosse', nell'anno in cui si ricorda il XXIV Anniversario delle stragi di Capaci e di via d'Amelio, invita tutti i cittadini a riflettere sull'importanza di quei tragici avvenimenti. La manifestazione, che è organizzata in collaborazione con il Centro Studi Paolo Borsellino, l’Agesci, la CGIL Sicilia, il SIAP e con il patrocinio del Comune di Palermo, prenderà il via domenica 17 luglio 2016 a Palermo presso la Casa di Paolo in via della Vetriera e si concluderà martedì 19 luglio in via Mariano D’Amelio, dove persero la vita il Giudice Paolo Borsellino e gli agenti della Scorta: Agostino Catalano, Walter Eddie Cosina, Emanuela Loi, Claudio Traina e Vincenzo Fabio Li Muli.
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Appuntamenti

23

Mag

2012

Verso via d'Amelio: 23 maggio - 19 luglio 1992: 57 giorni /3 PDF Stampa E-mail
Scritto da redazione 19luglio1992.com   
Sabato 23 maggio 1992
Lungo l’autostrada che da Punta Raisi porta a Palermo, all’altezza dello svincolo per Capaci, esplode una carica di 500 Kg di tritolo al momento del passaggio del corteo di tre auto sulle quali viaggiano il giudice Giovanni Falcone, sua moglie Francesca Morvillo e gli agenti della scorta. La prima vettura del corteo viene completamente investita dall’esplosione. Gli agenti di scorta Antonino Montinaro, Vito Schifani e Rocco Di Cillo vengono uccisi sul colpo. Sulla seconda vettura del corteo viaggiano Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e l’agente di scorta Giuseppe Costanza. Francesca Morvillo muore poche ore dopo a causa delle gravi lesioni interne riportate, stessa sorte per Giovanni Falcone che spira tra le braccia di Paolo Borsellino. L’agente di scorta Costanza riporta alcune ferite ed un forte choc ma sopravvive all’attentato. Feriti ma salvi per miracolo anche gli alti tre agenti che viaggiavano sulla terza vettura blindata che chiudeva il corteo di scorta a Falcone: Paolo Capuzzo, 31 anni, Gaspare Cervello, 31 anni e Angelo Corbo, 27 anni.
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23

Mag

2012

Ipocrisia di Stato PDF Stampa E-mail
Scritto da Federica Fabbretti   
Ho visto, come credo tanti altri italiani, il film sugli ultimi 57 giorni di Paolo Borsellino ieri sera. Luca Zingaretti è uno dei miei attori preferiti, per la bravura nel recitare ma anche nello scegliere ruoli sempre interessanti da interpretare. Purtroppo, avendo sotto gli occhi costantemente i video di Paolo, i suoi modi di dire, le sue inflessioni, i suoi sguardi, non mi è stato facile rivederlo in Zingaretti. Ma devo dire che per la prima volta in televisione si è parlato espressamente di trattativa, di servizi segreti deviati, di tradimento delle Istituzioni e della famosa agenda rossa e questa è una vittoria non indifferente per tutti gli italiani che aspettano la verità e che cercano di informare i propri ragazzi il cui unico mezzo di informazione sono le fictions e i film. Io stessa ho conosciuto la storia di Peppino Impastato attraverso il film “I cento passi” o quella di Giorgio Perlasca in “Un eroe italiano”.

Poi oggi vedo tutto questo caos di commenti e di servizi e di video sulla ricorrenza della strage di Capaci, tutti questi attestati di solidarietà e di stima nei confronti di Giovanni Falcone e di Paolo Borsellino. E mi è salita una gran rabbia. E la voglia gridare una parola: ipocriti.

Uso le parole di Ilda Bocassini: “Non c’è stato uomo in Italia che ha accumulato nella sua vita più sconfitte di Falcone: bocciato come consigliere istruttore, bocciato come procuratore di Palermo, bocciato come candidato al CSM e sarebbe stato bocciato anche come procuratore nazionale antimafia se non fosse stato ucciso. Eppure ogni anno si celebra l’esistenza di Giovanni come fosse stata premiata da pubblici riconoscimenti o apprezzata nella sua eccellenza. Un altro paradosso. Non c’è stato uomo la cui fiducia e amicizia è stata tradita con più determinazione e malignità.”

E uso le parole di Paolo Borsellino: “Un amico mi ha tradito. (…) Sto vedendo la mafia in diretta.”

