Increase Font Size Option 6 Reset Font Size Option 6 Decrease Font Size Option 6
Home

Donazioni

Paypal o Carta di Credito:

Bonifico:
ASSOCIAZIONE LE AGENDE ROSSE
IBAN IT06E0306901631100000005354









 




In Primo Piano

Trattativa: Sabina Guzzanti e le Agende Rosse a Venezia
di Movimento Agende Rosse - 27 agosto 2014

Il prossimo 5 settembre, alle ore 18, a Venezia, nella sala della musica dell'hotel Ca' Sagredo (Campo Santa Sofia, 4198/4199), si terrà un incontro tra Sabina Guzzanti, in città per la presentazione alla Mostra del Cinema del suo film "La Trattativa” e la redazione del sito del Movimento Agende Rosse di Salvatore Borsellino (www.19luglio1992.com). Moderatrice la giornalista Sandra Amurri de Il Fatto Quotidiano.

L'incontro dal titolo "Lo Stato della Trattativa", promosso dal gruppo veneziano delle Agende Rosse “Eddie Walter Cosina” è stato realizzato con la collaborazione dell’Associazione “ITACA per la cultura della legalità e della responsabilità” e con il supporto dell'Associazione Veneziana Albergatori.

La serata, cui saranno invitati a dare il loro contributo i rappresentanti della stampa locale, sarà un'occasione per riproporre l'attualità del tema scottante delle connessioni tra i poteri politici e quelli delle organizzazioni criminali, sulla scorta delle ultime risultanze processuali e delle ricerche su cui si è basato il film di Sabina Guzzanti, del quale saranno proiettate alcune clips.
Leggi tutto...
 

Ordina un DVD o un'Agenda Rossa



Appuntamenti

01

Set

2014

Il cammino di un uomo libero PDF Stampa E-mail
Scritto da Alfia Milazzo   
di Alfia Milazzo - 1° settembre 2014

“Se sei un uomo libero, allora sei pronto a metterti in cammino”, scrive Thoreau. Camminare è un’azione legata intimamente alla libertà.
Dal 3 agosto scorso, un uomo libero ha iniziato un lungo cammino che lo condurrà in tre periodi diversi dalle Alpi valdostane sino alla sua città, Palermo. Il viaggiatore in questione è Salvatore Borsellino, fratello del giudice Paolo Borsellino, ucciso con la sua scorta in via D’Amelio il 19 luglio 1992. Su quella strage a tutt’oggi non si possiedono verità processuali definitive e a Palermo è in corso un processo in cui il PM Di Matteo sta mettendo in luce la sconcertante verità sulla trattativa tra la mafia e pezzi deviati dello Stato, trattativa di cui sarebbe venuto a conoscenza lo stesso giudice Borsellino, causandone il tragico assassinio. Oggi i giudici di Palermo impegnati nel processo “trattativa Stato-Mafia” sono minacciati di morte e vivono sotto scorta. Salvatore Borsellino e il suo movimento Agende Rosse (si chiama così in riferimento alla agenda rossa di Paolo Borsellino, trafugata in via D’Amelio, nella quale erano trascritti importanti informazioni utili a risalire ai reali mandanti della strage) hanno attivato una capillare sensibilizzazione dell’opinione pubblica sul processo e sui rischi che corrono i giudici del pool di Palermo.
Leggi tutto...
 

29

Ago

2014

Voto di scambio mafioso, la legge (come previsto) non funziona PDF Stampa E-mail
Scritto da Giuseppe Lo Bianco   

di Giuseppe Lo Bianco - 29 agosto 2014

C’era la busta con 5.000 euro in cambio di 60 voti, c’erano i boss della potente cosca di Resuttana, alla periferia occidentale di Palermo, presenti all’incontro con il candidato che portava la busta, ma per la Cassazione, che ha applicato la nuova legge sul voto di scambio approvata sei mesi fa, tutto ciò non basta: per condannare Antonello Antinoro, medico fisiatra, enfant prodige di Cuffaro soprannominato “Mister Preferenze” per gli oltre 25 mila voti raccolti alle Regionali del 2008, dice la Suprema Corte, bisognava provare che Antinoro sapeva non solo di poter contare sulla forza di intimidazione della cosca, ma anche che i boss si fossero impegnati con lui ad adoperarla
: “Ai sensi del nuovo articolo 416 ter c. p. – scrive il relatore Orlando Villoni nella sentenza 36382 depositata nei giorni scorsi, con cui ha rinviato alla Corte di appello per un nuovo giudizio la posizione di Antinoro, condannato a sei anni per voto di scambio mafioso – le modalità di procacciamento dei voti debbono costituire oggetto del patto di scambio politico-mafioso, in funzione dell’esigenza che il candidato possa contare sul concreto dispiegamento del potere di intimidazione proprio del sodalizio mafioso e che quest’ultimo si impegni a farvi ricorso, ove necessario”.  

