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In Primo Piano

Tesseramento Agende Rosse e casa di Paolo
di Salvatore Borsellino - 19 marzo 2015

Per essere un’Agenda Rossa non serve avere una tessera, per essere un’Agenda Rossa bisogna avere nel cuore la rabbia e la speranza, la voglia di Verità e di Giustizia, la determinazione a combattere una lotta di RESISTENZA senza fine, senza mai arrendersi senza mai scoraggiarsi ma anzi moltiplicando le proprie forze quando gli ostacoli appaiono più alti e più difficili da superare. Essere una Agenda Rossa non vuol dire ricordare Paolo e i ragazzi morti insieme a lui, vuol dire lottare per la loro memoria, per realizzare il sogno per cui hanno sacrificato la vita.
Come diceva Paolo di Giovanni Falcone e della dolce Francesca, abbiamo un grande debito verso di loro e dobbiamo pagarlo. Gioiosamente.
Non c’è tristezza, non ci sono lacrime per loro, sono vivi e siamo noi che dobbiamo continuare a farli vivere. I loro sogni sono stati spezzati e noi dobbiamo continuare a farli sognare, la loro bandiera gli è stata strappata dalle mani ma non è caduta a terra, nella polvere, noi la abbiamo raccolta e dobbiamo continuare a levarla in alto.
E la loro bandiera, la nostra bandiera, è una Agenda Rossa.
Non serve una tessera per essere una Agenda Rossa ma è arrivato il momento di dichiararsi, di compiere un atto formale che dichiari la volontà di volere continuare a lottare insieme.
Perché iscriversi al movimento attraverso il nostro sito www.19luglio1992.com, come si è fatto fino ad ora, è una cosa che per tanti somiglia troppo a mettere un “mi piace” su una pagina di Facebook o mettere un “parteciperò” ad un evento sullo stesso social network.
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Appuntamenti

28

Mar

2015

Cernusco 3°C DON MILANI: a Palermo per capire la mafia e la lotta alla criminalità PDF Stampa E-mail
Scritto da Giorgia Magni   
3cdonmilani

di Giorgia Magni - 26 marzo 2015

“Non dovrebbero preoccuparsi di come bisogna fare, per fare scuola, ma solo di come bisogna essere, per poter far scuola. Bisogna aver le idee chiare in fatto di problemi sociali e politici”.
(Don Lorenzo Milani)

Al termine della gita di tre giorni a Palermo, i ragazzi della 3°C dell’ Istituto Don Milani di Cernusco, hanno comprato ai genitori gli squisiti dolci siciliani, ma ad una condizione: “Prof, dobbiamo assolutamente trovarli nei negozi che hanno il marchio Addiopizzo”.

E così, semplicemente, è stato chiaro capire come la gita in Sicilia sulle orme della legalità, abbia lasciato un marchio nei giovani studenti, che sicuramente ricorderanno il mare e la spiaggia, il cibo e le risate di sera, ma che a conti fatti, non hanno perso di vista la ragione per cui erano andati a Palermo.

LA GITA
Dal 10 al 12 marzo, i professori Laura Gentili, Silvio Rotondi e Sara Brianza, hanno accompagnato 25 ragazzi delle medie in un viaggio fortemente educativo e d’impatto, che ha ripercorso le orme della legalità e della lotta alla mafia, in una Palermo scenario di alcune delle più grandi stragi. Il tutto è stato reso possibile grazie ai legami stetti dai professori cernuschesi, con una collega di lettere del quartiere Zen del capoluogo siciliano, Rosanna Melilli, responsabile dell’associazione Agende Rosse di Palermo.

