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In Primo Piano

Omicidio Caccia, la famiglia torna a chiedere la riapertura delle indagini
(VIDEO INTEGRALE DELL' INCONTRO ALL'INTERNO)

Omicidio Caccia, legale famiglia: 'Alcuni magistrati a Torino e Milano sanno verità'

di Elena Ciccarello - 4 ottobre 2014




 
Mafia, ‘ndrangheta ed eminenze grigie: sono questi gli interessi che si nascono dietro l’omicidio di Bruno Caccia, il capo della Procura di Torino ucciso il 26 giugno 1983 e di cui non si conoscono ancora i killer. L’accusa arriva dai familiari del magistrato assassinato a colpi di pistola mentre portava a passeggio il cane sotto casa. Un omicidio clamoroso, unico caso di magistrato ucciso dalla ‘ndrangheta nel nord Italia, ancora avvolto dal mistero e inspiegabilmente dimenticato. Unico condannato il boss Domenico Belfiore, all’ergastolo come mandante. “Ci sono magistrati a Torino e Milano che sanno cosa è avvenuto a monte dell’attentato di Bruno Caccia e durante i depistaggi che lo hanno seguito”, ha denunciato ieri sera l’avvocato Fabio Repici, legale dei familiari di Caccia, durante un incontro pubblico organizzato dalla Commissione antimafia di Milano. “Il processo sulla morte del procuratore è stato gambizzato sin dall’inizio dal magistrato che in quegli anni conduceva le indagini, ovvero il pm Francesco Di Maggio”, ha accusato il legale.
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Appuntamenti

24

Ott

2014

Omicidio Manca, esclusa la famiglia dal processo PDF Stampa E-mail
Scritto da Miriam Cuccu   
di Miriam Cuccu - 23 ottobre 2014

Fuori dal processo i familiari di Attilio Manca, giovane urologo trovato morto in circostanze misteriose a Viterbo il 12 febbraio 2004. Dietro richiesta del pm Renzo Petroselli, il giudice Terzo ha infatti escluso dalle parti civili la famiglia Manca, rappresentata dai due legali Antonio Ingroia e Fabio Repici. Di fatto i familiari avevano facoltà di essere ammessi come parte civile al dibattimento, secondo il giudice, esclusivamente per il reato di omicidio colposo. Reato che però è ormai caduto in prescrizione, mentre l’unico che verrà contestato in aula sarà quello di cessione della droga che ha ucciso Attilio.
“E’ una vergogna inaudita – ha protestato l’avvocato Fabio Repici – Il degrado della giustizia sta arrivando a livelli cosmici e irredimibili”. Il legale difensore ha dichiarato che “l’atteggiamento tenuto ancora oggi dal pm Petroselli è la conclusione coerente dell’operato con il quale, dal momento del rinvenimento del cadavere di Attilio Manca, il pm ha dedicato tutti gli sforzi a processare moralmente il defunto trascurando di fare quel che doverosamente avrebbe dovuto al fine di ricercare la verità”.
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23

Ott

2014

Nasce il Movimento Agende Rosse - Gruppo Attilio Manca - Belluno PDF Stampa E-mail
Scritto da Movimento Agende Rosse   
di Movimento Agende Rosse - 23 ottobre 2013

Grazie al  Presidente dell'"Associazione Nazionale Amici Attilio Manca" Stefano De Barba nasce a Belluno il Movimento Agende Rosse - Gruppo Attilio Manca - Belluno.
Il neo portavoce del gruppo dichiara: "l
a nascita del gruppo di Belluno, oltre che dare nuovi input e infondere energie, inizia i passi su progetti condivisi sia in Veneto che in Friuli con l’amico Andrea Del Zozzo (portavoce del Gruppo Emanuela Loi - Udine) per un percorso che è nato qualche anno fa e per il quale spesso ci troviamo a spalleggiare l’un l’altro in diverse occasioni ed eventi."
Le Agende Rosse seguono sempre con particolare attenzione le vicende legate all'omicidio di Attilio Manca. Quello di Belluno è infatti il secondo gruppo intitolato al giovane urologo ucciso nel 2004 a Viterbo. I gruppi delle agende rosse sono intitolati alle vittime di mafia e anche se Attilio non è stato ancora ufficialmente riconosciuto tale, a modo loro, anche le Agende Rosse (come già Don Ciotti e Papa Bergoglio) vogliono dimostrare con forza la convinzione che, a porre fine alla vita di Attilio, sia stata la mafia.
Auguriamo un buon lavoro a Stefano

Movimento Agende Rosse
 

22

Ott

2014

Eletta la nuova portavoce delle Agende Rosse di Palermo PDF Stampa E-mail
Scritto da Agende Rosse gruppo Paolo Borsellino Palermo   
melilli-rosariadi Agende Rosse gruppo Paolo Borsellino Palermo - 22 ottobre 2014

Rosaria Melilli è la nuova coordinatrice del Movimento Agende Rosse “P. Borsellino” di Palermo. L’Assemblea degli attivisti del Movimento, riunitasi il 19 Ottobre 2014, ha eletto la professoressa Melilli, già da molti anni attivista delle Agende Rosse. La professoressa Melilli è docente della scuola secondaria di 1° grado “Borgese-XXVII Maggio”, che opera nel quartiere Pallavicino-Zen, dove è anche referente alla legalità e come tale è giornalmente impegnata nell’educazione di ragazzi, spesso in situazioni familiari difficili, ai valori della giustizia e della legalità.
“Quest’anno, oltre a seguire da vicino le udienze del processo sulla trattativa, vogliamo concentrare il nostro lavoro sulla documentazione degli atti processuali e sull’impegno delle scuole – dichiara Simone Cappellani coordinatore uscente del gruppo- per questo motivo abbiamo deciso di eleggere all'unanimità la professoressa Rosaria Melilli”
“Sono onorata della fiducia che il gruppo ripone nei miei confronti - ha detto la professoressa Melilli – e ho accettato l’incarico nell’ottica di un rinnovamento del mio impegno per la diffusione tra i giovani di un’autentica cultura dei valori di Verità e Giustizia”
Chiunque voglia unirsi al gruppo degli attivisti palermitani del movimento fondato da Salvatore Borsellino può scrivere un email a Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.
 

