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In Primo Piano

Compleanno Paolo - Palermo, 19/01/2016
di Sonia Cordella - 20 gennaio 2016
 
                                                                         
 
Il 19 gennaio 2016 i fari del Real Teatro Santa Cecilia di Palermo si sono accesi per festeggiare nella sua terza edizione il compleanno di Paolo Borsellino che oggi avrebbe compiuto 76 anni se la sua vita non fosse stata falciata da un sistema di potere che lo voleva morto. Buon compleanno Paolo perché invece tu sei vivo, più vivo che mai. Sei vivo come uomo nel cuore dei tuoi figli, dei tuoi nipoti, della tua famiglia e di tutti gli uomini che hanno sposato i tuoi immensi ideali. Sei vivo come magistrato nel valore integerrimo dell'amore per la giustizia e la verità di altri, sebbene pochi, magistrati che hanno seguito le tue orme con coraggio e fedeltà e che porteranno a termine ciò che tu e Giovanni avevate cominciato. Uno di loro condannato a morte come te, ti onora della sua presenza in primissima fila. Lo conosci bene. E' Nino di Matteo, e ti onora insieme ad un altro magistrato con la schiena dritta, il procuratore Vittorio Teresi.
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Appuntamenti

07

Feb

2016

... e se Attilio fosse tuo fratello? - Messina, 11 Febbraio 2016 PDF Stampa E-mail
Scritto da Redazione AMDuemila   
di Redazione AMDuemila - 3 febbraio 2016

Giovedì 11 Febbraio 2016, alle ore 16:30, presso l'Auditorium di San Vito di Barcellona P. G. (Messina), l'ANAAM (Associazione Nazionale Amici di Attilio Manca), si terrà un incontro-dibattito sull'omicidio del giovane urologo barcellonese, di cui ricorrerà il suo 12 anniversario.

 
Interverranno:

Don Luigi Ciotti (Presidente Nazionale Libera)

Avv./ti Fabio Repici e Antonio Ingroia (legali della famiglia Manca)

Renato Accorinti (Sindaco di Messina)

Maria Teresa Collica (Avvocato/Docente Universitario)

Nuccio Anselmo (giornalista Gazzetta del Sud)

Annalisa Insardà (attrice; leggerà alcuni brani tratti dai libri scritti sulla vicenda di Attilio Manca)


Coordinerà l'incontro il giornalista Lorenzo Baldo (ANTIMAFIADuemila).

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01

Feb

2016

'La mafia non uccide solo d'estate' - Messina, 27/02/2016 PDF Stampa E-mail
Scritto da Movimento Agende Rosse Messina - gruppo Graziella Campagna   
di Movimento Agende Rosse - 1 febbraio 2016

Storia di due Angeli vittime di mafia: Graziella Campagna e Attilio Manca

Sabato 27 febbraio 2016 ore 19.30 presso la parrocchia San Francesco d'Assisi (San Licandro, Messina).

Saluti: Movimento Agende Rosse gruppo Graziella Campagna

Modera:
Marica Piazza
(attivista)
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31

Gen

2016

Cosa nostra: Gaetano Scotto a piede libero PDF Stampa E-mail
Scritto da Redazione AMDuemila   
di Redazione AMDuemila - 30 gennaio 2016

Si allunga la lista dei boss di grosso calibro a piede libero, qualche giorno fa è toccato al capomafia dell'Acquasanta, Gaetano Scotto, quello che i collaboratori di giustizia indicano come ponte tra Cosa nostra e i servizi segreti. Sebbene sia indagato per il tragico e misterioso omicidio di Nino Agostino e la moglie Ida avvenuto il 5 agosto del 1989 al momento Scotto può muoversi in libertà.
E non è l'unico, negli ultimi tempi infatti sono stati molti gli uomini d'onore usciti dal carcere, basti pensare a Sandro Capizzi (figlio di Benedetto, uno dei componenti della Cupola di Riina e Provenzano) al momento a piede libero per decorrenza dei termini di custodia cautelare sebbene solo lo scorso 14 gennaio è stato condannato a 9 anni e 4 mesi. Oppure ad Antonino Messicati Vitale, libero da ottobre scorso, Gioacchino Alioto di Corso dei Mille o Pietro Badagliacca di Rocca Mezzomonreale. Un fenomeno preoccupante che anche la Dia, nella prima relazione semestrale 2015 segnala ed aggiunge alla lista Ferdinando Gallina, influente mafioso di Carini. E' fuori anche lo storico capomafia di Prizzi, tra i consiglieri del vertice mafioso all'epoca della cupola, Tommaso Cannella.
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07

Feb

2016

Uno Stato al contrario: Agostino sotto tutela e Scotto in libertà PDF Stampa E-mail
Scritto da Lorenzo Baldo   
di Lorenzo Baldo - 3 febbraio 2016