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22

Mag

2012

Sabato 23 Maggio 1992. PDF Stampa E-mail
Scritto da Una cittadina che crede nella giustizia   

Non fu un sabato come un altro per me che allora frequentavo Giurisprudenza in una grande città del centro Italia. Quel pomeriggio stavo studiando Diritto Privato,ricordo ancora il capitolo del libro (l'Eredità), mi ero appena  trasferita in quella nuova casa con altre colleghe e non avevo ancora la TV: ad un certo punto sentii provenire dalla stanza accanto il volume alto del televisore e mi alzai per "dirgliene quattro a quella mia amica che continuava a disturbare". Arrivata davanti alla porta aperta vidi lei con gli occhi sbarrati che fissava lo schermo, poi, girandosi verso di me, con gli occhi  diventati tristi all'improvviso, mi disse: -Hanno ammazzato il tuo "Giudice"-.
Non capii più nulla, mi sembrava di aver compreso male le parole, non poteva essere, no Falcone doveva essere immortale, per noi che lo seguivamo, era un eroe; un eroe che tutti ammirano e difendono perchè, un pò come gli eroi dei fumetti, è immortale. Invece era vero, quella scellerata mano ci era riuscita, aveva compiuto l'ultimo atto di una battaglia iniziata anni prima tra il Giudice di Palermo e Cosa Nostra. Risposi alle parole della mia amica piangendo e imprecando, dissi  che non poteva essere, che lui era scortato, era sorvegliato a vista dappertutto per cui poteva essere ferito ma ucciso no. Incominciai pian piano a guardare lo schermo, arrivavano le prime immagini dell'Autostrada sventrata, l'auto di  Falcone era ricoperta di terra fin su il parabrezza, l'auto davanti invece era divenuta una carcassa proiettata a metri di distanza. All'interno vi erano i  suoi angeli, coloro che lo avevano protetto questa volta non vi erano riusciti,
erano saltati in aria prima di lui. Ricordo lo sconforto che mi assalì, mi passavano in mente tutte le vicende che, negli anni precedenti, avevo seguito seppur da lontano, non conoscendolo personalmente. Ritornavo indietro con la  memoria a quando avevo 13/14 anni e vedevo per la prima volta il Giudice Falcone in TV che parlava di Criminalità Organizzata e Cosa Nostra, all'epoca il reato di Mafia (oggi perseguito con il 416/bis) non era nemmeno contemplato dal  codice, sarebbero dovuti morire Pio La Torre e Dalla Chiesa per arrivare all'approvazione di quell'articolo. Un turbinio di ricordi e di emozioni mi pervasero l'animo; ricordi spiccioli come le interviste, i filmati, gli articoli sui giornali e ricordi diversi come le manifestazioni che si facevano alle scuole superiori quando il Pool veniva attaccato da Politici e, a volte, persino da loro colleghi stessi. Noi che allora eravamo studenti, ma coscienti della situazione, manifestavamo ed eravamo mosche bianche in un'Italia che ancora non aveva preso coscienza del problema mafia.

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23

Mag

2012

La vera voce di Paolo Borsellino PDF Stampa E-mail
Scritto da Salvatore Borsellino   
Ho provato anche io a vedere il film, in piedi, camminando avanti e indietro per sfogare l’agitazione e per essere pronto ad uscire dalla stanza appena avessi superato il livello di guardia. Sono infatti andato via presto, dopo le prime scene in cui Zingaretti percorreva in bicicletta le strade fino al porto dei pescherecci. In quelle scene mi sembrava proprio di vedere Paolo, sulla sua Bianchi bianco-celeste che aveva comprato quando la nostra Fiumefreddo, che avevamo comprato insieme da ragazzi e che che io partendo per il nord gli avevo lasciato a Palermo, era diventata troppo vecchia.

Era proprio eguale, quella Bianchi a quella di Paolo e a quell’altra Bianchi che contemporaneamente io avevo comprato a Milano senza sapere che, per sostituire la nostra bici che non avevamo potuto dividere in due, Paolo ne aveva scelto una eguale alla mia. Mi era sembrato proprio Paolo su quella bici, con quella sua maglietta Lacoste verde eguale a quelle che usava portare e che aveva anche in una delle sue ultime interviste, dopo che Giovanni era stato già ucciso. Eguale, quella Lacoste a quelle che intanto anche io avevo cominciato a portare, anche se di colore diverso, in tutte le sfumature dall’azzurro al blu e che da quando la temperatura lo permette diventano la mia divisa. Eppure da ragazzi non le portavamo quelle magliette, costavano troppo e non ce le potevamo permettere.

