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Omicidio Caccia, la famiglia torna a chiedere la riapertura delle indagini
(VIDEO INTEGRALE DELL' INCONTRO ALL'INTERNO)

Omicidio Caccia, legale famiglia: 'Alcuni magistrati a Torino e Milano sanno verità'

di Elena Ciccarello - 4 ottobre 2014




 
Mafia, ‘ndrangheta ed eminenze grigie: sono questi gli interessi che si nascono dietro l’omicidio di Bruno Caccia, il capo della Procura di Torino ucciso il 26 giugno 1983 e di cui non si conoscono ancora i killer. L’accusa arriva dai familiari del magistrato assassinato a colpi di pistola mentre portava a passeggio il cane sotto casa. Un omicidio clamoroso, unico caso di magistrato ucciso dalla ‘ndrangheta nel nord Italia, ancora avvolto dal mistero e inspiegabilmente dimenticato. Unico condannato il boss Domenico Belfiore, all’ergastolo come mandante. “Ci sono magistrati a Torino e Milano che sanno cosa è avvenuto a monte dell’attentato di Bruno Caccia e durante i depistaggi che lo hanno seguito”, ha denunciato ieri sera l’avvocato Fabio Repici, legale dei familiari di Caccia, durante un incontro pubblico organizzato dalla Commissione antimafia di Milano. “Il processo sulla morte del procuratore è stato gambizzato sin dall’inizio dal magistrato che in quegli anni conduceva le indagini, ovvero il pm Francesco Di Maggio”, ha accusato il legale.
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Appuntamenti

26

Lug

2011

AAA Catania cerca procuratore non catanese PDF Stampa E-mail
Scritto da Giuseppe Giustolisi   

Ce la farà Catania ad avere un procuratore della Repubblica estraneo all'ambiente, come chiedono le associazioni catanesi - Libera in testa - in diversi appelli al Csm? Un signore di un altro distretto, possibilmente di un'altra regione che non abbia mai avuto a che fare con le controverse vicende della "giustizia" etnea?

Da qualche giorno pare più difficile. La quinta commissione del Csm ha infatti proposto al plenum tre nomi, due dei quali sono del tutto addentro al sistema catanese (oltreché discussi per differenti ragioni). Parliamo di Giovanni Tinebra, procuratore generale della città, candidato di Magistratura Indipendente, e di Giuseppe Gennaro, sostituto procuratore a Catania, candidato Unicost (la corrente di cui è uno dei leader). E poi c'è il candidato che viene da fuori, il sostituto procuratore a Roma Giovanni Salvi, sostenuto da Magistratura Democratica.

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26

Lug

2011

26 Luglio 1992 - Rita Atria PDF Stampa E-mail
Scritto da Graziella Proto - Casablanca   

 "Rita, non t'immischiare, non fare fesserie" le aveva detto ripetutamente la madre, ma, Rita aveva incontrato Paolo Borsellinoun uomo buono che le sorride dolcemente, e lei parla, parla…racconta fatti. Fa nomi. Indica persone, compreso l'ex sindaco democristiano Culicchia, che ha gestito e governato il dopo terremoto.
"Fimmina lingua longa e amica degli sbirri" disse qualcuno intenzionalmente, e così al suo funerale, di tutto il paese, non andò nessuno. Non andò neppure sua madre, che, disamorata, fredda e distaccata, l'aveva ripudiata e minacciata di morte perché quella figlia così poco allineata, per niente assoggettata, le procurava stizza e preoccupazione. Inoltre, sia a lei che a quella poco di buono di sua nuora, Piera Aiello, che aveva plagiato a picciridda, non perdonava di aver "tradito" l'onore della famiglia.
Si recherà al cimitero parecchi mesi più tardi, e con un martello, dopo aver spaccato il marmo tombale, rompe pure la fotografia della figlia, una foto di Rita appena adolescente. Figlia di un piccolo boss di quartiere facente capo agli Accardo, Rita Atria è nata e cresciuta a Partanna, piccolo comune del Belice, una vasta zona divenuta famosa perché distrutta dal terremoto. Un territorio in cui, in quel periodo, si dice circolasse denaro proveniente dal narcotraffico, e di cui Rita non sopporta le brutture, le vigliaccherie, la tristezza. L'ignavia delle donne. "Una donna sa sempre cosa sta combinando suo marito o suo figlio" ha spiegato Piera Aiello moglie di Nicola Atria, fratello di Rita, e lei condivide con convinzione. Sensibile all'inverosimile, eppur ostinata, caparbia, fin dall'adolescenza dimostra di essere molto dura ed autonoma. Acasa sua, faide, ragionamenti, strategie, vecchi rancori, interessi di ogni tipo, erano all'ordine del giorno, perché, suo padre, don Vito Atria, ufficialmente pastore di mestiere, era un uomo di rispetto che si occupava di qualsiasi problema; per tutti trovava soluzioni; fra tutti, metteva pace, "…per questioni di principio e di prestigio…- sosteneva Rita - senza ricavarne particolari vantaggi economici…" tranne quello di rubare bestiame tranquillamente ed avere buoni rapporti con tutti quelli che contavano.

