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Mafie ed ecomafie al nord

14 Febbraio 2019
Quando:
6 Aprile 2019@18:00–20:15
2019-04-06T18:00:00+02:00
2019-04-06T20:15:00+02:00
Dove:
Piacenza
via Sant'Eufemia n 12 Auditorium Fondazione Piacenza e Vigevano
Contatto:
Giuseppe Montorsi
38929277082
Mafie ed ecomafie al nord @ Piacenza

Le Mani sul Fiume è un webdoc d’inchiesta e un viaggio lungo le sponde del grande Fiume, per scavare dentro il business della sabbia. Nato da un’idea di Giulia Paltrinieri, questo lavoro ha vinto la sesta edizione del Premio Roberto Morrione per il giornalismo investigativo.

 

Al centro dell’inchiesta c’è il grande Fiume e il suo “oro grigio”: la sabbia finissima del Po, ideale  per l’edilizia e macchina da soldi per le organizzazioni criminali, e non solo. Ogni anno in Italia vengono scavati oltre 53 milioni di metri cubi di sabbia e ghiaia per un volume di affari che supera il miliardo di euro. Solo poche briciole di questi guadagni però entrano nelle casse dello stato, che non riesce a far fronte alle conseguenze ambientali delle escavazioni. Dentro l’inchiesta ci sono le ruspe che scavano oltre i limiti, le cave esaurite e dimenticate, i camion della ‘ndrangheta che attraversano Emilia e Lombardia in un business criminale che non conosce confini regionali. Sullo sfondo ci sono i danni ambientali: i fondali che si abbassano di oltre 5 metri in pochi anni, le spiagge che arretrano di decine di metri, gli argini che cedono e non riescono più a difenderci dalla furia del Fiume in piena. Ma anche i risvolti di un mercato “drogato”, della sabbia comprata a canoni stracciati (meno di 1 euro al metro cubo) per costruire le grandi opere pubbliche, dell’insinuarsi dei clan nei cantieri del Nord Italia.

 

La storia prende forma negli anni del boom dell’edilizia, quando si scavava sabbia dal letto del Po senza pensare alle conseguenze sull’ambiente e sulla sicurezza del territorio. Ma continua fino ad oggi, con le cave chiuse da rifiuti di ogni sorta e le vigne che ricominciano a crescere su terreni che nascondono le illegalità del passato; con le carte del maxi processo Aemilia e il paese di Peppone e Don Camillo sciolto per mafia.

 

A raccontare questa storia sono i pescatori, le persone che abitano le province padane, i personaggi un po’ folli che popolano le rive del Fiume. Sono loro a tracciare il racconto di un Paese che cambia, di un territorio mangiato dalla fame di costruzioni, da un omertà che striscia dove non ci si aspetta. E poi la disillusione verso le istituzioni che dovevano controllare e non l’hanno fatto, verso le cooperative che sembrano aver dimenticato le loro origini e gli imprenditori senza scrupoli che hanno fatto affari con i boss.

 

Il webdoc si presenta come un viaggio virtuale lungo i paesi delle rive del Po: da Brescello a Dosolo, da Boretto a Viadana. Si tratta di una mappa interattiva nella quale ogni luogo narra un episodio, racchiude una testimonianza, fa emergere una delle tante sfaccettature di questa storia. E lo fa utilizzando le potenzialità che il web offre: i video reportage di Giulia Paltrinieri con Simone Maruccia, le riprese aree, le infografiche animate di Parrot & Crow (Andrea Ferri e Cesare Parmiggiani) e le illustrazioni di Ticarmina (Irene Carminati), che si intrecciano nella “scatola digitale” creata ad hoc dalla grafica Paola Iotti e dal programmatore Ettore Panini.

 

Questa inchiesta, frutto di cinque mesi di lavoro (marzo-luglio 2017), è stata realizzata grazie al sostegno dell’Associazione Amici di Roberto Morrione, il premio che dal 2011 finanzia progetti d’inchiesta di autori under 31. L’autrice, nei mesi di produzione dell’inchiesta, è stata affiancata da Maurizio Torrealta, tutor giornalistico, dall’avvocato Giulio Vasaturo per la consulenza legale, da Francesco Cavalli, tutor tecnico audio/video, Stefano Lamorgese, il tutor tecnico webdoc, Alessandra Tarquini e Antonella Graziani per tutto quello che riguarda la comunicazione.

 

Un ringraziamento speciale va all’associazione ambientalista Terre di Zara di Viadana (Mantova), che mi ha fatto scoprire questa storia, e a tutte quelle persone che hanno voluto rispondere alle mie domande. Un grazie anche all’attore Andrea Anselmi, che mi è venuto in aiuto con la sua voce quando i verbali, da soli, non potevano parlare.

 

Giulia Paltrinieri è finalista del Premio Morrione 2017 con il webdoc d’inchiesta “Le mani sul fiume”. Ha frequentato la Scuola di giornalismo radiotelevisivo di Perugia. Alcuni suoi lavori sono stati pubblicati sul sito web del Corriere della Sera, dei Siciliani giovani e del Fatto Quotidiano.