L’illusione di vedere Paolo, di vedere la nostra Bianchi in cui si era sdoppiata la nostra vecchia Fiumefreddo, è svanita di colpo appena Zingaretti è sceso dalla bici, si è tolto gli occhiali e ha cominciato a parlare. Troppo diverse quelle sue inflessioni agrigentine dal nostro dialetto “ausitano”, della Kalsa, di Palermo, troppo simile la sua voce a quella che è diventata la voce di Montalbano e non può essere la voce di Paolo.

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22

Mag

2012

Le iniziative per il 19° anniversario della strage di via dei Georgofili PDF Stampa E-mail
Scritto da Giovanna Maggiani Chelli   
Queste le iniziative in programma a Firenze per la ricorrenza del 19° anniversario della strage di via dei Georgofili:

Venerdì 25 maggio
Ore 17.00
Convegno - L’antimafia della speranza attraverso la cultura delle legalità
presso la Presidenza della Regione Toscana - Piazza Duomo, 10

Sabato 26 maggio
Ore 10.00
Incontro con gli studenti delle scuole fiorentine
Presso la Sala dei Duecento di Palazzo Vecchio

Ore 16.00
Presentazione del libro “Storia d’Italia in 7 stragi” di Francesco Nocentini
Presso la Sala dei Duecento di Palazzo Vecchio

Ore 21.00
Manifestazione in ricordo della strage
Presso l'Arengario di Piazza della Signoria

Domenica 27 maggio
Ore 1.00
Partenza da Palazzo Vecchio del corteo formato dai Gonfaloni del Comune di Firenze, della Provincia e della Regione Toscana e dalle Insegne delle Associazioni del Volontariato.

Ore 1.04
Deposizione di una corona di alloro sul luogo dell’attentato in Via dei Georgofili
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22

Mag

2012

La Toscana interviene sulla politica europea contro l’austerità. Scelto il 23 maggio per ricordare il significato del sacrificio di Giovanni Falcone. PDF Stampa E-mail
Scritto da Lidia Undiemi   

La Toscana interviene sulla politica europea contro l’austerità.
Scelto il 23 maggio per ricordare il significato del sacrificio di Giovanni Falcone nella lotta alla mafia dei “colletti bianchi”.
Su proposta dei consiglieri regionali Locci e Staccioli, colleghi da diverse parti d’Italia presenteranno la mozione sul MES ispirata al lavoro di Lidia Undiemi.

Promuoveremo in politica il messaggio profondo del lavoro del giudice.

“La ratifica del trattato MES (o ESM) da parte del Parlamento italiano, rischia di compromettere, facendolo piombare in una seria crisi, il sistema democratico non solo del nostro Paese, ma della stessa intera Europa. Per scongiurare il pericolo, e sensibilizzare l’opinione pubblica nei confronti di questo tema, il 23 maggio in Regione Toscana, i consiglieri Locci e Staccioli, ospiteranno la studiosa Lidia Undiemi ed alcuni consiglieri regionali provenienti da diverse parti d’Italia, nell’ambito di una tavola rotonda per affrontare i rischi legati all’entrata in vigore del trattato MES.
Il documento, se ratificato, vedrebbe l’istituzione di un’organizzazione finanziaria intergovernativa a cui attribuire la gestione del cosiddetto Fondo salva-stati/MES, che fra immunità di giurisdizione, inviolabilità dei documenti, esenzioni fiscali e possibilità di togliere il diritto al voto ai Paesi che non riescono a rispettare vincoli finanziari, propone di concedere prestiti agli Stati richiedenti, facendogli pagare un interesse “illimitato”. Il tutto previa imposizione, da parte dei membri dell’organizzazione, di non meglio precisate “rigorose condizionalità” che riguardano le decisioni di politica interna.

Uno strumento ambiguo che consentirebbe ad una istituzione non democraticamente eletta, di lucrare sui problemi dei Paese in difficoltà finanziaria riservandole, soprattutto, ampissimo potere decisionale.

Al Parlamento italiano, quindi, spetta il compito di decidere se concedere o meno l’autorizzazione per l’entrata in vigore di tale trattato e del “Fiscal Compact”, ma fino ad oggi i suoi membri hannopreferito tacere su una questione di estrema importanza per il futuro della democrazia in Europa.

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Petizione Agostino

Fino all'ultimo giorno della mia vita

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