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In Primo Piano

Casa di Paolo, concluso il primo corso di informatica rivolto ai tutor

di Salvatore Borsellino - 12 settembre 2016

Nei giorni 7 e 8 settembre si è svolto presso la Casa di Paolo, in Via della Vetriera alla Kalsa, il primo corso di informatica rivolto ai tutor, cioè ai volontari che a loro volta dovranno poi svolgere i corsi rivolti ai ragazzi del quartiere età compresa tra i 7 e 17 anni.
Il metodo adottato è stato quello Coderdojo, un movimento senza scopo di lucro per insegnare ai giovani a programmare, nato in Irlanda nel 2011, rivolto a bambini ed adolescenti e che si sta espandendo a livello globale.


Il corso è stato rivolto all'apprendimento del linguaggio Scratch, un linguaggio di programmazione didattico che consente di sviluppare il pensiero computazionale ed elaborare storie interattive, giochi, animazioni, arte e musica.

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Appuntamenti

30

Mag

2012

Ass. Georgofili: serve processo per chiarire il ruolo delle istituzioni del '93 sul 41-bis PDF Stampa E-mail
Scritto da Giovanna Maggiani Chelli   

Sulla scia dell’ennesima autodifesa apparsa oggi sul quotidiano l’Unità a firma Cristoforo Boni, l'intervista rilasciata dal Senatore Nicola Mancino circa il suo comportamento verso il 41 bis nel 1993, torniamo a ribadire che noi crediamo alla buona fede di chiunque finchè non viene provato il contrario.
Il problema però c’è, ed è grosso come una casa e va risolto.
Infatti i nostri figli sono morti il 27 Maggio del 1993 e questo è un dato incontrovertibile e, secondo certe affermazioni ormai corali, sarebbero morti mentre in Italia le istituzioni del governo di allora, prese una per una, giurano di aver sempre voluto fortemente il 41 bis più che funzionante.
E non solo, ancora presi uno per uno i nostri governanti del 1993 ognuno cerca di colpevolizzare l’altro mentre rilasciano interviste ai giornali. Nelle aule di giustizia, li abbiamo ascoltati personalmente durante il processo Tagliavia, invece si discolpano personalmente e basta.
Altri non si sono neppure presentati in aula adducendo malattie improvvise.
Quindi, come abbiamo ormai chiesto troppe volte, ma del resto le sollecitazioni sono continue, noi crediamo sia arrivato il momento di andare con urgenza a processo e chiarirla una volta per tutte questa intricata faccenda, secondo noi una sporca faccenda, secondo la quale tutti nel 1993 volevano la mafia a 41 bis .
Cioè chiarire come mai invece la mafia “cosa nostra” abbia potuto capire che qualcuno era disposto ad agevolarla rispetto al carcere duro, alla confisca dei beni e quant’altro e di volta in volta con questa convinzione Salvatore Riina abbia alzato il tiro sulla pelle dei nostri figli.
Quindi o si va a processo o non sapremo mai come sono andate veramente le cose, soprattutto non sapremo mai perché i nostri figli hanno dovuto morire così giovani e del tutto innocenti, pagando per tutti quanti.
La giustizia, la Magistratura, ce lo deve, perché i nostri figli non sono meno importanti dei figli di chiunque altro in questo Paese, piaccia o no.

Giovanna Maggiani Chelli

Presidente
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili

 

30

Mag

2012

DIA: lettera aperta al direttore del Fatto Quotidiano PDF Stampa E-mail
Scritto da Pippo Giordano   
Egregio Direttore,
ho apprezzato il suo intervento in occasione della conferenza “Coltiviamo la legalità” tenuta insieme a Cipriani, in quel di Forlì. Ma non sono gli elogi che intendo tributargli, ma piuttosto coinvolgerla in un'iniziativa che mi sta tanto a cuore e che credo lei sia particolarmente sensibile: la Direzione Investigativa Antimafia (DIA).
Oggi ho letto l'articolo di Marco Travaglio su Antimafia2000 “Ora vogliono far fuori la DIA”  e non le nascondo che mi è venuta rabbia: tanta rabbia! Ma nell'articolo c'è un'imprecisione, talchè la DIA non la vogliono far fuori ora, ma l'agonia della DIA è iniziata immediatamente dopo l'avvento del governo Berlusconi, nel 1994. Io c'ero e potrò dimostrare il cambiamento di rotta. Qualcuno dovrebbe spiegare perché la DIA  in questi anni si occupa soltanto di sequestri di beni dei mafiosi, tale da sembrare una gemellata della Guardia di Finanza.  A tanti, non è sfuggito e penso anche a lei Direttore, il fuggi fuggi dalla DIA. Che cos'è oggi la DIA? Di certo non è quella struttura voluta dal giudice Giovanni Falcone, modellata e pensata sul modello de FBI  e che avrebbe operato in tutto il Territorio nazionale. Di recente, il neo ministro dell'Interno Cancellieri ha reclamizzato la nascita della DIA in Emilia-Romagna, ovvero a Bologna. Annunciazione, per sopire gli allarmi provenienti dal mondo politico/imprenditoriale e da una parte della popolazione che si è resa conto che la mafia non è solo Sud. Ma, l'annunciata costituenda DIA a Bologna, sembra essere un avamposto di una decina di investigatori: nulla più. Comunque, il ministro Cancellieri forse non è al corrente, ma la DIA a Bologna, avrebbe dovuto aprire una sezione già nel 1992, prima dell'attentato al giudice Giovanni Falcone. All'epoca, qualcuno disattese quel che era la pianificazione.
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29

