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In Primo Piano

Programma eventi 17-18-19-20 luglio 2015 - Palermo

di Movimento Agende Rosse - 1 luglio 2015

Il Movimento Agende Rosse, in occasione del XXIII Anniversario della strage di via D'Amelio, organizza a Palermo una serie di iniziative nelle giornate comprese tra venerdì 17 e lunedì 20 luglio 2015. Gli eventi sono organizzati in collaborazione con il periodico AntimafiaDuemila, Il Fatto Quotidiano, Scorta Civica Palermo, il
Sindacato Italiano Appartenenti Polizia (SIAP), il Centro Studi Paolo Borsellino, il Laboratorio Zen Insieme, l'Agesci e con il patrocinio del comune di Palermo. Di seguito il programma preliminare delle iniziative (ultimo aggiornamento: domenica 5 luglio).


Venerdì 17 luglio 2015


Ore 17,00 - Inaugurazione della 'Casa di Paolo' in via Vetriera con Salvatore e Rita Borsellino con la partecipazione di Lina La Mattina, Michelangelo Balistreri, Francesca Amato, Maurizio Bologna,Vito Parrinello, Giusi Contrafatto, Gaetano Interlandil, del teatro Ditirammu (Marco Manera e Vito Parrinello) e di Angelo Sicilia (museo dei pupi antimafia). All'evento parteciperanno Luigi de Magistris (sindaco di Napoli) e Renato Accorinti (sindaco di Messina) (siamo in attesa di conferma della partecipazione anche di altri ospiti che sono stati invitati).

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Appuntamenti

07

Lug

2015

Aldrovandi, la madre ritira querele contro Giovanardi e i poliziotti Maccari e Forlani PDF Stampa E-mail
Scritto da Marco Zavagli   

di Marco Zavagli - 7 luglio 2015

“Ritiro le querele perché sono convinta che una sentenza di condanna non potrebbe cambiare persone che costruiscono la loro carriera sull’aggressività e sul rancore. Non ci potrà mai essere un dialogo costruttivo, perciò addio”. Patrizia Moretti, affiancata dal marito Lino Aldrovandi e dal senatore Luigi Manconi, annuncia che rimetterà le denunce nei confronti di Carlo Giovanardi, del segretario nazionale del Coisp Franco Maccari e dell’agente di polizia Paolo Forlani. E con esse verrà appesa alla parete dei ricordi anche la battaglia #vialadivisa, per la destituzione dei quattro agenti condannati in via definitiva per l’omicidio colposo di Federico. Una decisione che segue “l’orrore e gli errori, con la morte e dopo la morte di Federico – spiega la madre -. La mancanza di provvedimenti non guarda al futuro, non protegge i diritti e la vita: non tutela nemmeno l’onestà delle forze dell’ordine. Ho chiesto risposte alla giustizia e la giustizia ha riconosciuto che Federico non doveva morire così”.
 

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04

Lug

2015

Insidie e veleni nella vita di un familiare di vittima di mafia (e Stato) PDF Stampa E-mail
Scritto da Salvatore Borsellino   
di Salvatore Borsellino - 4 luglio 2015

Bisogna convincersi. Se hai la sventura di essere fratello, figlio o congiunto di un poliziotto, di un magistrato, di un giornalista ucciso dalla mafia, o peggio, dalla mafia insieme allo stato deviato, non ti restano che due possibilità. O sparisci, taci, ti nascondi, non fai sapere neanche che esisti, ed allora, se sei parente di una vittima di serie A (!), ti toccherà soltanto, ad ogni anniversario, di essere cercato da qualche giornalista che ti chiederà qualche ricordo, possibilmente toccante, del tuo congiunto, per fare commuovere i suoi lettori, o, se sei parente di una vittima di serie B (!) non ti cercherà nessuno, così come verrà ignorato e dimenticato il tuo congiunto. Oppure, se sceglierai di cercare con tutte le tue forze la VERITA’ e la GIUSTIZIA e di lottare per la memoria del tuo congiunto, allora rassegnati, non avrai scampo, sia che tu sia congiunto di una vittima di serie A che di una vittima di serie B. Ti accuseranno di sfruttare la tua condizione privilegiata (!) di congiunto di una vittima, di fare di professione il fratello o il figlio dello stesso, terranno d’occhio tutte le tue mosse, chi abbracci, chi saluti, chi frequenti, ti accuseranno di avere dei problemi mentali, ti diranno che il tuo congiunto si rivolterebbe nella tomba a fronte dei tuoi comportamenti, ti diranno che il tuo congiunto non avrebbe mai detto quello che tu dici, che non si sarebbe mai comportato come te, e questo anche se sono moralmente complici di quelli che lo hanno ucciso per non fargli più dire quello che diceva, per non farlo più parlare e potere essere loro, e soltanto loro, gli interpreti o meglio i mistificatori del suo pensiero e delle sue parole.
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01