Leggi tutto...
 

28

Ago

2014

Parole (e silenzi) come pietre PDF Stampa E-mail
Scritto da Giorgio Bongiovanni e Lorenzo Baldo   
via-damelio-repl-dg

di Giorgio Bongiovanni e Lorenzo Baldo - 27 agosto 2014

Analisi e osservazioni sul libro “Dalla parte sbagliata”


E’ del tutto legittimo che un avvocato possa scrivere un libro elencando l’iter e le conseguenze delle false dichiarazioni di un falso pentito. E’ ancora più legittimo che lo stesso avvocato chieda giustizia per coloro che, a causa delle menzogne di quel pentito, si sono fatti 20 anni di galera. Detto questo, però, è indispensabile entrare nel merito del libro “Dalla parte sbagliata” (ed. Castelvecchi), scritto a quattro mani dall’avvocato palermitano Rosalba Di Gregorio e dall’inviata di Servizio Pubblico Dina Lauricella, per contestare alcune tesi in esso contenute. Per semplificare lo si potrebbe definire una lunga arringa difensiva di un avvocato di mafia che difende una vittima di quelle bugie (Gaetano Murana, ndr), coadiuvata da una giornalista in prima linea. Ma sarebbe indubbiamente riduttivo. Nelle 190 pagine l’avv. Di Gregorio racconta tra l’altro le condizioni aberranti dei detenuti al 41bis al carcere di Pianosa e il “trattamento” riservato ai loro familiari con la conseguente morte dello Stato di diritto. Che nessuna emergenza potrà mai giustificare.
Era il 1992 ed erano state fatte da poco le stragi di Capaci e Via D’Amelio. In quel periodo il carcere dell’Ucciardone veniva chiamato “Villa Ucciarda”: i boss mafiosi pasteggiavano con aragoste e champagne, brindando per la buona riuscita degli omicidi “eccellenti”. Ma dopo la strage di via D’Amelio lo Stato si era visto costretto a rispondere con fermezza. Quella fermezza che, nelle supercarceri di Pianosa e l’Asinara, spesso si era trasformata in vera e propria crudeltà. Ma la violenza delle stragi non era stata meno crudele e aveva lasciato sul campo morti, feriti, invalidi e tanti familiari di vittime di mafia violentati nell’anima.


Un puzzle da ricostruire

Leggi tutto...
 

30

Ago

2014

Dopo Andreotti, Berlusconi. Riina a ruota libera PDF Stampa E-mail
Scritto da redazione AMduemila   
berlusconi-pioggia-soldi

di AMDuemila - 30 agosto 2014

“Ci dava 250 milioni a colpo”
Durante le sue passeggiate in compagnia del boss pugliese Alberto Lorusso, durante l'ora d'aria trascorsa al carcere Opera di Milano il capo dei capi Totò Riina non ha parlato solo dell'incontro con Giulio Andreotti. Il boss corleonese ha anche parlato di Silvio Berlusconi e del rapporto di quest'ultimo con Cosa nostra, così come è stato consacrato nella sentenza di Cassazione su Dell'Utri. Racconta Riina: “...si è ritrovato con queste cose là sotto, è venuto, ha mandato là sotto a uno, si è messo d’accordo, ha mandato i soldi a colpo, a colpo, ci siamo accordati con i soldi e a colpo li ho incassati’’. Quanti? “A noialtri ci dava 250 milioni ogni sei mesi”.