Mag

2012

Verso via d'Amelio: 23 maggio - 19 luglio 1992: 57 giorni /4 PDF Stampa E-mail
Scritto da redazione 19luglio1992.com   
Lunedì 25 maggio 1992
A Palermo si svolgono i funerali di Giovanni Falcone, della moglie e degli agenti di scorta.
Oscar Luigi Scalfaro viene eletto Presidente della Repubblica.

Giovedì 28 maggio 1992
Alla presentazione a Roma del libro “Gli uomini del disonore” di Pino Arlacchi al tavolo siedono Vincenzo Parisi, Pino Arlacchi, Vincenzo Scotti, Paolo Borsellino e Leonardo Mondadori. Al termine della presentazione del libro si parla di Falcone e della Superprocura, dal pubblico viene una domanda: “Dottor Borsellino, prenderebbe il posto di Falcone?” Borsellino esita alcuni secondi poi replica: ”No, non ho intenzione…”. A sorpresa interviene il ministro degli interni Scotti che dichiara: “Lo candido io. Con il collega Martelli abbiamo chiesto al CSM di riaprire i termini del concorso ed invito formalmente il giudice Borsellino a candidarsi”. Borsellino è imbarazzato ma dal suo viso trapela un’indignazione senza confini: ”Non so…comunque, nel caso dovesse esser proposto il mio nome, sarà necessario procedere alla riapertura dei termini per la presentazione delle candidature”.*
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30

Mag

2012

Verso Via D'Amelio: 19 luglio 2011 - le lettere dei familiari degli agenti di scorta. PDF Stampa E-mail
Scritto da Redazione 19luglio1992.com   
Palermo, 19 luglio 2011:  19° anniversario della strage di via D’Amelio

Dalla lettera della Nipote a Eddie Walter Cosina

“… mi manca il tuo sorriso, il tuo non prenderti mai troppo sul serio, la tua aria sorniona, i tuoi abbracci - quanto orgogliosa ero nel raccontare ai miei amici di avere uno zio poliziotto - quella tua aria misteriosa quando ti preparavi per andare al lavoro… la fierezza di tenere vicino al petto il distintivo, la calma e la pacatezza con le quali ci salutavi quando partivi per qualche missione…
E io ti aspetto ma tu non ritorni.
Eri una persona generosa, altruista, molto legato alla tua famiglia, e questa tue qualità ti hanno portato alla scelta di essere un servitore dello Stato… per te la famiglia era il cuore dello Stato, e lo Stato era nel tuo cuore. Amavi l’Italia, eri fiero di essere italiano. Con grande orgoglio indossavi la divisa, credevi nel tuo lavoro, nelle istituzioni, in un’Italia unita, pulita. La professionalità, l’amore per la patria e soprattutto il grande amore per il prossimo ti hanno fatto diventare un agente di scorta, e non ultimo il coraggio, il coraggio di rivendicare i tuoi diritti, i diritti di tutti: il diritto alla giustizia, alla legalità, alla vita, compiendo fino in fondo il tuo dovere.
E io ti aspetto, ma tu non ritorni.
La tua mamma, le tue sorelle ti hanno riportato a Trieste, con un vuoto nell’anima, e tu oggi mi hai riportato a Palermo perché qui hai deciso di aspettarmi, nella tua Italia, nella nostra Italia. Oggi sono qui con animo fermo: ora non ti aspetto più Eddie, perché tu non sei mai andato via.
Eddie, tu continui a vivere, perché ti hanno fatto il dono dell’immortalità: l’immortalità è la virtù dei coraggiosi, e i coraggiosi muoiono una volta sola, e tu vivrai per sempre.”


