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Aemilia: “Fare impresa a Reggio Emilia. Sfide e complessità”

Questo evento viene da noi dedicato  a tutti gli imprenditori che denunciando, hanno subito ritorsioni. Agli imprenditori che hanno pagato con la vita. E’ grazie a loro se oggi noi, Movimento Agende Rosse ‘Rita Atria’ di Reggio Emilia e provincia e Libera Reggio Emilia, iniziamo, con determinazione, a proporre pubblicamente un dibattito su questo tema. Sentiamo quanto l’imprenditoria è presa nel fuoco di fila della ’ndrangheta. E quanto la mancanza di liquidità può indurre un imprenditore a rivolgersi a “soldi facili e servizi facili” dove di facile, si troverà ben presto a constatare, che non c’è assolutamente nulla. Anzi.

Dedichiamo questa iniziativa a Matteo Franzoni, un giovane imprenditore che con le sue denunce ha dato l’avvio al processo Pesci a Mantova. Rossella Canadè, giornalista e scrittrice, ce lo ha fatto conoscere attraverso il suo libro “Fuoco criminale”. Questo evento vuole essere un messaggio a Matteo F. perché non si senta solo, perché si riesca a far rete intorno a lui. E altrettanto cerchiamo e vogliamo che altri imprenditori che come lui hanno denunciato o pensano di poterlo fare, non si sentano soli… ma in rete, insieme.
Il processo Aemilia, di cui si è concluso il 31 ottobre il I° grado di giudizio, ha indotto consapevolezza in molti cittadini. Si è dovuto constatare che la crisi non è stata solo indotta da avverse condizioni di mercato. Ma anche e sopratutto dall’infiltrazione ‘ndranghetistica. Il percorso è risultato chiaro: improvvisate aziende provenienti dal sud-Italia, hanno vinto appalti a non finire, con ribassi, almeno del 24%, rispetto alle aziende locali. Le stesse, oltre a soffrire dei mancati appalti, necessitavano di liquidità e di recupero crediti da parte di debitori. La ’ndrangheta, oltre a soffiare gli appalti, si introduceva, per questi servizi, nelle aziende, prendendone via via possesso. E il titolare diventò così un prestanome. Un esempio tra tanti: la Perego in Lombardia, trovata ‘quella liquidità’, diventò  un sistema di riciclaggio di denaro sporco e i suoi mezzi di trasporto vennero adibiti, anche, al trasporto di droga. E velocemente fallì.

Mentre ci si azzarda a parlare al passato, sappiamo con certezza che altre imprese stanno facendo la stessa fine.

Nel 2009, l’arrivo a Reggio Emilia, della prefetto Antonella De Miro, ruppe un sistema di connivenze. Operò attraverso la giustizia amministrativa, nell’interdittiva antimafia nei confronti di un consorzio di imprese in odore di ‘ndrangheta. Si adoperò nella prevenzione e lotta contro le infiltrazioni mafiose negli appalti pubblici e negli enti locali. Furono i primi fondamentali movimenti che disincagliarono lo stato di cose.

Fu lo spartiacque: coloro che amministravano le istituzioni dovettero d’obbligo, prenderne coscienza. Giornaliste e giornalisti unitamente a un gruppo di  giovani, contribuirono facendo ricerche concrete sul territorio, denunciando pubblicamente. E partirono indagini specifiche  che sfociarono nel processo Aemilia, con gli esiti recenti che ben conosciamo.
E’ così che nasce l’esigenza di proseguire un cammino. Ora, con Paolo Borrometi. C’è sempre da squarciare la cappa silente. C’è necessità di non far sentire la solitudine agli operatori economici che vogliono trasparenza.

L’iniziativa in oggetto è specifica per imprenditori, amministratori pubblici. E’ diretta ad operatori sociali, dirigenti scolastici di istituti superiori che preparano i giovani al lavoro, ad associazioni antimafia che, formichine come noi, operano per incontrare e parlare con la gente. Il territorio è tutt’uno. I settori non possono essere separati. Nella separazione si infiltra distanza e vuoto. 

Paolo Borrometi dialogherà con Gabriele Franzini, esperto di economia e direttore di Telereggio.
In questa iniziativa siamo con Libera Reggio Emilia e in collaborazione con il Comune di Reggio Emilia.

 

Movimento Agende Rosse ‘Rita Atria’ di Reggio Emilia e provincia

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