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In Primo Piano

L'Agenda Ritrovata: Ciclostaffetta Milano (25 giugno 2017) - Palermo (19 luglio 2017)

di Associazione Culturale L'Orablù - aggiornato il 14 marzo 2017

In occasione dei 25 anni dalla mortedi Paolo Borsellino, il progetto l’Agenda Ritrovata, sulle ruote di una bicicletta, porterà un libro rosso da Milano a Palermo per testimoniare che c’è un Paese che non ha dimenticato, vuole raccontare quel che è successo e far riflettere su legalità, giustizia e lotta alla mafia.
A partire dal 25 giugno 2017, spettacoli teatrali, concerti, proiezioni e dibattiti si svolgeranno lungo un percorso a tappe in cui l’agenda verrà ospitata in luoghi amici, raccoglierà le testimonianze di chi ha partecipato e, a Palermo, il 19 luglio 2017, verrà consegnata a Salvatore Borsellino che, in tutti questi anni, non ha mai smesso di lottare. Tutti possono partecipare e non solo pedalando!
Il progetto l'Agenda Ritrovata è stato presentato domenica 12 marzo a Milano all'interno di 'Fa' la cosa giusta!', la fiera del consumo critico e degli stili di vita sostenibili.
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Appuntamenti

18

Feb

2017

'Non ha violato il segreto d'ufficio'. Archiviazione per Genchi PDF Stampa E-mail
Scritto da ANSA   
di ANSA - 10 febbraio 2017

PALERMO- Gioacchino Genchi non ha violato il segreto d'ufficio pubblicando nel suo libro "Il caso Genchi" alcuni atti nei quali era citato il magistrato Alberto Michele Cisterna, ex procuratore aggiunto della Dna. Per Genchi, che è stato consulente di varie Procure per l'esame di tabulati telefonici, e per il coautore del volume, Edoardo Montolli, il gip del Tribunale di Milano, Alessandra Del Corvo, ha disposto l'archiviazione. Al momento della pubblicazione gli atti non erano più segreti, ha stabilito il magistrato. Anche il pm Maurizio Romanelli era arrivato alla stessa conclusione e aveva chiesto l'archiviazione alla quale si era opposto il legale di Cistrerna.

ANSA
 
 

11

Feb

2017

...e se Attilio fosse tuo fratello? - Barcellona P.G., 11 Febbraio 2017 PDF Stampa E-mail
Scritto da Redazione AMDuemila   
di Redazione AMDuemila - 11 febbraio 2017

13° Anniversario della morte di Attilio Manca. L'ANAAM (Associazione Nazionale Amici Attilio Manca) lo ricorderà.
Sabato 11 Febbraio 2017, alle ore 16, a Barcellona Pozzo di Gotto (Me) presso l'Auditorium di San Vito (Via S. Vito, 3) si terrà un incontro-dibattito sull'omicidio di Attilio Manca.

Interverranno:
Flora Agostino (Referente Regionale "Libera", sorella di Nino Agostino)
Avvocati Fabio Repici e Antonio Ingroia (legali della famiglia Manca)
Giulia Sarti (Commissione Parlamentare Antimafia)
Marcello Minasi (ex procuratore generale presso la corte di appello di Messina)
Renato Accorinti (Sindaco di Messina)
Maria Teresa Collica (Avv. docente universitario)

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07

Feb

2017

Borsellino quater, le difese di Andriotta e Scarantino: 'Loro burattini, ma altri tiravano fili' PDF Stampa E-mail
Scritto da Aaron Pettinari   
di Aaron Pettinari - 7 febbraio 2016

“Andriotta, il mio assistito, può essere stato un burattino ma altri erano i burattinai. E di questo si deve tener conto quantomeno per concedere le attenuanti generiche”. A dirlo è l'avvocato Gianluca Orlando, difensore di Francesco Andriotta, il falso pentito accusato di calunnia assieme a Vincenzo Scarantino e Calogero Pulci al processo Borsellino quater (accusati di strage i boss Salvo Madonia e Vittorio Tutino) in corso di fronte alla Corte d'assise di Caltanissetta. Secondo il legale è troppo elevata una richiesta di pena a 14 anni per il reato di calunnia anche se “è vero che parliamo di fatti gravi e si parla del più grande depistaggio che sia mai avvenuto in questo Paese con 8 condannati innocentemente”.
L'avvocato Orlando, oggi impegnato nella sua arringa difensiva, ha spiegato come, a suo parere, non sia assolutamente credibile l'ipotesi di concorso nella calunnia tra il suo assistito e “il balordo della Guadagna”, Scarantino.
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18

