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In Primo Piano

Ciao Angelina
di Movimento Agende Rosse - 31 luglio 2014


ringraziamo Chiara Manetti per la foto

Oggi ci ha lasciati una persona speciale. Un'agenda rossa della prima ora che ha contribuito a far nascere questo movimento e questo sito donandoci una delle due cose che di più prezioso aveva al mondo: sua figlia Martina. Era con noi quando è nato il movimento, nel luglio del 2009, ma era andata in via D'Amelio anche l'anno precedente, con sua figlia, nel momento in cui Salvatore Borsellino decise che quella via non sarebbe più stata profanata dagli "avvoltoi di Stato".
Ha lottato sempre per aiutare chi si trovava in difficoltà, non importava se fossero persone che amava, dei perfetti sconosciuti o il suo Paese. Ed ha lottato fino all'ultimo anche contro la malattia che alla fine l'ha portata via... portata via ma non sconfitta, perché le persone come lei vincono sempre, perché rimangono nei cuori e nei pensieri di chi le ha conosciute.

Tutta la redazione di questo sito e il Movimento delle Agende Rosse si stringono attorno a Martina, Giulia, Luciano e Maria.
Ciao, Angelina, guardaci da lassù e continua a sorriderci, noi continueremo a lottare anche per te.

Federica, Salvatore, Marco e Angelo (30 luglio 2014)



 

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Appuntamenti

19

Ago

2014

Il pellegrino Salvatore Borsellino:«Porterò l’agenda rossa al Papa» PDF Stampa E-mail
Scritto da redazione IlCittadino.it   
di redazione IlCittadino.it - 18 agosto 2014

C’è un terreno sul quale Salvatore Borsellino crede necessario far camminare le parole: è la speranza. Quella che aveva il fratello Paolo, il magistrato antimafia ucciso nell’agguato mafioso di via D’Amelio a Palermo il 19 luglio 1992, la stessa che Salvatore ha coltivato, smarrito, ritrovato e perso di nuovo. Senza, dice di non «avere diritto di parlare». Per raccoglierne germogli nuovi, il 3 agosto l’ingegnere palermitano oggi 72enne si è messo in cammino, e dal passo del Gran San Bernardo da dov’è partito, è giunto domenica pomeriggio a Orio Litta, quindicesima tappa di un pellegrinaggio lungo la via Francigena che lo condurrà a Roma. Ad accoglierlo c’erano il sindaco Pierluigi Cappelletti, la moglie Daniela e il presidente Cri di Ospedaletto Angelo Nava. In mano stringe l’agenda rossa, una riproduzione del taccuino su cui Paolo Borsellino annotava riflessioni inerenti le sue indagini. Come tutti sanno quell’agenda è scomparsa, meglio, «è stata fatta sparire», scandisce il fratello Salvatore che intende riportarla a casa, in via Vetriera nel quartiere della Kalsa a Palermo, dove la famiglia Borsellino visse 15 anni.

Da cosa nasce l’urgenza di partire?

«Dopo la morte di Paolo, obbedendo a una promessa fatta a mia madre, cominciai ad andare ovunque mi chiamavano per raccontare la “verità”.

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18

Ago

2014

Agrigento, testimone giustizia si incatena in prefettura: Stato mi aiuti PDF Stampa E-mail
Scritto da redazione LaPresse   
Agrigento, testimone giustizia si incatena in prefettura: Stato mi aiutidi  redazione LaPresse - 18 agosto 2014

Palermo, 18 ago. (LaPresse) - E' rimasto per tutta la notte incatenato davanti alla Prefettura di Agrigento per chiedere l'attenzione delle istituzioni nei confronti della sua situazione economica. Ignazio Cutrò, imprenditore e testimone di giustizia di Bivona, che ha denunciato e fatto condannare i suoi estorsori, ha messo in atto la sua protesta contro lo Stato.

"Sono mesi che attendo una risposta da parte del ministero dell'Interno - dice all'agenzia LaPresse -. Ho deciso di restare nel programma di protezione senza fuggire dalla Sicilia, ma cercando di rimettere in piedi la mia azienda edile, e non ricevo alcun tipo di sostegno dallo Stato. Ho provato a rimettere in piedi la mia azienda ma non ho ricevuto alcuna commessa e ora non riesco più neanche a fare la spesa. Al prefetto - prosegue Cutrò - ho anche segnalato diversi problemi che riguardano la mia sicurezza e quella della mia famiglia".

L'intenzione dell'uomo era quella di uscire dal programma di protezione per i testimoni di giustizia, ma la protesta è rientrata dopo l'incontro con il prefetto di Agrigento, Nicola Diomede: "Ero deciso a uscire dal programma, credo che allo Stato io non interessi più. Il prefetto mi ha però assicurato che farà il possibile per segnalare la mia situazione e risolvere il problema", conclude l'imprenditore di Bivona.

da: LaPresse.it

 

