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Aemilia Nessun Dorma “…solo quando si scioglierà il silenzio, la luce splenderà”

Daniela Lugli per il Movimento Agende Rosse ‘Rita Atria’ di Reggio Emilia e Provincia.

Venerdì 23 Marzo, presso la Sala Civica di Rivalta, le Agende Rosse Rita Atria di Reggio Emilia e Provincia, hanno dato vita all’evento “Aemilia Nessun Dorma”.                                                                                                                            Ospiti, l’inviato al processo Aemilia, Paolo Bonacini e il giornalista Stefano Morselli. Obiettivo della serata era quello di incontrare la cittadinanza e fare insieme il punto della situazione, a due anni dalla prima udienza di quello che è a tutti gli effetti il secondo processo alla Mafia (‘Ndrangheta in questo caso) più grosso della storia, secondo probabilmente soltanto al maxi-processo di Palermo.
Quando un evento tocca tematiche così delicate, forse “scomode” per alcuni, il timore di chi organizza è la scarsa partecipazione della gente. Più che timore, dispiacere all’idea che un argomento per noi così importante, possa non esserlo per altri. Finiamo di sistemare le ultime cose in sala: le Agende Rosse disposte ordinatamente su un tavolo, le frasi ritagliate di Paolo Borsellino e Rita Atria e le magiche composizioni di Daniela M. da offrire ai presenti e, poco più in là, le foto che arricchiscono le pareti.
Le persone iniziano ad arrivare, sempre di più, fino a che sono poche le sedie che restano vuote. Mi tranquillizzo, rasserenata dal fatto che saranno in tanti a poter ascoltare l’inviato al processo Aemilia intervistato da Stefano Morselli.

Quando Paolo Bonacini comincia a spiegare e a riassumere le 140 udienze alle quali ha partecipato, lo fa magistralmente. Sembra quasi una lezione universitaria. E lui è il Professore “quello bravo”, quello che ti fa venire voglia di partecipare, di fare domande. Impressione, a quanto pare, non soltanto mia, visto che da lì a poco sarebbero iniziati i numerosissimi interventi da parte del pubblico. Quesiti, osservazioni: prende vita un vero e proprio dibattito. Un prezioso momento di confronto, a sprazzi anche piuttosto animato.

Una domanda, più di tutte, mi colpisce. La più semplice. Una ragazza, seduta tra le prime file, alza la mano e chiede: “Le udienze del processo Aemilia sono aperte a tutti?”
Non so se quella ragazza varcherà mai la soglia dell’aula bunker, quello che so è che in quel preciso istante qualcosa in lei si è mosso. Non posso fare a meno di sorridere. E guardando una delle tante foto di Borsellino appese al muro, penso: Vinciamo noi, caro Paolo. Vinciamo noi.

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