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26

Mar

2015

Borsellino quater, Spatuzza pentito? 'Questo qui mi mette in mezzo' PDF Stampa E-mail
Scritto da Miriam Cuccu   
di Miriam Cuccu - 26 marzo 2015

Quando nel 2008 Gaspare Spatuzza decise di pentirsi, raccontando ciò che realmente successe nei giorni immediatamente precedenti alla strage di via D'Amelio, compreso il furto delle 126 poi imbottita di tritolo del quale si è accusato, tutto un mondo tremò, dentro e fuori le carceri. Le dichiarazioni del falso pentito Vincenzo Scarantino avevano già mandato in cella alcuni personaggi in realtà innocenti, quelle di Spatuzza ne stava tirando in ballo altri. "Vuoi vedere che questo mo' mi mette in mezzo per il fatto della 126 in via D'Amelio?". A inveire contro il superpentito di Brancaccio è Vittorio Tutino, che Spatuzza accusa per aver rubato insieme a lui l'autobomba. A raccontarlo al quarto processo per la morte di Borsellino e degli agenti di scorta (in cui Tutino è imputato, ndr) il collaboratore Francesco Raimo, suo compagno di passeggiate e partite a carte nel carcere di Novara, durante la socialità prevista dal 41bis: "A Tutino arriva un avviso di garanzia dalla Procura di Caltanissetta - racconta l'ex esponente del clan Iacomino-Birra di Ercolano - sento Pietro Rampulla che gli spiega che si tratta di reati di strage. La sua cella era quasi di fronte alla mia, io ero alla 14, lui alla 4. Quando poi scendemmo a passeggio lo vedo un po' infuriato. 'Vitto', ma che c'hai, non te preoccupa', gli dico, lui invece in uno scatto d'ira sbotta: 'vuoi vedere che mo' mi fa arrivare anche il fatto della 126 di via D'Amelio?' Tutino era preoccupato per il 41bis, diceva 'mo' che me lo stanno per togliere questo fatto me lo blocca…'".
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25

Mar

2015

A Bologna con l'Agenda Rossa rivolta al cielo PDF Stampa E-mail
Scritto da Massimiliano Travaglini   
di Massimiliano Travaglini - 24 marzo 2015

Sabato 21 marzo 2015, nel primo giorno di “Primavera”, si è tenuta a Bologna la “Giornata della memoria e dell’impegno” promossa dalle associazioni “LIBERA” di Don Luigi Ciotti ed “AVVISO PUBBLICO” nel ricordo delle oltre ottocento (800!) Vittime innocenti di mafia e di terrorismo. Alla manifestazione ha preso parte ufficialmente anche l’Associazione delle “Agende Rosse” di Salvatore Borsellino con i propri iscritti/attivisti confluiti da tutt’Italia. Obiettivo della partecipazione del Movimento Agende Rosse è stato anche quello di esprimere pubblicamente il proprio sostegno a tutti i Magistrati, Forze dell’Ordine ed Investigatori impegnati nelle indagini sui rapporti tra mafie e potere. In particolare, gli aderenti al Movimento hanno espresso la propria vicinanza al PM palermitano Nino Di Matteo destinatario di un progetto di morte già emanato da “cosa nostra” (mafia) e a tutti i rappresentanti dello Stato vittime di campagne di delegittimazione oltre che a rischio della stessa vita per aver scelto di rendere viva la Costituzione nella propria professione.
Dopo una lunga, notturna, ma intensa attesa dell’orario di partenza, anche dall’Abruzzo e, precisamente da Pescara, è partito un pullman alla volta di Bologna, altri partecipanti alla manifestazione si sono aggiunti a Montesilvano e Silvi.  Sullo stesso pullman si sono ritrovati soprattutto ragazze e ragazzi degli Scout, coordinati dalle referenti Carla e Silvia di Silvi, oltre che altre persone aderenti a “Libera” ed al movimento delle “Agende Rosse”.
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28

Mar

2015

Mannino e il suo rapporto con il giudice Borsellino: la replica di Salvatore Borsellino PDF Stampa E-mail
Scritto da Salvatore Borsellino   
di Salvatore Borsellino - 27 marzo 2015

