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In Primo Piano

'Una festa per dire NO' - Milano, 1 dicembre 2016
di ARCI Lombardia - 27 novembre 2016

Giovedì 1 dicembre alle 20,30, una festa per dire No al Referendum costituzionale nel Salone Di Vittorio della Camera del Lavoro metropolitana di Milano in Corso di Porta Vittoria, 43. Saluti di Massimo Bonini, Segretario Generale della Camera del Lavoro metropolitana di Milano. Partecipano: Roberto Cenati, Gianni Barbacetto, Salvatore Borsellino, Maria Agostina Cabiddu, Massimo Cortesi, Nando Dalla Chiesa, Stefano Innocenti, Moni Ovadia.
La musica di 'Renato Franchi e l'orchestrina del suonatore Jones' e il coro 'suoni e l'Anpi' faranno da contrappunto agli interventi dei relatori.
Difendiamo la Costituzione il 4 dicembre, vota No.


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Appuntamenti

04

Dic

2016

Solidarietà al Magistrato Caruso PDF Stampa E-mail
Scritto da Movimento Agende Rosse   

di Movimento Agende Rosse - 4 dicembre 2016

Il Movimento delle agende rosse si schiera al fianco del dott. Francesco Maria Caruso, presidente del tribunale di Bologna e presidente del processo Aemilia, vittima di strumentalizzazioni politiche.

Il magistrato è finito al centro di polemiche strumentali per aver scritto il suo pensiero in merito alla riforma costituzionale, cercando di richiamare l’attenzione del popolo su una riforma che mette in pericolo lo stato democratico. Un post dal quale scaturisce il suo profondo orgoglio e amore nei confronti della nostra Costituzione che, come ha ribadito, racconta con fierezza nelle scuole, nelle comunità e nei circoli. Un post impropriamente “rubato” da alcuni giornalisti e dato in pasto alla stampa, riportandolo in forma di articolo con la firma dello stesso magistrato. L’attacco mediatico è arrivato con una efficienza e rapidità a dir poco stupefacenti. Attacco mediatico che ha fatto presto il giro di tutti i maggiori telegiornali e quotidiani a livello nazionale. Quotidiani che, in taluni casi, hanno pensato bene di “storpiare” alcuni passaggi del post immaginiamo, senza voler essere troppo maliziosi, per rendere più “appetibile” la notizia. Perché una tale attenzione? Il fatto è che Francesco Maria Caruso è il presidente del Tribunale di Bologna.

Le reazioni di una parte del mondo politico, e non solo, sono state altrettanto rapide e accompagnate da una dialettica feroce che talvolta hanno sfiorato il confine dell’offesa.

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28

Nov

2016

Vent'anni di sospetti e un'inchiesta suicida. Così il delitto Caccia resta senza colpevole PDF Stampa E-mail
Scritto da Ottavia Giustetti   

di Ottavia Giustetti - 28 novembre 2016

Era già stato sotto inchiesta a Milano, Rocco Schirripa, vent' anni fa. Era sospettato anche allora dell'omicidio del procuratore capo di Torino, Bruno Caccia. Ma in procura nessuno se ne è accorto.

Nessuno ricordava, e non era neppure tra gli atti dei difensori, quel "fascicolo fantasma", aperto il 13 novembre 1996 dal pm Giovanbattista Rollero, sulla scia delle dichiarazioni del pentito Vincenzo Pavia, raccolte dalla procura di Torino. È l' indagine che potrebbe chiudere per sempre ogni speranza di trovare un colpevole in questo processo infinito e tormentato.

I magistrati hanno commesso un errore di procedura, dimenticando o non sapendo che esisteva questa inchiesta. E hanno saltato un passaggio, omettendo di farsi autorizzare la riapertura delle indagini.

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28

Nov

2016

Omicidio Caccia, la famiglia chiede l'avocazione dell'indagine su Cattafi e Latella PDF Stampa E-mail
Scritto da Aaron Pettinari   

di Aaron Pettinari - 28 novembre 2016

Il processo contro il presunto killer del giudice Bruno Caccia rischia l’azzeramento, dopo il “vizio procedurale” con cui era iniziata la nuova inchiesta del 2015. Una notizia “sconcertante” per la famiglia Caccia che da trentatre' anni attende una completa verità sull’assassinio in merito alla causale del delitto, sulla rete di cointeressenze che hanno portato all’omicidio e sui depistaggi che sono stati perpetrati nel corso del tempo. Proprio Fabio Repici, legale della famiglia Caccia, commentando la richiesta di scarcerazione di Rocco Schirripa presentata dalla Procura di Milano, aveva ricordato che l’impegno non si sarebbe interrotto e che lo stesso sarebbe proseguito “in coerenza con la dedizione che ci ha accompagnato fino a oggi”.

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29

Nov

2016

Paola Caccia: 'Sconcertante l'errore fatto dalla procura sull'omicidio di mio padre' PDF Stampa E-mail
Scritto da Paolo Griseri   
di Paolo Griseri - 29 novembre 2016

TORINO -
La cosa più difficile? "Imparare a non sorridere. Io non posso sorridere. Ogni mio sorriso, anche in fotografia, è inevitabilmente una stonatura". Non succede solo oggi. Si capisce che a Paola Caccia capita da almeno 33 anni, da quando, una sera di giugno, suo padre Bruno, il Procuratore Capo di Torino, è stato ucciso sotto questa casa, alla base della collina torinese. Cinque giorni fa il pm di Milano ha chiesto l'interruzione del processo contro il presunto autore dell'omicidio, il panettiere Rocco Schirripa, per un vizio di forma.