Lug

2015

Addio Liana PDF Stampa E-mail
Scritto da Movimento Agende Rosse   
Movimento Agende Rosse - 1 luglio 2015

Si è spenta una delle menti più argute e resistenti del movimento delle Agende Rosse, Liana Romano. A darne triste notizia il suo amato Mauro Barbanti, anch'egli stimatissima agenda rossa.

"Addio meraviglioso amore mio dal cuore immenso e dall'intelligenza unica. Abbiamo vissuto 41 anni di un amore profondo e vero e nulla avrebbe mai potuto separarci se non la morte che, crudele e spietata, ci ha colpiti senza darci nessuna possibilità nonostante i nostri disperati tentativi per allontanarla e che alla fine ci ha vinti in soli 26 giorni di ricovero ospedaliero. Grazie per i tuoi insegnamenti unici, per il tuo sorriso, per la tua gioia e voglia di vivere e per i figli meravigliosi che non avresti mai voluto smettere di veder crescere con il tuo amore infinito per loro.
Mentre era ricoverata, Liana Romano mi aveva chiesto di portare un suo ultimo fortissimo ed affettuoso abbraccio a tutti i suoi amici a cui teneva tantissimo. Il suo funerale si terrà sabato 4 luglio 2015 a Ferrara: Liana partirà dalla camera ardente del Sant'Orsola di Bologna alle ore 9:30 ed arriverà a Ferrara per la cerimonia funebre che si terrà presso il Famedio dei Caduti nella Certosa di Ferrara alle ore 10:40. Durante la messa dedicata a lei le daremo l'ultimo saluto, prima della sepoltura che avverrà subito dopo sempre in Certosa a Ferrara. Grazie a tutti gli amici che le hanno voluto bene e ancora un abbraccio fortissimo."
 

Il movimento delle Agende Rosse e la redazione del sito 19luglio1992.com si stringono in un forte abbraccio a Mauro e ai figli di Liana.

Movimento Agende Rosse
 

06

Lug

2015

Strage Borsellino, Sarti a Orlando: 'A che punto sono le indagini sul depistaggio?' PDF Stampa E-mail
Scritto da Lorenzo Baldo   
di Lorenzo Baldo - 6 luglio 2015

A che punto sono le indagini sul depistaggio per la strage di Via D’Amelio? Quali sono gli sviluppi investigativi sui tre funzionari di Polizia Vincenzo Ricciardi, Mario Bo e Salvatore La Barbera, ex componenti del gruppo “Falcone e Borsellino” diretto dall’ex Questore (deceduto) Arnaldo La Barbera? Il senso di queste domande è contenuto nell’interrogazione parlamentare rivolta al Ministro della Giustizia, Andrea Orlando (pubblicata lo scorso 4 luglio sul sito della Camera), a firma dei parlamentari Cinque stelle Giulia Sarti, Francesco D’Uva e Vittorio Ferraresi. I tre deputati chiedono espressamente al Ministro Orlando se intenda richiedere informazioni in merito al procedimento per calunnia a carico di Bo, Ricciardi e La Barbera “visto il lungo periodo di tempo trascorso dalla iscrizione nel registro degli indagati” di costoro. Gli on. Sarti, D’Uva e Ferraresi domandano inoltre se il Ministro “non ritenga di disporre un’ispezione presso la Procura della Repubblica di Caltanissetta ai fini della valutazione dei presupposti per l’esercizio dei poteri di competenza”. L’interrogazione va immancabilmente a toccare i nervi scoperti di indagini delicatissime. Seguendo un filo logico si sarebbe potuto anche chiedere in merito all’ex Direttore dell’Unità Centrale Informativa del Sisde, Luigi De Sena, grande amico dello stesso La Barbera, sul quale permangono ancora delle ombre.
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04