Cosa si può dire a un padre a cui hanno ammazzato il figlio e la nuora incinta di pochi mesi che si ritrova sotto tutela mentre colui che ha indicato come uno dei killer del duplice omicidio viene rimesso in libertà? Non ci sono spiegazioni giuridiche che reggano per motivare la scarcerazione del principale sospettato dell'omicidio di Nino Agostino e di sua moglie Ida Castelluccio. Di fronte al dolore lancinante di quest'uomo e della sua famiglia si resta solamente basiti. “Non c'è giustizia... non c'è giustizia...”, ripete annichilito Vincenzo Agostino al telefono. Ha cercato di scacciare il pensiero di trovarsi di fronte a Gaetano Scotto mentre passeggia per l'Arenella, ma la rabbia, il senso di frustrazione per la notizia che ha saputo tramite i giornali non gli dà tregua. Dopo la decisione del comitato per l'ordine e la sicurezza di affidargli una tutela il dolore di questo anziano padre dalla lunga barba bianca si è acuito. Accanto a lui la moglie Augusta e le sue due figlie Nunzia e Flora cercano di proteggerlo. Ma il suo cuore è messo a dura prova.
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31

Gen

2016

'Contaminiamoci di legalità' - Agrigento, 3 Febbraio 2016 PDF Stampa E-mail
Scritto da Redazione AMDuemila   
di Redazione AMDuemila - 31 gennaio 2016

Mercoledì 3 Febbraio 2016, alle ore 10 presso l'Auditorium dell'IPSCT Nicolò Gallo di Agrigento si terrà un seminario, organizzato da Il Movimento Agende Rosse Gruppo ''R. Livatino'', sul tema ''Contaminiamoci di legalità''


Interverranno:

- Don Giuseppe Livatino, "postulatore della causa di beatificazione di Rosario Livatino"

- Aaron Pettinari, giornalista di Antimafia Duemila

- C.F. Massimo Di Marco, comandante della Capitaneria diporto di Porto Empedocle

- Pietro Sicurelli, Agende Rosse Gruppo "R. Livatino" Agrigento
 

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25

Gen

2016

Mafia e servizi: si parla Cattafi PDF Stampa E-mail
Scritto da Luciano Mirone   
di Luciano Mirone - 16 gennaio 2016

E adesso che il pentito Carmelo D’Amico lo indica come il mandante del delitto di Attilio Manca (11 febbraio 2004), in grado di discutere alla pari perfino con Generali dei Carabinieri e di ordinare l’omicidio dell’urologo a un ufficiale dei servizi segreti, come la mettiamo? Adesso che D’Amico – ex capomafia di Barcellona Pozzo di Gotto – ha dichiarato che è stato Rosario Pio Cattafi a volere l’assassinio del medico barcellonese in servizio a Viterbo, perché questi, nel 2003, avrebbe operato e assistito Bernardo Provenzano per un tumore alla prostata, quali saranno gli sviluppi del caso? Adesso che il pentito ha detto che Manca sarebbe diventato pericoloso per avere scoperto la vera identità di Provenzano (allora nascosto col falso nome di Gaspare Troia) e per aver riconosciuto la rete di colletti bianchi che lo protesse nella latitanza a Barcellona, cosa succederà? Adesso che il collaboratore conferma che Cattafi è un boss di prima grandezza, collegato con i servizi segreti deviati, con la massoneria e con la politica, e non un mafiosetto di provincia “fino al 2000” (come sostengono i giudici della Corte d’Appello di Messina che gli hanno ridotto la pena da 12 a 7 anni, facendolo uscire dal carcere, escludendo perfino la “pericolosità sociale” e il pericolo di fuga) quali saranno i contraccolpi? Non lo sappiamo, ma abbiamo l’impressione che le dichiarazioni di D’Amico stiano facendo perdere il sonno a molti e che certe guerre sotterranee siano appena all’inizio, D’Amico è stato dirompente, specie quando ha collegato certi personaggi al circolo paramassonico “Corda fratres” di Barcellona. E i magistrati della Procura di Messina hanno trascritto ogni parola, segno che non considerano ininfluenti certi sillogismi. Per capire il livello di potere di questo personaggio, basta dire che quando, all’inizio del Duemila, i magistrati di Messina lo definirono sociamente pericoloso (a quel tempo, evidentemente, non si era ancora “redento”), e gli ritirarono la patente obbligandolo a 7 dimorare nella sua città, l’allora sindaco Candeloro Nania (cugino dell’ex vicepresidente del Senato, Domenico Nania), pensò di mettergli a disposizione la macchina del comune con tanto di autista. Un Consiglio imbottito, all’ epoca, di soggetti del senatore Nania, considerati dalla Commissione prefettizia, vicini alla mafia. Malgrado varie richieste di scioglimento, nessun Governo di centrodestra o di centrosinistra ha mai provveduto a superare l’emergenza etica.
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Petizione Agostino

Fino all'ultimo giorno della mia vita

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