Signora Paola, ancora un rinvio per conoscere la verità?
"È sconcertante. Siamo rimasti tutti senza parole. Soprattuto perché gli elementi di prova acquisiti nell'ultimo anno andranno irrimediabilmente in fumo".

Pensavate di essere vicini alla verità?
"La verità è una parola grossa. Anche se si accertasse che Schirripa è l'esecutore materiale dell'omicidio di mio padre, quello sarebbe un pezzo molto piccolo della verità".
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28

Nov

2016

Faccia da Rondolino PDF Stampa E-mail
Scritto da Movimento Agende Rosse - Gruppo 'Paolo Borsellino' - Torino   

di Movimento Agende Rosse - Gruppo 'Paolo Borsellino' - Torino - 28 novembre 2016

Il giornalista Fabrizio Rondolino dell’Unità definisce "Black-Block" Roberto Scarpinato in quanto il magistrato colleziona nel suo intervento “un concentrato di bufale e di sciocchezze” a sostegno del NO alla riforma. Quali sarebbero queste bufale secondo l'articolo di Rondolino?
La prima: Scarpinato sostiene che “La riforma abroga l’art. 58 che sancisce il diritto dei cittadini ad eleggere i senatori, e con ciò stesso svuota di contenuto l’art. 1 della Costituzione, che stabilisce che la sovranità appartiene al popolo”. Tale affermazione è definita “bufala” da Rondolino perché è mai “possibile che un procuratore della Repubblica non sappia che i nuovi senatori saranno eletti contestualmente ai consiglieri regionali, e che i consiglieri regionali sono eletti a suffragio universale?

Mi chiedo come Rondolino possa, con una sola frase, dire ben due sciocchezze.

  1.    L’articolo 58 è stato abrogato (proprio così!) dalla riforma Boschi-Verdini.
  2.    L’elezione contestuale (in realtà il termine corretto è ‘in conformità’) dei senatori, prevista dal modificato articolo 57, non è un’elezione diretta.
Oltretutto, la procedura di elezione prevista da quest’ultimo articolo, rimanda ad una tabella, allegata alla riforma, che prevede il limite di soli 2 senatori per 10 regioni e Province su 20.

Rondolino, potrebbe spiegare a noi semplici cittadini, come sarà rispettata questa benedetta conformità alle scelte che esprimeremo in sede di elezione dei nostri consigli regionali? E’ chiaro che solo 1 consigliere sarà eletto senatore e, com’è logico immaginare, solo il partito di maggioranza potrà esser rappresentato nel nuovo Senato.

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28

Nov

2016

A rischio il processo per l'omicidio Caccia, la figlia Paola: 'Non è solo distrazione' PDF Stampa E-mail
Scritto da Lorenzo Baldo   
di Lorenzo Baldo - 28 novembre 2016

“Non posso credere che si tratti solo di una distrazione. Che comunque è ugualmente una mostruosità, perchè i processi non dovrebbero essere fatti con una tale leggerezza. E se non è una distrazione non riesco a capire di cosa si tratta”. Al telefono la voce di Paola Caccia, figlia del magistrato assassinato il 26 giugno 1983, non tradisce rabbia o dolore, solamente tanta dignità e un senso profondo di disorientamento. Le chiedo quale sia stato il primo pensiero alla notizia di questo gravissimo errore “tecnico” che gravita sul processo per l'omicidio di suo padre. “Il primo pensiero è stato un vero e proprio punto interrogativo: tanta incredulità. Arrivi a domandarti come si sia potuto verificare un errore così grosso. E non riesci davvero ad immaginarlo... Dopo l'ultima udienza di mercoledì scorso ero tornata a casa un po' più sollevata: mi era sembrato che fossimo riusciti ad aprire uno spiraglio in un 'muro' che abbiamo sempre percepito fin dalle prime udienze. Ogni volta che ponevamo delle osservazioni o delle domande venivano sempre rispedite al mittente con la motivazione che queste non avevano nulla a che fare con Rocco Schirripa. Ci veniva detto che non eravamo lì per indagare sul movente, sulla motivazione del delitto, ma solo per fare luce su ciò che riguardava Schirripa... Sono arrivati a dirci questo: l'ho trovato semplicemente pazzesco!”. La figlia del giudice Caccia ricorda che proprio all'ultima udienza il Presidente della Corte di Assise, Illio Mannucci Pacini, aveva eccepito l'istanza del loro avvocato, Fabio Repici, accogliendo la sua richiesta di poter interrogare il boss Angelo Epaminonda. “A breve, quindi, il nostro legale avrebbe potuto interrogare Epaminonda per approfondire la questione Belfiore, così come le vicende che ruotano attorno al Casinò di Saint Vincent ed altro ancora. Mi sembrava davvero una piccola apertura e ricordo di essermi sentita un po' più ottimista. L'interrogatorio di Placido Barresi non si era ancora concluso e, a parer nostro, riservava ancora risvolti interessanti, a breve avremmo potuto interrogare anche Ciccio Miano e invece improvvisamente si fermato è tutto. E' come se mi fosse cascato addosso un macigno...”.
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Petizione Agostino

Fino all'ultimo giorno della mia vita

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