24

Ott

2014

Borsellino Quater, Contrada: 'Mannino mi disse di temere per la sua vita' PDF Stampa E-mail
Scritto da Aaron Pettinari   
di Aaron Pettinari - 23 ottobre 2014

“Nel periodo tra gli attentati di Capaci e di via D'Amelio Mannino mi disse che temeva per la sua incolumità”. L'ex dirigente del Sisde Bruno Contrada, condannato a 10 anni per concorso esterno in associazione mafiosa, ha deposto questa mattina davanti alla corte d'Assise nissena nel quarto processo per la strage di via D'Amelio, che vede imputati i boss Salvo Madonia e Vittorio Tutino, per strage, ed i falsi pentiti Vincenzo Scarantino, Francesco Andriotta e Calogero Pulci, per calunnia. La deposizione dell'ex 007 è stata contraddistinta anche da una certa animosità. Alla domanda di chiarimento del pm Stefano Luciani su un riferimento ad un'appunto anonimo impresso nella sua agenda e l'annotazione su un incontro con Mannino per “parlare segnalazione cc e minacce di pericolo di cui si trova” Contrada è andato in escandescenza. “Ma lei l'ha letto quell'anonimo? (riferendosi al cosiddetto Corvo 2)” e Luciani ha ribattuto: “Qui le domande le faccio io”, così all'ex Capo della Squadra Mobile di Palermo non è restato che rispondere. “Con Mannino ci incontrammo in quel periodo. Lui mi disse chiaramente di temere per la propria incolumità. Discutemmo anche di una segnalazione dei carabinieri su pericoli per la sua sicurezza. La segnalazione era partita dopo che era venuto a galla lo scritto anonimo. Mi era stato chiesto di indagare per saperne di più. Io mi scervellai ma quel documento appariva davvero incomprensibile per molti tratti. Ricordo che mi telefonò il generale Subranni, con il quale eravamo molto amici, e mi disse che voleva una copia di quell'appunto”.
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22

Ott

2014

'George, Nick e il mistero nastro distrutto' - Milano, 24 ottobre 2014 PDF Stampa E-mail
Scritto da Giovanni Mancuso   

di Giovanni Mancuso - 22 ottobre 2014

GEORGE, NICK E IL MISTERO DEL NASTRO DISTRUTTO
, brano per chitarra elettrica preparata, percussioni, strumenti accessori e scatola sonora. Dedicato alla vicenda della distruzione delle intercettazioni tra il capo dello Stato Napolitano e l'ex ministro dell'Interno Mancino.

La prima esecuzione del brano è per venerdì 24 prossimo presso l'Auditorium San Fedele di Milano:

venerdì 24 ottobre - ore 20.30

AUDITORIUM SAN FEDELE - MILANO


Flavio Virzì, chitarra elettrica
Simone Beneventi, percussioni
 
     
 
Fausto Romitelli (1963-2004)
Golfi d'ombra (1993)  - 6’
per un percussionista     
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21

Ott

2014

Chiude l’orchestra Falcone-Borsellino. «In Comune qualcuno ci ha ostacolati» PDF Stampa E-mail
Scritto da Luigi D'Angelo   

città invisibile internadi Luigi D'Angelo - 21 ottobre 2014

A un mese e mezzo dalla promessa dell’assessore al Patrimonio di una sede provvisoria per la fondazione La città invisibile nulla è stato fatto. Per motivazioni che la presidente Alfia Milazzo giudica «poco chiare». Come il giudizio contrastante del direttore generale e della commissione consiliare al Patrimonio sull’agibilità del centro Midulla, individuato come luogo per accogliere i bambini. A cui adesso andranno tolti gli strumenti.

«È trascorso un mese e mezzo da quando il Comune di Catania ci ha fatto la promessa di una sede. Purtroppo nulla è cambiato, nulla è stato fatto. A questo punto, come è previsto dal nostro statuto, dobbiamo togliere gli strumenti ai bambini perché siamo costretti a chiudere».

Alfia Milazzo parla con amarezza dell’epilogo della vicenda che colpisce l’orchestra infantile Falcone Borsellino. La promessa di una sede temporanea, in attesa di quella definitiva, aveva tenuto viva la speranza. Un atto di buona volontà da parte dell’assessore Giuseppe Girlando, che però oggi cozza con la rigidità della burocrazia, chiamata a frenare i desideri di tutti per ragioni che Alfia Milazzo giudica «poco chiare».

«Secondo alcuni consiglieri ci sarebbero a monte questioni politiche – spiega la presidente della fondazione La città invisibile – Ci hanno sempre visto come dei rompiscatole. Il centro Midulla poteva essere la giusta soluzione ma secondo l’architetto Areddia, direttore generale del Patrimonio, richiederebbe lavori urgenti e che necessitano di molto tempo. È un fatto strano, perché si tratta di un’ipotesi smentita da una dichiarazione della commissione al Patrimonio che, venti giorni fa, in seguito ad un sopralluogo in cui erano presenti gli stessi tecnici del Comune, aveva dichiarato che i locali erano perfettamente agibili».

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Petizione Agostino

Fino all'ultimo giorno della mia vita

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