A fronte delle dichiarazioni rese da Mannino in merito a colloqui che avrebbe avuto con Paolo Borsellino e ad un “certo rapporto di amicizia” che avrebbe intrattenuto con lui, non posso che esprimere tutto il mio disgusto su questi indegni tentattivi di far parlare i morti mettendo nella bocca di Paolo parole che non avrebbe mai detto e considerazioni che non avrebbe mai fatto.
Paolo aveva pochi veri amici e tra questi non c’era e non poteva certamente esserci un personaggio come Calogero Mannino, un personaggio che era stato messo da Totò Riina al primo posto, insieme a Salvo Lima, dei politici sui quali esercitare la propria vendetta, eliminandoli perché non avevano rispettato i patti.
E se Riina poteva  considerare quei patti non rispettati vuol dire che quei patti c’erano stati e che a Riina ed ai suoi accoliti era stata assicurata quell’impunità della quale sempre avevano goduto e che era stata spezzata dal passare in giudicato delle sentenze del maxi-processo. Se oggi Mannino può fare parlare i morti è soltanto perché Paolo è stato ucciso grazie a quella scellerata trattativa che lo stesso Mannino, secondo l’impianto del processo che si svolge a Palermo, chiese a pezzi deviati dello Stato di avviare e che, salvando la vita a lui e liberandolo dal terrore di fare la fine di Salvo Lima e di Ignazio Salvo, richiese l’eliminazione di Paolo Borsellino, che per il procedere della trattativa costituiva un ostacolo insormontabile.
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26

Mar

2015

'19 luglio 1992: una strage di Stato' - Ciriè (TO), 27/03/2015 PDF Stampa E-mail
Scritto da Patrizia Battagliotti   
di Patrizia Battagliotti - 26 marzo 2014

Nella serata del 27 Marzo, a Ciriè, alle ore 21.00, presso la Sala Conferenze di C.so Nazioni Unite 32, verrà proiettato il Film "19 Luglio 1992 - Una strage di Stato". Alla serata sarà presente il Movimento delle Agende Rosse di Torino, tutti i Cittadini partecipi e tramite collegamento skype interverrà Salvatore Borsellino. Il film trae alimento dalla storia che Paolo Borsellino ha contribuito a "scrivere" con il suo vissuto di Uomo, Marito, Padre e Magistrato impegnato nella lotta alla Mafia. Dal racconto che il fratello Salvatore ne fa, ripercorrendo il vissuto dall'infanzia sino al suo tragico epilogo, insieme al figlio Manfredi, ai colleghi, ai giornalisti, ne esce l'Uomo Integro, Onesto, Eretto il quale non si è piegato al mal costume dilagante restando fedele ai principi morali, onorando il proprio mandato e che pagando con la propria vita ha lasciato un esempio indelebile su quanti lo conobbero e lo stimarono. Ad oggi, con amore e determinazione, Salvatore Borsellino insieme al Movimento delle Agende Rosse portano avanti una battaglia di legalità, di conoscenza e di esempio per tutti soprattutto ai tanti giovani che avvicinano nei loro meeting, nelle scuole, nelle piazze, fra la gente. E rubando una delle frasi di Paolo: "Se la gioventù le negherà il consenso, anche l'onnipotente e misteriosa mafia, svanirà come un incubo".

Patrizia Battagliotti
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25

Mar

2015

Agende Rosse: legalità, ne parliamo a Varese con Rita Borsellino PDF Stampa E-mail
Scritto da Agende Rosse “ Paolo Borsellino e Giovanni Falcone “ Varese   
di Agende Rosse “Paolo Borsellino e Giovanni Falcone“ Varese - 25 marzo 2015

Continuano gli incontri nelle scuole sul tema della legalità in cui è coinvolto il gruppo delle Agende Rosse “Giovanni Falcone e Paolo Borsellino” di Varese. Il prossimo, organizzato dall’Istituto Comprensivo di Varese 2 “SILVIO PELLICO”con la partecipazione di 1000 studenti, si terrà mercoledì 1° aprile 2015 alle ore 9:15 presso il Teatro UCC di Varese, in Piazza della Repubblica.
Ospite della giornata sarà Rita Borsellino che, in un momento come quello attuale in cui la corruzione sembra aver intaccato ogni aspetto della nostra vita, ci aiuterà a capire come riuscire ad infondere in ognuno di noi il giusto senso della legalità e giustizia.

E come diceva Paolo Borsellino: "Purtroppo i giudici possono agire solo in parte nella lotta alla mafia. Se la mafia è un'istituzione antistato che attira consensi perchè ritenuta più efficiente dello stato, è compito della scuola rovesciare questo processo perverso, formando giovani alla cultura dello stato e delle istituzioni "

La partecipazione è gratuita: vi aspettiamo numerosi!

Agende Rosse “Paolo Borsellino e Giovanni Falcone“ Varese




 
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Petizione Agostino

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