18

Ago

2014

San Giovanni in Fiore, danneggiata l'auto del giornalista Emiliano Morrone PDF Stampa E-mail
Scritto da Redazione Corriere della Calabria   

di Redazione Corriere della Calabria - 17 agosto 2014

SAN GIOVANNI IN FIORE (CS). L'auto del giornalista Emiliano Morrone è stata danneggiata da sconosciuti a San Giovanni in Fiore. La notizia è stata resa nota dallo stesso Morrone il quale ha annunciato che presenterà denuncia sull'accaduto. Il danneggiamento è avvenuto mentre l'automobile, una Fiat Bravo, era parcheggiata nei pressi della scuola Gioacchino da Fiore. Il mezzo ha subìto danni al vetro anteriore. "Non è la prima volta - ha detto Morrone - che sono preso di mira". "Credo - ha aggiunto Morrone - che l'episodio di oggi sia da ricondurre al recente dibattito tenuto mercoledì scorso assieme al senatore Nicola Morra, al giornalista Luciano Regolo e all'avvocato Domenico Monteleone, nell'ambito del quale sono stati esposti fatti documentati su abusi del potere politico in Calabria e opinioni sulla necessità di un'informazione coraggiosa e libera". "Spero - ha concluso - che si faccia luce sulla vicenda e che eventuali testimoni si decidano a parlare". 
«È un atto contro Emiliano Morrone, un avvertimento chiaro, inequivocabile. Esprimiamo pronta solidarietà al nostro coordinatore per le relazioni esterne, per cui, insieme alla società civile, organizzeremo presto una fiaccolata a San Giovanni in Fiore». Lo dichiarano Michel Emi Maritato e Domenico Monteleone, presidente e legale di AssoTutela, dopo l’episodio che ha riguardato il giornalista calabrese, membro di AssoTutela, che a San Giovanni in Fiore (Cosenza) stamani ha trovato il parabrezza della propria auto interamente tagliato con una punta di diamante.

Redazione Corriere della Calabria





 

18

Ago

2014

Picchetto dei finanzieri per l’addio a Bruno Celotto PDF Stampa E-mail
Scritto da Ingrid Feltrin   

di Ingrid Feltrin - 17 agosto 2014

CASTELFRANCO VENETO. Ieri mattina nella chiesa di Salvarosa, centinaia di persona hanno salutato per l’ultima volta Bruno Celotto, il detective dello “Scandalo Petroli”. Una cerimonia carica di emozioni, a cui hanno partecipato parenti, amici, colleghi, personalità e autorità ma anche tante persone comuni desiderose di manifestare gratitudine al maresciallo della Guardia di Finanza che con il suo lavoro in inchieste importanti tra le quali lo “Scandalo Petroli”, ha saputo onorare la sua divisa, con onestà e coraggio.
Il feretro è stato salutato all’ingresso in chiesa dal picchetto d’onore dell’Associazione nazionale finanzieri d’Italia e dell’Anpi e al termine della cerimonia religiosa, con le note del “Silenzio” al quale è seguito un caloroso applauso spontaneo della folla.
«Come nel Magnificat, il cantico del Vangelo secondo Luca, Bruno ha “abbattuto i potenti dai troni e rimandato i ricchi a mani vuote”», ha detto nella sua omelia don Domenico Pilotto, ricordando come solo poche settimane fa Celotto si fosse recato in canonica per contribuire con un’offerta al restauro di un antico crocifisso del Cinquecento. «Bruno», ha poi aggiunto, «ha dato un contributo alla chiesa e al mondo perché fossero migliori. Prima o poi a tutti viene chiesto da che parte si è stati nella vita e Bruno ha saputo dire “no” al male perché soprattutto quando s’indossa una divisa si è chiamati a fare il bene».

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18

Ago

2014

Noi senza loro PDF Stampa E-mail
Scritto da Josephine Nicolaci   
caserma-lungaro-c-giancarlo-finessidi Josephine Nicolaci - 17 agosto 2014
 

Diciotto luglio duemilaequattordici, ventidue anni meno un giorno da quella data tragica incisa nella memoria collettiva, la strage di via D’Amelio - 19 luglio 1992 - e per la prima volta è accaduto.

E’ accaduto che la caserma Lungaro, a Palermo, riservata esclusivamente agli agenti di scorta, in una tarda mattinata assolata di un sentimento di contingenza tragica della vita, permettesse l’incontro con la società civile, rappresentata da qualche decina di persone sensibili, consapevoli, partecipi a un ingiusto dolore.

Ma quel che davvero si è compiuto è stata la perfetta fusione di sentimenti evocati da noi, che di altro ci occupiamo nella vita, evocati da loro, quotidianamente immersi in un pericoloso lavoro, evocati dai famigliari delle vittime, evocati da chi è assente, in forma assoluta e assolutamente innocente, assente per coraggio, per impegno, per scelta. Un rito in loro onore, testimone di una ferita non rimarginata, inevasa nei suoi molti perché, che affondano in trame che paiono inestricabili sotto la protervia di un potere finanziario-politico insano, malato, mortale e privo di fede umana, che vorrebbe affossarle per non restituirle al giudizio della giustizia, che seppur sempre mafiosamente minacciata emana testimonianze valorose della sua presenza.

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16

Ago

2014

Lampedusa, Minacce e insulti al nipote di Borsellino e alla compagna PDF Stampa E-mail
Scritto da Adnkronos   

di Adnkronos - 16 agosto 2014

"Ve ne dovete andare da quest'isola, voi forestieri avete rovinato Lampedusa, dovete morire tutti". A gridare questi insulti, insieme ad altre pesanti minacce e aggressioni verbali, è stato un gruppo di lampedusani contro Carmelo Gatani, nipote del giudice Paolo Borsellino, e la compagna, Paola La Rosa, che gestiscono un bed and breakfast a Cala Pisana a Lampedusa.

L'aggressione è avvenuta nella notte tra il 13 e il 14 agosto proprio davanti al bed and breakfast dei due. Paola La Rosa, attivista di Legambiente e anche tra i Fondatori del Comitato 3 ottobre, intorno a mezzanotte, dopo avere sentito schiamazzi e urla provenire dalla spiaggia dove c'era un gruppo di lampedusani, è uscita per chiedere di abbassare la voce. Ma è stata subito insultata. "Lurida bastarda, devi andare via" le hanno gridato insieme con altri improperi irripetibili.
 

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Petizione Agostino

Fino all'ultimo giorno della mia vita

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