Feb

2017

Salvatore Borsellino: 'La mafia è cambiata ed è più forte che mai' PDF Stampa E-mail
Scritto da Savino Balzano   

di Savino Balzano - 17 febbraio 2017

Te ne accorgi subito se quella che ti stanno rilasciando è un’intervista importante. Così è stato con questa preziosa testimonianza offertaci da Salvatore Borsellino e pertanto vi invitiamo a leggerla fino in fondo. Ne è venuto fuori un percorso arricchente, intriso di dignità e senso civico. È narrazione umana di colui il quale Agnese Piraino Leto definì un pellegrino francescano sulla terra, fino al giorno dell’attentato in via D’Amelio, quando sua madre Maria Pia Lepanto chiese ai figli superstiti – Salvatore e Rita – di non lasciare morire il sogno di Paolo Borsellino. È il racconto della tragedia interiore di un uomo di Stato, forse convinto che pezzi di esso stessero trattando con gli assassini di colui il quale davvero gli era fratello perché il vero fratello di Paolo si chiamava Giovanni Falcone. È un sentiero che ci porta a comprendere quanto importante sia l’antimafia, con tutte le sue contraddizioni, e quanto prezioso sia il ruolo di movimenti come quello de “Le Agende Rosse”, che lo stesso Salvatore ha voluto promuovere nel 2009 insieme a persone che hanno fatto della ricerca della verità e della giustizia quasi la propria ragione di vita. Alla fine di questo cammino v’è l’amara consapevolezza del fatto che la mafia ha una capacità di trasformarsi grandissima e resta pericolosissima in quanto è diventata altro: finanza, accaparramento degli appalti, traffico dei rifiuti pericolosi ed è come un tumore entrato in metastasi.

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07

Feb

2017

Stefania Limiti indagata perché non rivela la sua fonte, cioè perché fa la giornalista PDF Stampa E-mail
Scritto da Antonella Beccaria   
di Antonella Beccaria - 7 febbraio 2017

Con tutto il rispetto per la collega Stefania Limiti, è incredibile che senza la rivelazione di una sua fonte non sia possibile individuare né processare i mandanti della strage di Capaci, quella in cui il 23 maggio 1992 furono uccisi il giudice Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e tre agenti della scorta, Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro. Eppure alla giornalista, autrice del libro Doppio livello, viene contestato proprio questo dai magistrati di Caltanisetta, con buona pace della libertà d’informazione, e la procura di Roma le ha appena notificato un avviso di fine indagine che potrebbe essere l’anticamera del processo.

Proviamo a fare il punto della situazione. La giornalista, per scrivere il libro, entra in contatto con un ex appartenente alla struttura Gladio che le fornisce una serie di informazioni non sulla strage in sé, ma sulle dinamiche che l’hanno generata e sul fatto che all’origine di quel massacro non ci fu solo la mafia. Informazioni che Stefania Limiti raccoglie, valuta, verifica e alla fine inserisce nel suo libro. Insomma, ha fatto il suo lavoro, né più né meno.
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31

Gen

2017

Trattativa Stato-mafia, Salvatore Borsellino: 'Riina? Da lui non ci si può aspettare la verità' PDF Stampa E-mail
Scritto da Gisella Ruccia   
di Gisella Ruccia - 31 gennaio 2017

Totò Riina risponderà alle domande del pm nel processo sulla trattativa Stato-mafia? Quando parlano personaggi di questo spessore, non c’è da aspettarsi che dicano delle verità“. Sono le parole pronunciate ai microfoni di “Ho scelto Cusano” (Radio Cusano Campus) da Salvatore Borsellino, che spiega: “Sicuramente lancerà messaggi criptici, messaggi in codice, come fanno sempre quei personaggi. Da un irriducibile come Riina non ci si può aspettare il vero. Potrebbe lanciare a qualcuno messaggi di questo tenore: ‘Attenzione, perché potrei parlare’. Sta ai pm che lo interrogheranno riuscire a cavare dalla bocca di Riina qualche brandello di verità“. E aggiunge: “Se ci sono pericoli di morte per Nino Di Matteo, non arrivano certo dalla mafia, ma da altre parti, cioè da chi può avere paura del fatto che vengano alla luce cose che riguardano chi all’interno dello Stato deviato ha partecipato alla trattativa. Probabilmente nomi e contenuti nell’agenda rossa di Paolo che sicuramente non è stata sottratta dalla mafia, ma dai servizi che l’hanno fatta sparire”.
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Petizione Agostino

Fino all'ultimo giorno della mia vita

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