Dalla lettera della Mamma a Vincenzo Fabio Li Muli


“… Fabio, Vincenzo, perché noi lo chiamavamo Fabio… io parlo sempre con lui, adesso ho deciso di parlare con lui davanti a tutti:
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29

Mag

2012

Agende Rosse, l'impegno nel solco di Paolo Borsellino PDF Stampa E-mail
Scritto da Vincenzo Viglione   
NAPOLI - Le emozioni scuotono fin dal primo minuto la platea radunatasi sabato scorso nella Sala Valeriano in piazza del Gesù a Napoli, quello di silenzio dedicato a Melissa Bassi, la giovanissima studentessa di Mesagne, rimasta uccisa nell’attentato all’istituto Morvillo Falcone di Brindisi lo scorso 19 maggio, accompagnato dal braccio teso verso l’alto di Salvatore Borsellino che regge nella mano destra la leggendaria agenda rossa.

Con la moderazione curata da Nicla Tirozzi, referente del Movimento Agende Rosse Campania (organizzatori dell’evento – ndr), dopo il ricordo di Melissa, i lavori per “Economia criminale, politica e istituzioni: collusioni e trattative” si sono aperti con la lettura, da parte di padre Vittorio Liberti, parroco del Gesù Nuovo, di un brano dello storico discorso contro la mafia pronunciato da Giovanni Paolo II nella Valle dei Templi nel 1993.

Primo intervento affidato al responsabile dell'osservatorio sull'uso sociale dei beni confiscati in provincia di Caserta, Mauro Baldascino, che individua nei beni sottratti alla camorra la chiave di lettura per capire che «…le mafie sono un fenomeno economico ancor prima che criminale poiché, le case, i terreni e le aziende che di volta in volta sono sequestrate non sono altro che il frutto del riciclaggio di denaro proveniente dalle attività illecite. Da qui, l’alto valore simbolico di traguardi come quelli raggiunti con il caseificio sulle terre di don Peppe Diana o la sartoria sociale di Castel Volturno, che rappresentano straordinari esempi di quell’economia sociale da impiegare come antidoto a quel sistema di potere camorristico fatto sicuramente del braccio armato che tutti conosciamo, ma soprattutto di teste politiche che lo manovrano».

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28

Mag

2012

Marano intitola una strada a Simonetta Lamberti, uccisa dalla camorra PDF Stampa E-mail
Scritto da redazione Napoli Today   
Simonetta Lamberti, una strada a Marano

A trent'anni dalla morte della bambina undicenne, un incontro nella scuola media Socrate cui parteciperanno anche il magistrato Cantone, Don Ciotti e Salvatore Borsellino. A seguire l'inaugurazione della strada

 

 

Simonetta Lamberti

Il 29 maggio del 1982 moriva la piccola Simonetta Lamberti, vittima innocente della camorra. A distanza di trent'anni la città di Marano le intitola una strada per mantenere viva la memoria, il ricordo.

Questa mattina, prima della cerimonia di inaugurazione, si svolgerà anche un incontro-dibattito nell'auditorium della scuola media statale "Socrate" (in via Falcone 103) a partire dalle ore 9.30, cui prenderanno parte importanti personalità impegnate sul fronte della legalità tra cui Salvatore Borsellino (fratello del magistrato antimafia Paolo, assassinato a luglio del '92, e promotore del Movimento "Agende Rosse), Don Luigi Ciotti, presidente di Libera, i magistrati Raffaele Cantone, Franco Roberti, Giandomenico Lepore, Federico Cafiero de Raho, Rosario Cantelmo, il prof. Amato Lamberti, il dott. Giuseppe Canonico, i giornalisti (moderatori del dibattito) Giuseppe Crimaldi ed Aldo Pecora. Prenderanno parte all'iniziativa anche il Commissario Prefettizio per il Comune di Marano di Napoli, Gabriella Tramonti e il direttore generale dell'Ufficio Scolastico Regione Campania Diego Bouchè.

Veri protagonisti della discussione saranno però gli studenti della Scuola Media Socrate, dell'Istituto "Carlo Levi", dell'Istituto "Segrè" di Marano e di alcune scuole di Gragnano.

Ad organizzare e coordinare questo importante evento, è stata Serena Lamberti, sorella della piccola Simonetta, che insieme alla madre, Angela Procaccini, presenzierà al dibattito e alla cerimonia di inaugurazione della strada.

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Petizione Agostino

Fino all'ultimo giorno della mia vita

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