Lug

2015

'Bruno Caccia è stato ucciso per il futuro' PDF Stampa E-mail
Scritto da Marco Bertelli   
di Marco Bertelli - 4 luglio 2015

Il 26 giugno 1983 il Procuratore Capo della Repubblica di Torino, Bruno Caccia, fu ucciso mentre passeggiava con il suo cane nei pressi della propria abitazione. I processi celebrati sull'omicidio del magistrato hanno permesso di identificare il mandante del delitto in Domenico Belfiore che è stato condannato alla pena dell’ergastolo. Il movente che spinse Domenico Belfiore a deliberare l’omicidio del dottor Caccia è stato individuato nella costante azione di contrasto che il magistrato esercitava nei confronti del gruppo criminale guidato da Belfiore. Tuttavia, nulla è emerso durante i dibattimenti sui nomi degli esecutori dell’omicidio e su eventuali altri mandanti rimasti nell’ombra.
Questo lavoro ha l'obiettivo di incrociare, con riferimento all'omicidio del dottor Caccia,
gli atti istruttori presenti nel fascicolo processuale con alcuni elementi emersi negli ultimi anni. Obiettivo di questa analisi è individuare spunti d'indagine che possano risultare utili per riaprire l'inchiesta sul delitto.

Il lavoro è articolato in sette sezioni:

1) L'omicidio del dottor Bruno Caccia
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30

Giu

2015

Le Agende Rosse membro permanente della Commissione Consiliare Speciale di promozione della cultura della legalità e del contrasto dei fenomeni mafiosi della città di Torino PDF Stampa E-mail
Scritto da Movimento Agende Rosse – gruppo “Paolo Borsellino”   
di Movimento Agende Rosse  – gruppo “Paolo Borsellino” - Torino-  30 giugno 2015

 


La Commissione Consiliare Speciale di promozione della cultura della legalità e del contrasto dei fenomeni mafiosi di Torino, si avvale della collaborazione di invitati permanenti, rappresentanti di istituzioni e società civile, che a vario titolo sono impegnate nel contrasto alla criminalità organizzata e nella tutela e diffusione della cultura della legalità.

Considerato il positivo rapporto di collaborazione instauratosi con il Movimento delle Agende Rosse, che ha portato all’importante riconoscimento della Cittadinanza onoraria al giudice Antonino Di Matteo lo scorso 8 giugno, invita il Movimento delle Agende Rosse alla partecipazione permanente ai propri lavori, e nello specifico Carmen Duca in qualità di rappresentante sul territorio di Torino del Movimento. 

La Commissione, istituita il 19 marzo del 2012, nasce come strumento per l’analisi, la prevenzione e il contrasto delle infiltrazioni mafiose nelle sue varie manifestazioni, oltre che di promozione della cultura della legalità e di sostegno alle Forze dell’ordine, alla Magistratura, alle associazioni impegnate nella difesa della legalità.Il suo lavoro è volto alla sensibilizzazione della cittadinanza, dei giovani e delle scuole sui temi della cultura della legalità democratica. Opera inoltre, in collaborazione con il Consiglio regionale del Piemonte, con il Consiglio della Provincia di Torino e con il Consiglio della città metropolitana, per l’analisi, il confronto e la divulgazione delle buone pratiche adottabili per prevenire o contrastare la penetrazione di fenomeni mafiosi, in primo luogo nelle attività pubbliche.

Onorati dell’incarico, cercheremo di assolvere a questo compito con  impegno e dedizione, nella speranza di contribuire, a partire dalla nostra città, a rendere concreto quel “fresco profumo di libertà”  tanto caro a Paolo Borsellino.

 


Movimento Agende Rosse – gruppo “Paolo Borsellino” - Torino

 

 
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Petizione Agostino

Fino all'ultimo giorno della mia vita

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