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Ettore Bassi a Gioia Del Colle (BA) recita il Sindaco Pescatore

di Savino Percoco

Per due giorni, il teatro Rossini di Gioia del colle (BA) ha lasciato aperto il sipario, riscaldando l’atmosfera con l’amorevole folgore tramandato da Angelo Vassallo; esemplare primo cittadino di Pollica, barbaramente trucidato la sera del 5 settembre 2010 mentre accingeva ad accasarsi.
L’opera, intitolata “il Sindaco pescatore” è tratta dall’omonimo libro di Dario Vassallo (fratello della vittima) su drammaturgia di Edoardo Erba, attraverso la splendida interpretazione dal noto attore Ettore Bassi.
L’artista pugliese, indossa le vesti di Vassallo, sintetizzando la “bellezza” e i traguardi generati dal suo impegno etico, partendo dal suo ultimo istante di vita, quell’attimo in cui l’attentatore si apprestava a premere il grilletto e poco prima che i 9 proiettili calibro 9 potessero esplodere, colpendo il bersaglio per sette volte.
Su quei 30 centesimi di secondo, Bassi costruisce un trainante monologo che trasporta magnificamente l’affollatissima platea presente. Simula un dialogo tra il sindaco pescatore che attraverso la descrizione biografica del suo impegno etico cerca di spiegare al suo assassino quanto importante sia il proseguo di quel cammino, sperando altresì di disorientarlo dall’orribile gesto.
Una biografia ricca di lucenti successi sociali, amministrativi, culturali e di legalità che vedono il Vassallo lottare nell’arena ed emulando i panni del Davide contro Golia, senza demordere e lasciarsi sfiduciare dall’ampiezza che l’illecito presentava.
Passo dopo passo, accompagnato dall’amore che rinvigorisce il suo cuore a partire dagli insegnamenti dei suoi genitori e il supporto della sua famiglia e dei fratelli Dario e Massimo, il Sindaco riuscirà a ripristinare la linea professionale degli uffici comunali, rimettere in moto un depuratore pagato quattrini e mai funzionante, attivare per la prima volta in Italia la raccolta differenziata, riordinare gli archivi, ripulire ecologicamente il paese, il mare, mettere in moto l’economia, il turismo e persino prendere letteralmente a calci gli spacciatori che assaporavano l’odore del business in una terra che improvvisamente cominciava ad attirare gente da ogni parte del mondo.
Già, un uomo capace di ridare speranza e alimentare energia verso chi gli era a fianco e riteneva impossibile cambiare in meglio un territorio del Cilento, un uomo coraggioso che credeva nell’utopia nella possibilità di far brillare la luce del sole a 360° fino ad ottenere persino l’assegnazione delle “bandiere blu” per le acqua di Acciaroli divenute splendenti.
Un uomo capace di farsi eleggere 4 volte e raggiungere il 100% dei consensi a dimostrazione dei suoi talenti e della sua capacità di amare ed essere amato.
Purtroppo il suo assassino, tutt’oggi ignoto, non ha avuto la perspicacia di comprendere il danno che ha generato ad un territorio che senza il sindaco Pescatore ha perso quel valore aggiunto che per anni l’ha reso noto.
L’opera teatrale che gira l’Italia attraverso il “porta a porta” dal 2015 ha chiuso la serata con un infinito applauso dei commossi presenti.
Successivamente, Ettore Bassi, intrattenendosi sul palco ha risposto alle domande del pubblico, evidenziando i retroscena che hanno generato il lavoro, lasciando emergere l’aspetto appassionato di Vassallo, verso l’amore per il territorio, il suo mestiere e la gente a cui cercava di essere vicino.
Inoltre si impegna (e chiede altrettanto ai presenti) ad insistere ed a proseguire questo percorso, affinchè venga dato  un senso alla morte dell’ex primo cittadino di Pollica e sottolinea che “non è la morte di un persona che fa cambiare il flusso della storia, ma se non ci  fosse quella, non si comincerebbe mai”.
Evidenzia che lo spettacolo non è stato proposto a Pollica e Acciaroli, perché, come anche noto in questi giorni, vi è un conflitto tra la famiglia Vassallo con la parte politica del partito che il Sindaco pescatore rappresentava e la nuova amministrazione, ammettendo però che anche la Campania ha risposto pochissimo alla divulgazione dell’opera. Chiude parlando del progetto e la chiave ottimistica che si è scelto di trasmettere, “perché questa è una storia a lieto fine, anche se può sembrare blasfemo soprattutto ai familiari, perché emerge un messaggio potente che grazie alla forza del sindaco pescatore continua a rimanere vivo e ad essere amplificato. Se non fosse successo quel che è successo, noi non sapremmo nulla di quella storia, di un sindaco che fa talmente bene che viene amato da tutti. Questa storia ha lanciato un seme”.

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