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22

Lug

2011

I volti di Paolo Borsellino PDF Stampa E-mail
Scritto da Redazione 19luglio1992.com e Salvatore Micillo   

"Non esiste la fotografia artistica. Nella fotografia esistono, come in tutte le cose, delle persone che sanno vedere e altre che non sanno nemmeno guardare." Nadar

Vivete di emozioni attraverso la voce dei vostri occhi.
Un grazie speciale a colui che ha saputo cogliere con la sua sensibilità la bellezza del "fresco profumo di libertà" che abbiamo respirato a Palermo.
Gli attimi di Salvatore Micillo...

 

26

Lug

2011

Incontro a Caltanissetta - 28 luglio 2011 PDF Stampa E-mail
Scritto da Redazione 19luglio1992.com   
Giovedì 28 luglio alle ore 18.30 avrà luogo in piazza Falcone/Borsellino a San Cataldo (Caltanissetta) l'incontro intitolato 'Ricordando la primavera del '92. Fuori la mafia dallo Stato'. Parteciperanno:
  • Antonio Ingroia (Procuratore Aggiunto a Palermo)
  • Giancarlo Cancellieri (rappresentante della Scorta Civica di Caltanissetta e del Movimento Agende Rosse)
  •  Lidia Undiemi (rappresentante della Scorta Civica di Palermo e del Movimento Agende Rosse)
Modera l'incontro: Francesco Lombardo.

Evento facebook



 

25

Lug

2011

Strage di Via D'Amelio: a settembre la prima verità PDF Stampa E-mail
Scritto da Pino Finocchiaro   
19 luglio, 1992. Sono le 16.58. E’ l’ora e il giorno del diciannovesimo anniversario della strage di via D’Amelio, dove hanno perso la vita il giudice Paolo Borsellino e gli agenti di scorta Agostino Catalano, Walter Eddie Cosina, Emanuela Loi, Vincenzo Li Muli e Claudio Traina. Il Silenzio di Stato entra nel ventesimo anno di speranze e di rabbia. Qui sul luogo della strage, il procuratore di Caltanissetta Sergio Lari promette, entro settembre sapremo la verità sulla regia di Cosa Nostra che ha programmato e realizzato la strage di via D’Amelio.


Fonte: Rainews24

 

 

21

Lug

2011

Ingroia: "Don Vito è mafioso, Massimo no" PDF Stampa E-mail
Scritto da Redazione I Quaderni de L'Ora   
La prima puntata di "Quinto potere", la conferenza in onore di Paolo Borsellino, nell'atrio della facoltà di Giurisprudenza a Palermo. Davanti al popolo delle Agende Rosse il procuratore aggiunto di Palermo Antonio Ingroia, il sostituto Nino Di Matteo hanno reso omaggio al magistrato ucciso il 19 luglio 1992 intervenendo sui temi della trattativa Stato - Mafia. Nella seconda puntata, on line la settimana prossima, l'intervento del procuratore aggiunto di Caltanissetta Roberto Scarpinato.

Fonte: iquadernidelora.it
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