Questa conversazione è stata registrata il 22 agosto dello scorso anno ed è depositata agli atti del processo trattativa Stato-mafia.
Nel dialogo Riina inizialmente commenta, tra una risatina e l'altra, anche le difficoltà politiche di Berlusconi, dai “festini in Sardegna e in Puglia” al caso Ruby. Ma quando si tratta di parlare di quel rapporto vissuto negli anni ottanta e novanta con l'ex premier il tono è assolutamente serio.
“I catanesi dicono, ma vedi di... – prosegue il capomafia –. Non ha le Stande, gli ho detto, da noi qui ha pagato. Così, così li ho messi sotto, gli hanno dato fuoco alla Standa. Minchia, aveva tutte le Stande della Sicilia, tutte le Stande erano di lui. Gli ho detto: bruciagli la Standa. A noialtri ci dava 250 milioni ogni sei mesi, 250 milioni ogni sei mesi. Quello... è venuto il palermitano... mandò a lui, è sceso il palermitano ha parlato con uno... si è messo d’accordo... Dice vi mando i soldi con un altro palermitano. Ha preso un altro palermitano, c’era quello a Milano. Là c’era questo e gli dava i soldi ogni sei mesi a questo palermitano. Era amico di quello... il senatore (ovvero Dell'Utri, ndr)”.

Leggi tutto...
 

28

Ago

2014

Radici Resistenti in Sicilia – Vittoria Giunti ad Aragona il 29 Agosto PDF Stampa E-mail
Scritto da Lucia Castellana   
di Lucia Castellana - 25 agosto 2014

Ci sono libri che prendi in mano per caso. Perché la copertina ti ha attratto in quel momento per il suo particolare colore. Per il loro titolo accattivante. Perché te li ritrovi semplicemente in mano. Che inizi per distrazione e che finiscono per acchiappare la tua attenzione.
“Le eredità di Vittoria Giunti” è stato uno di questi. La piacevole scoperta di come, oltre gli esempi in negativo di amministratori e politici che il nostro presente ci offre, ci siano uomini e donne che in silenzio ci hanno regalato quelle conquiste sociali che oggi ci sembrano ovvietà.
E che quasi non sappiamo apprezzare.
Ci sono uomini e donne di cui la storia non ci parla e che comunque la storia l’hanno fatta. Con le loro scelte. Con il loro esempio.
Il regalo più nobile che Gaetano Alessi ci avesse potuto fare è proprio quello di presentarci una donna che, nel silenzio e nella discrezione, ha contribuito a scrivere un pezzo della nostra storia. Soprattutto offrendo il suo sostegno ed il suo incoraggiamento ai giovani.
Leggi tutto...
 

26

Ago

2014

Il Csm va in ferie,
 la mafia no PDF Stampa E-mail
Scritto da Marco Travaglio   
di Marco Travaglio - 21 agosto 2014

Grazie al Parlamento bloccato su riforme inutili e dannose come il nuovo Senato e l’Italicum, due organi costituzionali come la Consulta e il Csm sono monchi da quasi due mesi. La prima, dopo l’uscita a fine giugno dei giudici Mazzella e Silvestri, attende che le Camere si decidano a eleggere i due sostituti, ma i partiti non trovano l’accordo e han già prodotto sette fumate nere (il che forse è addirittura un bene, visto che i candidati Violante, Ghedini, Bruno, La Russa e Catricalà sono tutti ex legislatori in conflitto d’interessi, visto che andrebbero a giudicare le leggi da essi stessi votate o volute).

Il Csm è scaduto in blocco il 7 luglio, quando i magistrati hanno eletto i 14 membri togati, ma quello nuovo non può insediarsi perché il Parlamento non si decide a eleggere gli otto laici (quattro votazioni a vuoto). E così - mai accaduto prima - il presidente Napolitano ha prorogato quello vecchio fino all’11 settembre, sperando che intanto lorsignori trovino la quadra. Non è questione da poco, perché Palazzo dei Marescialli deve nominare i capi di ben 252 uffici giudiziari, anche grazie all’idea geniale del governo Renzi di anticipare l’età pensionabile dei magistrati da 75 a 70 anni. Un’ecatombe. Ma, nonostante il superlavoro che l’attende, Palazzo dei Marescialli ha chiuso regolarmente per ferie, a parte una seduta straordinaria per processare Antonio Esposito, perseguitato da un anno a causa dell’intervista (manipolata) rilasciata al “Mattino” dopo la condanna di Berlusconi al processo Mediaset.
Leggi tutto...
 
«InizioPrec.12345678910Succ.Fine»

Pagina 1 di 871
 

Petizione Agostino

Fino all'ultimo giorno della mia vita

Ultimi Commenti

Pagina Facebook